Il nuovo modello di Welfare valdostano

Dopo quattro mesi di lavoro, iniziato con la mappa del welfare valdostano, con l’obiettivo di fare una ricognizione di tutti i servizi e la situazione esistente nel sistema socio sanitario e assistenziale valdostano oggi abbiamo compiuto un importantissimo passo. Come Assessorato come alla Sanità, Salute, Politiche sociali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in effetti, unitamente alle organizzazioni confederali e di categoria CGIL SAVT, CISL, UIL della Valle d’Aosta abbiamo siglato un importante documento che traccia la nuova fisionomia e filosofia del Welfare valdostano.

Nel riaffermare l’importanza sociale, culturale ed economica del sistema di welfare socio sanitario e assistenziale regionale, abbiano affermato la volontà politica di indirizzo di investire in questo settore così delicato e strategico per il benessere della comunità, costituito da un sistema articolato di offerta di servizi rivolti ai cittadini, con particolare riferimento alle fasce più deboli e in condizione di fragilità ma anche con la volontà di garantire servizi rivolti alla popolazione nel suo insieme che desidera accedere al welfare valdostano.

La Valle d’Aosta infatti, coerentemente con lo spirito e la cultura dei popoli e delle comunità di montagna, ha da sempre posto tra i principi costitutivi della propria programmazione regionale la solidarietà e l’assistenza verso le persone, con particolare attenzione a quelle più bisognose di aiuto da parte delle istituzioni, mediante un sistema di garanzie e di interventi offerti da soggetti pubblici e privati convenzionati che, oltre a garantire l’accesso universale ai servizi, si avvale anche della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, mettendo al centro della comunità la persona.

Oggi, nel ribadire questa visione dell’assistenza alle persone, dagli asili nido fino all’assistenza delle persone anziane e non autosufficienti, abbiano ribadito la volontà di migliorare il modello di welfare rendendolo più aderente ai nuovi bisogni di salute e di benessere sociale, affinché la presa in carico della persona non costituisca mai, in futuro, un bene riservato a pochi, bensì una opportunità concreta di risposta qualificata per molti. L’universalità e la qualità dei servizi del welfare socio-sanitario assistenziale valdostano rappresenta oggi un elemento di sviluppo e di crescita sociale e culturale per tutta la nostra comunità, da approcciare con lungimiranza e in modo sistemico, non con la sola logica del risparmio e dei tagli a tutti i costi, anche se in una logica di ottimizzazione e razionalizzazione. In questa direzione verranno destinate le maggiori risorse stanziate nella legge finanziaria regionale per l’anno 2017 e nel triennio 2017/2019.

Dopo 4 mesi di lavoro, che hanno visti impegnati al fianco dell’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali, le parti sociali, i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni di volontariato, del Piano di Zona, del privato sociale accreditato, e dei vertici della commissione consiliare competente, in un percorso partecipato e di effettiva rappresentanza di tutti i portatori di interesse, si è pervenuti concordemente ad individuare un rinnovato modello organizzativo del sistema dei servizi socio-assistenziali per le persone anziane e non autosufficienti. Tale modello che ha seguito le linee di indirizzo contenute nel documento frutto di concertazione sindacale tra l’amministrazione e le forze sociali approvato in modo congiunto nel mese di settembre, è stato sottoposto all’attenzione delle OO. SS in data 7 novembre 2016.

I principi e gli elementi costitutivi del nuovo modello di welfare regionale prevedono:

  • il rinforzo di una regia unica regionale;
  • la piena integrazione tra assistenza sociale, socioassistenziale e sociosanitaria attraverso un sistema di servizi domiciliari o residenziali differenziati in relazione ai bisogni della persona nel tempo (Nuclei Alzheimer, RSA, Microcomunità, Hospice);
  • il mantenimento della gestione pubblica dei servizi attraverso un soggetto di diritto pubblico a valenza territoriale regionale;
  • la salvaguardia, per tutto il personale oggi operante nel settore, del contratto di lavoro di pubblico impiego del Comparto Unico Regionale ex art. 1 L.r. 22 del 2010;
  • la valorizzazione delle specificità professionali attraverso la creazione, nell’ambito del Comparto Unico regionale, di uno specifico settore di contrattazione socio-sanitario, con percorsi formativi dedicati che valorizzino le competenze delle risorse umane impiegate e che agevoli i processi di stabilizzazione del precariato;
  • il mantenimento dell’integrazione tra pubblico e privato nell’erogazione dell’offerta dei servizi alla persone, attraverso la definizione di standard comuni e condivisi affinché le risposte assistenziali dei servizi siano omogenee a parità di bisogno indipendentemente dalla natura del soggetto gestore (pubblico o privato convenzionato);
  • una nuova definizione delle procedure applicative dell’indicatore della situazione economica equivalente ISEE e la costituzione di un fondo sanitario territoriale a sostegno anche dell’assistenza a lungo termine;
  • l’uniformità dei criteri di valutazione validi per l’accesso ai servizi attraverso la concentrazione in un’unica Unità di Valutazione Multi Dimensionale (UVMD) regionale;

A seguito della condivisione di questi indirizzi ed elementi costitutivi, che garantiscono risposte certe sia ai cittadini in condizione di fragilità sia agli operatori dei servizi, nelle prossime settimane prenderà avvio il lavoro tecnico di un gruppo ristretto di rappresentanti di tutte le forze che in questi mesi si sono confrontate e hanno condiviso questo punto di arrivo per concretizzare in modo analitico tutti gli aspetti amministrativi e contrattuali e consentire, entro la fine del 2016, la definizione del nuovo modello di welfare sociosanitario valdostano.

La modalità di lavoro condivisa ha rappresentato per tutti il punto di forza del modello proposto, riconosciuta anche dai rappresentanti sindacali che, in merito all’altro tema dell’accessibilità verso i più fragili, costituito dai servizi per la prima infanzia, hanno preso atto con favore della proposta migliorativa di deliberazione che introduce una modifica al piano tariffario sui nidi approvato in via sperimentale lo scorso anno per rispondere con maggiore flessibilità e convenienza economica alla reali esigenze di conciliazione che una famiglia moderna vive quotidianamente.

Un modello di welfare che pone al centro la persona e non solo l’organizzazione del sistema di servizi, attraverso un welfare non avvertito come semplice costo per la società ma come importante investimento per la tutela dei cittadini e motore di sviluppo della comunità, che con esso riafferma quei valori fondanti che da sempre l’hanno costituita, seppure nelle economie di scala e le ottimizzazioni necessarie.

L’Assessore alla Sanità, salute e Politiche sociali 
della Regione Autonoma Valle d’Aosta
Laurent Viérin