Bilancio amministrative

Alessia   Il bilancio per quanto ci riguarda è certamente positivo. Per l’UVP si è trattato del “battesimo” sul territorio, per la prima volta ci presentavamo in occasione del rinnovo delle cariche amministrative e abbiamo centrato l’obiettivo politico che ci eravamo preposti, ossia poter portare il progetto politico progressista all’interno delle istituzioni comunali. Abbiamo vinto e saremo presenti in 30 comuni, tra i quali segnaliamo vittorie importanti come Chatillon e Saint-Vincent ma anche Gignod, Saint-Rhémy en Bosses, Villeneuve,Torgnon, solo per citarne alcuni. Abbiamo contribuito alla formazione e sostenuto la vittoria di liste civiche convinti della necessità da parte delle politica di aprire il più possibile alla popolazione, lavorando su contenuti seri e concreti (e non su promesse elettorali irrealizzabili vista la difficile situazione in cui si trovano, sotto il profilo economico finanziario molti comuni valdostani) ma anche sul senso civico e di comunità, con l’obiettivo di dare alla popolazione una scelta chiara di trasparenza, integrità e serietà. E abbiamo visto che il messaggio è stato capito e fortemente premiato. Dove non abbiamo vinto, abbiamo comunque ottenuto un risultato importante, la riconoscibilità. Ora l’UVP ha nella quasi totalità dei comuni del territorio dei points à repères nelle istituzioni. Bruciano alcune mancate vittorie, per un pugno di voti, ma ci rassicura il fatto che proprio quel pugno di voti non si è vinto, il che ci dimostra che la comunità è pronta per il cambiamento e per proposte politiche coraggiose e coerenti in termini di principi e di ideali. L’analisi su Aosta è di altro tenore. Il progetto sul capoluogo non ha avuto per quanto ci riguarda il risultato sperato. Scontiamo indubbiamente il fatto di non essere radicati in città, a differenza del territorio, ma anche la sparcellizzazione delle proposte di cambiamento che certamente hanno destabilizzato l’elettore e ancora il fatto di non avere rimandi agli echi dei grandi partiti nazionali. La squadra ha fatto un bel lavoro e crediamo che con i due candidati Andrione e Piassot si sia gettate le basi per fare crescere e costruire un serio progetto per il futuro della città di Aosta dove l’obiettivo primario sarà quello di dimostrare che la voce dell’UVP, che forse è stata confusa come semplice voce di protesta, sa essere anche proposta. In  merito al Consiglio Valle , l’UVP guarda avanti, portando avanti la propria azione di controllo ed ispezione, ma soprattutto con la volontà di costruire. E lo farà con una serie di iniziative condivise proprio con il territorio che sappiano, al di là della geografia politica, che aspettiamo per vedere come cambierà in casa di altri, pensare ai problemi veri della comunità valdostana.

Alessia Favre

Presidente UVP


Le elezioni Comunali : passaggio cruciale per la fine del sistema

Le elezioni comunali del 10 maggio prossimo, ad Aosta e su tutto il territorio regionale, sono un momento fondamentale per ridisegnare i futuri amministratori locali e la geografia politico-amministrativa della Valle d'Aosta. Ma queste elezioni comunali sono ricche di un altro importante significato: un'occasione cruciale per segnare un ulteriore passo della fine del sistema ed arrivare finalmente ad un vero cambiamento. Un cambiamento di metodi, di contenuti e di persone, fondamentale per la nostra comunità, di fronte ad un sistema superato che non riesce più a dare risposte alla comunità, in una situazione economica, sociale ed occupazionale disastrosa che è sotto gli occhi di tutti e che non si può negare. Situazione drammatica che è principalmente responsabilità di chi amministra ed incarna oggi il potere in Valle d'Aosta, malgrado i costanti alibi, che tendono a trovare sempre responsabili terzi ed esterni al disastro che la Valle sta vivendo. La prima considerazione è che il pericolo che rischia di fermare il cambiamento è rappresentato dall'astensionismo, che spesso, quando le cose vanno male, anima i cittadini scoraggiati e delusi. Chi non andrà a votare sicuramente non riuscirà a contribuire a cambiare il sistema che continuerà tranquillamente a vivere, sorretto dai soliti accoliti, che dal sistema traggono beneficio. Il non voto è non cambiamento. La seconda e ultima considerazione è che ad Aosta, ed in quasi tutti i comuni, i cittadini si troveranno davanti a due scelte : o mantenere e scegliere ancora il sistema, convinti che le cose vadano bene. O scegliere il cambiamento, i suoi contenuti e le sue persone, e contribuire, su tutto il territorio, ad un ulteriore passo per il crollo definitivo di questo sistema, ormai superato, che non è più in grado di reggere le sfide del futuro - e purtroppo neppure quelle del presente - e che soprattutto non è più in grado di risolvere e dare risposte ai problemi reali della comunità.

Cambiare per ricominciare. Cambiare per ripartire.

Per il Gruppo UVP Laurent Viérin


Iniziative UVP Consiglio VdA 8/9 Aprile 2015

La seduta dell’8 e 9 aprile ci vedrà impegnati nel presentare due interrogazioni sulla Casa da gioco di Saint-Vincent. Desideriamo da un lato approfondire se il sistema software utilizzato per il calcolo della “resa” teorica dei clienti è ritenuto affidabile e se è accompagnato da altri metodi di controllo. Parimenti, viste e sottolineate le note difficoltà che attraversa il Casinò, vogliamo conoscere se, proprio in questo periodo, sono state effettuate promozioni di livello ed aumenti di stipendio. Poiché ad oggi, nonostante i nostri ripetuti e continui solleciti, non si conosce nulla di certo in merito alla trattativa Stato-Regione in relazione al patto di stabilità 2014, a quello del 2015 e per gli anni a seguire, con un’interpellanza intendiamo approfondire gli aspetti della vicenda. E’ evidente a tutti l’importanza capitale della vicenda: tutti i progetti che vengono discussi e presentati in Aula e che mirano al rilancio economico ed occupazionale della nostra Regione sono bocciati per mancanza di copertura economica e, sempre più spesso, si ha notizia di mancati o ritardati pagamenti perché non vi sono fondi in cassa! Urge pertanto più che mai definire con lo Stato le nostre reali disponibilità finanziarie, prendendo esempio dalle altre Autonomie speciali che hanno saputo siglare accordi degni di nota.

Il Gruppo consiliare U.V.P


Comunicato stampa del 1/04/2015

Come già avvenuto in occasione delle elezioni politiche l'UVP correrà da sola in queste elezioni comunali per il rinnovo delle cariche amministrative del comune di Aosta contro il sistema e senza rinunciare al proprio progetto politico fatto di valori, principi e coerenza. La commissione politica del movimento che aveva avuto mandato di individuare il percorso più utile per dar vita ad una alleanza capace di raggruppare l'area autonomista e quella di sinistra, prende atto del fatto che non sussistono le condizioni per affrontare questo percorso con L'altra VdA e con Alpe. Nonostante la condivisa volontà di portare avanti il cambiamento attraverso una proposta politica fatta di idee innovative e punti programmatici coraggiosi, è sulla scelta delle figure apicali che non si è riusciti a fare sintesi, in particolare non trovando condivisione con Alpe sul profilo relativo alla figura di sindaco, che a nostro avviso avrebbe dovuto rappresentare un'ampia area di condivisione ideale e programmatica. Come già emerso nel corso della settimana, ribadiamo la scelta di  proporre un candidato che a nostro avviso è la scelta più efficace per il progetto politico dell'UVP: al di sopra delle parti, autonomista, intellettuale, un uomo libero. Lo abbiamo trovato in Etienne Andrione e siamo convinti sia il candidato ideale per fare rivivere la nostra città e ridare una speranza agli aostani, insieme ad una squadra di donne e uomini liberi ed impegnati per il rinnovamento della politica e il bene della comunità.

Union Valdôtaine Progressiste


Comunicato UVP del 26/02/2015

L'UVP, nata per un progetto di reale cambiamento, nei metodi e dei contenuti, si è seduta, insieme al PD e su invito delle forze dell'attuale maggioranza UV e Stella Alpina, al tavolo politico di dialogo per le elezioni comunali del capoluogo con la convinzione di poter portare, a partire dal Comune di Aosta, i contenuti per un nuovo percorso politico. A seguito delle intercorse settimane di trattative, faticose, ci siamo resi conto che non vi è nel tavolo una reale volontà di rinnovamento, per noi fattore imprescindibile per garantire un nuovo metodo di fare politica in Valle d'Aosta e anche alla luce della lettura del documento preparato e posto alla nostra attenzione, l’UVP prende atto che non vi sono quei contenuti che riteniamo invece fondamentali per proseguire un dialogo comune. Non riscontriamo infatti i contenuti politici propedeutici al perseguimento di un vero progetto di cambiamento per il Comune di Aosta, in totale discontinuità con il passato, presupposto indispensabile per avviare una nuova fase politica e ci troviamo pertanto impossibilitati, per coerenza con i nostri elettori e con gli obiettivi alla base delle nostra azione, a continuare a sedere al tavolo delle trattative. Quanto sopra anche in segno di rispetto per le forze politiche che hanno composto e condiviso con noi questo tavolo di confronto e di lavoro. Lo diciamo con fermezza e per coerenza con il nostro progetto politico, che non vogliamo venga confuso, e nella convinzione che possa proseguire la collaborazione, con chi ha condiviso il percorso avviato con le precedenti elezioni regionali e nel lavoro in Consiglio Valle, come sul territorio regionale quelle, a seconda delle opportunità, e in coerenza con il nostro percorso risultano già avviate.

Alessia Favre Union Valdôtaine Progressiste


L’ennesima vicenda imbarazzante

FullSizeRender     Dopo i disastri del Casinò, il caos trasporti e la situazione drammatica dei settori produttivi valdostani a fronte di una totale mancanza di azioni concrete per il rilancio della nostra Valle da parte del Governo e della maggioranza regionale, una ennesima vicenda imbarazzante tocca la nostra regione. Oggi, infatti, in consiglio Valle, abbiamo nuovamente sollevato la questione, ormai divenuta imbarazzante e grottesca, della nomina del direttore dell'USL, in merito alla quale un anno fa sollevammo dubbi. E ancora una volta è emerso l'atteggiamento di un Governo incurante delle regole e delle norme. Esiste infatti una norma molto chiara dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, da noi evidenziata, che vieta la nomina di chi ha ricoperto il ruolo di direttore generale nella sanità privata negli ultimi due anni , come peraltro dichiarato nel cv allegato alla domanda dallo stesso direttore. Infatti il direttore dell'USL nominato ha ricoperto il ruolo di direttore generale nella clinica Eporediese facente capo al gruppo del Policlinico di Monza. Malgrado avessimo sollevato la questione a gennaio 2014, il Governo regionale ha sempre obiettato che tutto era regolare. Non fosse che l'Autorità ha pubblicato, ultimamente, sul proprio sito, la norma suddetta, citando proprio come caso la nomina valdostana. (Documento che alleghiamo). Ma neppure questo orientamento ha fermato questa irregolarità, malgrado l'evidenza della questione, e il Governo ha annunciato che non si fermerà, neppure davanti ad un orientamento scritto, chiedendo ancora approfondimenti , che tra l'altro si aspettano da mesi. Al di là delle persone, come sempre, si calpestano le regole anche quando esse sono palesi. E la domanda che ci poniamo è : perché? Un atteggiamento che non fa onore a chi dovrebbe amministrare rispettando , almeno, le regole.

Laurent Viérin


Consiglio Regionale Trasporti

Comunicato Stampa

ConsStraTrasp_locandina_WEB
Oggi spendiamo all'incirca 45 milioni annui di risorse pubbliche tra convenzione per il servizio ferroviario, aeroporto, trasporto locale su gomma, trasporto disabili ed agevolazioni in genere!
Ecco perché, in vista del Consiglio regionale straordinario sui trasporti previsto per il mese di marzo, il nostro Gruppo consiliare ha predisposto un'importante opera di sensibilizzazione per raccogliere i contributi dei Valdostani, condividendo con loro esperienze, suggerimenti e proposte.
A tal fine, oltre a poter contattare direttamente gli eletti dell'Union Valdotaine Progressiste via mail o per il tramite del sito del nostro Movimento, è organizzato per lunedì 23 febbraio alle ore 20e45 un incontro con la popolazione presso il Salone Murasse di Verres, che vedrà la presenza dei Consiglieri regionali dell'U.V.P e di Maurizio Moscatelli, esperto in strategie per i trasporti.

Per il Gruppo consiliare U.V.P
Luigi Bertschy

Comunicato stampa del 13/02/2015

Il tema dei trasporti è stato, su impulso costante del nostro Gruppo consiliare, all’attenzione dei lavori del Consiglio in questa prima parte di legislatura. Una società civile, evoluta, equa, rispettosa dell'ambiente, tesa al proprio sviluppo economico e al progresso deve garantire il diritto alla mobilità e deve poter disporre di mezzi di comunicazione, di trasporto e di infrastrutture viarie all'avanguardia. È così per la Valle D'Aosta? A noi pare proprio di no, ed è per questo che abbiamo richiesto e ottenuto di poter discutere di questo importante settore in un apposito Consiglio straordinario che si terrà probabilmente nel prossimo mese di marzo. L’obiettivo è quello di definire il futuro modello di gestione dei trasporti della nostra Regione che sia duraturo, definitivo ed integrato. L’autostrada, il trasporto pubblico locale, il servizio ferroviario e l’aeroporto, la gestione delle politiche di programmazione e di controllo dei servizi erogati. Questi i cinque temi che stanno catalizzando i lavori della Commissione consiliare competente. Le varie sedute, in parte già effettuate, ci vedono impegnati nell’analisi di dati e documenti sullo stato dell’arte attuale del sistema viario e in numerose audizioni di tutti gli attori coinvolti. A questo lavoro di preparazione intendiamo affiancare, come Gruppo consiliare UVP, un'attività di ascolto e di partecipazione dei cittadini. Vogliamo sentire la voce dei Valdostani: vi invitiamo pertanto a contribuire attivamente condividendo esperienze, suggerimenti e proposte lasciando i vostri commenti a questa presentazione sul nostro sito, comunicando via mail o direttamente con noi eletti dell'UVP e partecipando all’incontro-dibattito, promosso sempre dal nostro Gruppo consiliare, di lunedì 23 febbraio alle 20e45 presso il salone Murasse di Verres. ‎ Grazie fin d'ora per il contributo che vorrete dare!

Per il Gruppo consiliare UVP Luigi Bertschy


Un bilancio di rassegnazione e tagli indiscriminati
.. privo di idee e di progettualità

In un periodo straordinario, quale quello attuale, caratterizzato dal perdurare della crisi economica, dalla diminuzione delle risorse pubbliche e da profondi cambiamenti socio-economici, il bilancio della Regione dovrebbe essere lo strumento per definire progetti, interventi ed indirizzi innovativi in grado non solo di attenuare o contrastare l’impatto della congiuntura sfavorevole, in particolare nei confronti dell’occupazione e delle attività produttive, ma anche di favorirne il superamento. A periodo straordinario dovrebbe cioè corrispondere un bilancio straordinario in termini di progettualità, proposte e scelte. Per contro il progetto di bilancio di previsione della Regione per il triennio 2015-2017, approvato dalla Giunta regionale, si limita, prendendo ad alibi la crisi e gli oneri richiesti dallo Stato per il riequilibrio della finanza pubblica, a subire, in termini prettamente ragionieristici, la situazione esistente, riproponendo, per un periodo peraltro limitato al 2015, unicamente delle misure di natura assistenziale, non intervenendo sulle cause strutturali della crisi e denotando, in tal modo, una carenza di idee e di programmazione. Inoltre, i dati in esso contenuti sono scarsamente attendibili poiché non rappresentativi, a livello di sistema regionale, delle reali ed effettive disponibilità nonché degli investimenti previsti. Infine, si cerca di nascondere la verità in merito al preoccupante calo delle risorse disponibili, imputandone la colpa unicamente allo Stato, mentre, in realtà, gran parte della responsabilità ricade in capo alla Regione. Se le risorse disponibili iscritte in bilancio tengono conto, infatti, dei contributi al risanamento della finanza pubblica posti a carico della Regione Valle d’Aosta e degli enti locali del proprio territorio, per contro, l’ammontare di tali contributi è, in misura rilevante, la conseguenza dell’incauto accordo per il coordinamento della finanza pubblica sottoscritto l’11 novembre 2010 dal Ministro Calderoli e dal Presidente Rollandin nell’ambito del processo di attuazione del federalismo fiscale. In sostanza, si è in allora convenuto, con il necessario consenso della Regione essendo l’ordinamento finanziario dal 1994 norma di rango costituzionale:
  • Il progressivo azzeramento dell’importo sostitutivo dell’Iva da importazione (nel 2009 ammontava a quasi un quinto del bilancio regionale!) a decorrere dall’anno 2011 (239 milioni di €) sino alla soppressione del medesimo nell’anno 2017 (332 milioni di €);
  • l’assunzione di oneri (23 milioni di € a decorrere dal 2011) connessi all’esercizio di funzioni statali relative ai servizi ferroviari di interesse locale;
  • la rimodulazione (aumento da 9 a 10 decimi) di alcune entrate spettanti alla Regione.
Non si può quindi, in modo strumentale, continuare ad utilizzare la riduzione delle risorse disponibili quale alibi – la colpa è dello Stato – trattandosi in gran parte di scelta condivisa dalla Regione e ampiamente prevista e, quindi prevedibile, dal 2011! Il che dimostra pure la totale assenza e mancanza di programmazione. L’esame dei soli dati forniti dal bilancio della Regione non consente, peraltro, di conoscere l’ammontare delle risorse complessivamente disponibili né di valutare la natura e l’utilità degli investimenti e degli altri interventi operati dal sistema regionale nel suo complesso, facendo così venir meno l’attendibilità dei dati stessi. Basti pensare, ad esempio, all’autorizzazione data a Finaosta per contrarre mutui sino all’ammontare di 371 milioni di € - autorizzazione utilizzata alla data odierna per 135 milioni di € - per finanziare le cosiddette grandi opere. Nulla si dice, a tal proposito, in merito all’utilità del mantenimento di tali impegni finanziari, la cui priorità in questo periodo è, peraltro, scarsamente giustificata (vedasi, ad esempio, l’ampliamento dell’ospedale o la nuova sede degli archivi regionali). Mistificante risulta poi la sbandierata affermazione del mancato appostamento del mutuo a pareggio quando, oltre a quanto sopra ricordato, si continua – vedasi i 100 milioni di € necessari per alimentare i fondi di rotazione regionale – a trasferire l’onere dell’indebitamento in capo alla finanziaria regionale. Per effettuare delle scelte consapevoli è, quindi, indispensabile disporre di un quadro completo ed esaustivo delle risorse finanziarie e degli interventi previsti non solo dall’amministrazione regionale, ma anche dalle società controllate o partecipate dalla Regione, in particolare Finaosta e Cva. In assenza di tale quadro, i dati sono fuorvianti, le scelte pesantemente condizionate e ci si limita a prendere atto dell’utilizzo discrezionale (vedasi, ad esempio, il Casinò), da parte della Giunta regionale, del fondo di dotazione della gestione speciale Finaosta o delle ingenti disponibilità finanziarie di Cva quali proprio bancomat. A tal fine, le risorse del sistema regionale allargato, unitamente a quelle relative al rinvio o alla rimodulazione delle grandi opere, potrebbero essere proficuamente impiegate per finanziare progetti per interventi mirati al sostegno delle famiglie, delle imprese e dell’occupazione. In merito alla destinazione delle entrate, si evidenzia una totale mancanza di progettualità e una assoluta carenza di idee. Invece di indicare almeno un grande progetto per gli anni a venire, in grado di rilanciare il sistema Valle d’Aosta, quale sarebbe sicuramente il progetto” Accessibilità della Valle” declinato in tutti suoi molteplici aspetti o di prevedere un fondo per il lavoro, rivedendo anche il piano degli interventi di politica del lavoro, ed un progetto per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese, ridefinendo la funzione di Finaosta, si continua con gli interventi “immobiliari” a beneficio esclusivo di imprese esterne alla Valle o di poche privilegiate imprese valdostane. Significativo è, al riguardo, il sostanziale azzeramento dei fondi globali. Non vi è, poi, alcuna indicazione in merito alle priorità dell’azione di Governo e si continua con la politica dei tagli di spesa esclusivamente lineari, penalizzando in tal modo settori strategici per lo sviluppo della Regione. Il bilancio della Regione, inoltre, nel momento in cui si chiedono pesanti sacrifici alla comunità valdostana, dovrebbe, prioritariamente, prevedere un riduzione delle spese, in primis dell’apparato amministrativo pubblico, delle società controllate e partecipate e dei costi della democrazia. Operata questa “spending review” regionale, sulla base delle risorse disponibili a livello di sistema, si dovrebbero poi, indicando chiaramente le priorità – istruzione e cultura, sanità, welfare e politiche sociali - operare quelle scelte che, salvaguardandone l’identità e la peculiarità, siano in grado promuovere lo sviluppo socio-economico della Valle. I dati di bilancio evidenziano, invece, che, il saldo corrente continua pericolosamente a ridursi e che, al netto degli oneri per il risanamento della finanza pubblica, l’incidenza delle spese correnti aumenta e si attesta all’ 89,5%, mentre la quota destinata agli investimenti si riduce al 10,44%. Le risorse che la legge 48/95 destina agli enti locali vengono impropriamente e d’imperio utilizzate dalla Regione per finanziare le proprie e più svariate iniziative, mettendo così in grave difficoltà gli stessi enti locali nell’espletamento delle loro funzioni istituzionali e nell’erogazione dei servizi, compromettendone sia la qualità che gli equilibri di bilancio, a meno che non si faccia ricorso all’inasprimento della leva fiscale. Con l’azzeramento dei fondi Fospi, sono state poi annullate le loro capacità di investimento e, di conseguenza, qualsiasi possibilità di promuovere lo sviluppo del proprio territorio. I trasferimenti vincolati in misura ormai preponderante (60% dell’ammontare) ed il ricordato azzeramento del Fospi hanno, di fatto, stravolto o, in misura surrettizia, annullato la citata legge 48/95. Il mancato accordo relativo al patto di stabilità anche per il 2015, oltre ad essere un indice di scarsa considerazione ed incidenza politica della nostra Regione, risulta essere anche un fattore di preoccupante incertezza relativamente alla possibilità di spesa della Regione. Sempre in materia di patto di stabilità, riferito in questo caso agli enti locali, quale ulteriore misura per il rilancio dell’economia, sarebbe opportuno che la Regione, oltre ad incentivare l’utilizzo da parte degli stessi del modello della solidarietà orizzontale, applicasse, come fatto da altre Regioni, il modello della solidarietà verticale in modo da consentire il superamento dei vincoli imposti dal patto e liberare risorse immediatamente disponibili per lo sviluppo territoriale. Le misure anti-crisi relative ai mutui regionali vengono prorogate solamente per il 2015 o, relativamente al “bon de chauffage” e allo sconto sui costi dell’energia elettrica per le utenze domestiche, abolite e sostituite da un fondo per l’inclusione sociale di importo considerevolmente ridotto (9 milioni di € prelevati dal fondo di dotazione della gestione speciale Finaosta), le cui modalità di assegnazione saranno peraltro, con una inaccettabile proposta di delegificazione, stabilite non più con legge regionale, ma con delibera di Giunta. Inoltre, con il settore agricolo colpevolmente dimenticato, abbandonato a sé stesso ed ulteriormente penalizzato, pur in presenza di un apprezzabile anticipo nello stanziamento dei fondi per i cantieri forestali, non ne viene modificata il modello organizzativo – modello non imposto dallo Stato, come si è voluto far credere, ma voluto dalla Regione – con il permanere delle connesse e già denunciate ricadute negative in termini di occupazione e di qualità degli interventi. In conclusione, non possiamo che esprimere un giudizio negativo in merito al progetto di bilancio presentato dalla Giunta regionale ed operare affinché i nostri eletti in Consiglio regionale ne propongano delle sostanziali modifiche.

Le Conseil de Direction


Comunicato stampa congiunto del 18-07-2014

uvologo logoalpe logo pd  5stelle   Aosta, 18 luglio 2014 Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA, Movimento 5 Stelle Siamo collaborativi, ma che la maggioranza partecipi alle riunioni Dopo l'approvazione a scrutinio segreto (con due voti a favore e un astenuto tra le file della maggioranza) della risoluzione proposta dai gruppi UVP, Alpe, PD-SVdA e M5S, che impegna la Giunta regionale a revocare la dirigenza e il Consiglio di amministrazione di Vallée d'Aoste Structure, la maggioranza regionale continua a perdere i pezzi. L'ennesima prova di questo sfilacciamento si è avuta oggi, venerdì 18 luglio 2014, durante la riunione della seconda Commissione "Affari generali", in occasione del voto sul piano triennale 2014-2018 per lo sviluppo del sistema informativo regionale. L'assenza non giustificata della Consigliera di maggioranza Marilena Péaquin Bertolin ha fatto sì che non ci fossero i numeri per l'espressione del parere necessario all'iscrizione in Aula dell'atto. I gruppi di opposizione condannano l'ennesimo atto di irresponsabilità della maggioranza che si dimostra ancora una volta irrispettosa del mandato assegnatole dai valdostani. Per quanto tempo dovremo ancora sopportare questa esperienza di governo che, alla sua seconda edizione e ad appena un anno dall'inizio della Legislatura, continua a non avere i numeri per governare la Valle d'Aosta?