Gestire con lungimiranza la CVA

Le linee di indirizzo contenute nella risoluzione approvata al termine del lungo dibattito svoltosi in Consiglio sulla CVA, si sviluppano su due fronti: uno, più tecnico, riguardante la gestione e la valorizzazione della principale società partecipata regionale e l'altro giuridico sulle norme di attuazione. I due assi su cui si concentra l'attenzione del governo regionale e della maggioranza tutta sono paralleli e complementari e trovano la convinta adesione di tutti i gruppi di maggioranza, che ritengono necessario affrontare e risolvere il problema della limitazione alla piena operatività della CVA per effetto della legge Madia e, contemporaneamente, azionare le leve statutarie delle norme di attuazione, per permettere alla Valle d'Aosta di beneficiare appieno delle sue competenze in termini di gestione delle acque. Non stupisce che dai banchi della minoranza si levino voci critiche e fuorvianti; fa parte del gioco politico di delegittimazione nei confronti di una maggioranza che si sta rivelando più coesa di quanto gli avversari si aspettassero. La Valle d'Aosta ha bisogno in questo momento storico di proposte chiare, di idee lungimiranti, come lo fu l'acquisizione della CVA nel 2000 e non di strumentalizzazioni politiche da parte di chi non intende impegnarsi responsabilmente mettendoci la faccia, ma si limita a un mero esercizio di critica.

I Candidati della lista Autonomie per L’Europa

I candidati della lista Autonomie per l'Europa, che vede impegnati insieme i Movimenti autonomisti della Valle d'Aosta, sono il valdostano Marco Gheller, la lombarda Isa Maggi e il piemontese Giacomo Lombardo. Tre persone competenti, oneste e con l'obbiettivo di portare le istanze delle comunità alpine a Bruxelles e a Strasburgo, per dare voce ai popoli di montagna, troppo spesso inascoltati. [caption id="attachment_1502" align="alignnone" width="150"] Marco Gheller - CV[/caption] [caption id="attachment_1502" align="alignnone" width="150"] Marco Gheller - CG[/caption] [caption id="attachment_1502" align="alignnone" width="150"] Isa Maggi - CV[/caption] [caption id="attachment_1502" align="alignnone" width="150"] Isa Maggi - CG[/caption] [caption id="attachment_1502" align="alignnone" width="150"] Giacomo Lombardo - CV[/caption] [caption id="attachment_1502" align="alignnone" width="150"] Giacomo Lombardo - CG[/caption]             

La libertà liberata

È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi. Padmé Amidala   La più importante delle festività civili e repubblicane, a distanza di settantaquattro anni dall'evento di cui si celebra la memoria, ancora porta i segni delle divisioni che condussero al dramma che si vorrebbe concluso il 25 aprile 1945. Quella contrapposizione è rimasta, sorda e strisciante, talvolta percossa da sussulti virulenti e sanguinosi, a lungo nella storia repubblicana italiana, a indicare che la frattura non è ricomposta, perché i lembi di questa ferita non si è voluto– coscientemente – avvicinarli per medicare e cicatrizzare per sempre il profondo taglio. La data di oggi è chiamata "festa", ma è una celebrazione di una vittoria di una parte sull'altra, la vendetta delle vittime contro i loro aguzzini. Si continua, a sinistra, nell'esaltazione delle gesta partigiane, a far valere la proprietà morale della data, mentre, da destra, si gilssa ponendo più l'accento sul ruolo dell'intervento armato dei liberatori anglo-americani, ma ovunque si evita con cura di affrontare il nodo gordiano di un'italianità, di una europeità, parziali e per questo monche e incapaci di riempire la totalità del sentimento di appartenenza ad una terra, una cultura, un futuro condiviso. Ad una distanza temporale da quei fatti che appare più come un'era geologica che come tre quarti di secolo, si continua a celebrare la contrapposizione contro un nemico antico e sconfitto, quando le energie che animarono il moloch nazifascista si sono disperse e condensate altrove, e dalle loro nuove tane hanno ripreso il lavoro. La libertà riconquistata che si celebra oggi va osservata sotto la lente del presente, e più che ricordare il giorno della sconfitta dei suoi nemici, è utile rimembrare come la libertà sia andata perduta. E se è facile discernerlo quando questa viene tolta in un sol giorno, molto più difficile è quando la libertà si spegne lentamente, soffocata dalle mire di potere di pochi e l'indifferenza e l'ignoranza di tutti gli altri. La libertà, proprio come ciascuno di noi, muore un po' ogni giorno e non è con la celebrazione di gesta e vittorie antiche che si difende e conserva, ma con la coscienza della sua fragilità, della sua natura collettiva e del fatto che chi opera per la sua riduzione o la sua scomparsa non per forza ha lo stesso volto di allora, né gli stessi metodi: solo il medesimo scopo. Non è sulle ceneri ancora tiepide della guerra civile italiana che dobbiamo difendere la libertà riconquistata, ma nelle strade di ogni giorno, nelle scelte di ogni giorno, nella vita quotidiana di ciascuno. Buon 25 aprile a tutti.

Strumentalizzata politicamente l’assenza dell’Assessore Viérin in Commissione

Comunicato stampa congiunto Stella Alpina, Union Valdôtaine, Alliance Valdôtaine «Pura strumentalizzazione politica.» È quanto replicano i Commissari di maggioranza della seconda Commissione consiliare, Pierluigi Marquis (SA), Giovanni Barocco e Luca Bianchi (UV), Jean-Claude Daudry (AV), ai gruppi di minoranza che hanno lamentato l'assenza dell'Assessore Laurent Viérin alla riunione di oggi, venerdì 12 aprile 2019. «Quando abbiamo programmato le audizioni - spiegano i Commissari di maggioranza - era già stata preannunciata la possibile assenza dell'Assessore Viérin per impegni istituzionali fuori Valle, ma era stata confermata la presenza dei dirigenti dell'Assessorato.» «In quell'occasione - aggiungono - nessuno aveva sollevato problemi, in quanto la presenza dei dirigenti avrebbe assicurato un approfondimento tecnico sui provvedimenti, demandando all'Aula la discussione politica.» «Spiace che si faccia speculazione su questo - concludono Marquis, Barocco, Bianchi e Daudry - e si perdano di vista i contenuti di un provvedimento che è, invece, tutto rivolto alla ripresa dell'economia valdostana.»

Una triste notizia

Apprendiamo con infinita tristezza la notizia dell’improvvisa scomparsa della Signora Rina Perrin, mamma del Consigliere regionale Albert Chatrian e sorella del già senatore e Presidente della Regione Carlo Perrin. Ci stringiamo intorno al dolore della famiglia porgendo le nostre sentite condoglianze

La libertà liberata

È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi. Padmé Amidala   La più importante delle festività civili e repubblicane, a distanza di settantaquattro anni dall'evento di cui si celebra la memoria, ancora porta i segni delle divisioni che condussero al dramma che si vorrebbe concluso il 25 aprile 1945. Quella contrapposizione è rimasta, sorda e strisciante, talvolta percossa da sussulti virulenti e sanguinosi, a lungo nella storia repubblicana italiana, a indicare che la frattura non è ricomposta, perché i lembi di questa ferita non si è voluto– coscientemente – avvicinarli per medicare e cicatrizzare per sempre il profondo taglio. La data di oggi è chiamata "festa", ma è una celebrazione di una vittoria di una parte sull'altra, la vendetta delle vittime contro i loro aguzzini. Si continua, a sinistra, nell'esaltazione delle gesta partigiane, a far valere la proprietà morale della data, mentre, da destra, si gilssa ponendo più l'accento sul ruolo dell'intervento armato dei liberatori anglo-americani, ma ovunque si evita con cura di affrontare il nodo gordiano di un'italianità, di una europeità, parziali e per questo monche e incapaci di riempire la totalità del sentimento di appartenenza ad una terra, una cultura, un futuro condiviso. Ad una distanza temporale da quei fatti che appare più come un'era geologica che come tre quarti di secolo, si continua a celebrare la contrapposizione contro un nemico antico e sconfitto, quando le energie che animarono il moloch nazifascista si sono disperse e condensate altrove, e dalle loro nuove tane hanno ripreso il lavoro. La libertà riconquistata che si celebra oggi va osservata sotto la lente del presente, e più che ricordare il giorno della sconfitta dei suoi nemici, è utile rimembrare come la libertà sia andata perduta. E se è facile discernerlo quando questa viene tolta in un sol giorno, molto più difficile è quando la libertà si spegne lentamente, soffocata dalle mire di potere di pochi e l'indifferenza e l'ignoranza di tutti gli altri. La libertà, proprio come ciascuno di noi, muore un po' ogni giorno e non è con la celebrazione di gesta e vittorie antiche che si difende e conserva, ma con la coscienza della sua fragilità, della sua natura collettiva e del fatto che chi opera per la sua riduzione o la sua scomparsa non per forza ha lo stesso volto di allora, né gli stessi metodi: solo il medesimo scopo. Non è sulle ceneri ancora tiepide della guerra civile italiana che dobbiamo difendere la libertà riconquistata, ma nelle strade di ogni giorno, nelle scelte di ogni giorno, nella vita quotidiana di ciascuno. Buon 25 aprile a tutti.

Rifondazione dell’area autonomista: le Europee il primo passo

Le forze autonomiste valdostane, Alpe, Epav, Stella Alpina, Union Valdôtaine e Union Valdôtaine Progressiste annunciano il loro intendimento di partecipare congiuntamente alle Elezioni Europee del 26 maggio prossimo. Questa scelta è il frutto di un lungo lavoro e di un intenso dialogo e confronto politico che si è sviluppato a partire dal 16 novembre 2018, con la firma dell’accordo politico unitario tra questi Movimenti, ad oggi e a cui hanno dato il proprio contributo anche Area Democratica – Gauche Autonomiste e che ha visto un ruolo importante, di stimolo e di indirizzo, del gruppo di Autonomie 4.0. La scelta di essere presenti alle Elezioni Europee con una propria lista indipendente, frutto di un apparentamento tecnico con la lista del Partito Democratico – Siamo Europei, è coerente con quanto previsto dalla normativa vigente per le minoranze linguistiche. I 5 Movimenti collocano questa partecipazione alle Elezioni Europee all’interno di un grande progetto politico di rifondazione dell’area autonomista, tanto delle sue ragioni storiche, politiche e culturali, quanto delle sue prospettive e dunque del ruolo che il mondo autonomista valdostano intende svolgere per il futuro della nostra Regione. Le imminenti Elezioni Europee sono dunque da considerarsi come il primo fondamentale passo del progetto di federazione delle forze autonomiste. È un percorso complesso che deve saper riassumere in sé le tante sensibilità che lo compongono. È una sfida di pluralità, di tante voci che, pur avendo l’obiettivo di contribuire in modo unitario e coeso alla vita politica e alla società valdostana, intendono non ridurre tante voci ad una sola. Le Elezioni Europee non sono solo una competizione elettorale. Sono un momento fondamentale di riflessione sul ruolo di una comunità alpina nella costruzione del progetto europeo. Per questo motivo, le forze autonomiste hanno riassunto i valori, le idee e le ambizioni per il futuro, ma anche le sfide dell’attualità, in un Manifesto Politico che è stato fatto proprio da tutti i Movimenti e che è oggi la strada maestra su cui si intende lavorare in vista dell’appuntamento del 26 maggio. Scarica Manifesto Politico

Agevolazioni tariffarie sui mezzi di trasporto per studenti universitari valdostani

Da aprile: domande on-line, diminuzione dei tempi per rimborsi e introduzione dei trasferimenti in aereo Venerdì 29 marzo, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore agli Affari europei, Politiche del lavoro, Inclusione sociale e Trasporti di concerto con l’Assessora all’Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili, ha approvato alcune modifiche ai criteri e alle modalità per l’applicazione delle agevolazioni tariffarie sui mezzi di trasporto a favore degli studenti universitari residenti in Valle d’Aosta. Dal 1° aprile la domanda di ottenimento delle agevolazioni tariffarie potrà essere inoltrata completamente on-line senza recarsi personalmente negli uffici del Dipartimento trasporti, ottemperando anche all’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale. I tempi di rimborso dei biglietti acquistati ancora in formato cartaceo passa da quadrimestrale a trimestrale consentendo pagamenti più rapidi. Viste le esigenze di spostamento degli studenti valdostani in diversi paesi europei, dove a volte il viaggio risulta più conveniente in aereo, è stato introdotto il rimborso anche su questo mezzo di trasporto. L' importo massimo ammissibile è in linea con i parametri definiti per gli altri mezzi.

La déchetterie et les bonnes intentions

#fridaysforfuture

Se è vero che l'uomo non ha scelto il pianeta terra per vivere, è altrettanto valido asserire che sia proprio la terra ad ospitare il genere umano. I dubbi marzulliani non c'entrano; il senso civico unito ad un'attitudine primitiva di autoconservazione -anche se reconditi- dovrebbero spingere l'uomo a tenere comportamenti rispettosi della tutela ambientale, se non altro per spirito di sopravvivenza. Non sempre è così. Direttamente o indirettamente i rifiuti influenzano la nostra salute e il nostro benessere. La loro mala-gestione, pensiamo ad esempio alle discariche non regolamentate, può rivelarsi un problema tanto quanto la loro classificazione e il riutilizzo dei materiali può invece diventare una risorsa: è il metodo con cui se ne opera la gestione a fare la differenza. Riguardo al riscaldamento globale, dobbiamo mettere in forza comportamenti consapevoli per produrre meno gas come ridurre l'uso di autoveicoli, ma anche di navi e aerei, pensare alla posa di impianti di teleriscaldamento, favorire l'isolamento degli edifici abitativi. Nonostante l'Assessore all'ambiente fornisca dati secondo cui le condizioni climatiche nella nostra regione siano decisamente meno preoccupanti rispetto a quelle a livello internazionale (rapporto CO2/persona: Italia -->11 tonnellate a persona; VdA-->1 tonnellata a persona), in Valle d'Aosta i mutamenti climatici si stanno comunque percependo da alcune annate. Uno dei settori più a rischio è senza dubbio l'agricoltura, che evidenzia sempre più spesso l'esplosione di caldi anomali fuori stagione o la comparsa di gelate, dannose poichè incentivate dalla misera copertura nevosa dei terreni. Il turismo, invece, a causa dello scarso innevamento, è diventato mesto testimone della scomparsa di stazioni sciistiche di media montagna. Greta Thunberg -e il suo staff- sono impegnati in questi giorni nelle piazze di tutto il mondo a denunciare l'incremento della febbre terrestre, il riscaldamento globale, dovuta alle emissioni di gas serra. L'invito del movimento di Fridays for future, oltre a promuovere qualunque iniziativa volta a salvaguardare l'ambiente che ci ospita, è diretto a sensibilizzare le azioni dei governi nei paesi sviluppati, per farle incidere laddove la scienza e gli attivisti hanno finora fallito. Una grande sfida raccolta anche dagli studenti valdostani, che venerdì 15 marzo scorso hanno partecipato compatti al grido di preoccupazione, percorrendo le vie del centro storico di Aosta. Nello stesso giorno in cui si è tenuto il corteo, si sono inoltre svolti i lavori della 18a sessione del Comitato interparlamentare formato da Valle d'Aosta, (presenti i Consiglieri Regionali Distort, Daudry, Lucianaz e Pulz), Fédération Wallonie-Bruxelles e Jura: fra gli oggetti dei lavori spiccava un tavolo che ha espresso sensibilità alle tematiche legate alla salvaguardia dell'ambiente, alle sfide lanciate dal cambiamento climatico e alla tutela del paesaggio. Una grande movimentazione, insomma, destatasi a supporto delle nuove generazioni che esprimono la propria maturità e preoccupazione per il futuro al grido di "un'aria più pulita da respirare". Come dare loro torto?

Au revoir, Ida

L’histoire de chaque individu vit grâce aux lieux, aux affections, aux idées, aux projets; nous devons donner à cette histoire la liberté de bouger, car après de nombreuses années, c’est nous la voie de nos histoires.

Due righe sul processo di Madrid

L'arma giudiziaria contro un reato d'opinione

Yo soy un preso político, no un político preso Jordi Cuixart     Nell'epoca della condivisione massiccia, quasi totale, dei dati, le censure o i tentativi di insabbiamento e minimizzazione stridono con un suono insopportabile. Eppure poco ci si cura di quanto accade in questi giorni a Madrid, dove sono processati membri del governo, del parlamento catalano e della società civile. Le accuse sembrano uscire da un libro di storia risorgimentale (oppure da cronache dell'India britannica o del Sudafrica dell'apartheid): ribellione, sedizione, malversazione. Il centralista, post(?)franchista e - nonostante i socialisti al governo - conservatore governo spagnolo sta utilizzando lo strumento giudiziario anche e sopratutto per finalità politiche. I settori dell'arco costituzionale sono presenti anche in sala: sul banco dell'accusa si trovano Vox e il Partido Popular mentre su quello degli imputati si trovano i catalani. Il dato davvero rilevante, al di là del dramma umano che stanno vivendo gli imputati, i quali rischiano pene durissime sostanzialmente per reati d'opinione, è il seguente: Madrid sta utilizzando (e confidando possa essere efficace quale ultima ratio) un processo come strumento per sottomettere e neutralizzare un dissenso di massa di una parte della sua popolazione. La Spagna sta giocando con il coltello dalla parte del manico una partita che spera di vincere facilmente, ma molti elementi possono sfuggire di mano, diventando dei boomerang letali. Innanzitutto perché i capi di accusa siano tali i fatti devono essersi svolti violentemente, ma è stata immortalata dagli obiettivi di migliaia di persone l'evidenza che l'unica violenza (brutale e fascista) è stata quella della polizia nazionale spagnola. In secondo luogo, anche se Madrid riuscisse a dimostrare qualche episodio violento da parte dei protestanti catalani, nulla potrà cancellare l'analogia tra i moti di disobbedienza civile, di non-violenza e di partecipazione trasversale della società catalana e gli episodi storici di Gandhi, Martin Luther King, Mandela. Episodi questi che le spesso ipocrite democrazie si pregiano di commemorare e celebrare come capisaldi del processo democratico e libertario dei popoli, ma che quando avvengono troppo vicino ai cancelli di casa o - addirittura - sul pianerottolo, queste democrazie temporeggiano, osservano preoccupate e sperano come gli ignavi sperano: che si torni allo status quo quanto prima e con meno trambusto possibile. I governi di tutto il mondo faticano a cogliere il segno del tempo che viviamo: i metodi di condivisione di idee e di diffusione del consenso hanno già abbandonato i paradigmi storici: partiti, politici classici, giornali generalisti, televisione, radio. La trasmissione politica ha perso la sua verticalità (il Capitano leghista infatti persiste saggiamente nel dipingersi uomo qualunque, solo primus inter pares) ed è ormai quasi completamente orizzontale. Gli opinion makers, i tanto declamati influencers non debbono attendere elezioni o referendum per salire e scendere dalla ribalta. Il consenso (e il dissenso) è ora fluido, istantaneo, non mediato: la descrizione perfetta del contrario di un politico. Madrid sta giocando il ruolo del reazionario vieux genre in un epoca in cui non si può più controllare l'opinione pubblica, la si può al massimo inquinare con fake news e contro-influencers, ma sulla lunga distanza ciò che non evapora è il reale sentimento diffuso. E siamo sicuri che le vittime di questo triste episodio di stato di polizia in Spagna saranno riabilitate dalla storia e dall'opinione pubblica globale, quali eroi moderni contro il potere affetto da un male fuori tempo massimo.

Aperto il termine per la presentazione delle domande di autorizzazione di nuovi impianti viticoli

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di autorizzazione di nuovi impianti viticoli ai sensi dei decreti ministeriali n. 12272 del 15 dicembre 2015, n. 527 del 30 gennaio 2017 e n. 935 del 13 febbraio 2018; i termini sono concernenti il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli di cui al Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante l’organizzazione comune dei mercati di prodotti agricoli e il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli. Le domande, come previsto dalla circolare AGEA n. 0012599 del 14 febbraio 2019, dovranno essere presentate in modalità telematica nell’ambito del SIAN entro il 30 marzo. La relativa compilazione dovrà avvenire presso l’Assessorato, Struttura Produzioni vegetali, sistemi di qualità e servizi fitosanitari, in località La Maladière – Rue de la Maladière, 39, a Saint- Christophe, nei seguenti giorni e orari: martedì e giovedì dalle 9 alle 14 o su appuntamento (per informazioni 0165/275212 - 275293). I richiedenti dovranno presentarsi con il fascicolo aziendale validato dal centro di assistenza agricola di competenza, dal quale dovrà risultare una superficie aziendale in conduzione pari o superiore a quella richiesta per i nuovi impianti.