Rapporti finanziari Stato-Regione, argomenti prioritari

I gruppi di opposizione replicano alle dichiarazioni del Consigliere Manfrin

«Stupiscono, ma soprattutto preoccupano, le dichiarazioni rilasciate al Tg3 dal Consigliere Manfrin, per il quale la maggioranza non avrebbe iscritto tre risoluzioni dell'opposizione nella seduta consiliare dell'11 luglio 2018 in quanto argomenti che "nulla hanno a che fare con le priorità dei valdostani"» È la replica dei gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste e Impegno Civico che aggiungono: «Che i rapporti finanziari o che la composizione della Commissione paritetica non siano questioni che toccano l'Autonomia forse può pensarlo chi ha passato la sua vita politica nel culto del nazionalismo di destra, ma fa specie che gli alleati regionalisti e chi, in ogni caso, dovrebbe avere a cuore la cultura istituzionale che si basa sul rispetto tra maggioranza e opposizione, restino silenti e accondiscendenti.» «Lo spazio per chi crede ancora nei valori autonomisti e democratici basati sul confronto e non sull'arroganza è aperto - concludono i Consiglieri di UV, UVP e IC -. Continueremo a batterci contro chi vede la Valle ancora come una provincia e non disperiamo in un sussulto di orgoglio da parte di chi è ora appiattito su posizioni contraddittorie e difficilmente comprensibili.»

Rapporti Stato-Regione

Richiesta la convocazione della prima Commissione per audire i parlamentari valdostani

Nell'ottica di una fattiva e collaborativa attività di monitoraggio dei rapporti istituzionali complessivi tra lo Stato e la Regione autonoma Valle d'Aosta sui quali iniziare sin da subito a lavorare, i gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Movimento 5 Stelle e Impegno Civico hanno richiesto al Presidente della prima Commissione consiliare "Istituzioni e Autonomia" di convocare nell'immediato una riunione per audire i parlamentari valdostani. «È importante - sostengono i Consiglieri dei gruppi - individuare sin da subito il prosieguo delle iniziative già avviate e di quelle da intraprendere in maniera sinergica.»

Prima Commissione

Prevale la logica spartitoria della maggioranza

«Alla prima occasione di dimostrare di voler davvero passare dalle parole ai fatti, la nuova maggioranza ha fatto prevalere ancora una volta la logica della spartizione delle poltrone.» Questo il commento dei componenti dei gruppi di minoranza all'interno della prima Commissione "Istituzioni e Autonomia" in merito alla mancata condivisione tra tutte le forze politiche della decisione sull'attribuzione della Presidenza della Commissione stessa. «Dopo due giorni di riunione - dicono i Consiglieri - in cui la maggioranza ha parlato di apertura, di centralità del Consiglio, chiedendo la nostra collaborazione, questo pomeriggio ci è stata rifiutata, prima la possibilità di dibattere in Aula sulla questione e, successivamente, in Commissione, di attribuire la Presidenza alla minoranza, come accaduto già in passato, anche a fronte dei numeri risicati 17/18 del Consiglio.» «Siamo amareggiati per questo atteggiamento di chiusura dei gruppi di maggioranza che hanno negato alle opposizioni questo importante ruolo di coordinamento della Commissione che si occuperà principalmente delle riforme istituzionali, dei rapporti con lo Stato e di temi quali la legalità.»

Non si può ignorare il messaggio degli elettori

Ripartire dal cambiamento, su nuove basi, attraverso rinnovamento e messaggi diversi

Non si può ignorare il messaggio che i valdostani hanno voluto dare ed è importante, ora, che arrivino messaggi concreti di rinnovamento e contenuti diversi da parte di tutti. Da un lato le divisioni dell'area autonomista hanno favorito la vittoria di una forza politica nazionale, e la ricomposizione da noi proposta a giugno dell'anno scorso di tutto il fronte andava in questa direzione, ma non possiamo non considerare che gli elettori hanno voluto dare un segnale forte, che ora va preso in considerazione, agendo di conseguenza. Lavorare per unire, sì, ma occuparsi dei problemi reali dei valdostani, producendo proposte e soluzioni dai contenuti concreti e soprattutto cambiare metodi, che ancora fanno parte del vecchio sistema, metodi che abbiamo combattuto fin dall'inizio, e su questo ci impegneremo con forza per realizzare quel definitivo cambiamento per il quale abbiamo fatto, negli anni, scelte anche difficili. Da qui si riparte. E il primo segnale del cambiamento sarà nella composizione delle liste e nella forza dei programmi e delle idee proposte. Come UVP, infatti, non abbiamo mai rinunciato a questa azione di cambiamento ma abbiamo sicuramente pagato, sia in termini politici, sia umani, un prezzo alto ciò che abbiamo proposto . La nascita dell’UVP aveva, da subito, l’obiettivo di far emergere quell’autonomismo sano che è nella tradizione dei valdostani e che si stava perdendo in nome di una globalizzazione al ribasso di valori. La nostra specificità plurilingue e culturale è passata in secondo piano, in nome di un supposto modernismo snaturando in parte l’identità, unica nel panorama nazionale, della Valle. Abbiamo perso dei compagni di strada per perseguire il nostro obiettivo di “réunir” le sensibilità della parcellizzazione politica autonomista. Un obiettivo ambizioso che non sempre è riuscito a far passare in secondo piano personalismi e rivendicazioni di primogeniture e i cui inevitabili compromessi sono stati talvolta letti come un abbandono di principi. I valdostani, con la forte richiesta di cambiamento, con l’inequivocabile messaggio lanciato, non hanno abbandonato l’Autonomia, ma hanno voluto gridare che dobbiamo cambiare. Non ci hanno chiesto di dividerci ancora, per lasciare spazio a un vecchio modo di intendere l’Autonomia : anzi, ci spingono ancor più ad unire le forze che vogliono il cambiamento e abbandonare vecchi modi di fare politica. In anni passati la Valle d’Aosta è stata un vero laboratorio di idee ed incisive azioni amministrative: è il momento di attualizzare, in un mondo profondamente diverso, la lezione di allora, unendo le forze autonomiste in un programma di buon governo, caratterizzato dall’integrità e dall’etica, oltreché dalla competenza, e non solo dall’appartenenza. Non è dividendoci ancora in mille rivoli che difendiamo l’Autonomia: la forza di un’idea sta nell’essere uniti, pur nelle differenze, e nel saper isolare chi l’ha piegata a calcoli personali negandone così il valore di patrimonio di un popolo.

Laurent Viérin


Ascolto, autocritica, apertura

UVP rilancia un’azione politica forte e condivisa

In merito alle elezioni politiche del 4 marzo scorso per il rinnovo del Parlamento italiano l’UVP ringrazia Alessia, unitamente ai suoi 14.429 elettori, per aver rappresentato al meglio le idee e le proposte autonomiste, federaliste, progressiste e democratiche nonché per averlo fatto con forza, energia ed avanzando proposte concrete. Il risultato elettorale ha visto l'elezione, seppure di stretta misura, del candidato della lista Vallée d'Aoste al Senato della Repubblica e in, questo senso, ringraziamo Albert Lanièce, che abbiamo sostenuto convintamente, contribuendo, assieme agli altri componenti della coalizione, al suo successo in cui riponiamo la certezza di una rappresentanza autonomista nelle istituzioni parlamentari. Per quanto concerne l’esito di queste elezioni, non possiamo peraltro ignorare il messaggio che gli elettori valdostani hanno voluto trasmettere e, al riguardo, esprimiamo le seguenti considerazioni. L’UVP è chiamata in queste ore a fare una profonda analisi e del risultato e del voto, con particolare riferimento a ciò che i cittadini hanno voluto esprimere. Abbiamo perso. Gli autonomisti hanno perso. Una sconfitta chiara, netta, inequivocabile. Non crediamo però che questo risultato vada valutato come una mera espressione di emotività o solo come una protesta. Dobbiamo essere sinceri con noi stessi e soprattutto con la comunità. I Valdostani hanno dato un segnale che è nostro dovere cogliere e non ignorare. E l’UVP lo vuole fare, sperando che anche altri facciano lo stesso. Queste elezioni politiche hanno evidenziato con chiarezza, tra altri elementi di riflessione, il dato inequivocabile che le divisioni dell’area autonomista, progressista e federalista valdostana per l’elezione del Parlamento italiano hanno favorito la vittoria di una forza politica nazionale. A tal fine, proprio la ricomposizione del fronte autonomista, ricomposizione da noi proposta a giugno dell’anno scorso e, purtroppo, solo parzialmente realizzata quest’estate, si poneva quale obiettivo principale quello di rafforzare ed unire le forze politiche di una precisa area che avevano in comune, al di là ed oltre i singoli, certi ideali. Un progetto che non ha però visto l'adesione di tutte le sue componenti. Al riguardo, restiamo ancora convinti della bontà e della validità del messaggio politico proposto. Non possiamo, peraltro, esimerci dal considerare che qualche cosa non ha funzionato e che, se il fronte autonomista non interamente compattato è stata una delle cause della sconfitta, quella non è senz'altro l’unica . Infatti i cittadini stanno chiedendo altro. Con questo voto chiedono sicuramente, oltre ai temi sociali ed economici, una politica meno litigiosa e frazionata ma anche una gestione della cosa pubblica improntata al rigore ed alla correttezza. L’elettore ha lanciato un grido forte: che la politica sia pulita, onesta, sobria, concreta e che vi sia giustizia sociale. Questo voto chiede infine che non si ripropongano vicende giudiziarie che coinvolgono chi li deve rappresentare, chiede legalità e rispetto delle regole. Per tutti. L’UVP cerca, con il lavoro amministrativo quotidiano e lo svolgimento delle funzioni istituzionali che ha assunto da alcuni mesi, di fornire risposte concrete alle domande dei cittadini e di risolvere i loro problemi. E questo, pur consapevole dell'eredità delle situazioni del passato, con la ferma volontà di operare per il bene della comunità, assumendosi, con impegno e determinazione, una grande responsabilità in questo fine legislatura. Ma ciò non basta: i cittadini ci hanno chiesto, con il loro voto, una presa di posizione politica. E noi siamo chiamati, nel loro rispetto, a darla, scegliendo con chiarezza la linea da portare avanti e rimarcando le differenze rispetto alle responsabilità che non sono in capo a noi. Siamo nati per il cambiamento e l’abbiamo perseguito con ogni mezzo, anche a costo di perdere consenso o di non essere capiti. Ma non possiamo assumerci anche le responsabilità che non abbiamo. La strada, per quanto ci riguarda, è sempre la stessa, e accogliamo quindi il messaggio, il segnale e le istanze che la comunità ci ha inviato e alla comunità risponderemo con una azione politica chiara. A tale proposito, ribadiamo con forza la validità del progetto politico sostenuto nel corso di questa campagna elettorale, nella consapevolezza della necessità di nuove aperture, con una proposta politica rinnovata nei contenuti e capace di rivolgersi a tutti i valdostani che si riconoscono negli ideali autonomisti, federalisti e progressisti della nostra comunità e che possa ripartire da questi valori comuni. Un progetto che deve essere accompagnato da un reale cambiamento etico e morale che oggi la politica deve far proprio e rilanciare. A tal fine, auspichiamo, pertanto, l'apertura di una seria ed approfondita riflessione sul futuro politico della Valle d'Aosta, anche con coloro che non hanno da subito aderito alla ricomposizione dell'area autonomista, ma che vogliono, alla luce della sconfitta subita dagli autonomisti, dare una risposta politica seria e credibile al vento di sfiducia che ha soffiato sulla nostra comunità.  

Représenter efficacement la Vallée

Auprès du Gouvernement italien

Les suites de la crise économique générale, les changements rapides sur le plan démographique, social, culturel et identitaire, le bouleversement des cadres politiques traditionnels, caractérisent la réalité italienne actuelle.

Notre autonomie, notamment celle financière, est souvent mise en discussion et limitée par le transfert de compétences en faveur de l’Union Européenne mais également par l’incertitude et la criticité des rapports État-Région, qui ont modifié le principe fondamental de la répartition fiscale à la base de notre autonomie financière.

La dimension montagne avec ses contraintes et nécessités, le système de fédéralisme valdôtain assurant la territorialité des services publics, la subsidiarité et la péréquation, mais aussi la croissance économique et la création d’emplois, l’amélioration du cadre de vie et de travail, la spécificité socioculturelle et le plurilinguisme qui nous caractérisent, et qui représentent autant d’éléments que nous nous devons de continuer à considérer, sauvegarder et promouvoir, doivent pouvoir trouver des interprètes à même de les représenter efficacement auprès du Gouvernement italien, qui, dans la législature qui vient de terminer, s’est démontré disponible à l’écoute et avec lequel un dialogue constructif s’est établi, dans le but de résoudre les questios en suspens.

L’engagement des forces politiques qui se présentent unies dans la liste « Vallée d’Aoste » consiste donc à partager un projet politique pouvant continuer à représenter de la façon la meilleure, au niveau du Parlement italien comme au niveau de la Région, les exigences de la population valdôtaine, sans oublier l’héritage des luttes pour la liberté et la démocratie contre les régimes totalitaires, étant celles-ci des facteurs qui demeurent encore parmi les traits distinctifs fondamentaux de la Vallée d’Aoste et de son peuple.


La responsabilità di una grande sfida

Guardare al futuro con coraggio e volontà

È ufficiale! Abbiamo depositato questa mattina la documentazione per la partecipazione alle elezioni politiche. Insieme ad Albert Lanièce, candidato al Senato, corro per la Camera dei Deputati, per la lista Vallée d'Aoste. Accolgo questa importante sfida con profondo senso di responsabilità e con la consapevolezza della complessità che tale impegno richiede. Ho deciso di mettermi a disposizione perché credo nella militanza e sono profondamente convinta che le persone che si riconoscono in un ideale e in un movimento politico, debbano considerarsi strumenti a disposizione dello stesso. Ho deciso di mettermi a disposizione per la proposta politica che oggi governa la Valle d’Aosta e che si caratterizza con un’area autonomista, democratica, di centro-sinistra e progressista, capace di guardare al futuro assumendosi responsabilità nei confronti della nostra comunità. Ho deciso di mettermi a disposizione perché la condivisione di ideali, valori e percorsi con gli alleati sono la forza del nostro progetto, insieme ad un profondo radicamento nel territorio di cui siamo portavoce. Mi metto a disposizione con passione, umiltà e spirito di servizio per gli ideali autonomisti e federalisti in cui credo da sempre!  

Alessia Favre

 
Ci vediamo al comizio di apertura venerdì 02 febbraio all'auditorium Pont-Saint-Martin ore 21.00!
 

Défendre les droits

Défendre les droits, les prérogatives et l'Autonomie de notre Peuple. Défendre notre Autonomie financière, qui est un droit. Défendre notre Vallée d'Aoste Toujours.

Les droits de notre Peuple

Défendons les droits de notre Peuple et notre Autonomie financière , fruit des batailles de revendication de nos pères fondateurs. Impegnati a difendere i nostri diritti , le prerogative della comunità e la nostra Autonomia finanziaria Video dell'intervento del Presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta in Consiglio regionale.    

Un Paese da fà

Grande affermazione degli autonomisti corsi

Si è svolto da poco il primo turno delle elezioni territoriali in Corsica che è stato vinto dalla lista di coalizione autonomista e indipendentista Pè a Corsica. Il prossimo turno di ballottaggio si svolgerà il 10 dicembre. Si è trattato di elezioni anticipate perché dal primo gennaio del 2018 ci sarà una riorganizzazione territoriale della Corsica: la nuova Assemblea della Collettività – formata da 63 rappresentanti – sostituirà, dopo anni di battaglie per l’unificazione, sia i due dipartimenti in cui è stata finora artatamente divisa l’isola dallo stato centrale francese che la collettività territoriale eletta nel 2015. La coalizione Pè a Corsica che riunisce tutti gli autonomisti e gli indipendentisti dell’isola si è costituita sulla base delle idee comuni dei partiti autonomisti e ha presentato un programma robusto di sviluppo dell’autonomia e dell’autogestione della Corsica che è risultato convincente e vincente. Dalla Corsica ci viene dunque una lezione importante di unità per essere convincenti. Si tratta proprio di quel ‘réunir réussir’ che sta nel DNA stesso del nostro movimento e che si rivela tanto più essenziale in questo momento in cui in Italia le autonomie sono sotto un pesante attacco. Comprendere che, in questa fase storica, essere uniti è per il movimento autonomista l’unico modo di fare avanzare il proprio Paese, è fondamentale. Chi non lo comprende non solo condanna sé stesso all’emarginazione, ma porta un grave pregiudizio al futuro stesso della nostra comunità.

Le Conseil de Direction UVP