Monterosaski, la svolta

È stato approvato oggi, all'unanimità, un ordine del giorno, presentato da noi del Gruppo UVP in Consiglio Regionale, che chiedeva discontinuità in merito alle nomine e agli indirizzi di Monterosa Ski, per arrivare ad una forte riorganizzazione in questa importante società partecipata. Una società strategica e fondamentale per lo sviluppo turistico della Valle, che ha però vissuto in questi mesi e in questo ultimo periodo criticità non solo economiche, ma anche gestionali e di risultati. Monterosa ski merita quel rilancio che è consono e proporzionato al potenziale del territorio che rappresenta, con azioni precise e mirate per valorizzare questo comprensorio, assieme alle attività e gli operatori, e in sinergia con personale da motivare maggiormente, creando squadra e stimoli. Questo rilancio potrà arrivare anche e soprattutto con questa discontinuità. Esprimiamo quindi soddisfazione per questo ordine del giorno, approvato in modo trasversale, che porta un cambiamento, da noi tanto auspicato, e che speriamo sia l'inizio di un percorso di regole e indirizzi diversi nell'ambito della gestione delle società partecipate, risorse e opportunità della nostra Valle d'Aosta.

Laurent Viérin


Monterosa in chiaroscuro

Nell’ultima adunanza del Consiglio regionale, prima della pausa estiva, era iscritto all’ordine del giorno il disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale, recante disposizioni per favorire il consolidamento patrimoniale della Monterosa S.p.a. La discussione e l’approvazione di tale disegno di legge, a causa delle note vicende politiche che hanno ulteriormente certificato “l’effritement” della maggioranza Union Valdotaine-Stella Alpina, sono stati rinviate a settembre. Al riguardo, pare in ogni caso necessario porsi alcune domande in merito sia alla situazione reddituale della società suddetta sia, in generale, alle scelte operate dalle società partecipate dalla Regione ed ai comportamenti dei loro “managers”. La scarna relazione al disegno di legge in oggetto nulla dice infatti relativamente alla situazione economica della Monterosa S.p.a. (risultati economici degli ultimi anni) ed alle cause che hanno determinato le perdite gestionali, evitando in tal modo di mettere in luce sia la vera natura del provvedimento (salvataggio aziendale) sia le connesse responsabilità. Né, tantomeno, la stessa relazione indica quali correttivi si intendano apportare alle politiche aziendali per evitare il riprodursi di risultati economici negativi. Sarebbe quanto meno opportuno, al fine di una ponderata valutazione sul provvedimento, avere i dati di pre-chiusura relativi al presente esercizio sociale, atteso che lo stesso si è chiuso al 30 giugno 2014. Il timore è quello di apprendere o di scoprire che, nonostante il piano di salvataggio, consistente nella conversione di mutui in capitale sociale, la società non è in grado di sostenere il rapporto tra costi e ricavi correnti. I risultati economici negativi derivano infatti da:
  1. Valutazioni errate in merito alla sostenibilità degli investimenti effettuati che, nonostante perizie che saranno fatte ad hoc per allungarne la vita utile e diminuire in tal modo l’incidenza degli ammortamenti sul conto economico, l’azienda non era allora e non è oggi in grado di sostenere;
  2. Una politica clientelare di assunzioni “pilotate” con un organico sovra-dimensionato. Vedasi, in particolare, gli stagionali, confermati nel numero nonostante il continuo accumularsi di risultati economici negativi. In proposito, c’è da aspettarsi che il Presidente/amministratore delegato in scadenza di mandato  ed in attesa della nomina assembleare,  per la convocazione dell’assemblea dei soci, utilizzerà artificiosamente, il dettato normativo previsto dall’articolo 2364, comma 2°, del codice civile che consente, unicamente peraltro, - “quando lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto della società” il deferimento dell’approvazione del bilancio oltre i quattro mesi, ricadendo così in piena stagione invernale (presumibilmente a gennaio) ad assunzioni clientelari già avvenute e ulteriori disastri compiuti;
  3. La totale assenza di scelte e decisioni manageriali capaci di assicurare l’economicità della gestione o, peggio ancora, scelte antieconomiche, a causa e della totale acquiescenza alle indicazioni del Presidente della Regione e della convinzione che, comunque, senza responsabilità alcuna, le perdite saranno comunque ripianate dalla Regione.
  Ed è proprio quanto si propone, anche se in forma diversa – passaggio di debiti a capitale - con il summenzionato disegno di legge. Salviamo cioè, una volta ancora, il soldato Ryan, diamo una medaglia al Presidente/Amministratore delegato della società e, soprattutto, evitiamo accuratamente di parlare di responsabilità di alcun genere e di dare delle indicazioni per un radicale cambiamento di gestione aziendale! Un Presidente/Amministratore delegato, peraltro, che, nonostante la presenza di un Direttore generale lautamente retribuito (compenso  tra i più elevati fra tutte le società di impianti a fune) non si accontenta di percepire, per i brillanti risultati ottenuti, un compenso annuale di 90.000€ , ma che si auto attribuisce e si autoliquida, pur avendo assunto l’incarico in qualità di commercialista, un rimborso chilometrico per le  spese di trasferta anche  dal luogo di residenza alla sede di lavoro! L’attribuzione di indebiti benefits non tassati pare comunque essere una prassi consolidata tra gli amministratori delle società partecipate dalla Regione se si considera, ad esempio, che anche il Presidente/Amministratore delegato della Pila S.p.a., società in utile, con un compenso annuo di 30.000 €, in modo illegittimo, utilizza a fini personali l’automobile concessa ad uso esclusivamente aziendale. In entrambi i casi, oltre all’irregolarità nell’attribuzione del compenso o nell’utilizzo del bene, ci sono pure evidenti implicazioni di natura fiscale (deducibilità delle spese e compenso in natura}, e conseguenti irregolarità, in capo sia ai soggetti interessati sia agli organi delle rispettive società. Ma, su questi argomenti, ci riserviamo successivi approfondimenti.  

Comunicato stampa congiunto del 24/07/2014

uvologo logoalpe logo pd  5stelle Aosta, 24 luglio 2014 Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA, Movimento 5 Stelle CdA di Vallée d'Aoste Structure: basta alle spartizioni partitiche Avendo appreso la notizia delle dimissioni dell'intero Consiglio di Amministrazione di Vallée d'Aoste Structure, i gruppi consiliari di UVP, Alpe, PD-SinistraVdA e M5S ritengono necessario che a tale dimissione debba fare seguito anche il rinnovamento della dirigenza e la riorganizzazione della società partecipata al fine di conseguire gli obiettivi gestionali auspicati. I gruppi di opposizione esprimono apprezzamento per la decisione dei componenti del CdA che, a differenza di altri, hanno dato applicazione senza indugio alla risoluzione approvata dal Consiglio regionale nella scorsa seduta. Infine, i gruppi sottolineano la necessità di provvedere alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione secondo criteri che premino unicamente il merito, la competenza e l'esperienza, così da evitare che queste dimissioni diventino l'ennesima vergognosa spartizione clientelare delle poltrone, atta solo a sopire i mugugni interni alla maggioranza

Radio 101: intervista a Laurent Viérin sulla crisi

https://www.youtube.com/watch?v=6_CtCtbOqEQ Il Consigliere regionale Laurent Viérin ai microfoni di Radio 101 fa un'analisi sullo stato della crisi e dell'attività svolta da UVP e dall'opposizione durante lo #stalloalpino.

Comunicato stampa congiunto UVP – Alpe del 6/6/2014

15937291logoalpe   Aosta, 6 giugno 2014 Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste – Alpe   I Consiglieri Rosset e Roscio: ci vuole maggiore attenzione nella gestione del denaro pubblico Questa mattina, venerdì 6 giugno 2014, durante la seduta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, il Vicepresidente Andrea Rosset (UVP) e il Consigliere Segretario Fabrizio Roscio (Alpe) hanno espresso voto contrario sulla delibera di assegnazione di un contributo pari a 46.000 euro a sostegno della manifestazione “Aosta Sound Festival 2014”. «Senza voler dare valutazioni sulla manifestazione in questione – spiegano Rosset e Roscio –, questa decisione è stata assunta con l’intenzione di sollecitare tutto l’Ufficio di Presidenza a dare un esempio di oculatezza nella gestione del denaro pubblico, e di porre la necessaria attenzione alla crisi economico-occupazionale che sta attraversando l’intera Valle d’ Aosta.» «A tal fine – ricordano i due Consiglieri – si sarebbero potute reperire importanti risorse da assegnare a priorità ben più urgenti che non a manifestazioni, come l'occupazione, se fosse stato accolto l'emendamento all'ultima legge finanziaria presentato dall'opposizione.» «Si sottolinea inoltre che il contributo deliberato dalla Presidenza del Consiglio di 46.000 euro è rimasto sostanzialmente invariato rispetto a quello elargito lo scorso anno per la medesima manifestazione, non prevedendo alcun ridimensionamento di spesa, mentre nella scorsa approvazione del bilancio regionale i capitoli di ogni settore sono stati fortemente ridotti. Il voto contrario intende rimarcare che, anche qualora si intenda proporre manifestazioni di una certa importanza e richiamo, ciò debba avvenire con maggior attenzione, trasparenza e sobrietà.»

Per rispondere alla crisi, coerenza e serietà

Alla luce dell'evoluzione della crisi, l'UVP intende sottolineare il perdurare ormai da più di due mesi, della paralisi amministrativa provocata dalla ex-maggioranza regionale composta dall'Union Valdôtaine e dalla Stella Alpina.

La crisi politica, è bene ricordarlo, deriva dall'incapacità dimostrata fin dall’inizio della legislatura da parte di questi due movimenti di fronteggiare il difficile momento economico attraversato dalla Valle d’Aosta e, al tempo stesso, di condurre e di gestire la situazione politica che le elezioni regionali del maggio 2013 hanno determinato.

Una crisi, quindi, che parte da lontano ed ha all'origine una visione politica completamente differente del modello di amministrazione e di sviluppo del bene comune della Valle d'Aosta da noi auspicato. Una crisi dunque che non ha niente a che vedere per noi con la vecchia logica del rimpasto, dello scambio di poltrone, dell'assegnazione di spazi di potere.

Partendo da queste considerazioni, e nella convinzione che un reale cambiamento debba necessariamente avvenire attraverso la coalizione autonomista e progressista, che di questa volontà di cambiamento è stata portavoce, siamo disponibili al confronto politico ed a trovare una soluzione che deve però essere credibile, trasparente e coerente con il progetto che l'UVP ha proposto all'atto della sua nascita e soprattutto con le cose che abbiamo detto e affermato in questo primo anno di lavoro in Consiglio regionale. La soluzione della crisi per dell'UVP può avvenire solo ed esclusivamente aderendo e implementando con nuove idee riformatrici il progetto della Renaissance proposto insieme ad Alpe-PDSinistra VdA- M5S per cambiare la Valle d'Aosta.

Le soluzioni pasticciate, le larghe intese vuote di contenuti, i proclami alla finta unità e al bene comune con la conseguente spartizione di Assessorati non  interessano in quanto parte di quella vecchia politica che l'UVP, dalla sua nascita, combatte e vuole cambiare. Non siamo interessati a questo tipo di soluzione e lo abbiamo dimostrato anche durante questi ultimi due mesi di crisi politica. Movimenti e Consiglieri regionali che intendono andare in questa direzione sono per noi liberi di farlo, noi non li seguiremo perché i cittadini sono stufi di soluzioni politiche annunciate con ipocriti proclami preceduti dalla fatidica frase "con senso di responsabilità" che nascondono un unico vero interesse: salvare la poltrona del politico di turno! Ribadiamo quindi la necessità di risolvere la crisi in maniera seria e chiara e senza perdere ulteriormente tempo.

Conseil de direction e Gruppo consigliare dell’ Union Valdôtaine Progressiste


Rimozione della dirigenza
per un vero rilancio della Casa da gioco di Saint-Vincent

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Aosta, 30 maggio 2014 Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA, Movimento 5 Stelle

Rimozione della dirigenza per un vero rilancio della Casa da gioco di Saint-Vincent

In questi giorni i lavoratori della Casa da gioco si stanno esprimendo sull'accordo sindacale che potremmo definire, perché così è stato presentato, "salva Azienda". Nel rispetto del lavoro svolto dai Sindacati nella stesura del testo di accordo, i gruppi consiliari UVP, Alpe, PD-SinistraVdA e M5S esprimono tutto il loro disappunto per come è stata sottovalutata e gestita la crisi che porta oggi a tagliare gli stipendi ai lavoratori. Innanzitutto occorre ricordare anche il sacrificio dei lavoratori del Billia che, con l'annullamento del contratto di 2° livello e pur dopo gli scioperi contro tale decisione, hanno subìto tagli salariali per oltre il 20% (3.300 euro annui su redditi di circa 23.000 euro) e che, dopo varie richieste e solleciti per incontrare Azienda e proprietà per avviare una nuova trattativa, non hanno ricevuto alcuna risposta. Più in generale va ribadito come i pessimi risultati del Casinò di Saint-Vincent siano stati imputati a lungo, da chi ha responsabilità politiche e gestionali, esclusivamente alla crisi del gioco e a fattori esterni. Ora, proprio grazie al lavoro delle forze di opposizione, sono emersi gli sprechi e le inefficienze che, sommate al disinteresse politico-gestionale, hanno prodotto l'attuale disastro. Quello che oggi non è più tollerabile è che le stesse persone che hanno ridotto in queste condizioni l'Azienda abbiano la faccia tosta di chiedere ai lavoratori di pagare con i tagli ai loro stipendi gli errori compiuti in tutti questi anni! Sacrifici che, con l’opera dei Sindacati, la battaglia dei lavoratori e il sostegno delle forze di opposizione in Consiglio regionale, sono scesi da una prima proposta di 12 milioni circa di euro agli attuali quasi 4 milioni. Più di 8 milioni di differenza che indicano ancora una volta con quanta approssimazione e superficialità sia stata preparata e condotta una trattativa di fondamentale importanza per il futuro dell'Azienda, creando così tensioni, scioperi, estenuanti trattative e ritardi nella stesura e nell’applicazione dell'accordo. I tagli riguarderanno anche gli stipendi dell'amministratore unico e dei dirigenti: i responsabili del disastro a cui assistiamo. Sicuramente un’inversione di tendenza rispetto a quando venivano difesi a spada tratta da Rollandin e Baccega: un’inversione per noi non sufficiente! La riduzione dello stipendio non basta in quanto la risoluzione votata dal Consiglio regionale il 26 marzo scorso ne richiedeva la rimozione. Pretendiamo quindi che venga data piena applicazione alla risoluzione approvata e che chi ha sbagliato se ne vada!! È  un dovere nei confronti dei lavoratori, al fine di non vanificare gli sforzi che gli stessi eventualmente faranno nell’accettare la riduzione dei loro stipendi, affinché il risparmio che ne deriverà venga affidato a nuovi dirigenti che con umiltà, competenza ed entusiasmo lavoreranno per il rilancio e il futuro della Casa da gioco.  

Cantieri forestali:
richiesta la possibilità di assumere operai tra i 50 e i 55 anni

uvologo logoalpe logo pd  5stelle Le forze di opposizione UVP, Alpe, PD-SinistraVdA e M5S intervengono in merito al disegno di legge n. 21 riguardante il finanziamento del piano straordinario di interventi di natura agricolo/forestale e nel settore delle opere di pubblica utilità, su cui oggi, lunedì 26 maggio 2014, la seconda Commissione "Affari generali" ha espresso parere favorevole all'unanimità. Sin dall'inizio della Legislatura abbiamo dedicato la massima attenzione alla situazione occupazionale in Valle d'Aosta; sugli operai forestali abbiamo portato all'attenzione dell'Aula diverse iniziative e, in ultimo, abbiamo richiesto di attivare un piano straordinario di assunzioni volto ad implementare le risorse in bilancio destinate all'esternalizzazione dei cantieri forestali. Proprio a questo proposito e vista l'urgenza, abbiamo richiesto la convocazione straordinaria per portare all'approvazione dell'Aula questo disegno di legge. Accogliendo positivamente il parere favorevole espresso all'unanimità dalla seconda Commissione, evidenziamo che le forze di opposizione hanno proposto un ordine del giorno volto a consentire, all'interno delle risorse disponibili e nel caso in cui non vengano coperti tutti i 220 posti previsti, l'assunzione di operai al di sotto dei 55 anni, attraverso criteri pubblici e trasparenti concordati tra tutte le forze politiche

Richiesta la convocazione di un Consiglio straordinario
per risolvere la questione dei forestali

uvologo logoalpe logo pd  5stelle  

Aosta, 14 maggio 2014

Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA, Movimento 5 Stelle
Richiesta la convocazione di un Consiglio straordinario per risolvere la questione dei forestali Le forze di opposizione UVP, Alpe, PD-SinistraVdA e M5S hanno richiesto nel pomeriggio di oggi, mercoledì 14 maggio 2014, la convocazione straordinaria di un Consiglio, ai sensi dell'articolo 8, comma 4, della legge regionale n. 21 del 2007 (che prevede la possibilità di adottare anche in periodo di ordinaria amministrazione atti urgenti), per la trattazione del disegno di legge n. 21 riguardante il finanziamento del piano straordinario di interventi di natura agricolo/forestale e nel settore delle opere di pubblica utilità. La decisione deriva dalla volontà, che si spera sia accolta dalla ex maggioranza regionale, di risolvere con urgenza la questione dei cantieri forestali, oggi parzialmente sanata grazie ad una iniziativa delle forze di opposizione in Consiglio regionale, ma ferma a causa dello stallo istituzionale creatosi a seguito della crisi della maggioranza regionale. Le forze di opposizione, auspicando l'accoglimento di tale richiesta, presente anche nell'elencazione delle urgenze da trattare nei tavoli politici, avanzate da tutte le forze politiche, riaffermano la disponibilità ad affrontare qualsiasi emergenza, con senso di responsabilità, nell'interesse della comunità valdostana.

Renaissance auspica senso di responsabilità
per un passo avanti nella soluzione della crisi

uvologo logoalpe logo pd  5stelle   I gruppi consiliari di Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA e Movimento 5 Stelle, unitamente alle forze politiche di cui sono espressione in Consiglio regionale, diffondono la seguente nota. «Le forze della Renaissance, dopo aver affrontato con estrema serietà la crisi causata dal fallimento della ormai ex maggioranza regionale, e aver preso atto del prolungato periodo fatto di infruttuosi e fallimentari tentativi di UV e Stella Alpina di ricomporre la rottura avvenuta, Dopo aver avviato in questi giorni un tavolo di confronto tra forze politiche e eletti in Consiglio al fine di verificare eventuali adesioni e convergenze sui punti programmatici da noi proposti, A fronte delle richieste di incontro di UV e Stella Alpina, Riaffermano, in modo fermo e univoco, la convinzione che questa crisi di sistema, per giungere ad un cambiamento vero, passi necessariamente attraverso i contenuti programmatici di Renaissance, eventualmente arricchiti da altre sensibilità, al fine di evitare il bieco mercato delle poltrone a discapito di princìpi, valori, ideali e delle esigenze reali dei valdostani. Dopo questi confronti, e con l'obiettivo di lavorare per una rapida soluzione della crisi, che non può procrastinarsi ulteriormente sulle spalle della comunità, le forze di Renaissance, ad un mese dalla presentazione del progetto, non hanno ricevuto alcuna risposta da UV e Stella Alpina riguardo ad una possibile convergenza su tale progetto. Adesioni e disponibilità che avrebbero rappresentato un passo avanti nella soluzione della crisi, determinando nuovi scenari di reale cambiamento, per uscire rapidamente da questa situazione di stallo. Le forze prendono, invece, atto dell'apertura ad una convergenza sui contenuti del progetto di Renaissance arrivata da parte del Consigliere del gruppo dell'UV, Leonardo La Torre e auspicano che in questa delicata fase possa prevalere il buon senso attorno a questo progetto abbandonando l'interesse personale, con l'unico obiettivo di realizzare il bene della Valle d'Aosta.»