Cinghiali: problema irrisolto

Nel Consiglio regionale del 23-24 settembre scorso abbiamo ritenuto importante riportare in evidenza il problema dei danni e dei pericoli provocati dai cinghiali.

In un contesto in cui l’agricoltura è sempre in maggior difficoltà e relegata ai margini, in cui sono sempre meno gli addetti al lavoro della campagna con gli incolti che avanzano inesorabilmente, il colpo di grazia sembra infatti arrivare dalla presenza di questi ungulati.

Questa specie, è bene precisarlo, non fa parte della fauna locale ma è arrivata in Valle circa 30 anni orsono e, da allora, con il regredire costante ed inesorabile delle coltivazioni, ha preso sempre più il sopravvento.

Il dubbio oggi è che manchi una reale volontà di contrastare e risolvere la questione e la risposta fornita in Aula dall’Assessore non ha fatto che confermare questa sensazione.

Sicuramente non ci aspettavamo che si ammettesse che il problema fosse irrisolto, ma neanche che si cercasse di dipingere una realtà che non esiste.

È sufficiente confrontarsi con gli agricoltori per capire quanto sia ormai presente tra loro un forte sentimento di rassegnazione e di impotenza.

Cosa non sta funzionando? I cacciatori si lamentano a ragione per gli eccessi di un sistema che li obbliga ad occupare giornate intere di lavoro tra il cinghiale da abbattere, l’andirivieni al centro di raccolta di Arnad per la consegna e successivamente per i ritiro della porzione di animale loro assegnata e per le numerose incombenze burocratiche a cui sono sottoposti.
Le stesse stazioni forestali sono in difficoltà per mancanza di personale e per le limitazioni a cui sono sottoposte.
E allora cosa chiediamo? Chiediamo che la delibera di Giunta regionale venga rivista profondamente, che non si caratterizzi solo per le enunciazioni di principi ma che disponga provvedimenti concreti per contrastare i danni arrecati al territorio. A tal proposito vorremmo suggerire la possibilità di introdurre la caccia senza limitazioni temporali per i forestali e, per i cacciatori, agevolazioni nella consegna degli animali, nonché la possibilità di abbattere i cinghiali tutti nel medesimo periodo senza le attuali differenziazioni legate alla categoria A, B o C del proprio carnet de chasse.

Vogliamo quindi che la politica regionale cambi marcia, ascoltando anche l’appello di alcuni Sindaci in proposito.

Questo cambio di marcia è necessario per dare una risposta alla gente che fuori dagli uffici pubblici è sempre più rassegnata e preoccupata per i cinghiali che attraversano indisturbati campi, vigneti, prati, pascoli e, ultimamente, anche i nostri villaggi, senza voler dimenticare qui l’aumento di incidenti stradali causati proprio da questa specie animale.

Come gruppo UVP chiederemo pertanto di approfondire la materia in Commissione consiliare ed organizzeremo delle attività sul territorio per dare voce ai cittadini e per individuare e mettere in campo azioni che possano finalmente contrastare questo preoccupante fenomeno.


Il Gruppo consiliare dell’UVP