Ci lascia un amico

Ci ha insegnato il valore della libertà senza compromessi

È una giornata molto triste oggi. Ci lascia un amico e la sua morte ci coglie impreparati. Un uomo gentile Claudio, intelligente, sensibile. Di cui ci mancheranno e ci sono mancati in questi mesi di separazione politica, gli atteggiamenti pacati, l’acutezza del pensiero, la disponibilità al dialogo. Ci mancheranno di Claudio la sua serietà, lo spirito critico e la lucidità di pensiero. Condividere passioni vuol dire condividere la vita, gli ideali, i sogni. E tutti noi abbiamo nel nostro cuore ricordi intensi dei momenti passati insieme. Di battaglie condivise, di serate passate a scrivere progetti con la speranza di saper proporre un disegno migliore alla nostra comunità, di visioni di una Valle d’Aosta del futuro più serena, fortemente autonomista, meritocratica, libera. E allora l’amico che portiamo nel cuore è quello che con durezza non accettava compromessi, ma anche quello che, nella sua vita, con piccoli gesti ci ricordava il valore della libertà. Libertà di pensiero, libertà di vivere, libertà di agire. Oggi è il momento delle lacrime per il tempo insieme che non avremo e con il cuore colmo di tristezza, dedichiamo a Claudio questa poesia con la promessa di andare avanti con il nostro impegno anche per lui.
Sur mes cahiers d’écolier, sur mon pupitre et les arbres, Sur le sable sur la neige, J’écris ton nom Sur toutes les pages lues, Sur toutes les pages blanches, Pierre sang papier ou cendre, J’écris ton nom Sur les images dorées, Sur les armes des guerriers, Sur la couronne de rois, J’écris ton nom Sur la jungle et le désert, Sur les nids sur les genêts, Sur l’écho de mon enfance, J’écris ton nom Sur les merveilles des nuits, Sur le pain blanc de journées, Sur les saisons fiancées, J’écris ton nom Sur tous mes chiffons d’azur, Sur l’étang soleil moisi, Sur le lac lune vivante, J’écris ton nom Sur le champs sur l’horizon, Sur les ailes des oiseaux, Et sur le moulin des ombres, J’écris ton nom Sur chaque bouffées d’aurore, Sur la mer sur les bateaux, Sur la montagne démente, J’écris ton nom Sur la mousse des nuages, Sur les sueurs de l’orage, Sur la pluie épaisse et fade, J’écris ton nom Sur les formes scintillantes, Sur les cloches des couleurs, Sur la vérité physique, J’écris ton nom Sur les sentiers éveillés, Sur les routes déployées, Sur les places qui débordent, J’écris ton nom Sur la lampe qui s’allume, Sur la lampe qui s’éteint, Sur mes raisons réunies, J’écris ton nom Sur le fruit coupé en deux, Du miroir et de ma chambre, Sur mon lit coquille vide, J’écris ton nom Sur mon chien gourmand et tendre, Sur ses oreilles dressées, Sur sa patte maladroite, J’écris ton nom Sur le tremplin de ma porte, Sur les objets familiers, Sur le flot du feu béni, J’écris ton nom Sur toute chair accordée, Sur le front de mes amis, Sur chaque main qui se tend, J’écris ton nom Sur la vitre des surprises, Sur les lèvres attendries, Bien au-dessus du silence, J’écris ton nom Sur mes refuges détruits, Sur mes phares écroulés, Sur les murs de mon ennui, J’écris ton nom Sur l’absence sans désir, Sur la solitude nue, Sur les marches de la mort, J’écris ton nom Sur la santé revenue, Sur le risque disparu, Sur l’espoir sans souvenir, J’écris ton nom Et par le pouvoir d’un mot, Je recommence ma vie, Je suis né pour te connaître, Pour te nommer

Liberté


Piano Regolatore: si discute a Saint-Pierre

La posizione della minoranza

Il lavoro sul piano regolatore è stato lungo e con l'approvazione ieri in Consiglio comunale si chiude una fase che da tempo la comunità sollecitava. Abbiamo espresso la nostra posizione sia in aula che in Commissione riunitasi più volte nel corso dell'ultimo anno. Siamo soddisfatti che ci sia stata da parte della maggioranza la volontà di trovare risposte concrete alle esigenze dei cittadini e che particolare attenzione sia stata data alle piccole richieste concernenti l'adeguamento delle abitazioni primarie dei senpiolens. Abbiamo con soddisfazione inoltre condiviso la scelta di adoperarci affinché il settore agricolo, che riveste per il nostro paese un ruolo fondamentale trovasse nel piano regolatore un utile strumento per soddisfare richieste finalizzate a far crescere il comparto e l'imprenditoria locale. Tuttavia avremmo auspicato una maggiore lungimiranza per il futuro di Saint-Pierre soprattutto in termini di sostenibilità ambientale e di sviluppo turistico del territorio. Come avvenuto per Vetan, con  la proposta con noi condivisa di rinviare ogni discussione nell'attesa di predisporre un Piano di sviluppo turistico dell'intera zona, ci saremmo aspettati un simile atteggiamento per quanto attiene la zona artigianale e industriale di Pommier/Cognein o le aree concernenti le adiacenze dei due castelli con un'attenzione dovuta e doverosa alla salvaguardia dell'identità culturale paesaggistica e rurale di Saint-Pierre. Invece gli interventi sono stati pensati a macchia di leopardo senza una visione globale dell'atout turistico culturale del nostro paese. Ecco perché non solo non ci ha stupito ma ci ha confrontato l'astensione del vice sindaco Bonomi e dei due assessori Carcea e Fontanelle sull'osservazione 55 del piano concernente la proposta, a nostro avviso del tutto anacronistica e senza alcuna visione di tutela del nostro borgo, di  trasformare l'attuale area verde di Chevreyron in una Piazza con annessi parcheggi pluripiano e locali per esercizi commerciali. Un'idea che denota una visione ormai superata di una Saint-Pierre ancora da edificare! Con lo stesso rammarico abbiamo espresso contrarietà in merito a nuove costruzione in località Seez. Dalla discussione di ieri pertanto esaminando  il dato tecnico possiamo dirci parzialmente soddisfatti per un piano regolatore che seppur attento alle singole esigenze dei cittadini ci prospetta per certi versi l'inquieta immagine futura di una Saint-Pierre sempre più antropizzata e costruita. Sul fronte prettamente politico invece non possiamo che ribadire nuovamente la faiblesse di una maggioranza che come confermato dalle prese di posizione di certi membri dell'esecutivo è dopo solo due anni di governo già divisa al suo interno.

Alessia Favre per il Gruppo Libertà e Partecipazione


Rassemblement Valdôtain

L'unica via di riscatto per una Valle d’Aosta in ginocchio

I recenti ultimi fatti che coinvolgono l’ufficio del Presidente della Regione nonché Prefetto hanno di fatto messo la parola fine ad una legislatura a dir poco travagliata, complessa ma anche inadeguata con attori che dovrebbero vedere l’aula del Consiglio regionale dalla tribuna riservata al pubblico e non seduti su quelle comode poltrone; se poi penso che qualcuno ha ricoperto la carica di assessore in uno dei settori strategici della Valle – con risultati che non abbiamo visto ma vissuto in negativo – allora chiedo a gran voce che cali al più presto il sipario sulla XIV Legislatura regionale.

Il mio amico, Luciano Caveri che non manca occasione per “riprendermi” con il sorriso per il fatto che non sempre ho simpatizzato con le sue idee scrive sul suo blog: “ Oggi, dopo certe storie che lasciano l’amaro in bocca, ma confermano solo i tanti sospetti su metodi e comportamenti, digeriti pure con complicità e indifferenza da una parte dell’elettorato, dimostrano che certi addii erano fondati. Molti – conclude Luciano – che oggi si scandalizzano e si vestono con panni nuovi dov’erano?”. Non voglio certo vestire i panni della vittima (cosa chi in famiglia spesso mi rimproverano) ma sicuramente in quella affermazione rientro pure io; sono stato iscritto all’Union Valdôtaine dal 1989 fino a due anni fa, credo di aver dato qualcosa al Movimento e nello stesso tempo ho ricevuto qualcosina, sicuramente poco rispetto a quel porto di mare dove ignoti arrivavano, ottenevano e se andavano verso altri lidi, sbeffeggiando chi come me e tanti altri, allora adolescenti andavano in giro a mettere manifesti per perorare la causa unionista.

Si, ho voluto, ho creduto che un cambiamento ci poteva essere all’interno di quella casa, ci ho creduto davvero, ho combattuto ma non ce l’ho fatta -nel mio piccolo- perché il comando, vertice, andava e voleva andare in tutt’altra direzione, e quella direzione ha portato dritto, spedito verso il burrone. Gli addii dall’Union Valdôtaine che nel tempo ci sono stati: Robert Louvin, Dino e Laurent Vierin, Luciano Caveri su tutti non sono per me scivolati via in maniera indolore così come i loro ripetuti inviti a voler seguire assieme a loro un progetto nuovo di rilancio mi avevano fatto vacillare e non poco; tenuto conto che, all’interno dell’UV la sensazione di non essere gradito cresceva sempre di più (con delle punte elevatissime dal 2008 in poi) ma, malgrado tutto e soprattutto senza la presunzione di essere chissà chi ritenevo, il cuore diceva che bisognava rimanere lì e così è stato fino a quando la misura non è arrivata al colmo ed ecco che grazie a Dino prima e Laurent poi la presa di coscienza che un certo modo e certi metodi andavano cestinati, il passaggio in UVP è diventata la logica conseguenza: senza l’ambizione di chissà cosa come sicuramente qualcuno penserà (soprattutto in quel di Cogne dove risiedono molti professorini) ma, la voglia di fare politica liberamente con il proprio pensiero, aperti al confronto ma sempre nell’interesse solo ed esclusivo della propria Regione e nulla più!

Come non condividere, come non appassionarsi per quando uscito ieri dal Conseil de Direction del mio Movimento: il Rassemblement Valdôtain! La Casa comune degli Autonomisti! Finalmente la possibilità di riunire competenze, eccellenze, il meglio che sa offrire la Valle d’Aosta in tutti i settori strategici. Basta con i dirigenti “lacchè”, basta con le medaglie al merito verso coloro che arrivano, fiutano il terreno e poi si schierano a seconda di dove si muove il gallo in cima al campanile! Tutti attori, tutti protagonisti, tutti responsabili, solo così si potrà portare la Valle d’Aosta fuori dal pantano in cui si trova e ridare fiducia, entusiasmo e nuova linfa. Siamo stati troppo in silenzio in questi anni, abbiamo concesso troppo a chi non meritava nulla, ci siamo piegati, mettendo da parte il nostro orgoglio, i nostri pregi e anche i nostri difetti.

Adesso, è giunta l’ora, è giunto il momento del riscatto ,della “resettazione” con buona pace di chi non capisce, fa finta oppure non vuol capire. Tempo scaduto, arrivederci a mai più!

Il corso del destino e della storia chiede questo: lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future. Lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Si parta dunque con le fondamenta della Casa comune degli Autonomisti dalla quale dovranno assolutamente rimanere fuori gli opportunisti e tutti quelli che hanno navigato e portato la Valle al disastro totale.

Réunir. Reussir, adesso si può, adesso si deve, subito!

Andrea Portigliatti


Riflessioni post-congresso

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 23 giugno scorso, ho partecipato in veste di iscritto, al Congresso straordinario di UVP per l’elezione della nuova presidente in sostituzione di Gigi: era per me il primo Congresso a cui partecipavo e devo dire che ho raccolto delle sensazioni molto positive! Innanzitutto il clima famigliare: quel concetto di grande famiglia che Alessia Favre rivendica con orgoglio: in UVP non sei un numero – come eravamo in altri Movimenti/o abituati ad essere – ma una testa pensate che in libertà esprime il proprio pensiero: questo significa fare parte di un Movimento politico: una comunità d’intenti che assieme lavora per unire, per rendere ancora più forte il credo e l’azione Progressista: oggi più che mai la Valle d’Aosta ne ha davvero tanto bisogno! UVP sente il peso della responsabilità in questo momento eccezionalmente storico per la nostra Regione; e lo fa assumendosi le proprie responsabilità, mettendoci direttamente la faccia come ha fatto notare Sandro Nogara; un no forte e convinto alla politica dello scaricabarile, del doppiogiochismo, dell’arroganza e della presunzione al quale assistiamo da qualche mese da parte di molti attori che hanno contribuito – e non poco – allo sfascio della Valle. Serietà e pronta assunzione di responsabilità: è questo il messaggio che esce da Fénis dunque, tutti insieme con la presidente, Elisa Bonin a lavorare per il bene della nostra Regione. Avrei voluto esprimere direttamente dalla tribuna del Congresso questi pensieri e concetti ma, vige in me la buona regola che quando ci si presenta in un contesto nuovo si debba prima di tutto ascoltare in rigoroso silenzio: credo, spero che in futuro non mancheranno le occasioni di poter dare il mio contributo all’interno della grande famiglia di UVP, una famiglia che oggi più che mai deve essere l’interprete fedele di quanto scriveva e preconizzava Emile Chanoux: “La semence doit mourir dans la terre pour produire la plante”. Noi siamo, noi rappresentiamo quella pianta sana, libera che dal sacrificio di un uomo giusto che ha dato la vita per la Valle d’Aosta non dobbiamo tradire mai. Réunir, Réussir!

Andrea Portigliatti


La Terra dei Veullatsu

Report ed impressioni di un’amministratrice progressista

Villeneuve è un comune di 1300 abitanti circa esteso su quasi 9 km quadrati, il cui borgo medioevale e’ sito ai piedi del promontorio roccioso detto della “Becca”, sul quale si erge il castello di Châtel-Argent (1008 d.C.); il paese è dislocato quasi per intero all’envers, destra orografica della Dora Baltea, alimentata in loco dai torrenti zonali Savara, Verrogne e Montovert. Oltre all’esposizione al sole a cadenze alterne ed alla presenza di alcune zone soggette a dissesti rocciosi e a nevralgie idrogeologiche, (tutti messi in debita sicurezza), nelle vicinanze dei corsi d’acqua citati, complice la costante presenza di umidità, si riscontrano di frequente fenomeni come brina/gelo d’inverno e condensa d’estate. Altre caratteristiche che contraddistinguono un versante fresco, umido e tendenzialmente meno favorito come quello di Villeneuve, sono le poche distese coltivabili che consentono una ridotta produttività agricola, e la presenza di boschi, a partire dalla frazione alta di Champlong-Dessus, in avanti. Detta premessa era necessaria per far capire come, quando si abita un paese non proprio vocato d’embléé turisticamente, sia controproducente giudicarlo solo per le sue criticità o per le sue carenze, tanto quanto si riveli importante imparare a conoscerlo per poi essere in grado di agire con metodo sia come amministrazione che come privati, sfruttandone le risorse disponibili al fine di gestirlo e migliorarlo rendendolo più produttivo e meglio vivibile ai residenti, in primis, ed ai visitatori poi. Progresso significa, infatti, guardare oltre le semplici risorse esistenti sia naturali che strutturali per dare a tutti una concreta prospettiva di vita e sviluppo. A questo proposito ricordo con piacere come una decina di anni fa, (sono amministratore comunale da tre legislature), l’allora Sindaco mi avesse delegata a curare l’organizzazione di tre edizioni estive della Cronoscalata Off Road d’Argent: gara motociclistica che si sviluppava per 7 Km circa, lungo la strada poderale che dalla frazione di Champlong Dessus mena al bosco di Poignon. È stato singolare come evento in quanto vi si sono iscritti piloti di enduro di fama mondiale quali Passeri e Gerini; inoltre la coreografia zen del bosco, combinata ad un evento sportivo hard-race come quella competizione, è stata impagabile ed ha permesso di connotare diversamente una zona che fino ad allora era frequentata da qualche raccoglitore di funghi o da qualche sparuto appassionato di trekking. Sempre a Champlong Dessus, il 14 luglio prossimo, transiterà, lungo la strada sterrata che si collega con la frazione Chevrère di Valsavarenche, il corteo delle bici per il 54° Giro della Valle: una nuova sfida dell’attuale amministrazione per promuovere sport, turismo e indotto correlato nel nostro piccolo comune. La località sopra-menzionata, oltre ad evidenziare la naturale predisposizione territoriale agli sport all’aria aperta, è anche luogo dove da due anni a questa parte partecipo con gli abitanti che si adoperano vicendevolmente per fare il pane, ridando così vita al vecchio forno frazionale che era rimasto chiuso una trentina d’anni, per poi venire restaurato grazie ad un finanziamento europeo. Altro esempio di utilizzo a fini promozionali del nostro territorio è lo svolgimento annuale lungo il letto della Dora Baltea di gare di canoa organizzate da una cooperativa in collaborazione con il comune, la realizzazione di un Parco Avventura che si sviluppa poco lontano dalla base di Rafting di Chavonne, nonché l’evento puntuale all’inizio del mese di giugno, sempre in sinergia con comune ed associazioni territoriali, di una gara podistica che valorizza il sentiero sterrato del Tor de la Becca. Un impiego ottimale delle risorse del borgo storico di Villeneuve è invece stato raggiunto da quando la Proloco locale, sempre in concorso con l’amministrazione, promuove l’apertura al pubblico delle antiche cantine scavate nella roccia della “Becca”, (barmè, dove venivano stipate le scorte di dispensa familiari), che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Caratteristica della Fiha di Barmè, che si svolge ogni 16 di agosto, è la degustazione dei vini autoctoni, occasione anche per mettere in mostra il prodotto della nostra viticultura eroica. Attualmente lavoro per il gruppo che ha superato con successo le ultime elezioni del 2015: abbiamo l’agio di poter contare su un “pacchetto” di grandi opere già eseguite nel tempo quali il percorso ciclo-pedonale che collega il borgo alla zona del moderno campo sportivo con annessa piscina, l’area verde di Chavonne, il distretto socio-sanitario che da pochi mesi annovera anche il servizio di “Sportello Sociale”, il parco giochi in fondo al borgo con posteggio sottostante, un ulteriore posteggio pluripiano nei pressi delle scuole ecc. Strutture che ci impegniamo giornalmente a far funzionare per rendere possibile e fattibile nel concreto lo sviluppo dell’indotto economico-turistico già esistente, in grado di portare giovamento alla comunità intera in termini di occupazione e di volume di affari. Dispensiamo inoltre le nostre energie di amministratori per valorizzare i servizi, le attività di controllo alla regolare manutenzione e pulizia del decoro urbano e paesaggistico, per tutelare i negozi storici e le botteghe artigiane: tappezzeria, pasticceria, farmacia, macelleria, calzolaio ecc., affinché -come sta succedendo in tanti borghi della nostra regione- non scompaiano. Riguardo alle vie di comunicazione, sono in fase di avvio i lavori per la nuova rotonda ANAS, la cui progettazione ha impiegato tempi epici; lavori che finalmente contribuiranno a mettere in sicurezza e a dare decoro all’ingresso al nostro paese. “La Veulla”, come veniva chiamato una volta Villeneuve, storicamente era già un territorio d’importanza strategica per le vie di comunicazione; ai Romani ad esempio interessava controllarne le strade che portavano verso la Gallia, mentre nel 1300 era sede di uno fra i più sontuosi ospedali-ospizio della Valle d’Aosta, con già allora 13 posti letto; più tardi, nel 1800, davanti alla farmacia vi era uno spazio dedito espressamente alla sosta della diligenza Aosta-Courmayeur. Ad oggi il mio “compito” (non abbiamo deleghe nell’attuale legislatura) è incentivare il turismo culturale, possibilmente a costo zero: un impegno arduo che si realizza anche in collaborazione di volontari o di associazioni presenti in paese e che ci vede impegnati:
  • nella valorizzazione dei percorsi pedonali per riscoprire il borgo di Villeneuve (in occasione dei barmè ad esempio);
  • nella calendarizzazione e gestione de “il Salotto Letterario” in collaborazione con una casa editrice valdostana, evento previsto nei mesi di luglio ed agosto che permetterà la presentazione a cadenza settimanale di libri da parte dei propri autori sotto forma di incontri-aperitivo presso gli esercizi commerciali di Villeneuve, abbiamo inoltre promosso l’evento in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino;
  • nell’ospitalità ai pittori dell’Associazione Artisti Valdostana per il mese di luglio ed agosto in Casa Bakita nella piazza centrale;
  • nella riscoperta e valorizzazione di un percorso archeologico, (Villeneuve era una fra le più vaste necropoli neolitiche d’Italia, si sono trovati reperti risalenti al 3000 a.C.), in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, ma questo è un progetto appena iniziato.
Mi trovo stagionalmente a consultare e verificare le percentuali di analisi di TurismOK, (portale del turismo in VdA), questo al fine di lavorare per rendere Villeneuve un comune maggiormente accessibile dal più ampio target di visitatori possibile: perché sia una meta a misura di single e di famiglie, affinché torni quel paese dove fermarsi, e non sia solo luogo di transito e/o dormitorio, motivo che ne ha determinato la forte presenza multietnica, già a partire dagli anni ’80. Condivido con gli eletti del Movimento una riflessione: ho avuto modo, come tanti di noi, di sperimentare sulla pelle cosa significhi quello che molti definiscono “vincere le elezioni”, ossia nella maggior parte dei casi poter portare avanti nel tempo i propri programmi per vederli realizzare, sia cosa voglia dire “perdere le elezioni”, ovvero assistere talvolta allo stravolgimento o all’eliminazione asettica dei propri progetti, non venire ascoltato, attuare con il proprio gruppo una strategia di vigilanza e controllo sulle mansioni svolte da altri amministratori coniugata al contempo ad un atteggiamento continuo di disponibilità nell’accogliere le richieste dei propri concittadini; disponibilità mitigata, ahimè, dalla consapevolezza che senza la volontà politica della maggioranza i progetti che si potevano concludere sarebbero stati ben pochi. Ricordiamoci che come amministratori, prima di rendere conto agli elettori, è importante saper rendere conto a sé stessi delle promesse fatte in campagna elettorale, degli impegni presi, del lavoro assicurato di volere e di dovere svolgere per la comunità; l’esito delle elezioni successivo a queste prove orali di fiducia è senz’altro un grande spartiacque che ne determina la creazione ufficiale delle fazioni di governo (maggioranza -minoranza), ma non devono cambiare in ogni caso l’atteggiamento propositivo ed il potenziale che, come candidati all’amministrazione, eravamo decisi a voler dare al nostro paese ed alla comunità residente: ecco perché credo sia importante lavorare sempre e comunque. Molto più educativo (anche se antipatico), devo dire, è stato spendersi per la comunità occupando un posto in minoranza: una lezione di vita che mi ha forgiato in tenacia, contribuendo a confermarmi di non dare mai niente per scontato; bref, la dimostrazione che dalle aspettative disattese, (chiamiamole pure con il loro vero nome, delusioni!), si rinasce più forti e più accorti comunque, e naturalmente non solo in ambito amministrativo.

Mirena Vaudois


Il “coming out” dei Sindaci dell’Union Valdôtaine

Un repentino risveglio di coscienza

Il silenzio è stato finalmente rotto. I Sindaci dell’Union Valdôtaine  chiedono maggiori risorse per il welfare, lamentano difficoltà di cassa per gli Enti Locali e si preoccupano di ciò che accadrà riguardo all'occupazione nel settore correlato. Ben venga questo “coming out”, anche se tardivo; non si può dire che lo stesso accadde quando la precedente maggioranza regionale scippò ai Comuni valdostani ingenti risorse, sotto forma di risparmi accumulati negli anni, oppure in occasione della stangata sulle rette degli asili nido, e ancora quando fu aumentata la percentuale di rapporto bambini - educatori, che portò alla perdita di occupazione ed alla riduzione della qualità dei servizi riferiti alla prima infanzia. Ora, siamo ben felici di un repentino risveglio di coscienza, chiediamo però rispetto. Il gioco delle parti funziona fino a quando non diventa una presa in giro nei confronti di tutti i cittadini valdostani. Auspichiamo che in un prossimo futuro possa esserci una collaborazione costruttiva tra tutti gli amministratori: la democrazia vive ed è in salute solo se ogni istituzione svolge il suo ruolo senza ombre di parzialità. Lanciamo questo invito a tutti i Sindaci di buona volontà che, orientati al bene comune, abbiano il desiderio di mettere da parte inutili provocazioni per costruire insieme il futuro delle nostre comunità.

Les Élus du Territoire de l’ Union Valdôtaine Progressiste


En Mémoire de Ercole

L'Union Valdôtaine Progressiste exprime toute sa tristesse et son chagrin pour la perte de Ercole,

Ami progressiste, bon Administrateur, Homme qui aimait la vie et ses défis,

en présentant les plus  sincères et affectueuses condoléances à sa famille et à ses proches.

La voués dé Dounah

Un impegno di comunicazione e di trasparenza

È da poco nata la seconda edizione del giornale cartaceo “La voués dé Dounah” che riassume l'attività amministrativa avvenuta nel periodo aprile 2016 - aprile 2017. La realizzazione è stata a totale carico nostro e di alcuni cittadini che hanno voluto contribuire. La distribuzione è già stata avviata e a giorni sarà coperto tutto il territorio comunale. Questo strumento comunicativo nasce innanzitutto per rispettare l’impegno di comunicazione e trasparenza assunto dal nostro gruppo nei confronti della cittadinanza e da una presa d’atto che non sempre quello che facciamo, le proposte che cerchiamo di portare avanti non sempre superano le mura della sala consiliare. Da qui la necessità di creare uno strumento per informare i cittadini di quanto accade a livello di amministrazione comunale. I cittadini devono sapere che non sono molti gli strumenti a disposizione di una minoranza, anche perché i consigli comunali a Donnas vengono utilizzati principalmente per ratificare passaggi burocratici obbligatori e quindi il dibattito politico talvolta è ridotto ai minimi termini e viene sollecitato prevalentemente dalle nostre interrogazioni o mozioni. Certo non abbiamo la presunzione di pilotare le scelte della maggioranza, ma almeno vogliamo far presente la nostra visione della realtà e, a nostro parere, chiunque è dall'altra parte della barricata dovrebbe saper ascoltare o chiedere un punto di vista diverso. Spesso i problemi del nostro comune potrebbero essere condivisi, ma manca il più delle volte la disponibilità al confronto, non solamente con noi ma con l’intera cittadinanza. Emblematici i casi citati: la diretta del Consiglio comunale in diretta streaming bocciata; i Consigli richiesti in seduta “aperta”, mai concessi, forse per impedire alla gente di intervenire; gli avvisi del consiglio comunale strappati dalle bacheche comunali e la petizione popolare cestinata. A volte si ha come l'impressione che alcuni eletti si credano degli “eletti”. Per noi la “vera politica” è un’altra: informare e invitare tutti ad interessarsi e a collaborare per il bene della “cosa pubblica”. Il giornale, come strumento informativo, si aggiunge alla nostra pagina Facebook e ad alla periodica newsletter.

i consiglieri comunali di Donnas: Fabio Marra, Gino Agnesod, Dalle Paola e Lea Costabloz


Ritorno al Futuro

Recuperare un alimento sano

Nel corso degli ultimi 50 anni, abbiamo assistito ad un progressivo aumento della capacità di produrre cibo, grazie alle conoscenze acquisite ed alle innovazioni tecnologiche sia meccaniche sia biologico-chimiche; nel contempo sono venuti a diminuire la quantità di forza lavoro, il tempo e la fatica assegnati alla coltivazione. Produrre grano su grandi superfici e in pianura è diventato molto facile: negli anni ‘80 le rese globali di cereali aumentarono del 125%, il riso nel 1999 incrementò del 132%, mentre il grano del 91%. Coltivare grano in montagna non aveva più valore economico, per questo il “giallo” che a luglio/agosto imbiondiva le colline e parte della piana della Valdigne lasciò il posto a prati, ma soprattutto ad incolti. Da più parti, ormai, si afferma che il grano che usiamo ai giorni nostri ed i suoi derivati sono nocivi alla salute dell’uomo. Addirittura il famoso cardiologo americano William Davis dice: “Basta col pane quotidiano, pasta, biscotti, cereali ma anche orzo, crusca e cuscus. Basta eliminare totalmente il grano per vivere una vita sana” (ndr: lo dice riferendosi al grano coltivato oggi. Non è contrario al grano coltivato come una volta). Secondo alcune teorie, la quasi “epidemica” diffusione della celiachia è causata proprio dalle graduali modifiche che il nostro ben noto cereale ha subito nel corso degli anni. Da un punto di vista puramente tecnologico, sembra che l’arricchimento della farina in glutine faciliti il lavoro di produttori di pane e pasta, aumentandone la resa, ma compromettendone le qualità organolettiche, funzionali e nutrizionali. In alcune zone in della Valle d'Aosta, ma soprattutto nei comuni di La Salle e Morgex, sta soffiando un vento nuovo, un vento che riporterà alla tradizione del passato, così lontana dagli interventi di selezione e modifiche genetiche operate dagli uomini negli ultimi decenni. Ed è proprio sulla scia di questo vento nuovo che sta trovando spazio la coltivazione del grano antico. La storia è iniziata circa quattro anni fa, quando una ventina di appassionati ha costituito l'associazione "LO GRAN", beneficiando del progetto europeo “Produits d'Hauteur” ALCOTRA 2007/2013 e di un contributo finanziario elargito dal comune di Morgex, oltre ad una autotassazione, per poter disporre di tutti i macchinari necessari alla produzione e coltivazione del frumento. Un’operazione sicuramente anacronistica e soprattutto antieconomica considerando che Confragricoltura prevede che, per il 2017, il prezzo del grano all’ingrosso sarà di circa 180,00/tonnellata. Grano che proviene principalmente dai grandi paesi produttori come Canada e Stati Uniti, che ha un elevato contenuto di glutine e importanti tracce di glifosato – potente erbicida- dannosissimo per la nostra salute. In un panorama alimentare dominato dai derivati del frumento, la questione della qualità non è di secondaria importanza. Come spiega Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione: «Queste farine con alto contenuto di glutine hanno inevitabili ripercussioni sul nostro intestino che non è cambiato di pari passo con il grano. Si produce un cibo commerciale non adatto alla digestione, e il mancato assorbimento intestinale causa patologie degenerative e funzionali sul sistema gastrointestinale. E si fa credere mediante pubblicità che dispepsia e altre malattie intestinali possano essere corrette/guarite con uso di yogurt e altri prodotti finalizzati al recupero del benessere e della salute dell’intestino». La scelta di acquistare prodotti bio non serve a rimediare a queste problematiche se non vengono utilizzate farine di varietà vecchie o antiche. Il recupero delle cultivar è stato per l’associazione “LO GRAN” il primo passo da compiere. Alcuni soci sono andati a frugare nei granai di famiglia, altri hanno preferito rivolgersi all’Institut Agricole Régional dove sono conservati dei grani antichi della Valle. Altri ancora hanno scelto una selezione di frumento ottenuta in Svizzera sempre da grani antichi; il tutto con l’unico scopo ti portare in tavola un pane a basso contenuto di glutine e con la consapevolezza di un ritorno ad un alimento sano.

Elvio Fosseret


L’esperienza amministrativa di una giovane Progressista

A due anni dalle ultime elezioni comunali a Donnas

Sono entrata in politica circa due anni fa, forse era scritto nel destino oppure è stato uno scivolare lentamente verso quell'interesse per “la cosa pubblica” e soprattutto per il mio paese…Donnas. Premetto che appartenevo già al gruppo territoriale dell’Union Valdôtaine Progressiste e che, mettermi in lista, sia stata un’esperienza comunque significativa. La campagna elettorale si è rivelata impegnativa per una donna che si cimenta per la prima volta con la politica e, anche se non ha dato i risultati sperati perché non abbiamo vinto le elezioni comunali, mi ha permesso di entrare in minoranza nel mio comune. Interpellanza, mozione, voto di sfiducia, sospensione del consiglio erano termini di cui non avevo del tutto la conoscenza, ma che hanno trovato una puntuale risposta sia attraverso la lettura dello Statuto Comunale sia con la partecipazione diretta ai consigli del mio comune. Vero è che “essere dall’altra parte della barricata”  trattasi sì di un’esperienza positiva  ma anche difficile, soprattutto nel momento in cui alcune proposte in cui uno crede non vengono  accolte dalla maggioranza. Ho capito che bisogna avere una buona preparazione psicologica, ancora prima che politica, per entrare “nell’arena” del consiglio comunale e puntare sulla continua mediazione con la maggioranza. Ancora occorre amare il proprio paese, essere disponibili ad ascoltare la gente che incontri  per la strada e avere la volontà di partecipare alle manifestazioni sul territorio comunale, non per il gusto di apparire ma piuttosto perché in esse viene custodito il segreto del tempo che passa. Ma come fare per avvicinare i cittadini alla politica? La soluzione, secondo il mio punto di vista la si troverebbe da un lato tentando un approccio con la gente comune attraverso il dialogo libero e spontaneo e dall’altro favorendo la partecipazione degli stessi alle assemblee pubbliche in cui il cittadino si sentirebbe maggiormente ascoltato e capito. Da questi presupposti nasce il nome della mia lista “Libertà e partecipazione”.

Paola Dalle Amministratrice comunale a Donnas

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