Osso di seppia

La vicenda alla fine assomiglia alla forma essenziale e scarna di un osso di seppia. Capiti quel che capiti, sconfitta dopo sconfitta, la maggioranza regionale sembra ormai pronta a qualunque cosa – anche a negare l’evidenza – pur di restare in sella. Anche se non c’è più non solo una destinazione da raggiungere, ma neppure un cavallo.
C’è in questo qualcosa di deprimente ed è l’immagine interna delle Istituzioni valdostane e esterna della Valle d’Aosta. Questa pervicace scelta di negare l’evidenza, con un Presidente Rollandin abbarbicato alla sedia, sconcerta e preoccupa.
“Conducator” sempre più solo con un atteggiamento ormai di vecchia e stravecchia politica che conduce – come il pifferaio magico della fiaba – tutta la maggioranza regionale verso il precipizio. Senza battere ciglio incassa sconfitte una dietro l’altra, ma la sua logica è restare lì, conscio che il suo non è più un feudo intoccabile, ma un castello di carte fragilissimo.
Responsabile è lui, certo, ma anche chi continua a fare il reggicoda, sparlandone in privato e osannandolo in pubblico o chi non trova mai il coraggio di esprimere opinioni contrarie e continua a nascondersi dietro i voti segreti. Questo crea una realtà distorta dentro la quale si trova una Valle d’Aosta sempre più dolente e in crisi.
Che questa notte buia finisca presto.
Per ridare un po’ di dignità alla politica e per rispetto dei Valdostani.

Alessia Favre – Presidente dell’UVP