Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

OIntervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Intervista ad Alessia Favre

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nata ad Aosta il 22.06.1979, Senpiolentse, mamma di Demetra. Dipendente regionale, autonomista e amante dell’arte. Presidente di UVP dal 2013 al 2016, consigliere di opposizione nel comune di Saint-Pierre.
Nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: Alessia, sei stata la prima indimenticabile Presidente alla guida del nostro Movimento: raccontaci alcuni tuoi ricordi e sensazioni sui diversi momenti politici che hanno caratterizzato la tua presidenza e quella di Luigi Bertschy in seguito. È stato per me un grande onore essere alla guida di UVP, ma anche una grande occasione di crescita personale e politica e ringrazio ancora il movimento tutto per avermi dato questa bellissima opportunità. E' stata un'esperienza intensa e profonda, alle volte anche difficile per il peso della responsabilità che ho sentito ma davvero molto positiva sia per quanto riguarda gli aspetti di formazione politica che sul fronte dei rapporti umani. Abbiamo dimostrato che il dissenso può essere costruttivo e che bisogna lottare per le proprie idee. Ci abbiamo messo impegno e fatica e abbiamo raccolto soddisfazioni. Nella prima fase del nostro percorso abbiamo anche subito accuse e attacchi ma sono sinceramente convinta che tutti noi progressisti abbiamo dimostrato quando sia importante in politica non mescolare i piani e non far scendere mai la critica e l'attacco sul profilo personale. Siamo gente seria. Tanti sono i ricordi positivi e numerosi i momenti che rimarranno del cuore per sempre. Dalle riunioni sul territorio ai messaggi di sostegno, dalla costruzione di una squadra di lavoro che è diventata un po' una seconda famiglia, alla parte intellettuale di proposte e idee con cui caratterizzare la nostra azione politica. Senza dimenticare la costruzione di legami con gli alleati per un percorso di comunità e di difesa dei nostri valori autonomisti. Al momento del passaggio di testimone non avrebbe potuto esserci persona migliore di Gigi Berstchy. Gigi e' stato un grande federatore e ha permesso al nostro movimento di avere davvero un nuovo ruolo nello scenario politico valdostano assumendosi la responsabilità di governare. Ho condiviso e sostenuto ogni passaggio e sono certa che i frutti si raccoglieranno perché i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, gli eletti tutti, ai quali vanno la mia completa stima e un'amicizia profonda costruite nel tempo, stanno lavorando benissimo, in modo particolare Laurent e Gigi che si ritrovano alla guida di due Assessorati complessi, nel cui lavoro e potenzialità crediamo fortemente e Andrea che con la sua carica di Presidente del Consiglio ha dimostrato una pregevole capacità di gestire il ruolo e le connesse dinamiche. Personalmente sono molto orgogliosa di fare parte di questa squadra. Cultura ed Agricoltura, due assessorati regionali che ti hanno vista e ti vedono attualmente lavorare attivamente: descrivi la tua esperienza lavorativa. Sono fortunata perché i tempi per l'occupazione anche in Valle d'Aosta sono difficili e chi ha la fortuna di avere un lavoro fisso ha già di per se' un'importante risorsa. Di questa ricchezza sono consapevole ed è anche per questo motivo che ho voluto mettermi in gioco a livello di impegno politico proprio perché credo che chi abbia una tutela, sotto il profilo lavorativo, debba dare voce anche a chi, e penso ai liberi professionisti o ai giovani in cerca di lavoro, non e' libero al punto tale da mettersi in gioco completamente. Nasco con una formazione culturale e ho lavorato finora in quel settore che è nel mio cuore. Anni intensi e molto belli. Ho avuto ora l'opportunità di approfondire un settore diverso, l'agricoltura e sono molto contenta di quest'occasione perché quello che ho finora avuto modo di conoscere è un settore dinamico, con grande potenziale, con professionisti interni ed esterni all'Amministrazione molto competenti ed estremamente preparati. Una doppia opportunità, quella di lavorare per i due settori, cultura e agricoltura, che sono alla base della nostra identità e delle nostre radici. Cosa di ti senti di dire a proposito del prossimo Presidente UVP? Di che Presidente abbiamo bisogno in questo momento? Abbiamo bisogno di un presidente forte, capace di mettere insieme le sensibilità e di valorizzare la ricchezza del nostro movimento, che sta nell'avere radici autonomiste e fortemente legate al nostro territorio ma anche una visione al futuro e alle nuove generazioni. Serve un presidente che sia traghettatore verso una nuova fase politica, che sappia dare a UVP un ruolo centrale e che al tempo stesso sia aggregante di coloro che credono in un progetto politico differente. Infine viste le scadenze elettorali che avremo nel prossimo futuro serve un presidente capace di gestire trattative politiche complesse e che sappia essere, in visione delle prossime elezioni regionali, arbitro super partes per l'intera squadra con cui UVP si presenterà agli occhi degli elettori. A chi si candiderà offro fin da ora il mio sostegno per ciò di cui avrà bisogno, nel limite delle capacità, per contribuire alla buona riuscita del nostro progetto che è davvero molto importante. Mettiamoci al lavoro, forza Union Valdôtaine Progressiste. Réunir, reussir.

Convocazione Congrès straordinario

venerdì 23 giugno 2017 a Fénis

Con la presente comunico la convocazione del Congrès, organo sovrano del nostro Movimento, in sessione straordinaria

venerdì 23 giugno 2017 a Fénis

presso l’Hôtel Comtes de Challant alle ore 18.00 per l’esame del seguente ordine del giorno:

  • elezione del Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste;
  • varie ed eventuali.
La presente convocazione è conseguente alla nomina del Presidente dell’UVP, Luigi Bertschy, alla carica di Assessore regionale, cariche incompatibili tra loro, come previsto dall’art. 11, comma 4, del nostro Statuto. Le candidature alla carica di Président dovranno pervenire alla segreteria del Movimento a mezzo email a segreteriauvp@gmail.com, a mezzo posta o a mano, secondo le indicazioni dello Statuto UVP che, al commma 1 dell’art. 11, prevede: “Il Président è eletto dal Congrès a maggioranza dei membri intervenuti, sulla base delle candidature, corredate di relazione programmatica, pervenute entro 5 giorni dalla data di convocazione del Congrès.”

****

Al termine dei lavori congressuali è previsto un momento conviviale ed un casse-croûte al prezzo di 10,00€ a persona. Chi fosse interessato, per motivi organizzativi, è pregato di darne comunicazione entro giovedì 20 giugno con un’email alla segreteria oppure di comunicarlo direttamente a Silvana (tel.335-1918953).

****

Sicura di poter contare sulla Vostra presenza porgo i miei più cordiali saluti

Il Vice Presidente Silvana Cerise


Courage

Il coraggio più estremo consiste nel salire in cima a una torre per dichiarare alla folla riunita che due più due fa quattro.


Vaccini: comunicato stampa

Se obbligo dovrà essere lo sarà per tutti

Le dure imposizioni, di regola, non vengono mai apprezzate, anzi, nella maggior parte, proprio perché imposte, vengono ignorate e contrastate; figuriamoci poi se sono relative alla libertà di scegliere riguardo alla salute dei nostri figli. Il decreto vaccini è andato in questo senso sollevando un tema di grande discussione come l'obbligatorietà di vaccinazione per l'iscrizione scolastica che riteniamo sia una forzatura fatta con questi metodi e questi tempi. I vaccini sono stati, insieme agli antibiotici, la più grande scoperta medica del secolo e si deve a loro la scomparsa di patologie letali quali la poliomielite e la difterite, l'introduzione poi, negli ultimi decenni, di nuove vaccinazioni sta completando una copertura verso altre gravi patologie rendendo più sicura la vita dei nostri bambini e della società. La famiglia deve comunque avere la possibilità di scegliere, ma per poterlo fare, deve avere tre indispensabili strumenti: l'informazione, il sapere e la conoscenza. Questi, non vengono sicuramente forniti attraverso le imposizioni, ma si trasmettono soltanto con una buona sensibilizzazione. I pediatri e i medici di famiglia, gli operatori sanitari ospedalieri e territoriali: queste le figure che devono distribuire e diffondere gli indispensabili strumenti, rendere consapevoli i genitori dell'importanza dell'estensione della possibilità di vaccinazione rispetto alle vecchie vaccinazioni obbligatorie è sicuramente la via maestra da seguire. Solo così le famiglie potranno e vorranno prendersi la responsabilità nei confronti dei propri figli e della società. Prendere dunque tempo per informare e sensibilizzare, ma se obbligo dovrà essere lo sarà per tutti.  

Nadia Noro per il Conseil de Direction UVP

     

Intervista a Elvio Fosseret

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nato ad Aosta il 25 luglio 1954, geometra libero professionista, imprenditore nei settori edile e turistico- ricettivo, ex assessore nel Comune di La Salle per quattro legislature.
Le Progressiste, nell'intento di presentarti, ha pensato di rivolgerti alcune domande: È la prima volta che ricopri un ruolo di responsabilità all'interno di un Movimento politico? Sì, a livello dirigenziale è la prima volta. A ventiquattro anni ho incominciato a fare politica attiva come assessore nel Comune di La Salle nelle file dell'Union Valdôtaine, movimento nel quale ho militato fino a quando nello stesso è stato possibile il dialogo e il confronto. Con la nascita dell'Union Valdôtaine Progressiste ho rivisto la possibilità di perseguire negli ideali e mettere in risalto i valori a cui sempre ho creduto. Far parte di questo gruppo mi onora, nell'UVP si percepisce forte la consapevolezza di riuscire a fare qualcosa di importante per la nostra Comunità. La tua professione di libero professionista e nel contempo gestore di un'attività ricettiva ti permette più di chiunque altro di percepire i sintomi sull'andamento del turismo, nella fattispecie in alta Valle: rilevi vi sia stata una flessione nelle presenze ultimamente, e qual è la ‘vacanza tipo’ che cercano i turisti dei nostri tempi? La stagione invernale appena conclusa è stata molto positiva per il turismo in alta Valle, forse addirittura oltre le aspettative. Questo successo è stato determinato anche dalla vasta gamma di offerte di sport invernali che la zona propone e dalla sempre crescente capacità e professionalità del comparto ricettivo. Un ruolo importante che concorre a completare e sopratutto ad allungare sia la stagione estiva che quella invernale, lo svolge il centro termale di Pré-Saint-Didier. Nel comprensorio del MonteBianco, per l'anno 2016 sono state registrate circa 970.000 presenze turistiche, circa l’11% in più dell’anno 2006 dove ne sono state registrate 870.000. Questi dati, anche se confortanti, indicano che molto c’è ancora da fare. Nel campo della promozione, per esempio, in un'indagine eseguita da “Turismo OK” è emerso che almeno il 40% degli operatori dichiarano di non aver mai investito nemmeno un Euro per la propria visibilità. Sarebbe auspicabile che in termini di visibilità e quindi di marketing la Regione intervenisse con maggiore incisione anche coinvolgendo tutti gli operatori del settore, partecipando alle fiere del turismo che si svolgono su tutte le piazze più importanti, promuovendo un brand Valle d'Aosta che ci distingua da un quasi omonimo paesino francese che produce prosciutto, informando che il Monte Bianco ha anche un versante Valdostano. Se la Valdigne turistica sorride, quella dedita all'edilizia, invece, piange. Il crollo del mercato immobiliare ha portato alla chiusura di tante imprese edili ma soprattutto ha messo in difficoltà molti artigiani che operano nel settore. Difficile trovare alternative; la conversione in altri settori produttivi è drasticamente lenta. Essere parte attiva e decisionale all'interno del Movimento UVP ti dà la possibilità di intervenire per proporre soluzioni o alternative ad eventuali argomenti politici del momento? Nel Movimento UVP porto il mio modesto contributo al dialogo e al dibattito sugli argomenti che si presentano quotidianamente. Un importante ruolo che viene svolto dal direttivo è anche quello di fare da trait-d'union con il territorio, ascoltando le esigenze della gente per confrontarle con le possibilità della politica. Ultimamente mi sono occupato dell'elaborazione della proposta UVP sulla legge elettorale, documento approvato lunedì 29 maggio dal  Conseil des Communautés, e che sarà portato all'esame della Maggioranza Regionale, con la speranza di arrivare entro fine giugno all'approvazione finale.

Convocation Conseil des Communautés

Le Conseil des Communautés de l'Union Valdôtaine Progressiste est convoqué

lundi 29 mai 2017 à 20h30

aux Ecoles primaires de  Gressan (face Mairie de Gressan)


Intervista a Andrea Vuillermoz Curiat

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

 
Andrea Vuillermoz Curiat, nato ad Aosta il 14 luglio 1965, ha un’esperienza lavorativa oramai trentennale nei settori dell’edilizia, sportivo e dei servizi alla persona.
Cosa significa dal tuo punto di vista ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento? Ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento è per me un onore e nello stesso tempo la sento come una grossa responsabilità. Mi spiego meglio: per me la politica è devozione, è passione. E’ un interesse, certo, ma di onore e dignità. Bisogna, a mio avviso, arginare il populismo dilagante che mette alla gogna la politica e i politici. La vita di tutti i giorni è “politica”, ed è per questo motivo che ritengo doveroso “metterci la faccia”. Le professioni che eserciti ti metteranno talvolta di fronte a problematiche concernenti l’economia della nostra regione: quali le più degne di nota secondo te? Le mie due professioni sono, paradossalmente, l’una il contrario dell’altra. La prima (il settore edilizia) ha vissuto e vive tutt'oggi una profonda crisi della quale non si vede al momento via d’uscita. Mi preme ricordare che negli ultimi tre anni le aziende del settore hanno perso 1.800 addetti circa: una vera débacle. La seconda professione, invece, è in piena espansione. I servizi alla persona, la cura di sé stessi, sono in crescita. Quali soluzioni proponi? Per molto tempo la politica ha fatto finta di nulla. Per fortuna invece la nuova giunta ha deciso di intervenire in soccorso al settore edile con iniziative mirate. Teniamo conto che l’edilizia muove un indotto enorme. I servizi alla persona, invece, legati allo sport ed al turismo, possono costituire un volano di crescita ed essere fonte di nuovi posti di lavoro per la nostra regione.

Che l’uomo sia forte

18 mai

Perché i paesi apparentemente poveri invadono quelli apparentemente ricchi, ne sostituiscono gli abitanti, li ripopolano, vi si trapiantano, per poi, gradatamente, impantanarvisi e spegnersi?

I paesi apparentemente poveri di terra buona, sono ricchi di uomini buoni, di uomini sani moralmente e spiritualmente, di uomini sobri, di uomini lavoratori, di uomini religiosi.

La vita dura, necessaria per campare, impedisce a questi abitanti di acquisire abitudini di pigrizia e di gola.

Ed allora l'uomo, necessariamente lavoratore e sobrio, non acquista vizi, per cui la volontà diventa fiacca, il sangue diventa torpido, il corpo diventa grosso, e tutto si putrefà nella quietudine del benessere.

Ecco perché i paesi apparentemente poveri sono effettivamente i paesi più ricchi.

Perché la ricchezza è potenza e forza di espansione.

Condizione essenziale è che l'uomo sia forte. Per poterlo essere deve essere sobrio, deve essere lavoratore.

Émile Chanoux, Écrits


La storia del Relatore e della Democrazia

Riceviamo e pubblichiamo

Sembra aver destato molto scalpore la nomina a  relatore del disegno di legge sul Casinò di Andrea Padovani. Anche sui social, in queste ore, ci imbattiamo in frasi come “ti hanno incastrato”, “ti sei fatto prendere in mezzo”... Ora, il Consigliere Padovani non ha certo bisogno della difesa d’ufficio di nessuno ma ci sentiamo di dover esprimere un certo disappunto verso queste ed altre esternazioni simili,  che non esprimono altro che una visione miope della situazione politica attuale nonché una mancanza di rispetto verso il ruolo del consigliere che, nel pieno esercizio delle sue funzioni ha assunto un ruolo che gli compete e nient’altro. Il secondo rammarico è legato al fatto che segnali come questi indicano chiaramente che in questa Regione si è cambiata rotta. Non cogliere che una nomina come questa sia espressione di democrazia e ostinarsi alla cecità fantasticando su ipotetiche dietrologie non è certo un segnale di maturità politica. Al contrario, questo atteggiamento indica come qualcuno si trovi quasi a disagio ad assaporare il gusto nuovo della libertà e del pieno esercizio della democrazia.

Elisa Bonin