Riflessioni post-congresso

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 23 giugno scorso, ho partecipato in veste di iscritto, al Congresso straordinario di UVP per l’elezione della nuova presidente in sostituzione di Gigi: era per me il primo Congresso a cui partecipavo e devo dire che ho raccolto delle sensazioni molto positive!

Innanzitutto il clima famigliare: quel concetto di grande famiglia che Alessia Favre rivendica con orgoglio: in UVP non sei un numero – come eravamo in altri Movimenti/o abituati ad essere – ma una testa pensate che in libertà esprime il proprio pensiero: questo significa fare parte di un Movimento politico: una comunità d’intenti che assieme lavora per unire, per rendere ancora più forte il credo e l’azione Progressista: oggi più che mai la Valle d’Aosta ne ha davvero tanto bisogno!

UVP sente il peso della responsabilità in questo momento eccezionalmente storico per la nostra Regione; e lo fa assumendosi le proprie responsabilità, mettendoci direttamente la faccia come ha fatto notare Sandro Nogara; un no forte e convinto alla politica dello scaricabarile, del doppiogiochismo, dell’arroganza e della presunzione al quale assistiamo da qualche mese da parte di molti attori che hanno contribuito – e non poco – allo sfascio della Valle.

Serietà e pronta assunzione di responsabilità: è questo il messaggio che esce da Fénis dunque, tutti insieme con la presidente, Elisa Bonin a lavorare per il bene della nostra Regione.

Avrei voluto esprimere direttamente dalla tribuna del Congresso questi pensieri e concetti ma, vige in me la buona regola che quando ci si presenta in un contesto nuovo si debba prima di tutto ascoltare in rigoroso silenzio: credo, spero che in futuro non mancheranno le occasioni di poter dare il mio contributo all’interno della grande famiglia di UVP, una famiglia che oggi più che mai deve essere l’interprete fedele di quanto scriveva e preconizzava Emile Chanoux: “La semence doit mourir dans la terre pour produire la plante”. Noi siamo, noi rappresentiamo quella pianta sana, libera che dal sacrificio di un uomo giusto che ha dato la vita per la Valle d’Aosta non dobbiamo tradire mai.

Réunir, Réussir!

Andrea Portigliatti