Europee:PD-UVP-Alpe

Abbiamo scelto di essere presenti alle elezioni europee e di farlo con un candidato espressione delle forze autonomiste e progressiste. Altri hanno scelto di non partecipare alla competizione e questo ci permette di lanciare davvero un appello a tutti i valdostani: votate per la nostra coalizione e per il candidato Luca Barbieri. Il nostro è un progetto europeista serio per portare la voce della Valle al Parlamento europeo.
Votare per l'Europa: questo è l'appello dell'UVP per le elezioni europee di domenica 25 maggio. Le urne saranno aperte quel solo giorno dalle 7 del mattino alle 23 e poi, nella notte, ci sarà lo scrutinio. Ricordiamo che, per esprimere il proprio voto, sarà sufficiente tracciare un segno sul simbolo della lista del Partito Democratico. Il numero massimo delle preferenze esprimibili è di tre; in questo caso, per rendere valido il voto, sarà necessario scegliere candidati di sessi diversi. Viceversa l'obbligo non sussiste nel caso si esprimano solo una o due preferenze. Il candidato autonomista, di cui bisogna scrivere il cognome a fianco al simbolo votato del PD, è Luca Barbieri. L'appuntamento elettorale ha un valore significativo per il futuro dell'Europa, che certo va riformata in chiave federalista, combattendo forme di antieuropeismo rozze e infruttuose. Andiamo a votare e facciamo votare!

Chanoux non è un santino scolorito

Devo a mio papà il ricordo di un Emile Chanoux intimo e familiare, diverso da quello straordinario monumento che è diventato nel tempo. Un uomo semplice, intelligente e razionale, che aborriva quella retorica fascista che, non solo con i suoi orpelli, ma anche con il volto feroce del Regime, aveva deciso di strangolare la libertà e l'identità del popolo valdostano. E lui non solo si era ribellato, ma aveva posto sotto la sua ala e il suo magistero tanti giovani, guardando al di là del periodo triste e scuro che vivevano allora, dimostrando che esistono persone che sanno lanciare messaggi oltre la propria vita e lo fanno con una visione profetica. Ecco perché il Settantesimo anniversario della sua morte deve essere semplice, come un albero in fiore, senza fanfare e senza discorsi di circostanza. Ognuno rischia di piegare il pensiero di Chanoux ai propri desideri e chi non ne coltiva né idee e né valori dovrebbe avere il buongusto di non usare il martire valdostano come se fosse un fantoccio da tirare nel proprio campo. Ci vuole pìetas e buongusto anche nel leggere discorsi preconfezionati. La sua coerenza e la sua onestà sono un esempio adamantino in questa epoca di crisi della politica. Ho già scritto in passato come, in un dialogo immaginario, credo che lo stesso Chanoux avrebbe preferito evitare di diventare un simbolo per vivere con la sua famiglia le vicende appassionanti del dopoguerra. Invece morì in una cella, senza aver svelato i segreti che i suoi torturatori volevano estorcergli. Sempre mio padre mi raccontò di come cercò di vedere la salma in cimitero, ma il vecchio Camandona, in piemontese, gli disse di andarsene, che rischiava la pelle. Chi pensava di farlo tacere per sempre è stato inghiottito dal tempo, compresi i suoi carnefici e quel fascismo che purtroppo aveva fatto proseliti anche in Valle d'Aosta. Chanoux resta con la sua personalità e i suoi insegnamenti, specie quel federalismo che attraversa il tempo come soluzione alle tante crisi, anzitutto istituzionali, che ci attanagliano e talvolta paralizzano. Non è un'icona quella che dobbiamo avere di lui, come se fosse un santino destinato nel tempo a perdere il colore o una persona cui è dedicata una piazza o una via, ma è vittima di un oblio. Dobbiamo avere in lui un'acqua di fonte cui abbeverarci, sapendo che spetta ad ogni generazione fare la sua parte, senza aspettarci che altri dal passato ci risolvano il presente. Ma i riferimenti e gli esempi sono quelli che danno radici anche alle piante della politica contro gli incapaci, i disonesti e i profittatori, che avvolgono come piante parassite anche la nostra Valle d'Aosta. E che nessuno pronunci il nome di Chanoux invano.  

Luciano Caveri


Siamo su scherzi a parte?

E dopo 50 giorni
siamo punto a capo.

Prima il valzer degli incontri, poi quello delle rinunce e dei passi indietro (ancora mai visti peraltro, malgrado l’”effetto annuncio”), poi quello del cerchiamo di separarli, poi i litigi interni e le pacificazioni, almeno apparenti. Si parla di urgenze e priorità, ma quali? Perché a quelle della comunità e dell'amministrazione pubblica non è ancora arrivata una risposta. Non è nemmeno arrivato un incontro sebbene richiesto. Personalmente sono stufa e molto amareggiata! Noi non giochiamo né abbiamo mai giocato sulla pelle dei valdostani ed eravamo e restiamo serenamente pronti ad affrontare la crisi. Se la Giunta Rollandin non ha più avuto i voti, lo si deve ai problemi della maggioranza, per cui chi gioca a scaricabarile con l’opposizione lo fa per nascondere le sue ferite. Qualcuno pensa che a noi abbia fatto piacere registrare in diretta gli andirivieni di qualcuno e di alcuni in questa situazione? Noi siamo persone oneste e responsabili, che hanno dialogato con tutti. Forse siamo stati ingenui nel credere che il coraggio di cambiare avesse colpito anche qualcun altro, ma non avremo difficoltà, conclusa la vicenda, a fare nomi, cognomi e indirizzi di chi, come i camaleonti, ha cambiato colore al momento buono. Spesso lo si fa per quel senso di paura che viene ispirato da un Regime, venato in alcuni dall’opportunismo puro. Cambiare vuol dire tornare alla normalità di un sistema parlamentare, togliendo quell’alone di “superpoteri” del Presidente-Padrone. Non è facile e siamo pronti a farlo subito o ad aspettare che finisca l’agonia. Ma attenzione che non è questione di una persona, per cui tolto di mezzo qualcuno si torna alla normalità. Non è questione di Rollandin come persona o espressione del Potere, la nostra è la necessità di un vero cambiamento, e la lotta ad un sistema di potere iniziato nel lontanissimo 1978, che va scardinato nelle sue fondamenta per ridare dignità alla parola politica e per ridare libertà alla nostra comunità. Ecco perché come ci ha indignato la logica di un unico “grande manovratore”, ci infastidisce e preoccupa quella del ventriloquo che, come un ammaestrato pupazzo, sappia portare avanti soluzioni decisamente poco trasparenti. Va spezzata una continuità con una proposta seria e concreta. Che alle parole seguano finalmente i fatti! E basta anche con la storia del trionfo elettorale, perché sappiamo bene cosa c’è dietro questa maschera sorniona di chi sorride, continuando a restare nei posti di potere e da lì, con pacifica calma, continua a manovrare tutti come semplici pedine, dicendo a gran voce di non temere le elezioni e – così pare - neppure l’udienza davanti al GIP per il parcheggio dell’Ospedale.  

Alessia Favre

Presidente UVP


Lettera aperta agli eletti e ai movimenti

Aosta, lì 13 maggio 2014

Al Presidente dell'Union Valdôtaine Al Presidente di Stella Alpina Ai gruppi consigliari di UV e Stella Alpina

OGGETTO: lettera aperta agli eletti e ai movimenti

I gruppi consigliari UVP-ALPE-PDSinistraVdA-M5S e le rispettive forze politiche, dopo aver ricercato in questi primi 10 mesi di legislatura, con atti concreti e tentativi incessanti, un dialogo costruttivo per affrontare e risolvere le urgenze della crisi che coinvolge la comunità valdostana, prendono atto, a seguito delle dichiarazioni di Ennio Pastoret, della volontà delle forze della ex-maggioranza UV e Stella Alpina di confrontarsi sulle emergenze. Ricordano che, sin dal luglio 2013,  la legislatura è stata caratterizzata dalla totale occupazione spartitoria da parte di UV e Stella Alpina, malgrado i numeri risicati, di tutte le cariche, comprese quelle istituzionali e di garanzia come la Presidenza del Consiglio e la Commissione Affari generali, a cui va aggiunto il mantenimento del numero degli assessorati a 8, malgrado gli impegni pubblicamente assunti nel periodo elettorale. Rammentano altresì che, dall'inizio di questa legislatura, la convergenza sui grandi dossier richiesta dalle opposizioni è sempre stata rifiutata da quelle stesse forze che oggi la invocano, ed in particolare proprio sugli stessi temi oggi sollecitati. Ritengono, a tale proposito, opportuno ricordare il lavoro prodotto su alcuni temi fondamentali, da noi considerati da sempre urgenti e prioritari, a prescindere dall'attuale crisi politica:
  • sulle riforme e in particolare per quanto è della revisione del Titolo V, sottolineano la mancanza di iniziativa della maggioranza UV-SA e l'atteggiamento rinunciatario adottato riguardo alla possibilità di esercitare le competenze statutarie;
  • sul patto di stabilità, a fronte della puntuale proposta di costituzione di una task-force rappresentativa di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio che andasse a Roma a sostenere in modo sinergico e coeso le questioni finanziarie e l'Autonomia stessa della nostra Regione, ricordano come si manifestasse ancora una volta un rifiuto alla condivisione, con la riproposizione della consueta gestione e visione personale di ogni dossier, con l'aggravante di isolare di fatto la Valle d’Aosta anche dal contesto delle altre Autonomie speciali, producendo così i risultati nefasti che tutti conosciamo;
  • sui fondi strutturali, la cui necessaria attività di pianificazione è stata sollecitata più volte in questi mesi, si è riscontrata la medesima attitudine di chiusura malgrado una risoluzione approvata dal Consiglio e puntualmente disattesa;
  • sulla Casa da gioco di Saint-Vincent si ricorda che, al di là della crisi politica, il Consiglio Regionale aveva già tracciato, deliberandolo, il percorso, mai rispettato, del rinnovo dell'attuale dirigenza, Amministratore Unico in primis;
  • sui cantieri forestali, infine, oggetto di continue ed importanti iniziative da parte delle forze di opposizione, che si sono adoperate per il reperimento dei fondi e che hanno sempre dato la piena disponibilità ad approvare immediatamente la relativa variazione di bilancio, al fine di risolvere parzialmente le criticità e a fronte di una gestione disastrosa e dei danni prodotti.
Tutto ciò premesso, le forze di opposizione prendono atto di come, a 10 mesi dall’inizio di una legislatura caratterizzata da un rapporto di 18 a 17 e a più di un mese dal crollo della Giunta regionale, a fronte dell'incapacità da parte di UV e Stella Alpina di garantire la governabilità nonostante i vari ed infruttuosi tentativi messi in campo, ci sia finalmente la presa di coscienza da parte dell'ex maggioranza, che certi dossier, da sempre ignorati o gestiti in modo personalistico, oltre ad esistere necessitano obbligatoriamente di condivisione. Rilevano che si è comunque di fronte ad una presa di coscienza, seppur tardiva, del palese fallimento del sistema, del metodo e del progetto politico proposto da UV e Stella Alpina. Al fine di sbloccare questa situazione, la cui soluzione non è più rinviabile, e a fronte dell'impasse a cui la ex-maggioranza pare non saper dare soluzione, ribadiscono con forza la necessità di un radicale rinnovamento dei metodi di gestione attuali: cambiamento che può essere realizzato solo attraverso la discontinuità con coloro che hanno rappresentato questo modo di fare politica. Ora, evidenziato chiaramente che il fallimento del progetto UV-Stella Alpina ha determinato l'attuale crisi politica con la conseguente paralisi amministrativa e, rilevato come questa situazione crei ulteriore difficoltà e criticità alla comunità valdostana, le forze di opposizione desiderano ancora una volta dimostrare il loro senso di responsabilità nei confronti dei Valdostani dichiarando la loro disponibilità ad aprire un serrato confronto fondato sui contenuti del progetto politico della Renaissance, sulle priorità e urgenze di questi primi 10 mesi di legislatura congiuntamente a quelle che proporranno l'UV e la Stella Alpina, al fine di giungere alla redazione di una mozione di sfiducia costruttiva condivisa.

Alessia Favre – Luigi Bertschy (UVP) Piero Floris – Patrizia Morelli (ALPE) Fulvio Centoz – Raimondo Donzel (PD-Sinistra VdA) Roberto Cognetta – Stefano Ferrero (M5S)


Vogliamo Esserci
La candidatura di Luca Barbieri alle Elezioni europee

“Noi siamo europeisti, ma ci vuole più Unione Europea”. Una frase retorica se non fosse che a pronunciarla è stato, sabato scorso, 10 maggio alla Biblioteca di Saint-Christophe, il candidato alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014 della coalizione democratica, autonomista e progressista. Luca Barbieri, persona “competente, preparata, apprezzata per la sua schiettezza che non ha avuto problemi a mettersi in gioco”, non vanta un particolare “curriculum” politico ma proprio per questo, può rappresentare una piacevole sorpresa. Certo, la missione di raccogliere il numero di voti di preferenza utili per il successo nella Circoscrizione Nord Ovest appare difficile, ma non impossibile. Sarà importante, in tal senso, il percorso sin qui effettuato da Barbieri come protagonista di un segmento della società civile attenta a valori importanti come equità, solidarietà e cooperazione internazionale che lo ha visto presiedere per dodici anni la cooperativa “Lo Pan Ner”. Una candidatura, quella condivisa dai movimenti della coalizione che rappresenta l'opportunità di partecipare a queste importantissime consultazioni, come hanno giustamente rilevato Chantal Certan di Alpe, Fulvio Centoz del Partito Democratico Vd'A ed Alessandro  Nogara dell'UVP, intervenuti al comizio della Comunità Monte Emilius. Avere un valdostano a Bruxelles, mai come stavolta, può essere fondamentale visto e considerato che il peso decisionale del Parlamento Europeo e del suo organo esecutivo – la Commissione Europea – sarà maggiore e potrà consentire di equilibrare un Consiglio Europeo (il “summit” dei Capi di Governo) assoluto protagonista delle scelte a livello continentale in questi ultimi anni. Anche perché, nel prossimo futuro, potrebbero maturare le condizioni per una serie riflessione su una “macro regione alpina” in cui la Valle d'Aosta possa valorizzare le proprie specificità: basti pensare, come ha rilevato Alessandro Nogara, alla programmazione dei Fondi Strutturali Europei per il periodo 2014-2020 e alle politiche di valorizzazione e tutela delle zone montane che possono essere condizionate solo partecipando attivamente alla fase “ascendente”, ovvero la formulazione delle leggi. Questo è il senso dello slogan “Vogliamo esserci” che accompagna la campagna elettorale di Luca Barbieri: la convinzione del candidato della coalizione è quella di un processo di costruzione europea da completare - non certo da interrompere, visto che l'Europa può essere un atout per la nostra Regione - su basi però differenti. “C'è la necessità – ha sottolineato Barbieri – di un'Unione politica che metta al centro della propria azione i diritti delle persone”; non solo, ma anche “un'Europa di tipo federale che garantisca e tuteli le minoranze”, che “prenda decisioni per il bene di tutti” e che, sopratutto, “favorisca la solidarietà e riduca burocrazia e clientelismo”. Idee chiare che testimoniano la preparazione di un candidato espressione di una società civile che, a ragione, vuole essere protagonista delle scelte politiche. Consci che mai come adesso è fondamentale applicare l'insegnamento di Emile Chanoux “saper pensare in grande a partire dal piccolo”. Al termine del comizio sono state ricordate le modalità di voto che prevedono l'obbligatorietà dell'indicazione, oltre al simbolo “PD Partito Democratico PSE”, del nome e cognome del candidato Luca Barbieri.

Corrado Ferrarese


La Cultura cancellata

Apprendiamo oggi, purtroppo, con amarezza, che la Valle d'Aosta scompare anche dal salone del libro di Torino, dopo anni di presenza. Uno dei più importanti saloni internazionali, grande occasione di promozione culturale per la nostra Regione. Che tristezza vedere la Cultura cancellata per una comunità come la nostra. Tutto questo mentre, drammaticamente, certe grandi opere continuano, assieme ai super manager da 300 mila euro all'anno... Triste realtà per una comunità che sta perdendo la propria identità e una Amministrazione che sta facendo morire la Cultura.

Laurent Viérin

 
Cliccare sull'immagine seguente per leggere l'Articolo apparso su La Stampa
salone_libro

Gli illuminati scomparsi nel nulla

Sembrava ormai assodato che Martedì ci saremmo trovati davanti ad un nuovo Governo, frutto del lavoro delle opposizioni, dell'impegno di diciassette consiglieri. Ci siamo trovati davanti alla possibilità che il documento della Renaissance avesse folgorato qualche consigliere di Union e Stella Alpina e che un qualche sussulto di coscienza avesse fatto rinsavire alcuni membri della maggioranza. Il documento ha, per un attimo, solleticato l'interesse ed il consenso e attorno a questo documento si sarebbe potuta scrivere una nuova pagina per la Regione Valle d'Aosta. Un parere legale fornito dai cosiddetti “uffici” ha di fatto sbarrato, in parte, la strada a questa possibilità. Ed ecco che immediatamente sembrano scomparsi nel nulla gli illuminati che pochi minuti prima erano pronti a giurare fedeltà al cambiamento. Bla, bla, bla. Il cambiamento spaventa perchè implica innanzi tutto un'azione personale, in questo caso una presa di posizione politica di forte rottura e discontinuità con il lo status quo. Inoltre, perseguire il cambiamento avrebbe implicato il riconoscere i limiti e gli errori di questa maggioranza e del sistema Rollandin più in generale e questo, a molti, ha fatto paura. La reazione allo spavento è stata quella di tornare da mamma, o meglio, da papà. Un padre padrone che ha fatto suo prima un movimento che ha distrutto e che sta tentando di fare altrettanto con la Valle d'Aosta, riducendola ad un colabrodo. Inizio a pensare, a questo punto, che a qualcuno piaccia avere un padrone e che ci si trovi in profondo disagio con la libertà. Probabilmente perché non la si conosce, non ne si ha mai avuto a che fare. Una seconda amarezza, poi, risiede nel dover constatare che le Istituzioni sono nelle mani dei tecnici e che la Presidente del Consiglio si sia affidata in toto a chi, non sappiamo se per qualche scrupolo o per impedire la formazione di un nuovo governo, ha di fatto deciso a posto suo. Certo è che qualsiasi cosa avvenga, elezioni anticipate comprese, l'Union Valdotaine Progressiste è pronta ad esserci. Noi non abbiamo paura della libertà e soprattutto abbiamo la certezza che un futuro migliore per la valle d'Aosta non solo sia possibile ma molto molto vicino. Avanti tutta!

Elisa Bonin


La mozione per la revoca Amministratori Casinò

http://www.youtube.com/watch?v=IyGCX3Q-P8M&feature=youtu.be http://www.youtube.com/watch?v=eZUrLPbsHdI&feature=youtu.be I video dell'intervento di Laurent Viérin in Consiglio Regionale di ieri sulla nostra mozione che chiedeva la revoca degli amministratori del Casinò de la Vallée, a fronte dei risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti. Tranne quelli della maggioranza, che l'ha respinta.

Casinò
rien ne va plus

Dalle promesse elettorali alla cruda realtà.

Venerdì 27 settembre 2013 Ore 21, Ristorante La Grolla Saint- Vincent Evento organizzato dal Gruppo Consiliare Regionale dell'Union Valdôtaine Progressiste
1 15 16 17