Sdegno e solidarietà per la violenza in Catalunya

Indignati per questo attacco alla libertà

Stiamo assistendo imperterriti e siamo profondamente indignati, come comunità valdostana, per gli atti di violenza e ciò che sta accadendo in Catalunya in queste ore, a fronte di una legittima rivendicazione di un popolo e alle aspirazioni di libertà e di autodeterminazione di una comunità, che cerca di esprimersi pacificamente e democraticamente sulla propria indipendenza e sul proprio futuro. Ci auguriamo che le Istituzioni internazionali e l'Europa possano intervenire in fretta per ristabilire il pacifico e legittimo percorso democratico e soprattutto per difendere i diritti civili in queste ore clamorosamente calpestati in questo pezzo di Europa che non ci può vedere indifferenti. Ancora una volta la comunità valdostana si stringe attorno al Popolo Catalano ed esprime solidarietà e sdegno per ciò che sta accendendo. Liberté!

Laurent Viérin Vice - Presidente della Regione Autonoma Valle D'Aosta


Comunicato stampa

Del Presidente UVP Elisa Bonin

Siamo lieti di vedere confermati da parte del Presidente Marquis i propositi di quel cambiamento che gli abbiamo chiesto, assieme ad altri, di assumerne la contitolarità il 10 Marzo scorso candidandolo al ruolo di Presidente, in un progetto a termine per cambiare un sistema superato e risolvere alcune urgenze. Propositi che animano UVP sin dalla sua nascita e che hanno portato ai tanti risultati di questa legislatura. Siamo felici che questi propositi siano stati trasferiti anche a chi, questa legislatura, l'aveva iniziata con altro spirito contrapponendosi a questo cambiamento che nel 2013 si auspicava. A chi oggi condivide questa direzione ci sentiamo di dire che il cambiamento oltre ad essere invocato va concretizzato, se veramente lo si vuole perseguire. Per proseguire sulla rotta del cambiamento infatti, ricordiamo che lo stesso deve prescindere dalle posizioni personali o dai posti di potere da difendere, memori che proprio dall'incapacità o dalla non volontà di riuscire a separare il proprio ruolo dalla situazione di ingovernabilità creatasi, è nato il progetto del 10 marzo contro l'uomo solo al comando. Errore grossolano che non vorremmo si ripetesse. Non vorremmo inoltre rimanere ingabbiati in un governo ed in una maggioranza che aveva il solo compito di affrontare alcuni dossier urgenti in attesa dell’autonoma definizione di progetti politici futuri. Al presidente Marquis non sarà infatti sfuggito che a questa maggioranza manca coesione politica e programmatica su temi importanti e concreti, ad esempio quello di CVA e che una crisi, prima di essere aperta da Alpe e rilanciata oggi dallo stesso Presidente in realtà era già iniziata prima dell’estate con le dimissioni di Elso Gerandin dalle Commissioni. Uvp, dal canto suo, continuerà a lavorare, con tutta se stessa come ha sempre fatto, in nome e per conto del cambiamento assieme a chi ha a cuore gli interessi e le sorti della Valle d’Aosta.

Charvensod, 30 Settembre 2017 Per l'UVP - La presidente Elisa Bonin


Visca Catalunya!

UVP a fianco dei Catalani

UVP che da sempre è a fianco della battaglia per l’autodeterminazione del popolo catalano è gravemente preoccupata per l’evolversi della situazione in quel Paese e per la repressione messa in atto dallo Stato spagnolo nei riguardi di un popolo che vuole pacificamente essere padrone del suo destino. Così gli amici catalani riassumono la situazione affinché sia correttamente esposta ai valdostani, alleghiamo direttamente il testo in catalano facilmente comprensibile e la sua traduzione in italiano:
Diumenge Catalunya votarà per la independència. La va perdre el 1714 per la força de les armes, la vol recuperar el 2017 amb la força de les urnes. Ho farà pacificament però fermament, per més obstacles que hi posi l’Estat espanyol. Dimecres els EUA (USA ndr) van reconèixer el dret de votar dels catalans. Ahir l’Agència de l’ONU per la Protecciò dels Drets Humans va denunciar la repressiò contra el referèndum català. Quan en dirà re la Comissiò Europea? Domenica La Catalogna voterà per l’indipendenza. La perse nel 1714 con la forza delle armi, la vuole recuperare nel 2017 con la forza delle urne. Lo farà pacificamente però fermamente, per quanti ostacoli che lo Stato spagnolo possa frapporre. Mercoledì l’EUA (USA) ha riconosciuto il diritto di votare dei catalani, Ieri l’Agenzia dell’ONU per Protezione dei Diritti Umani ha denunciato la repressione contro il referendum in Catalogna. Quando mai si pronuncerà la Commissione Europea?
Ancora una volta, come si vede dal testo catalano che condividiamo, l’Europa burocratica non è capace di dire nulla sui problemi di emancipazione e autonomia dei suoi popoli.

Conclusa la prima fase del Rassemblement

Lavorare per costruire ponti e guardare al futuro

Durante tutta l’estate si sono svolti incontri tra UVP-UV-Mouv’-Alpe  per lavorare al progetto del Rassemblement con il fine di superare le frammentazione politica dell’area Unionista, Federalista, Autonomista. Prendiamo atto che nei giorni scorsi Alpe ha lasciato il tavolo del Rassemblement bocciando un documento a cui aveva lavorato, documento carico di contenuti volti a promuovere il rinnovamento dei metodi della nostra vita politica con il fine di servire l'interesse generale. Alpe ha inoltre  annunciato  la sua volontà di aprire una crisi del Governo regionale, dimostrando così di non voler contribuire a costruire ma di preferire una politica "contro qualcuno" sulla quale continuare a fondare la sua immagine ed a giustificare la sua stessa esistenza. Con grande rispetto però non accettiamo lezioni di moralità da chi è mosso più da interessi elettoralistici e populisti ed è legato al timore di perdere posizioni acquisite, piuttosto che alla consapevolezza di ripartire da un progetto rinnovato che riunisca i valdostani. A nostro avviso, invece, chi fa politica deve lavorare per costruire ponti e guardare al futuro senza erigere barriere insuperabili ed è in questa direzione che UVP e UV stanno lavorando. Con forza,oggi, ribadiamo la validità del progetto del Rassemblement formato da UV e UVP che vede ora conclusa la sua prima fase, come avevamo peraltro concordato con le altre forze e sensibilità presenti al tavolo. Riconfermando la validità degli  impegni e dei contenuti del documento "Rassembler- Agir- Réussir”,  c’è ora la volontà da parte di UV e UVP di dar corso alla seconda fase del progetto durante la quale bisognerà lavorare congiuntamente per la definizione di un quadro di alleanze volte a definire un  percorso politico proiettato al futuro, capace di fornire proposte e prospettive alla Comunità Valdostana.  

Elisa Bonin Presidente UVP Ennio Pastoret Presidente UV


Guardare in prospettiva al futuro

Fare tutti un passo indietro per farne due in avanti

Abbiamo appreso con stupore che il documento del Rassemblement frutto del lavoro collegiale di UV, Uvp e Alpe, elaborato per quest’ultima da Patrizia Morelli e Carmen Jacquemet e sostenuto nei suoi contenuti al tavolo del Rassemblement anche dal presidente Alexis Vallet, non ha poi ottenuto l’approvazione di Alpe. È evidente che per poter guardare in prospettiva e al futuro bisogna saper, come sostenuto nei due mesi di lavoro dal presidente Vallet, "fare tutti un passo indietro per farne due in avanti". Proprio nel momento in cui questo doveva accadere Alpe non ha approvato il documento e, in contraddizione con il lavoro svolto sino a ieri, ha abbandonato il tavolo, forse per qualche logica elettoralistica oppure per il timore di perdere qualche posizione acquisita . Ci ha inoltre fatto male sentire che l'unionismo, che è un valore per tanti, costruito negli anni,  sia diventata una parola tabù. Per quanto ci concerne, invece, rimane assieme all'autonomismo in chiave moderna, un valore dal quale partire per ricostruire una forte Alleanza autonomista, progressista e federalista aperta, rinnovata e proiettata al futuro, che sappia superare l'attuale frammentazione politica e rispondere alle esigenze dei valdostani difendendo con un ampio fronte le istanze e le prerogative della nostra comunità.

Il Presidente UVP Elisa Bonin


L’educazione catalana

Ogni raid di Madrid porta mille voti in più nelle urne di Barcellona

In queste ore, mentre la polizia di Madrid pattuglia le strade di Barcellona confiscando schede elettorali e volantini, spesso con una violenza, anche fisica, che rivela un franchismo in discreta salute, assistiamo all’appello del primo ministro Rajoy che dopo aver scagliato il sasso chiede una “marcia indietro” ai catalani indignati nelle piazze che, come era prevedibile, si sono opposti ai raids della polizia nazionale. Credo sia utile ricordarci del fatto che ogni forma di legalità, ogni sistema di leggi e istituzioni, si fonda su un atto di violenza che ne sancisce talvolta l’inizio, talvolta la restaurazione, ma sempre si configura come un anno zero. Qualunque legalità, insomma, si sostituisce alla legalità precedente attraverso una violenza, uno strappo spesso sanguinolento; e questa, in maniera analoga, verrà consegnata alla Storia dal sistema di legalità successivo attraverso un sovvertimento violento delle regole fino ad allora valide e “giuste”. La nuova legalità, poi, celebra la “rivoluzione” nei canti, negli inni, nelle epopee nazionali e ricorda il regime precedente come corrotto, traditore e liberticida. Nell’epoca del politically correct in cui certi argomenti possono urtare la sensibilità (è ancora da capire di chi), la rivoluzione viene omessa, occultata o relegata ad un tempo così remoto e nebbioso da risultare del tutto innocuo. Gandhi, che riempie la bocca di chiunque voglia (o più spesso abbisogni di) autocertificarsi dalla parte dei “buoni” e dei “giusti” ‒ in una sorta di reductio ad Hitlerum al contrario, ma altrettanto efficace ‒ era considerato, negli ultimi decenni del dominio britannico in India, alla stregua di un terrorista. Un ribelle insomma, estremamente pericoloso per l’ordine pubblico, che propugnava un’agenda che aveva come fine ultimo la libertà dei popoli indiani e che coincideva quindi con la perdita di ogni potere e privilegio da parte di coloro (colonizzatori, vassalli e collaborazionisti) che fino ad allora dettavano il bello e il cattivo tempo. Gandhi ebbe l’intuizione geniale di scommettere sul fatto che il mondo occidentale fosse ormai maturo (rapidamente istruito da 5 anni di guerra mondiale) per rifiutare la violenza. Se l’indipendenza indiana fosse stata appannaggio esclusivo dei feroci e armati ribelli di Azad Hind probabilmente sarebbe arrivata solo molti anni dopo e al netto di un immane spargimento di sangue. Con la sua non violenza, Gandhi riuscì nel modo più elegante ed efficace possibile, ma il merito va condiviso con i sudditi di Sua Maestà britannica, che non si opposero in massa al dissolvimento del loro impero e lasciarono che gli indiani prendessero in mano il loro destino. Questi ultimi, di ritorno, rimasero nel Commonwealth (pur con alcune limitazioni) e mantennero buone relazioni con gli ex oppressori. Nella Catalogna del 2017 Rajoy tenta, in maniera maldestra e fuori tempo massimo, di tacciare di incostituzionalità e di dipingere i catalani come degli insurrezionalisti in manifesto contrasto con la legge. Rajoy ha dalla sua parte il fatto che la Costituzione spagnola non prevede la secessione di alcuna parte di territorio (i baschi lo sanno da lungo tempo), tuttavia la Spagna è altresì firmataria di documenti europei e internazionali che sanciscono il diritto dei popoli all’autodeterminazione: questo contrasto impone una revisione del testo costituzionale oppure la revoca dei trattati firmati da Madrid e conseguente uscita dalla comunità europea. In ultimo, il primo ministro di Madrid sottovaluta miopemente l’effetto Gandhi che una folla colorata di giovani, donne e anziani caricata dalle truppe antisommossa susciterebbe nell’opinione pubblica europea e mondiale. Ai nostri giorni la patente di fascismo è scomoda per chiunque, specie se al governo, e Rajoy maschera goffamente i suoi raid polizieschi come necessari al ripristino dell’ordine e della legalità. Una legalità ‒ che, come detto, si fonda su un atto di violenza ‒ che esercita la forza per difendere la sua integrità. Dall’altra parte c’è invece una legalità più moderna che tenta di affermarsi attraverso lo strumento democratico per definizione e che subisce, a favore di telecamera, le violenze di Madrid. Crediamo che Rajoy stia sancendo la vittoria catalana: quando uno stato ricorre all’uso manifesto della polizia contro una folla pacifica e uniforme (diversamente dalla macedonia dei fatti di Genova del 2001) è segno che è tecnicamente alla frutta. Se ci figuriamo che a distanza di quasi trent’anni la menzione delle proteste soppresse nel sangue a Tienanmen è tuttora vietatissima in Cina, comprendiamo che una nazione occidentale, membro di ONU e UE, farà molta, moltissima fatica a giustificare l’uso della violenza contro un Popolo che reclama pacificamente e con il voto democratico la propria libertà. Quando si pensa a Barcellona è difficile non guardare ad Aosta e allo stato misero in cui versa l’Autonomia valdostana, spogliata di tutto ciò che la definiva e il cui cadavere veniva litigato fino a ieri dagli eredi apparenti. Guardiamo a Barcellona e alle sue sofferenze e pensiamo alla lunga strada che dobbiamo ancora percorrere per ricomporre un fronte autonomista, per dotarlo di strumenti vigorosi ed efficaci per far ricordare ad un Popolo narcotizzato che cos’è la libertà e come si conquista.

Giuliano Morelli

Foto: Reuters

Proseguiamo sulla strada dell’area unionista e autonomista

Approvato all'unanimità il documento “Rassembler-Agir-Réussir”

Il Conseil des Communautés dell’Union Valdôtaine Progressiste riunitosi a Châtillon, lunedì 18 settembre 2017, ha approvato all'unanimità il documento “Rassembler-Agir-Réussir” dando mandato alla Presidente del movimento di sottoscriverne il testo e alla commissione politica di proseguire nel progetto di ricomposizione dell’area unionista ed autonomista. E' stato inoltre dato mandato al gruppo dirigente di intraprendere ogni azione necessaria per dare compimento al percorso del Rassemblement, percorso che intende promuovere un autonomismo innovatore, inclusivo e proiettato verso il futuro, in grado di fornire risposte ai bisogni della collettività e di servire l’interesse generale. Nella medesima riunione si è formalizzata l’elezione del secondo Vicepresidente dell’UVP nella persona di Henri Dondeynaz, già membro del Conseil de Direction.

La presidente dell'UVP Elisa Bonin


Buon Tor a tutti

Uvp, impegno mantenuto.

Ora che le due gare, 4K e Tor des Géants, sono arrivate entrambe al traguardo, è tempo di bilanci.
È innanzitutto doveroso ringraziare, per l'opera svolta, tutti i volontari che si sono attivati, per lo più a favore di entrambe le manifestazioni, a testimonianza che nel momento del bisogno la nostra gente sa sempre mostrare le migliori qualità di solidarietà e di unità d'azione. È grazie alla loro presenza nei diversi punti di presidio, con lunghi turni, a volte doppi per problemi di mancanza di cambi dovuti alla carenza di personale volontario, che i due eventi si sono svolti regolarmente. Organizzare quindi due manifestazioni del tutto analoghe, sostanzialmente sugli stessi percorsi e a distanza di pochi giorni, si è dimostrata una scelta insensata, che ha allontanato la gente, i volontari ed ha danneggiato il territorio regionale e gli sportivi. La competizione doveva esserci sì, ma tra i concorrenti di un’unica gara e non tra gare. Purtroppo non è stato così per quest’edizione bisestile (sarà un caso?). Così NON dovrà essere per l’edizione 2017. Ora prima di promuovere nuove edizioni forse sarebbe il caso di verificare le disponibilità dei volontari, perché il rischio il prossimo anno sarà quello di trovarsi senza assistenza. Inoltre è fondamentale che i rappresentanti in Consiglio Valle lavorino affinché prevalga il buon senso e si ritorni a dialogare e lavorare tutti insieme per l’organizzazione di un’unica manifestazione sportiva che possa riportare quella magia, quel fascino e soprattutto quell'entusiasmo che in tutti questi anni abbiamo sempre vissuto grazie al Tor des Géants. Questa dovrà essere la sintesi di entrambe le esperienze e delle migliori professionalità al fine di arrivare ad un grande evento, che abbia il minimo impatto sul bilancio regionale e che dovrà rappresentare l’eccellenza della Valle d’Aosta conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Significativi passi avanti

Verso la creazione di un forte progetto unionista e autonomista

Le riunioni di questi giorni che hanno visto coinvolti i movimenti di UV, UVP, ALPE e MOUV'  hanno prodotto significativi passi avanti e siamo fiduciosi che presto si arriverà alla proposta di un documento politico da sottoporre agli organi dei rispettivi movimenti. Vi è la necessità, allo stato attuale delle cose, di concludere una prima parte del percorso politico per poter poi avviare i lavori degli ETATS GENERAUX DES AUTONOMISTES che si terranno sicuramente entro il 7 ottobre 2017. Il lavoro che stiamo portando avanti ha come fine la creazione di un forte progetto unionista e autonomista e c'è, da parte di tutti, la disponibilità a guardare avanti e sostenere questa proposta che si svilupperà in maniera trasparente e innovativa, con l’obiettivo di servire l’interesse della collettività nel solco di un autonomismo aperto, rinnovato ed inclusivo.

Elisa Bonin Presidente dell'Union Valdôtaine Progressiste

 

La Casa degli Autonomisti

L' UVP incontrerà i movimenti che hanno manifestato interesse

L'UVP durante i prossimi giorni incontrerà i movimenti che hanno manifestato interesse verso la proposta di rassemblement dell'area  autonomista.
Questi incontri ufficiali avranno come finalità la delineazione del percorso per raggiungere l'obiettivo della costruzione della casa degli autonomisti, obiettivo ambizioso e nel contempo necessario per ricompattare il fronte autonomista, ora frammentato, affinché possa dare risposte alla comunità valdostana.
Elisa Bonin
Presidente Union Valdôtaine Progressiste