La Terra dei Veullatsu

Report ed impressioni di un’amministratrice progressista

Villeneuve è un comune di 1300 abitanti circa esteso su quasi 9 km quadrati, il cui borgo medioevale e’ sito ai piedi del promontorio roccioso detto della “Becca”, sul quale si erge il castello di Châtel-Argent (1008 d.C.); il paese è dislocato quasi per intero all’envers, destra orografica della Dora Baltea, alimentata in loco dai torrenti zonali Savara, Verrogne e Montovert. Oltre all’esposizione al sole a cadenze alterne ed alla presenza di alcune zone soggette a dissesti rocciosi e a nevralgie idrogeologiche, (tutti messi in debita sicurezza), nelle vicinanze dei corsi d’acqua citati, complice la costante presenza di umidità, si riscontrano di frequente fenomeni come brina/gelo d’inverno e condensa d’estate. Altre caratteristiche che contraddistinguono un versante fresco, umido e tendenzialmente meno favorito come quello di Villeneuve, sono le poche distese coltivabili che consentono una ridotta produttività agricola, e la presenza di boschi, a partire dalla frazione alta di Champlong-Dessus, in avanti.

Detta premessa era necessaria per far capire come, quando si abita un paese non proprio vocato d’embléé turisticamente, sia controproducente giudicarlo solo per le sue criticità o per le sue carenze, tanto quanto si riveli importante imparare a conoscerlo per poi essere in grado di agire con metodo sia come amministrazione che come privati, sfruttandone le risorse disponibili al fine di gestirlo e migliorarlo rendendolo più produttivo e meglio vivibile ai residenti, in primis, ed ai visitatori poi.

Progresso significa, infatti, guardare oltre le semplici risorse esistenti sia naturali che strutturali per dare a tutti una concreta prospettiva di vita e sviluppo.

A questo proposito ricordo con piacere come una decina di anni fa, (sono amministratore comunale da tre legislature), l’allora Sindaco mi avesse delegata a curare l’organizzazione di tre edizioni estive della Cronoscalata Off Road d’Argent: gara motociclistica che si sviluppava per 7 Km circa, lungo la strada poderale che dalla frazione di Champlong Dessus mena al bosco di Poignon. È stato singolare come evento in quanto vi si sono iscritti piloti di enduro di fama mondiale quali Passeri e Gerini; inoltre la coreografia zen del bosco, combinata ad un evento sportivo hard-race come quella competizione, è stata impagabile ed ha permesso di connotare diversamente una zona che fino ad allora era frequentata da qualche raccoglitore di funghi o da qualche sparuto appassionato di trekking.

Sempre a Champlong Dessus, il 14 luglio prossimo, transiterà, lungo la strada sterrata che si collega con la frazione Chevrère di Valsavarenche, il corteo delle bici per il 54° Giro della Valle: una nuova sfida dell’attuale amministrazione per promuovere sport, turismo e indotto correlato nel nostro piccolo comune.
La località sopra-menzionata, oltre ad evidenziare la naturale predisposizione territoriale agli sport all’aria aperta, è anche luogo dove da due anni a questa parte partecipo con gli abitanti che si adoperano vicendevolmente per fare il pane, ridando così vita al vecchio forno frazionale che era rimasto chiuso una trentina d’anni, per poi venire restaurato grazie ad un finanziamento europeo.

Altro esempio di utilizzo a fini promozionali del nostro territorio è lo svolgimento annuale lungo il letto della Dora Baltea di gare di canoa organizzate da una cooperativa in collaborazione con il comune, la realizzazione di un Parco Avventura che si sviluppa poco lontano dalla base di Rafting di Chavonne, nonché l’evento puntuale all’inizio del mese di giugno, sempre in sinergia con comune ed associazioni territoriali, di una gara podistica che valorizza il sentiero sterrato del Tor de la Becca.

Un impiego ottimale delle risorse del borgo storico di Villeneuve è invece stato raggiunto da quando la Proloco locale, sempre in concorso con l’amministrazione, promuove l’apertura al pubblico delle antiche cantine scavate nella roccia della “Becca”, (barmè, dove venivano stipate le scorte di dispensa familiari), che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Caratteristica della Fiha di Barmè, che si svolge ogni 16 di agosto, è la degustazione dei vini autoctoni, occasione anche per mettere in mostra il prodotto della nostra viticultura eroica.
Attualmente lavoro per il gruppo che ha superato con successo le ultime elezioni del 2015: abbiamo l’agio di poter contare su un “pacchetto” di grandi opere già eseguite nel tempo quali il percorso ciclo-pedonale che collega il borgo alla zona del moderno campo sportivo con annessa piscina, l’area verde di Chavonne, il distretto socio-sanitario che da pochi mesi annovera anche il servizio di “Sportello Sociale”, il parco giochi in fondo al borgo con posteggio sottostante, un ulteriore posteggio pluripiano nei pressi delle scuole ecc. Strutture che ci impegniamo giornalmente a far funzionare per rendere possibile e fattibile nel concreto lo sviluppo dell’indotto economico-turistico già esistente, in grado di portare giovamento alla comunità intera in termini di occupazione e di volume di affari. Dispensiamo inoltre le nostre energie di amministratori per valorizzare i servizi, le attività di controllo alla regolare manutenzione e pulizia del decoro urbano e paesaggistico, per tutelare i negozi storici e le botteghe artigiane: tappezzeria, pasticceria, farmacia, macelleria, calzolaio ecc., affinché -come sta succedendo in tanti borghi della nostra regione- non scompaiano. Riguardo alle vie di comunicazione, sono in fase di avvio i lavori per la nuova rotonda ANAS, la cui progettazione ha impiegato tempi epici; lavori che finalmente contribuiranno a mettere in sicurezza e a dare decoro all’ingresso al nostro paese. “La Veulla”, come veniva chiamato una volta Villeneuve, storicamente era già un territorio d’importanza strategica per le vie di comunicazione; ai Romani ad esempio interessava controllarne le strade che portavano verso la Gallia, mentre nel 1300 era sede di uno fra i più sontuosi ospedali-ospizio della Valle d’Aosta, con già allora 13 posti letto; più tardi, nel 1800, davanti alla farmacia vi era uno spazio dedito espressamente alla sosta della diligenza Aosta-Courmayeur.

Ad oggi il mio “compito” (non abbiamo deleghe nell’attuale legislatura) è incentivare il turismo culturale, possibilmente a costo zero: un impegno arduo che si realizza anche in collaborazione di volontari o di associazioni presenti in paese e che ci vede impegnati:

  • nella valorizzazione dei percorsi pedonali per riscoprire il borgo di Villeneuve (in occasione dei barmè ad esempio);
  • nella calendarizzazione e gestione de “il Salotto Letterario” in collaborazione con una casa editrice valdostana, evento previsto nei mesi di luglio ed agosto che permetterà la presentazione a cadenza settimanale di libri da parte dei propri autori sotto forma di incontri-aperitivo presso gli esercizi commerciali di Villeneuve, abbiamo inoltre promosso l’evento in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino;
  • nell’ospitalità ai pittori dell’Associazione Artisti Valdostana per il mese di luglio ed agosto in Casa Bakita nella piazza centrale;
  • nella riscoperta e valorizzazione di un percorso archeologico, (Villeneuve era una fra le più vaste necropoli neolitiche d’Italia, si sono trovati reperti risalenti al 3000 a.C.), in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, ma questo è un progetto appena iniziato.

Mi trovo stagionalmente a consultare e verificare le percentuali di analisi di TurismOK, (portale del turismo in VdA), questo al fine di lavorare per rendere Villeneuve un comune maggiormente accessibile dal più ampio target di visitatori possibile: perché sia una meta a misura di single e di famiglie, affinché torni quel paese dove fermarsi, e non sia solo luogo di transito e/o dormitorio, motivo che ne ha determinato la forte presenza multietnica, già a partire dagli anni ’80.

Condivido con gli eletti del Movimento una riflessione: ho avuto modo, come tanti di noi, di sperimentare sulla pelle cosa significhi quello che molti definiscono “vincere le elezioni”, ossia nella maggior parte dei casi poter portare avanti nel tempo i propri programmi per vederli realizzare, sia cosa voglia dire “perdere le elezioni”, ovvero assistere talvolta allo stravolgimento o all’eliminazione asettica dei propri progetti, non venire ascoltato, attuare con il proprio gruppo una strategia di vigilanza e controllo sulle mansioni svolte da altri amministratori coniugata al contempo ad un atteggiamento continuo di disponibilità nell’accogliere le richieste dei propri concittadini; disponibilità mitigata, ahimè, dalla consapevolezza che senza la volontà politica della maggioranza i progetti che si potevano concludere sarebbero stati ben pochi.

Ricordiamoci che come amministratori, prima di rendere conto agli elettori, è importante saper rendere conto a sé stessi delle promesse fatte in campagna elettorale, degli impegni presi, del lavoro assicurato di volere e di dovere svolgere per la comunità; l’esito delle elezioni successivo a queste prove orali di fiducia è senz’altro un grande spartiacque che ne determina la creazione ufficiale delle fazioni di governo (maggioranza -minoranza), ma non devono cambiare in ogni caso l’atteggiamento propositivo ed il potenziale che, come candidati all’amministrazione, eravamo decisi a voler dare al nostro paese ed alla comunità residente: ecco perché credo sia importante lavorare sempre e comunque.

Molto più educativo (anche se antipatico), devo dire, è stato spendersi per la comunità occupando un posto in minoranza: una lezione di vita che mi ha forgiato in tenacia, contribuendo a confermarmi di non dare mai niente per scontato; bref, la dimostrazione che dalle aspettative disattese, (chiamiamole pure con il loro vero nome, delusioni!), si rinasce più forti e più accorti comunque, e naturalmente non solo in ambito amministrativo.

Mirena Vaudois