Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

Contrariamente a quanto mi sarei aspettato, durante il Consiglio Comunale riunitosi pochi giorni fa, purtroppo, ci siamo dovuti limitare a commentare la classica comunicazione avvenuta a seguito di decisioni già prese.

Su questo argomento si sono susseguite molte considerazioni sui vari organi di stampa su quanto avvenuto in altri Comuni, dove Sindaci, Consigli Comunali – nonostante i diversi colori politici – si sono lamentati della stessa cosa: nessun coinvolgimento degli amministratori comunali della Mont-Rose e l’appalto rifiuti è stato approvato con un atto che ha diviso eletti e preoccupa le comunità.

A Pont-Saint-Martin, Union Valdotaine e Stella Alpina hanno deciso che non era necessario aprire un vero confronto su questi argomenti, quindi, dando piena fiducia a una delega di fatto in bianco.

La mia idea, al contrario, è che la fiducia non si deve dare a scatola chiusa o con atti di fede, perché serve semmai il confronto, specialmente su temi delicati come questo.

Evidentemente qualche collega di maggioranza non comprende che l’ascolto dei bisogni dei cittadini è il ruolo di indirizzo di controllo del Consiglio Comunale di Pont-Saint-Martin, anche nei confronti della “Comunità Montana”, che non può e non deve essere bypassato, essendo nostro dovere difendere gli spazi di democrazia all’interno dell’istituzione a vantaggio dei diritti di quanti ci hanno votato.

La nuova riorganizzazione gestionale dei rifiuti prevista nel nuovo piano Regionale, avrebbe potuto costituire una valida motivazione per un’eventuale proroga tecnica, evitando tutto ciò, anche se si insiste a sostenere il contrario, sfidando ogni logica di buonsenso e con una logica impositiva che fa a pugni con la logica.

Il Consiglio Comunale non si riuniva da più di tre mesi e, nonostante la richiesta scritta di una convocazione straordinaria da parte mia e della minoranza, si è soprasseduto alla discussione, presentandosi per scelta a giochi conclusi.

Come avviene in tutte “le cose”, solo il tempo sarà giudice sulle eventuali scelte, ma i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni restano come un ammonimento.

Il consigliere di maggioranza
Mauro Roveyaz