Traforo del Monte Bianco: serve una vera riflessione.

In questi giorni si è parlato molto, anche in Consiglio regionale, del traforo del TMB, di come poter incrementare la sicurezza e rendere tale collegamento affidabile, intendendo con questo l’ipotesi che venga realizzato un tunnel parallelo all’attuale. Occorre premettere che l’UVP è contraria a veder aumentare i transiti dei mezzi pesanti attraverso la nostra regione, ma sulla questione della sicurezza, ritiene che debba essere posta particolare attenzione al futuro del traforo del TMB, che rappresenta un’arteria vitale per l’economia della Valle d’Aosta e dell'Italia, in modo da evitare il rischio di una nuova chiusura, epilogo che segnerebbe il definitivo isolamento economico della nostra regione. E' quindi necessario, affrontare con serietà e realismo tutte le soluzioni che possano garantire un collegamento affidabile e sicuro, ma senza che queste comportino l’ampliamento delle capacità di transito (in coerenza con la Convenzione delle Alpi) . Anche quella di una seconda galleria, in grado di separare in sicurezza i flussi di traffico e alternativa alla prima in caso di una sua chiusura. Ed è infatti in questa direzione che si stanno muovendo tutti i principali tunnel stradali nell’arco alpino. Nel traforo del Frejus è dal 2011 che si sta scavando per realizzare la seconda canna e lo stesso presto accadrà al tunnel stradale del San Gottardo. Recentemente infatti, l’elettorato elvetico, notoriamente virtuoso ed attento alle tematiche ambientali, ha detto "sì", tramite un referendum, alla costruzione di una seconda galleria stradale, e lo ha fatto, non certamente per aumentare il transito dei mezzi pesanti, ma bensì incrementare la sicurezza del tunnel stradale e scongiurare una eventuale chiusura. Una scelta quella degli elvetici che, è stata fatta, ed è significativo dirlo, durante l’inaugurazione del nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo. Ciò dimostra che una cosa non esclude l'altra. Per rispondere quindi alle legittime preoccupazioni, che sono anche le nostre, di chi teme l'aumento dei "Tir" nella valle, l’UVP ritiene che la condizione necessaria all’eventuale costruzione della seconda canna, sia quella di rendere le due gallerie percorribili su una sola corsia per senso di marcia. L'altra corsia servirebbe da corsia d'emergenza permettendo alla polizia, alle ambulanze e ai vigili del fuoco di procedere rapidamente in caso di incidente. Progettando in questo modo la circolazione, i transiti non cambierebbero rispetto a oggi, delle due corsie aperte oggi nel vecchio tunnel ne rimarrebbe aperta una soltanto in una direzione, mentre nel nuovo tunnel resterebbe aperta una sola corsia nella direzione opposta, migliorando così ulteriormente la sicurezza nella circolazione stradale all’interno del tunnel, senza provocare alcun aumento di traffico, assicurando così la salvaguardia dell’ambiente alpino. Un dato certo è che una nuova canna aumenterebbe dell’80% la sicurezza. In caso di incidente o di incendio in uno dei due fornici, l'altro collegato al primo da by-pass percorribili anch’essi dai mezzi d'intervento, servirebbe ulteriormente, sia da via di soccorso che da via di fuga. A marzo del 1999, se il tunnel fosse già stato a due canne non si sarebbero avuti trentanove morti. Il raddoppio della galleria eliminerebbe inoltre il rischio di scontri frontali e laterali fra due veicoli. Altro vantaggio, non indifferente, sarebbe quello di consentire, nelle ore di minor traffico, di poter fare i lavori di manutenzione in piena sicurezza chiudendo il fornice dove si svolgono e ristabilendo temporaneamente nell'altro una circolazione bidirezionale. Altro aspetto che va considerato sono il costo delle nostre autostrade, in gran parte questo è dovuto al fatto di aver costruito un’autostrada con un tracciato inserito su lunghissime gallerie, proprio per ottenere il massimo rispetto per il territorio e l'ambiente. Un’opera che ha permesso di liberare dal traffico, soprattutto da quello pesante, i numerosi centri abitati e gli insediamenti turistici dell’Alta Valle. Possiamo correre il rischio di buttare tutto al vento? Così da subire oltre al danno dei costi anche la beffa di far diventare quell’investimento inutile? Anche sulla questione inquinamento, su cui si è scagliato il sindaco di Chamonix, Eric Fournier, c’è da far chiarezza, oggi al traforo del Monte Bianco è vietato il transito ai mezzi pesanti obsoleti e quindi più inquinanti, classificati nelle categorie Euro 0, Euro 1 e Euro 2 ed oltretutto a transitare nel traforo del TMB, sono per la quasi totalità (90%) i meno inquinanti Euro 5 ed Euro 6. Ciò nonostante, l’anno scorso dal versante francese del Monte Bianco è emerso un dato sconcertante, l’aria risultava più inquinata di Parigi. Eppure l’allarme inquinamento non riguardava il versante italiano. Ora, quel che è certo, è che il traffico veicolare pesante è una delle cause dell’inquinamento dell'aria, ma non di certo tra le principali e questo non spiega, essendo presente in ugual misura in entrambi i versanti, perché in Valle d’Aosta non si fosse verificato lo stesso problema. Un reportage fatto l’anno scorso dall’emittente France 2 ha mostrato come l’allarmante stato dell’aria presente a Chamonix è da ricondurre principalmente alla scelta sciagurata di costruire un inceneritore, che riversa i suoi fumi, proprio in mezzo ad una vallata alpina. Fumi che poi, a causa delle condizioni meteorologiche e morfologiche del territorio ovviamente non si disperdono. Quindi per concludere, i trasporti nella nostra regione, devono finalmente diventare un’opportunità e non solo un problema, affrontiamo quindi questa discussione con serietà e maturità, nel merito, senza avere preclusioni ideologiche, perché ne va del futuro della nostra Regione.  

Fabio Marra Vice Presidente UVP


Comunicato Stampa del Gruppo UVP di Aosta

sulla questione candidatura mura romane al patrimonio Unesco

Il gruppo UVP di Aosta chiede all'Amministrazione Comunale di conoscere quali sarebbero le strategie di politica culturale che la municipalità intende mettere in atto per il futuro. A seguito dei tagli o dell'assenza di fondi da impegnare nel settore, infatti, ora viene annunciata la volontà di candidare la cinta augustea al patrimonio riconosciuto dall'Unesco. Idea interessante, certo, ma domandiamo - al di là della candidatura - come il Comune, per quanto di sua competenza, intenda impegnarsi per valorizzare e promuovere il patrimonio monumentale presente sul territorio. Noi riteniamo che si stia facendo poco e che sia necessario coinvolgere al più presto tutti gli attori possibili al fine di operare in modo sinergico per promuovere maggiormente l'immagine di Aosta.

Comunicato Stampa
del Gruppo UVP di Aosta

Il gruppo UVP di Aosta, venuto a conoscenza delle problematiche esternate pubblicamente dalla Consulta Comunale per le Attività Culturali della Città di Aosta, invita il Sindaco di Aosta e la sua Giunta a voler procedere al più presto all'insediamento dell'ente istituzionale in questione e, per quanto possibile e come previsto dal regolamento istitutivo, a valorizzarne le competenze culturali acquisite dalla Consulta in 25 anni di volontariato per la Città.

Comunicato Stampa
del 18 maggio 2016

Il gruppo UVP di Aosta, in seguito alla recente aggressione subita da un esercente di Aosta, chiede ai responsabili delle forze dell’ordine di rafforzare i controlli sul territorio. Chiede, inoltre, su questo tema un confronto tra le categorie del settore, le autorità preposte alla sicurezza pubblica e l’amministrazione comunale al fine di mettere in atto tutte le misure utili a prevenire simili atteggiamenti da parte di sconsiderati, di qualsiasi comunità o appartenenza essi siano,

Il gruppo UVP di Aosta


Rendez-Vous des Groupes Progressistes de la Valdigne

Rendez-Vous des Groupes Progressistes de la Valdigne

mardi, le 03 mai, à La Salle

auprès de la salle du conseil de la Maison Gerbollier à partir de 18h00


Rendez-Vous des Groupes Progressistes Grand Paradis

Rendez-Vous des Groupes Progressistes Grand Paradis

mardi le 26 avril à Saint-Pierre

auprès de la salle des conférences de la Coopérative COFRUITS à partir de 18h00

Due leggi di iniziativa popolare per far “ripartire” la Valle d’Aosta

Un week-end di mobilitazione dal 22 al 24 aprile

A lungo si è dibattuto sull'opportunità di iper-utilizzare lo strumento referendario come elemento di gestione politica-amministrativa della cosa pubblica. Innanzi tutto perché si tratta di uno strumento di democrazia “diretta” e non mediata dai rappresentanti regolarmente eletti e, secondariamente, perché un abuso dello strumento referendario potrebbe comportare un calo di attenzione del cittadino, davvero poco educato alla cura dei propri interessi – e si intende degli interessi collettivi della comunità – con la conseguenza di un progressivo distacco dall'utilizzo dei propri diritti che, non scordiamolo mai, al contempo sono anche doveri. A lungo si può discutere sulla questione, ma rimane il fatto che oggi il referendum sia uno dei pochi strumenti ancora a disposizione per far giungere nel cuore pulsante dei Governi in generale il punto di vista dell'elettore-cittadino di cui, chi siede nelle rappresentanze locali o centrali, ne è l'espressione. Per certi versi il referendum potrebbe essere un segnale di fiducia “condizionata” e di controllo per le rappresentanze. In questo contesto il Comitato La Valle d'Aosta Riparte ha presentato un progetto di iniziativa popolare valdostana per intervenire su due argomenti attraverso apposite leggi regionali, riguardanti proprio i quorum di accesso e di validità allo strumento referendario regionale, ed i trasporti. In entrambi i casi l'UVP ha condiviso l'importanza degli argomenti proposti, essendo gli stessi da tempo oggetto di numerose iniziative in sede di Consiglio Regionale e nelle apposite Commissioni Consiliari. Il primo dei due argomenti riguarda una modificazione alla legge regionale 25 giugno 2003, n. 19 (Disciplina dell'iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell'articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale), caratterizzata da alcuni nodi emersi: a) l'elevato quorum di partecipanti al voto necessario per sancire la validità del referendum abrogativo e propositivo di legge regionale; b) la mancata individuazione delle modalità e dei soggetti per avanzare al Consiglio regionale la richiesta di referendum consultivo; c) la troppo ampia casistica delle materie escluse dalla possibilità di iniziativa legislativa popolare, in particolare in merito a leggi di programmazione in materia di urbanistica e di tutela ambientale; Attraverso proposte volte a fissare quorum più bassi dell'attuale 5% degli elettori (per quelli nazionali è l'1,6%) per la raccolta delle firme e per la validità dello stesso referendum, ricorrendo alla percentuale dei partecipanti alle ultime elezioni e non degli aventi diritto al voto, si intende offrire uno strumento di democrazia più autorevole quale vox populi. Quest'ultimo aspetto, per certi versi attiene anche al secondo, fondamentale, referendum. Attraverso una proposta di legge ben precisa, che intende comporre una politica di trasporto adeguata sia ai contesti montani europei e nazionali, sia alle risorse finanziarie inesorabilmente decrescenti e incerte per il futuro, sia al diritto di un'adeguata mobilità, rispettosa dell'ambiente ed efficace per residenti e per turisti che sempre più numerosi scelgono i mezzi pubblici per ammirare i paesaggi unici che offrono le vallate alpine, cosa che ormai da un secolo è cavallo di battaglia degli svizzeri ad esempio, sia per potenziare, non indebolire, la permeabilità e l'accessibilità al territorio valdostano come elemento di crescita, e non di implosione civile, si vuole intervenire con un cambio a 180 gradi sulla strategica impolitica scoordinata dei trasporti degli ultimi 7/8 Anni. La proposta richiede di potenziare, non debilitare come successo, l'infrastruttura ed il trasporto ferroviario quale elemento guida di movimentazione interna sull'asse centrale vallivo, elettrificando la linea per rimediare alla rottura di carico ad Ivrea e integrando la mobilità da e per le valli laterali con un preciso piano di trasporto su gomma che impedisca le innumerevoli sovrapposizioni che in tutti questi anni hanno comportato un notevole spreco di risorse e spreco di efficienza. Ma vuole anche intervenire sulla programmazione strategica degli interventi infrastrutturali, potenziando e facendo ricorso a strumenti di pianificazione e di accordo con lo Stato e con RFI quali gli Accordi di Programma Quadro, strumento del tutto abbandonato e disatteso per quelli ancora in vigore, in questi anni. L'UVP ha ritenuto che questi argomenti siano alcune delle leve fondamentali, ancorché non le uniche né le ultime, per un contributo essenziale alla rinascita sociale, economica ed ambientale della nostra Valle e guarda all'occasione proprio anche nell'ottica di una linea di collaborazione programmatica ad unico ed esclusivo vantaggio dei nostri concittadini, che è e rimane il vero obbiettivo di una politica del dialogo. Ben quattro su 12 sono le aree coordinate da UVP per la raccolta firme che si concentreranno nel periodo 22-24 Aprile p.v.: Grand Combin (Barbara Zannoni), Charvensod-Gressan-Jovencan (Paola Petit Pierre), Evancon (Sabina Thoux) e Hône-Donnas (Claudio Zamparutti). L'elenco dei punti di raccolta è stato reso noto e pubblicato a seguito della conferenza stampa tenuta il 19 Aprile ad Aosta presso la Sala Hotel des Etats in Piazza Chanoux,. Gli appuntamenti proseguiranno con la raccolta delle firme presso i propri punti di raccolta nei giorni che vanno da 22 al 24 Aprile e poi il giorno 28 aprile a Pont-Saint-Martin nel salone adiacente all'Auditorium alle ore 21, dove saranno affrontati questi temi con l'intervento del Presidente del nostro movimento Luigi Bertschy. La raccolta firme proseguirà, poi, per i prossimi tre mesi fino alla metà del prossimo mese di Luglio. Siete attesi numerosi a sostegno di questa iniziativa che potrà nel contempo offrire il destro per un apprezzamento – o meno - diretto delle politiche trasportistiche espresse nelle ultime legislature. Al 22-24 Aprile presso i propri centri di raccolta, dunque, e nel fattibile, contribuite a diffondere il più possibile l'iniziativa anche via social: facebook Lavalledaostariparte, twitter @vdariparte, instagram #vdariparte, mail vdariparte@gmail.com Grazie a tutti.

Maurizio Moscatelli


Rendez-Vous des Groupes Progressistes Mont-Cervin

Rendez-Vous des Groupes Progressistes Mont-Cervin

ce soir à Châtillon

chez BAR ANCIEN NATIONAL à partir de 18h00

Joyeux Noël!

L’Union Valdôtaine Progressiste vous souhaite un Joyeux Noël et vous adresse ses Vœux les meilleurs pour la Nouvelle Année 2016.

Il Treno dei Desideri

Quante Panda avremo con un Marguerettaz di meno?

La scelta di sospendere la linea Aosta – Pré-Saint-Didier porterebbe, in realtà, alla sua chiusura definitiva, con l’inevitabile conseguenza dell’ennesima cessazione di un servizio di trasporto universale a favore del trasporto privato e su gomma.

La rete dei trasporti valdostani è già debole, poco funzionale e poco integrata: un grave vincolo a qualsiasi ipotesi di sviluppo.

Per uscire dalla crisi, la Valle d’Aosta deve investire in un piano strutturale e sistemico dei trasporti che la ricolleghi al Paese e all’Europa attraverso un servizio pubblico e universale, moderno ed efficiente, sostenibile ed eco-compatibile.

La linea Aosta – Pré-Saint-Didier deve farne parte, sia per il potenziale turistico ed economico, sia per quello ordinario, poiché potrebbe servire, a seguito di adeguate politiche di promozione dell’uso del mezzo pubblico, un terzo dei residenti della Valle.

Per questi motivi chiediamo alla Regione e al Consiglio regionale di non sospendere un bel niente e di avviare finalmente e sul serio, con tutte le parti interessate (sindacati, lavoratori, studenti e imprenditori turistici) una fase operativa che porti a nuove idee di sviluppo per la Valle d’Aosta.

Facciamoci sentire!

Sabato 19 parte

#ilTrenodeiDesideri

vi aspettiamo numerosi!

Ritrovo: Stazione FS di Aosta, ore 13 Partenza Aosta – Pré-Saint-Didier: ore 13,41 Ritorno Pré-Saint-Didier – Aosta: ore 17,13 A seguire FIACCOLATA Aperitivo sostenibile

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