La voués dé Dounah

Un impegno di comunicazione e di trasparenza

È da poco nata la seconda edizione del giornale cartaceo “La voués dé Dounah” che riassume l'attività amministrativa avvenuta nel periodo aprile 2016 - aprile 2017. La realizzazione è stata a totale carico nostro e di alcuni cittadini che hanno voluto contribuire. La distribuzione è già stata avviata e a giorni sarà coperto tutto il territorio comunale. Questo strumento comunicativo nasce innanzitutto per rispettare l’impegno di comunicazione e trasparenza assunto dal nostro gruppo nei confronti della cittadinanza e da una presa d’atto che non sempre quello che facciamo, le proposte che cerchiamo di portare avanti non sempre superano le mura della sala consiliare. Da qui la necessità di creare uno strumento per informare i cittadini di quanto accade a livello di amministrazione comunale. I cittadini devono sapere che non sono molti gli strumenti a disposizione di una minoranza, anche perché i consigli comunali a Donnas vengono utilizzati principalmente per ratificare passaggi burocratici obbligatori e quindi il dibattito politico talvolta è ridotto ai minimi termini e viene sollecitato prevalentemente dalle nostre interrogazioni o mozioni. Certo non abbiamo la presunzione di pilotare le scelte della maggioranza, ma almeno vogliamo far presente la nostra visione della realtà e, a nostro parere, chiunque è dall'altra parte della barricata dovrebbe saper ascoltare o chiedere un punto di vista diverso. Spesso i problemi del nostro comune potrebbero essere condivisi, ma manca il più delle volte la disponibilità al confronto, non solamente con noi ma con l’intera cittadinanza. Emblematici i casi citati: la diretta del Consiglio comunale in diretta streaming bocciata; i Consigli richiesti in seduta “aperta”, mai concessi, forse per impedire alla gente di intervenire; gli avvisi del consiglio comunale strappati dalle bacheche comunali e la petizione popolare cestinata. A volte si ha come l'impressione che alcuni eletti si credano degli “eletti”. Per noi la “vera politica” è un’altra: informare e invitare tutti ad interessarsi e a collaborare per il bene della “cosa pubblica”. Il giornale, come strumento informativo, si aggiunge alla nostra pagina Facebook e ad alla periodica newsletter.

i consiglieri comunali di Donnas: Fabio Marra, Gino Agnesod, Dalle Paola e Lea Costabloz


Ritorno al Futuro

Recuperare un alimento sano

Nel corso degli ultimi 50 anni, abbiamo assistito ad un progressivo aumento della capacità di produrre cibo, grazie alle conoscenze acquisite ed alle innovazioni tecnologiche sia meccaniche sia biologico-chimiche; nel contempo sono venuti a diminuire la quantità di forza lavoro, il tempo e la fatica assegnati alla coltivazione. Produrre grano su grandi superfici e in pianura è diventato molto facile: negli anni ‘80 le rese globali di cereali aumentarono del 125%, il riso nel 1999 incrementò del 132%, mentre il grano del 91%. Coltivare grano in montagna non aveva più valore economico, per questo il “giallo” che a luglio/agosto imbiondiva le colline e parte della piana della Valdigne lasciò il posto a prati, ma soprattutto ad incolti. Da più parti, ormai, si afferma che il grano che usiamo ai giorni nostri ed i suoi derivati sono nocivi alla salute dell’uomo. Addirittura il famoso cardiologo americano William Davis dice: “Basta col pane quotidiano, pasta, biscotti, cereali ma anche orzo, crusca e cuscus. Basta eliminare totalmente il grano per vivere una vita sana” (ndr: lo dice riferendosi al grano coltivato oggi. Non è contrario al grano coltivato come una volta). Secondo alcune teorie, la quasi “epidemica” diffusione della celiachia è causata proprio dalle graduali modifiche che il nostro ben noto cereale ha subito nel corso degli anni. Da un punto di vista puramente tecnologico, sembra che l’arricchimento della farina in glutine faciliti il lavoro di produttori di pane e pasta, aumentandone la resa, ma compromettendone le qualità organolettiche, funzionali e nutrizionali. In alcune zone in della Valle d'Aosta, ma soprattutto nei comuni di La Salle e Morgex, sta soffiando un vento nuovo, un vento che riporterà alla tradizione del passato, così lontana dagli interventi di selezione e modifiche genetiche operate dagli uomini negli ultimi decenni. Ed è proprio sulla scia di questo vento nuovo che sta trovando spazio la coltivazione del grano antico. La storia è iniziata circa quattro anni fa, quando una ventina di appassionati ha costituito l'associazione "LO GRAN", beneficiando del progetto europeo “Produits d'Hauteur” ALCOTRA 2007/2013 e di un contributo finanziario elargito dal comune di Morgex, oltre ad una autotassazione, per poter disporre di tutti i macchinari necessari alla produzione e coltivazione del frumento. Un’operazione sicuramente anacronistica e soprattutto antieconomica considerando che Confragricoltura prevede che, per il 2017, il prezzo del grano all’ingrosso sarà di circa 180,00/tonnellata. Grano che proviene principalmente dai grandi paesi produttori come Canada e Stati Uniti, che ha un elevato contenuto di glutine e importanti tracce di glifosato – potente erbicida- dannosissimo per la nostra salute. In un panorama alimentare dominato dai derivati del frumento, la questione della qualità non è di secondaria importanza. Come spiega Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione: «Queste farine con alto contenuto di glutine hanno inevitabili ripercussioni sul nostro intestino che non è cambiato di pari passo con il grano. Si produce un cibo commerciale non adatto alla digestione, e il mancato assorbimento intestinale causa patologie degenerative e funzionali sul sistema gastrointestinale. E si fa credere mediante pubblicità che dispepsia e altre malattie intestinali possano essere corrette/guarite con uso di yogurt e altri prodotti finalizzati al recupero del benessere e della salute dell’intestino». La scelta di acquistare prodotti bio non serve a rimediare a queste problematiche se non vengono utilizzate farine di varietà vecchie o antiche. Il recupero delle cultivar è stato per l’associazione “LO GRAN” il primo passo da compiere. Alcuni soci sono andati a frugare nei granai di famiglia, altri hanno preferito rivolgersi all’Institut Agricole Régional dove sono conservati dei grani antichi della Valle. Altri ancora hanno scelto una selezione di frumento ottenuta in Svizzera sempre da grani antichi; il tutto con l’unico scopo ti portare in tavola un pane a basso contenuto di glutine e con la consapevolezza di un ritorno ad un alimento sano.

Elvio Fosseret


L’esperienza amministrativa di una giovane Progressista

A due anni dalle ultime elezioni comunali a Donnas

Sono entrata in politica circa due anni fa, forse era scritto nel destino oppure è stato uno scivolare lentamente verso quell'interesse per “la cosa pubblica” e soprattutto per il mio paese…Donnas. Premetto che appartenevo già al gruppo territoriale dell’Union Valdôtaine Progressiste e che, mettermi in lista, sia stata un’esperienza comunque significativa. La campagna elettorale si è rivelata impegnativa per una donna che si cimenta per la prima volta con la politica e, anche se non ha dato i risultati sperati perché non abbiamo vinto le elezioni comunali, mi ha permesso di entrare in minoranza nel mio comune. Interpellanza, mozione, voto di sfiducia, sospensione del consiglio erano termini di cui non avevo del tutto la conoscenza, ma che hanno trovato una puntuale risposta sia attraverso la lettura dello Statuto Comunale sia con la partecipazione diretta ai consigli del mio comune. Vero è che “essere dall’altra parte della barricata”  trattasi sì di un’esperienza positiva  ma anche difficile, soprattutto nel momento in cui alcune proposte in cui uno crede non vengono  accolte dalla maggioranza. Ho capito che bisogna avere una buona preparazione psicologica, ancora prima che politica, per entrare “nell’arena” del consiglio comunale e puntare sulla continua mediazione con la maggioranza. Ancora occorre amare il proprio paese, essere disponibili ad ascoltare la gente che incontri  per la strada e avere la volontà di partecipare alle manifestazioni sul territorio comunale, non per il gusto di apparire ma piuttosto perché in esse viene custodito il segreto del tempo che passa. Ma come fare per avvicinare i cittadini alla politica? La soluzione, secondo il mio punto di vista la si troverebbe da un lato tentando un approccio con la gente comune attraverso il dialogo libero e spontaneo e dall’altro favorendo la partecipazione degli stessi alle assemblee pubbliche in cui il cittadino si sentirebbe maggiormente ascoltato e capito. Da questi presupposti nasce il nome della mia lista “Libertà e partecipazione”.

Paola Dalle Amministratrice comunale a Donnas


Zone Franche fra storia ed attualità

Inizio di una riflessione sulle Zone Franche

Succede con una certa periodicità. Le Zone Franche suscitano dibattiti che sempre più sovente entrano nelle vertenze politico-economiche delle Regioni, in Italia ma – ad ampio respiro – anche nel resto d'Europa. L'argomento non è secondario, al contrario, per quanto attiene la Regione Autonoma Valle d'Aosta che nello Statuto Speciale vede l'articolo 14 ad esso espressamente dedicato quale accordo Costituzionale. Esso recita: «Il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori dalla linea doganale e costituisce zona franca. Le modalità d'attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato» così come poi trattato dalla legge n.623 del 3 Agosto 1949 in attesa che fosse attuato il regime economico. Purtroppo la Zona Franca regionale valdostana non è mai stata concordata né varata ed è rimasta argomento in sospeso fino ad oggi. Affrontata più volte e sollecitata dai parlamentari valdostani succedutisi nel corso delle legislature, la questione è restata infatti inattuata. Emblematico l'intervento del deputato Corrado Gex in aula in un discorso del 13 dicembre 1962 in cui l'onorevole ricordava come, nonostante lo Statuto Speciale, l’argomento Zona Franca fosse stato sostanzialmente non trattato nel corso delle tre legislature precedenti. Più volte i vari Governi avevano proferito in aula promesse rimaste disattese. Destino, purtroppo, anche della quarta legislatura nonostante il forte impegno di Gex e del senatore Federico Chabod ed in seguito di altri quali Giovanni Fillietroz, ad esempio. Poche e parziali concessioni succedanee si sono lentamente dissolte nel tempo. Nella comune tradizione economica, le zone franche (o più attuali “No Tax Area”) sono da sempre individuate in zone a svantaggio industriale o geografico. Lo scopo della “No Tax Area” è proprio quello di sostenere regioni che - per cause geografiche ed infrastrutturali - risultano poco appetibili per le imprese. Questa filosofia ha condotto, in Europa, alla creazione di “No Tax Area” per le Isole Canarie, per l’isolato Stato del Nevada, del New Mexico, o delle Isole del Canale della Gran Bretagna. In Italia le concessioni in tal senso sono state assai parziali. Due esempi sono dati da Livigno e da Campione d'Italia dove, fra l'altro, registriamo anche l'esistenza di un Casinò. È un errore comune quello di limitare l'istituzione di una Zona Franca con l'unico scopo di favorire lo scambio ed i consumi. Di solito i controlli sono molto puntuali e la possibilità di acquistare merci non è così estesa per i compratori. Essa di per se dovrebbe superare il mero concetto mercantilistico, ma sarebbe bene agisse più in profondità favorendo la creazione di aziende in quelle zone che registrano difficoltà strutturali, abbiamo visto accesso e comunicazioni, per consolidare localmente un volano produttivo di ricchezza e non di mero trasferimento della stessa. Ad esempio uno status economico simile, potrebbe favorire l'ingresso di aziende in grado di utilizzare energia a minor costo. Nel contempo anche la movimentazione delle merci dovrebbe, però, poter contare su una rete accessibile e poco costosa per tutto ciò che trova trasformazione o produzione sul territorio. Produzione, lavorazione ed “esportazione”. Più volte si è richiesta l'istituzione di regimi economici siffatti proprio con l'intento di puntare sulla generazione locale di ricchezza. Un regime di importazione agevolata con tariffe o “dazi” ridotti o nulli in temporanea importazione, potrebbe ad esempio favorire la localizzazione di settori industriali in grado di effettuare operazioni di semilavorazione o di “easy packaging” per merci già in fase di stato avanzato di lavorazione. Ecco che abbiamo fatto un passo avanti nel concetto di “Zona Franca”la quale non a caso di per sé risulta anche un concetto meritevole di progressione tecnica, oltre la sola area dedicata al minor costo dei prodotti ed al consumo finale. Sia chiaro, l'evoluzione del concetto non spiazza affatto quello basilare, semplicemente lo completa, mantenendolo ed allargandolo. Un provvedimento del genere trova una nuova definizione in Zona Economica Speciale (ZES) invocata oggi a gran voce un po' da tutte le parti in Italia: la Sardegna, che trova difficoltà di ordine logistico alla localizzazione di imprese con inevitabili ricadute sull'occupazione e sul ritardo economico, i porti (Trieste e Genova) e la stessa Lombardia la quale, in teoria, dovrebbe meno risentire di queste problematiche. Il caso valdostano, tuttavia, presenta aspetti diversi: innanzi tutto di diritto, essendo la questione richiamata nello stesso Statuto Speciale, secondariamente per la peculiarità del territorio il quale potrebbe essere favorevolmente sfruttato stante la posizione in “cuore” all'Europa stessa, in ultimo per la necessità di rompere quell'avvitamento intrapreso da diversi anni, ormai, con l'affievolirsi dei vantaggi che l'autonomia dovrebbe comunque salvaguardare. Con il Governo Centrale occorre, dunque, riprendere il dialogo necessario per l’attuazione dell’art. 14 dello Statuto Speciale. La questione non permette, infatti, ulteriori ritardi e rinvii se intendiamo iniziare a porre un freno alla spirale di contrazione economica in cui la Valle d’Aosta è entrata in questi ultimi 8 anni. I settori primari dell'economia, infatti, rappresentano solo un aspetto della ricchezza del territorio, importante, da sostenere e difendere in un contesto ambientale davvero aspro, con inevitabili ricadute sui costi sostenuti dal settore, ma di base. Quelli terziari tradizionali a loro volta vanno potenziati, soprattutto con l’intrapresa degli operatori locali seppure con una regia regionale, con strategie che promuovano la fruibilità del territorio durante tutto o quasi il corso dell'anno, ed esempi di terziario montano avanzato ne esistono molti sulle Alpi, ma il grosso della ricchezza di un territorio sta nella produzione o nella lavorazione di prodotti che, nel corso di un tempo assai ristretto, abbiamo perso. E che è necessario provare a recuperare.

Maurizio Moscatelli


Manifestazione di riconoscenza ad Osvaldo Ruffier

Riceviamo e pubblichiamo

In politica, come nella vita chiedere scusa è diventato sempre più difficile, vuoi per una sottile forma di orgoglio personale, vuoi perché ormai ci sentiamo sempre più forti e invincibili, sempre con la verità in tasca. Per me non è così o almeno, in questa fase, in questo momento sento il bisogno di scusarmi con una persona e di farlo pubblicamente: sto parlando di Osvaldo Ruffier. Si torna indietro nel tempo: erano gli anni in cui ero presidente della sezione di Cogne dell’Union Valdôtaine mentre Osvaldo era sindaco, un sindaco come non pochi, sempre disponibile, la porta del suo ufficio era aperta per tutti e con tutti – “Cogneins” di origine e di adozione – diceva sempre quello che pensava, senza vendere fumo come siamo purtroppo abituati, ieri come oggi. Unionista fin dall’inizio, idealista convinto nella sua semplicità, moralità e integrità: perché essere unionista ieri e progressista oggi era ed è per Osvaldo innanzitutto vivere, condividere, portare avanti un ideale, sempre; perché unionista si nasce, si sente dentro, si vive nella mente ma soprattutto nel cuore e su questo Osvaldo Ruffier ha dato e da una lezione a tutti, compresi quelli dell’ultima ora! Come non ricordare le sue battaglie contro la chiusura della Miniera nel 1978, le tante porte a cui ha bussato senza avere risposta, le trasferte a Roma pagate a sue spese per difendere e tutelare i tanti posti di lavoro (tra cui quello del mio papà), allora seriamente in pericolo, così come la gestione a pochi anni di distanza di due emergenze – tragedie come l’alluvione del 2000 e tutto ciò che ne conseguì da quel drammatico 30 gennaio 2002 quando su Cogne si riversò una pressione mass-mediatica senza precedenti per un tragico fatto di cronaca che tutti tristemente ben conosciamo. Nel secondo caso ci furono anche dei violenti attacchi alla sua persona ai quali, la popolazione di Cogne rispose in massa difendendo il proprio Sindaco attraverso la firma di una petizione in segno di solidarietà così come a difesa di Ruffier intervennero i vertici istituzionali di allora della Regione e l’allora Parlamentare europeo. Ci fu, al contrario il silenzio dei Parlamentari valdostani dell’epoca, ma anche questo particolare non stupì più di tanto… Per il sottoscritto, la più bella delle “lotte” politiche combattute sicuramente è stata quella per le regionali del 2003 assieme alla cara e compianta Joëlle Cuneaz, e Rolando Jeantet, suo delfino politico e naturale successore alla guida del comune di Cogne se, le imposizioni esterne non ci avessero obbligato a prendere altre strade… La comunità unionista “Cogneintze” era unita e compatta nel portare la sua candidatura alle elezioni regionali ed eravamo convinti che tutta la Comunità Montana Grand-Paradis non si sarebbe lasciata scappare l’occasione di avere un galantuomo come suo rappresentante. La realtà purtroppo fu ben diversa, la sua candidatura non divenne certezza perché la persona Osvaldo Ruffier dava (e da) fastidio perché non “manovrabile” e questo – ieri come oggi – disturba e così ce ne tornammo a Cogne con le ossa piegate... piegate ma non certo spezzate! Pagine belle ma anche passaggi nebulosi e poco corretti di cui, io per primo mi assumo le responsabilità, come ad esempio il cambio in corsa alla guida del Comune sempre nel 2003, un cambio che non fece bene ne all’uscente, ne tanto meno all’entrante sindaco. Furono anni di divisione e di profondo astio personale – non ancora del tutto superati – con l’inserimento di terze persone che poco o nulla capivano di politica ma soprattutto di come si amministra un comune, (La legislatura 2005-2010 passa agli annali del comune di Cogne come la più disastrosa, confusionaria e improduttiva della storia amministrativa locale), tutti fattori che inevitabilmente portarono alla cocente sconfitta alle comunali del 2010, così come la sua progressiva e voluta estromissione dalla sezione fino alla sua uscita dall’Union Valdôtaine che ha – nei fatti – anticipato quella di tanti, compresa la mia. Uscite cariche di tristezza e di malinconia ma di certo portatrici di nuovi e più esaltanti stimoli politici perché tutto nasce da dove un qualcosa finisce e se qualcosa termina non è certo per arroganza o per inerzia ma perché – malgrado tutto- la schiena è ancora bella dritta e quelle pacche fasulle date sulle spalle la sera dei risultati elettorali che stavano a significare: “Bravo, è andata bene ma adesso ci pensiamo noi, non ti preoccupare!” sono stimolo a ripartire più forti e determinati che mai! A distanza di tanto tempo dunque è venuto il momento di chiedere pubblicamente scusa a un galantuomo nel senso proprio della parola, chiedere scusa a una persona semplice, profondamente intelligente e lungimirante, che ha amato e ama Cogne come nessuno, che ha vissuto e interpretato il suo ruolo di amministratore come un Servizio nel senso proprio della parola. Chissà se da quella scatola ormai vuota, tristemente stuprata da ideali e principi qual è oggi Avenue des Maquisards tra i tanti rimpianti e gli errori commessi in tanti anni, un giorno non ci sia spazio anche per il trattamento riservato a Osvaldo Ruffier… Anche e soprattutto per questo che oggi si sente il bisogno di chiedere scusa a Osvaldo…  

Andrea Portigliatti


Il progetto di accoglienza migliore

Tutelando al meglio le comunità locali

La notizia del ritiro da parte di una cooperativa locale dei progetti inerenti l’accoglienza dei migranti nei comuni di Champorcher e Saint-Vincent è tra i primi effetti dell’adesione al progetto SPRAR da parte di tre comuni valdostani. Se le cooperative interessate si allontanano dai comuni che hanno scelto un modello diverso da quello adottato finora in Valle, non significa certo che questi ultimi non accolgano i rifugiati e i  richiedenti asilo o che esulino da queste responsabilità, ma che abbiano cercato di farlo in modo più organizzato e consono al proprio territorio ed alle comunità residenti. L’Union Valdôtaine Progressiste, attraverso il gruppo di lavoro designato per questa tematica, puntava proprio in questa direzione: dare ai comuni più opportunità di scegliere come gestire la politica dell’accoglienza. La drammatica situazione che vede il flusso continuo e sempre più numeroso di ormai intere popolazioni costrette ad abbandonare il proprio paese non può più essere ignorata da nessun popolo civile degno di tale aggettivo; nessuno potrà ritenersi esente da quello che diventerà un obbligo per tutti, utile quindi per ogni comunità, ovvero scegliere quale sia il progetto di accoglienza migliore da adottare tutelando al meglio la propria comunità.

Le Conseil de Direction UVP


Giornata Nazionale sulla Salute della Donna

Calendario delle iniziative correlate

L'Azienda USL della Valle d'Aosta aderisce alla Giornata nazionale sulla salute della donna proponendo un calendario di visite e consulti gratuiti a partire dal 18 fino al 24 aprile prossimi. In campo nazionale sono 155 le strutture ospedaliere aderenti all'iniziativa, il cui ente promotore è ONDA, l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna; lo stesso ente che ha attribuito nell'ultimo biennio un punteggio di tre Bollini Rosa agli ospedali Beauregard e Parini di Aosta quale certificazione e riconoscimento di strutture ospedaliere particolarmente attente alla salute femminile. La settimana di iniziative “rosa” si svilupperà grazie al coinvolgimento di vari reparti ospedalieri che, in collaborazione con le associazioni Lilt VdA e Cibo è salute, proporranno screening ed incontri informativi dedicati a diversi temi per la cura delle patologie femminili: a tutela della prevenzione dei tumori, a difesa dei disturbi alimentari, dell'ictus, dell'Alzheimer, delle cefalee, della sclerosi multipla e della menopausa. L'Assessore alla Sanità salute e politiche sociali nel presentare l'iniziativa della seconda giornata sulla salute della donna ha sottolineato gli aspetti concreti che tale iniziativa rappresenta e si è detto inoltre interessato a valorizzarla e promuoverla ulteriormente in quanto tutte le azioni di prevenzione sanitaria devono, in prospettiva futura, essere al centro del nostro sistema-salute perchè le risorse qui impegnate rappresentano un vero e proprio investimento per la comunità valdostana. In un settore quale la Sanità è infatti nevralgico valorizzare, anche in termini comunicativi, i servizi di eccellenza e tutte le professionalità che lavorano proficuamente all'interno dell'apparato così come affrontare e superare le criticità presenti in sinergia con tutti gli attori sanitari regionali. A tal proposito sarà importante valutare i dati di adesione al progetto per capire in che misura quest'ultimo arriverà alle Valdostane, nel capoluogo e nelle vallate laterali. Le donne del terzo millennio sono sempre più frequentemente costrette ad orari e ritmi frenetici di vita nella gestione familiare, nel lavoro, negli impegni quotidiani fino a dover tralasciare le proprie esigenze personali; uno stile di vita equilibrato e che possa pertanto contribuire a migliorare e tutelare la loro salute. È quindi necessario favorire la massima informazione presso la popolazione di ogni iniziativa che miri alla riduzione delle malattie femminili che, se fronteggiate per tempo, possono apportare beneficio diretto sulle donne e sull'intera comunità.

Riflessioni di un giovane Progressista

Ad un anno e mezzo dalle ultime comunali a Châtillon

Ho iniziato a sviluppare una passione per la politica sin dalla scuola superiore seppure, nella Valle d’Aosta studentesca che ho vissuto io, non si evidenziasse la presenza di molti gruppi o collettivi politici. Chi aveva un interesse come il mio era costretto a estrapolare qualcosa dai libri, interrogare i famigliari oppure farsi un’idea, quanto più oggettiva possibile, seguendo la politica locale attraverso i racconti dei media del posto. Questa passione si consolida a Torino negli anni dell’Università, periodo nel quale ho scoperto un mondo fatto di attivismo, di giovani ragazzi e ragazze, di organizzazioni, di volontari e di sognatori. Ricordo in maniera molto nitida l’insofferenza nel vedere un mondo politico così florido a Torino per poi tornare a casa nel week-end ed avere la sensazione che, per i valdostani (soprattutto per quelli più giovani) la politica venisse percepita in maniera diversa: qualcosa di strettamente legato ai giochi di palazzo, al clientelismo di provincia e all’erogazione di contributi. Quando qualcuno mi si presentò d’innanzi dicendomi “a noi piacerebbe che tu ti unissi al nostro gruppo!” la cosa mi lasciò al quanto pensieroso: se una proposta così chiara e netta mi lusingava molto, dall’altra avvertivo il rumore dei vari campanelli d’allarme che preoccupano tutti gli aspiranti politici, specie quelli prudenti, come il sottoscritto. Se mi brucio? Se schierandomi mi comprometto a livello lavorativo? Non corro il rischio di causare imbarazzo in famiglia? Se capiterà di discutere con gli amici? Riuscirò ad esprimermi all’interno del gruppo?   Questi e altri quesiti mi davano parecchio tormento. Per non parlare poi di quando si passò dall’idea di comporre una lista al deposito, vero e proprio, presso il municipio dei nomi di quelle persone che, assieme a me, avrebbero cercato di sostituirsi all’amministrazione uscente nel governo del mio comune. Tutto andò per il meglio e venni largamente ripagato per aver deciso di volermi mettere in gioco…e non è facile mettersi in gioco quando le persone di cui ci si fida maggiormente ti consigliano prudenza. Se la campagna elettorale è stata per me e per i miei compagni di lista un’esperienza fantastica nella quale ci si è sentiti veramente parte di un gruppo coeso, positivo e propositivo, da dopo le elezioni qualcosa si incrina. Noto con rassegnazione che l’emergere di egoismi, ambizioni, discussioni, personalismi e quant’altro è un fenomeno che coinvolge tutti i gruppi organizzati sulla base di gerarchie, specie se questi gruppi sono molto eterogenei. Mi trovo a dover imparare, quasi senza maestri, quale sia il ruolo di un capogruppo di maggioranza al fine di poter gestire e conciliare visioni inconciliabili di colleghi ormai arrivati ai ferri corti. Se l’aspetto più politico di questo percorso mi lascia occasionalmente deluso, come ad esempio mi succede nel vedere quanto il denigrare, lo schernire e il calunniare facciano ormai parte delle regole del gioco, pratica che, guarda caso, non è mai accompagnata da proposte concrete e desiderio di un sano e costruttivo dialogo, la parte di lavoro amministrativo è, invece, molto interessante e proficua dal punto di vista dell’apprendimento e dell’esperienza lavorativa e umana. Mi trovo a spendermi nell’organizzazione di eventi, nello studio di materie sovente anche molto complesse come la redazione di un bilancio, una gara d’appalto, un gruppo di lavoro su tematiche specifiche e su tutti i vari dossier che arrivano in comune e che vengono smistati a questo o a quell’amministratore. La parte meravigliosa di questa esperienza è sicuramente la possibilità di accrescere la conoscenza del proprio territorio, del proprio comune e delle persone che lo abitano. Ogni cittadino o ente è inserito e opera in contesti differenti, seppur molte volte minimamente differenti, ma la somma di tutte quelle esigenze, di tutte quelle richieste, di quelle proposte e, sicuramente, di tutte quelle critiche, rappresentano la voce di una comunità e sapere di essere uno di quei cittadini ai quali la comunità ha deciso di indirizzarsi beh…è, e sarà, per sempre un onore e un motivo d’orgoglio. Non so cosa mi riserverà il futuro. Il mio proposito è continuare a lavorare onestamente, guardandomi in continuazione nelle tasche per capire se ciò che faccio riempie più il portafoglio o la coscienza. Lavorerò affinché nel mio gruppo, come al di fuori di esso, si sedimenti l’idea che il discutere frontalmente, anche animatamente, ma con lealtà e rispetto, sia ciò che distingue i buoni politici, le buone persone, dagli impostori. Lasciatemi aggiungere che sarei veramente ingrato se non ringraziassi il movimento Union Valdôtaine Progressiste per la fiducia che ha riposto in me e per il fatto di avermi sempre dato voce qualora la chiedessi. All’interno dell’UVP ho conosciuto persone capaci e sincere ma soprattutto appassionate. Spero che la mia testimonianza spinga altre persone, e soprattutto altri giovani, ad avvicinarsi alla politica attiva. Non è facile. Ci vuole coraggio, testa dura e spalle larghe. In questi tempi poi a grandi sforzi corrispondono, ahimè, soddisfazioni piuttosto misere ma rimango dell’idea che l’unica battaglia che si perde veramente è quella che si ha paura di combattere.

Diego Joyeusaz


Joyeux Noël!

L’Union Valdôtaine Progressiste vous souhaite un Joyeux Noël et vous adresse ses Vœux les meilleurs pour la Nouvelle Année 2017.


Una giornata di formazione

per sindaci, assessori e consiglieri comunali

Union Valdôtaine Progressiste: Una giornata di formazione per sindaci, assessori e consiglieri comunali.

Trenta fra sindaci, assessori e consiglieri comunali si sono dati appuntamento a Pontey, sabato 26 novembre 2016, per il corso sull’armonizzazione dei bilanci degli Enti Locali. Quello di quest'oggi è stato il primo di una serie di incontri di approfondimento destinati  agli amministratori comunali, nato su richiesta degli stessi amministratori che fanno riferimento all'UVP. Questi incontri tematici hanno l'obiettivo di accrescere le competenze dei partecipanti sulle materie di principale interesse comunale e sono finalizzati all'acquisizione di strumenti idonei a governare al meglio il proprio territorio. Quello della formazione degli amministratori locali è un tema che assume sempre più importanza di fronte ai continui cambiamenti normativi e di scenario sociale e economico degli ultimi anni, che impongono di identificare con attenzione le priorità della spesa per continuare a erogare servizi adeguati ai cittadini. I prossimi temi che verranno affrontati dall'UVP saranno: i modelli di sviluppo delle gestioni associate, le diverse opportunità di finanziamento per gli Enti locali, Cultura e Turismo per ripartire. Ricordiamo infine che l'UVP, a breve, darà avvio ad un ulteriore ciclo di appuntamenti, aperti alla cittadinanza, che andranno  a toccare varie tematiche: les raisons historiques, culturelles, linguistiques et juridiques de l’Autonomie; le Statut et les compétences statutaires; les institutions valdôtaines; les collectivités locales et leur rapport avec la Région; l’organisation financière de la Région et des collectivités locales; le bilinguisme et l’organisation scolaire; le budget et le bilan de la Région et des collectivités locales. Per dettagli ed iscrizioni consultare il sito UVP. Grazie per la collaborazione. Aosta, 26 novembre  2016

Referente Conseil des Élus e Vice presidente UVP Fabio Marra

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