Siamo su scherzi a parte?

E dopo 50 giorni
siamo punto a capo.

Prima il valzer degli incontri, poi quello delle rinunce e dei passi indietro (ancora mai visti peraltro, malgrado l’”effetto annuncio”), poi quello del cerchiamo di separarli, poi i litigi interni e le pacificazioni, almeno apparenti.

Si parla di urgenze e priorità, ma quali? Perché a quelle della comunità e dell’amministrazione pubblica non è ancora arrivata una risposta. Non è nemmeno arrivato un incontro sebbene richiesto.

Personalmente sono stufa e molto amareggiata!

Noi non giochiamo né abbiamo mai giocato sulla pelle dei valdostani ed eravamo e restiamo serenamente pronti ad affrontare la crisi.

Se la Giunta Rollandin non ha più avuto i voti, lo si deve ai problemi della maggioranza, per cui chi gioca a scaricabarile con l’opposizione lo fa per nascondere le sue ferite.

Qualcuno pensa che a noi abbia fatto piacere registrare in diretta gli andirivieni di qualcuno e di alcuni in questa situazione? Noi siamo persone oneste e responsabili, che hanno dialogato con tutti. Forse siamo stati ingenui nel credere che il coraggio di cambiare avesse colpito anche qualcun altro, ma non avremo difficoltà, conclusa la vicenda, a fare nomi, cognomi e indirizzi di chi, come i camaleonti, ha cambiato colore al momento buono. Spesso lo si fa per quel senso di paura che viene ispirato da un Regime, venato in alcuni dall’opportunismo puro. Cambiare vuol dire tornare alla normalità di un sistema parlamentare, togliendo quell’alone di “superpoteri” del Presidente-Padrone. Non è facile e siamo pronti a farlo subito o ad aspettare che finisca l’agonia.

Ma attenzione che non è questione di una persona, per cui tolto di mezzo qualcuno si torna alla normalità. Non è questione di Rollandin come persona o espressione del Potere, la nostra è la necessità di un vero cambiamento, e la lotta ad un sistema di potere iniziato nel lontanissimo 1978, che va scardinato nelle sue fondamenta per ridare dignità alla parola politica e per ridare libertà alla nostra comunità. Ecco perché come ci ha indignato la logica di un unico “grande manovratore”, ci infastidisce e preoccupa quella del ventriloquo che, come un ammaestrato pupazzo, sappia portare avanti soluzioni decisamente poco trasparenti.

Va spezzata una continuità con una proposta seria e concreta. Che alle parole seguano finalmente i fatti!

E basta anche con la storia del trionfo elettorale, perché sappiamo bene cosa c’è dietro questa maschera sorniona di chi sorride, continuando a restare nei posti di potere e da lì, con pacifica calma, continua a manovrare tutti come semplici pedine, dicendo a gran voce di non temere le elezioni e – così pare – neppure l’udienza davanti al GIP per il parcheggio dell’Ospedale.

 

Alessia Favre

Presidente UVP