Una triste notizia

Apprendiamo con infinita tristezza la notizia dell’improvvisa scomparsa della Signora Rina Perrin, mamma del Consigliere regionale Albert Chatrian e sorella del già senatore e Presidente della Regione Carlo Perrin. Ci stringiamo intorno al dolore della famiglia porgendo le nostre sentite condoglianze

Au revoir, Ida

L’histoire de chaque individu vit grâce aux lieux, aux affections, aux idées, aux projets; nous devons donner à cette histoire la liberté de bouger, car après de nombreuses années, c’est nous la voie de nos histoires.

Convocation du Conseil des Communautés

Il Conseil des Communautés è convocato

lunedì 11 marzo 2019 alle ore 20.30  

Verrès presso il salone Bonomi –Piazza Europa, n. 1


Convocazione Congrès straordinario

Lunedì 25 febbraio 2019 • Pontey, ore 18.00

Si comunica che, a seguito delle dimissioni rassegnate da Elisa Bonin dalla carica di Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste, il Congrès, organo sovrano del nostro Movimento, è convocato in sessione straordinaria  

lunedì 25 febbraio 2019 a Pontey - sala Municipio - alle ore 18.00

  per procedere alla elezione del nuovo Presidente dell’UVP.

Una nuova direzione

Una roadmap per un'autostrada dei valdostani

Questa sera alla Sala Bonomi di Verrès si terrà un incontro per esaminare la situazione delle autostrade valdostane e valutare le soluzioni possibili anche alla luce dello studio dell'opsite principale l'Ing. Ferrari che illustrerà le opzioni attuabili per una concreta riduzione dei pedaggi.  

Sala Bonomi di Verrès, h. 20.45

La serata è a cura del Gruppo Consiliare UVP

La journée de la francophonie 

Souligner l'importance d'appartenir a cet espace

Le 20 mars dans tout le monde francophone on fête la journée internationale de la francophonie, instituée en 1988 pour célébrer la langue française dans le monde .
C’est l’occasion pour les francophones du monde entier de fêter en exprimant leur solidarité et leur désir de vivre ensemble, dans leurs différences et leur diversité.
Une date importante en Vallée d'Aoste aussi , pour rappeler l'importance, pour notre communauté , d'appartenir a cet espace avec ses racines et son histoire, et comme possibilité pour nos jeunes d'avoir une grande opportunité linguistique.
Et la fierté de réaffimer notre diversité,  notre particularisme et notre richesse culturelle consacrée par nos langues.
Laurent Viérin
Président de la Région Autonome Vallée d'Aoste

Dalla relazione ai fatti: CVA smonta le giranti

Nelle centrali di Valpelline e Avise per motivi di sicurezza

Dalla relazione ai fatti : CVA smonta le giranti delle Centrali Elettriche di Valpelline e di Avise. Le azioni che sta intraprendendo la direzione di CVA trovano conferma nella relazione recentemente prodotta dalla commissione d’inchiesta presieduta da Alessandro Nogara, neo-Assessore all’Agricoltura della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Riportiamo la notizia ANSA:
(ANSA) - AOSTA, 20 OTT - "A fronte della presenza di difetti costruttivi" e "in un'ottica di sicurezza" la Cva ha deciso di smontare le giranti della centrale di Valpelline (gruppo 1) e di quella di Avise (gruppi 1 e 2). Lo ha comunicato l'azienda dopo una verifica avviata (anche alla luce delle risultanze della Commissione d'inchiesta del Consiglio Valle, in particolare sul materiale proveniente dalla Cina). Le giranti sono state sostituite con quelle montate in precedenza che erano state tenute di scorta. "La necessità di immediato smontaggio - si legge in una nota - è emersa dopo soli circa tre anni dalla fornitura ancorché nel contratto fosse garantito un ciclo produttivo di non meno di 30 anni". Contestando la "radicale inidoneità del materiale" Cva ha depositato ricorso al tribunale di Aosta e ha avviato ulteriori approfondimenti sulle forniture degli ultimi anni.   Riproduzione su cortesia di © ANSA

Ci lascia un amico

Ci ha insegnato il valore della libertà senza compromessi

È una giornata molto triste oggi. Ci lascia un amico e la sua morte ci coglie impreparati. Un uomo gentile Claudio, intelligente, sensibile. Di cui ci mancheranno e ci sono mancati in questi mesi di separazione politica, gli atteggiamenti pacati, l’acutezza del pensiero, la disponibilità al dialogo. Ci mancheranno di Claudio la sua serietà, lo spirito critico e la lucidità di pensiero. Condividere passioni vuol dire condividere la vita, gli ideali, i sogni. E tutti noi abbiamo nel nostro cuore ricordi intensi dei momenti passati insieme. Di battaglie condivise, di serate passate a scrivere progetti con la speranza di saper proporre un disegno migliore alla nostra comunità, di visioni di una Valle d’Aosta del futuro più serena, fortemente autonomista, meritocratica, libera. E allora l’amico che portiamo nel cuore è quello che con durezza non accettava compromessi, ma anche quello che, nella sua vita, con piccoli gesti ci ricordava il valore della libertà. Libertà di pensiero, libertà di vivere, libertà di agire. Oggi è il momento delle lacrime per il tempo insieme che non avremo e con il cuore colmo di tristezza, dedichiamo a Claudio questa poesia con la promessa di andare avanti con il nostro impegno anche per lui.
Sur mes cahiers d’écolier, sur mon pupitre et les arbres, Sur le sable sur la neige, J’écris ton nom Sur toutes les pages lues, Sur toutes les pages blanches, Pierre sang papier ou cendre, J’écris ton nom Sur les images dorées, Sur les armes des guerriers, Sur la couronne de rois, J’écris ton nom Sur la jungle et le désert, Sur les nids sur les genêts, Sur l’écho de mon enfance, J’écris ton nom Sur les merveilles des nuits, Sur le pain blanc de journées, Sur les saisons fiancées, J’écris ton nom Sur tous mes chiffons d’azur, Sur l’étang soleil moisi, Sur le lac lune vivante, J’écris ton nom Sur le champs sur l’horizon, Sur les ailes des oiseaux, Et sur le moulin des ombres, J’écris ton nom Sur chaque bouffées d’aurore, Sur la mer sur les bateaux, Sur la montagne démente, J’écris ton nom Sur la mousse des nuages, Sur les sueurs de l’orage, Sur la pluie épaisse et fade, J’écris ton nom Sur les formes scintillantes, Sur les cloches des couleurs, Sur la vérité physique, J’écris ton nom Sur les sentiers éveillés, Sur les routes déployées, Sur les places qui débordent, J’écris ton nom Sur la lampe qui s’allume, Sur la lampe qui s’éteint, Sur mes raisons réunies, J’écris ton nom Sur le fruit coupé en deux, Du miroir et de ma chambre, Sur mon lit coquille vide, J’écris ton nom Sur mon chien gourmand et tendre, Sur ses oreilles dressées, Sur sa patte maladroite, J’écris ton nom Sur le tremplin de ma porte, Sur les objets familiers, Sur le flot du feu béni, J’écris ton nom Sur toute chair accordée, Sur le front de mes amis, Sur chaque main qui se tend, J’écris ton nom Sur la vitre des surprises, Sur les lèvres attendries, Bien au-dessus du silence, J’écris ton nom Sur mes refuges détruits, Sur mes phares écroulés, Sur les murs de mon ennui, J’écris ton nom Sur l’absence sans désir, Sur la solitude nue, Sur les marches de la mort, J’écris ton nom Sur la santé revenue, Sur le risque disparu, Sur l’espoir sans souvenir, J’écris ton nom Et par le pouvoir d’un mot, Je recommence ma vie, Je suis né pour te connaître, Pour te nommer

Liberté


Piano Regolatore: si discute a Saint-Pierre

La posizione della minoranza

Il lavoro sul piano regolatore è stato lungo e con l'approvazione ieri in Consiglio comunale si chiude una fase che da tempo la comunità sollecitava. Abbiamo espresso la nostra posizione sia in aula che in Commissione riunitasi più volte nel corso dell'ultimo anno. Siamo soddisfatti che ci sia stata da parte della maggioranza la volontà di trovare risposte concrete alle esigenze dei cittadini e che particolare attenzione sia stata data alle piccole richieste concernenti l'adeguamento delle abitazioni primarie dei senpiolens. Abbiamo con soddisfazione inoltre condiviso la scelta di adoperarci affinché il settore agricolo, che riveste per il nostro paese un ruolo fondamentale trovasse nel piano regolatore un utile strumento per soddisfare richieste finalizzate a far crescere il comparto e l'imprenditoria locale. Tuttavia avremmo auspicato una maggiore lungimiranza per il futuro di Saint-Pierre soprattutto in termini di sostenibilità ambientale e di sviluppo turistico del territorio. Come avvenuto per Vetan, con  la proposta con noi condivisa di rinviare ogni discussione nell'attesa di predisporre un Piano di sviluppo turistico dell'intera zona, ci saremmo aspettati un simile atteggiamento per quanto attiene la zona artigianale e industriale di Pommier/Cognein o le aree concernenti le adiacenze dei due castelli con un'attenzione dovuta e doverosa alla salvaguardia dell'identità culturale paesaggistica e rurale di Saint-Pierre. Invece gli interventi sono stati pensati a macchia di leopardo senza una visione globale dell'atout turistico culturale del nostro paese. Ecco perché non solo non ci ha stupito ma ci ha confrontato l'astensione del vice sindaco Bonomi e dei due assessori Carcea e Fontanelle sull'osservazione 55 del piano concernente la proposta, a nostro avviso del tutto anacronistica e senza alcuna visione di tutela del nostro borgo, di  trasformare l'attuale area verde di Chevreyron in una Piazza con annessi parcheggi pluripiano e locali per esercizi commerciali. Un'idea che denota una visione ormai superata di una Saint-Pierre ancora da edificare! Con lo stesso rammarico abbiamo espresso contrarietà in merito a nuove costruzione in località Seez. Dalla discussione di ieri pertanto esaminando  il dato tecnico possiamo dirci parzialmente soddisfatti per un piano regolatore che seppur attento alle singole esigenze dei cittadini ci prospetta per certi versi l'inquieta immagine futura di una Saint-Pierre sempre più antropizzata e costruita. Sul fronte prettamente politico invece non possiamo che ribadire nuovamente la faiblesse di una maggioranza che come confermato dalle prese di posizione di certi membri dell'esecutivo è dopo solo due anni di governo già divisa al suo interno.

Alessia Favre per il Gruppo Libertà e Partecipazione


Rassemblement Valdôtain

L'unica via di riscatto per una Valle d’Aosta in ginocchio

I recenti ultimi fatti che coinvolgono l’ufficio del Presidente della Regione nonché Prefetto hanno di fatto messo la parola fine ad una legislatura a dir poco travagliata, complessa ma anche inadeguata con attori che dovrebbero vedere l’aula del Consiglio regionale dalla tribuna riservata al pubblico e non seduti su quelle comode poltrone; se poi penso che qualcuno ha ricoperto la carica di assessore in uno dei settori strategici della Valle – con risultati che non abbiamo visto ma vissuto in negativo – allora chiedo a gran voce che cali al più presto il sipario sulla XIV Legislatura regionale.

Il mio amico, Luciano Caveri che non manca occasione per “riprendermi” con il sorriso per il fatto che non sempre ho simpatizzato con le sue idee scrive sul suo blog: “ Oggi, dopo certe storie che lasciano l’amaro in bocca, ma confermano solo i tanti sospetti su metodi e comportamenti, digeriti pure con complicità e indifferenza da una parte dell’elettorato, dimostrano che certi addii erano fondati. Molti – conclude Luciano – che oggi si scandalizzano e si vestono con panni nuovi dov’erano?”. Non voglio certo vestire i panni della vittima (cosa chi in famiglia spesso mi rimproverano) ma sicuramente in quella affermazione rientro pure io; sono stato iscritto all’Union Valdôtaine dal 1989 fino a due anni fa, credo di aver dato qualcosa al Movimento e nello stesso tempo ho ricevuto qualcosina, sicuramente poco rispetto a quel porto di mare dove ignoti arrivavano, ottenevano e se andavano verso altri lidi, sbeffeggiando chi come me e tanti altri, allora adolescenti andavano in giro a mettere manifesti per perorare la causa unionista.

Si, ho voluto, ho creduto che un cambiamento ci poteva essere all’interno di quella casa, ci ho creduto davvero, ho combattuto ma non ce l’ho fatta -nel mio piccolo- perché il comando, vertice, andava e voleva andare in tutt’altra direzione, e quella direzione ha portato dritto, spedito verso il burrone. Gli addii dall’Union Valdôtaine che nel tempo ci sono stati: Robert Louvin, Dino e Laurent Vierin, Luciano Caveri su tutti non sono per me scivolati via in maniera indolore così come i loro ripetuti inviti a voler seguire assieme a loro un progetto nuovo di rilancio mi avevano fatto vacillare e non poco; tenuto conto che, all’interno dell’UV la sensazione di non essere gradito cresceva sempre di più (con delle punte elevatissime dal 2008 in poi) ma, malgrado tutto e soprattutto senza la presunzione di essere chissà chi ritenevo, il cuore diceva che bisognava rimanere lì e così è stato fino a quando la misura non è arrivata al colmo ed ecco che grazie a Dino prima e Laurent poi la presa di coscienza che un certo modo e certi metodi andavano cestinati, il passaggio in UVP è diventata la logica conseguenza: senza l’ambizione di chissà cosa come sicuramente qualcuno penserà (soprattutto in quel di Cogne dove risiedono molti professorini) ma, la voglia di fare politica liberamente con il proprio pensiero, aperti al confronto ma sempre nell’interesse solo ed esclusivo della propria Regione e nulla più!

Come non condividere, come non appassionarsi per quando uscito ieri dal Conseil de Direction del mio Movimento: il Rassemblement Valdôtain! La Casa comune degli Autonomisti! Finalmente la possibilità di riunire competenze, eccellenze, il meglio che sa offrire la Valle d’Aosta in tutti i settori strategici. Basta con i dirigenti “lacchè”, basta con le medaglie al merito verso coloro che arrivano, fiutano il terreno e poi si schierano a seconda di dove si muove il gallo in cima al campanile! Tutti attori, tutti protagonisti, tutti responsabili, solo così si potrà portare la Valle d’Aosta fuori dal pantano in cui si trova e ridare fiducia, entusiasmo e nuova linfa. Siamo stati troppo in silenzio in questi anni, abbiamo concesso troppo a chi non meritava nulla, ci siamo piegati, mettendo da parte il nostro orgoglio, i nostri pregi e anche i nostri difetti.

Adesso, è giunta l’ora, è giunto il momento del riscatto ,della “resettazione” con buona pace di chi non capisce, fa finta oppure non vuol capire. Tempo scaduto, arrivederci a mai più!

Il corso del destino e della storia chiede questo: lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future. Lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Si parta dunque con le fondamenta della Casa comune degli Autonomisti dalla quale dovranno assolutamente rimanere fuori gli opportunisti e tutti quelli che hanno navigato e portato la Valle al disastro totale.

Réunir. Reussir, adesso si può, adesso si deve, subito!

Andrea Portigliatti

1 2 3 6