Trasparenza e concretezza

il desiderio di un cambio di passo

Capita delle volte,specie per chi da tanto tempo si occupi di politica, di chiedersi come questa benedetta politica debba essere interpretata. Specie se ci sente nel ruolo di “ponte” fra il passato e il presente. Questo non significa mai rinnegare il proprio passato o esercitare forme di ingratitudine. Ma, per fortuna, nella vita si volta pagina e si riparte.

Oggi penso che un nostro ruolo debba essere quello di ricreare affezione verso l’interesse per la cosa pubblica: la “politique politicienne”, fatta di affarismo e tatticismi, è morta e sepolta. Così come l’idea che ci siano leader salvifici che da soli cambino il mondo. Nessuno nega il ruolo, anche nella storia della Valle, di grandi personalità, che hanno segnato la storia della nostra autonomia. Ma sono sempre state la miccia di innesco di valori e proposte, che – a seconda delle epoche – hanno coinvolto poi la comunità valdostana.

Questo si accentua nella parte di storia contemporanea, in cui si afferma la democrazia, come moderno strumento partecipativo. E così chiunque faccia politica, specie nelle forme organizzate di un movimento o di un partito, ha un dovere duplice: stimolare il dibattito e il confronto per scegliere le linee del futuro della nostra comunità e, nel contempo, dedicare energie all’amministrazione, che è il motore per trasformare progetti in concretezza.

Ma esistono altri due punti. Il primo riguarda la necessità di essere formati e preparati, perché la politica sana passa anche attraverso conoscenza e consapevolezza. Il secondo è far parte di reti più vaste, dalla francofonia alle minoranze linguistiche, dai federalisti alla montagna, che ci consentano di crescere e anche, nel confronto, di avere fiducia in noi stessi.

Vi è poi il problema della comunicazione e dell’informazione. È nella oscurità e nell’incomprensione che crescono i germi del malaffare. Noi abbiamo deciso, con i nuovi media e con mezzi tradizionali, come un giornale e una rubrica radiofonica, di rendere trasparente l’insieme delle nostre azioni. Questo consente di sapere sempre e a chiunque che cosa stiano facendo l’UVP e i suoi esponenti. Noi promettiamo trasparenza e correttezza e a questi principi ci atterremo nel concretizzare quel desiderio di un cambio di passo, che prepari la Valle d’Aosta ai profondi cambiamenti che verranno. Veleni e vecchi merletti li lasciamo ad altri.

Semmai atteniamoci a Olivier Lockert: “L’émotion est le moteur du changement, et la joie son essence”. Essendo che l’autore della frase è ipnoterapista, teniamolo per buono, così scopriremo che la scelta degli occhi magnetici della nostra Presidente, Alessia Favre, non è stato un caso!