Intervista ad Alessia Favre

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nata ad Aosta il 22.06.1979, Senpiolentse, mamma di Demetra. Dipendente regionale, autonomista e amante dell’arte. Presidente di UVP dal 2013 al 2016, consigliere di opposizione nel comune di Saint-Pierre.

Nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande:

Alessia, sei stata la prima indimenticabile Presidente alla guida del nostro Movimento: raccontaci alcuni tuoi ricordi e sensazioni sui diversi momenti politici che hanno caratterizzato la tua presidenza e quella di Luigi Bertschy in seguito.

È stato per me un grande onore essere alla guida di UVP, ma anche una grande occasione di crescita personale e politica e ringrazio ancora il movimento tutto per avermi dato questa bellissima opportunità. E’ stata un’esperienza intensa e profonda, alle volte anche difficile per il peso della responsabilità che ho sentito ma davvero molto positiva sia per quanto riguarda gli aspetti di formazione politica che sul fronte dei rapporti umani.

Abbiamo dimostrato che il dissenso può essere costruttivo e che bisogna lottare per le proprie idee. Ci abbiamo messo impegno e fatica e abbiamo raccolto soddisfazioni. Nella prima fase del nostro percorso abbiamo anche subito accuse e attacchi ma sono sinceramente convinta che tutti noi progressisti abbiamo dimostrato quando sia importante in politica non mescolare i piani e non far scendere mai la critica e l’attacco sul profilo personale.

Siamo gente seria.

Tanti sono i ricordi positivi e numerosi i momenti che rimarranno del cuore per sempre. Dalle riunioni sul territorio ai messaggi di sostegno, dalla costruzione di una squadra di lavoro che è diventata un po’ una seconda famiglia, alla parte intellettuale di proposte e idee con cui caratterizzare la nostra azione politica. Senza dimenticare la costruzione di legami con gli alleati per un percorso di comunità e di difesa dei nostri valori autonomisti.

Al momento del passaggio di testimone non avrebbe potuto esserci persona migliore di Gigi Berstchy.

Gigi e’ stato un grande federatore e ha permesso al nostro movimento di avere davvero un nuovo ruolo nello scenario politico valdostano assumendosi la responsabilità di governare. Ho condiviso e sostenuto ogni passaggio e sono certa che i frutti si raccoglieranno perché i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, gli eletti tutti, ai quali vanno la mia completa stima e un’amicizia profonda costruite nel tempo, stanno lavorando benissimo, in modo particolare Laurent e Gigi che si ritrovano alla guida di due Assessorati complessi, nel cui lavoro e potenzialità crediamo fortemente e Andrea che con la sua carica di Presidente del Consiglio ha dimostrato una pregevole capacità di gestire il ruolo e le connesse dinamiche.

Personalmente sono molto orgogliosa di fare parte di questa squadra.

Cultura ed Agricoltura, due assessorati regionali che ti hanno vista e ti vedono attualmente lavorare attivamente: descrivi la tua esperienza lavorativa.

Sono fortunata perché i tempi per l’occupazione anche in Valle d’Aosta sono difficili e chi ha la fortuna di avere un lavoro fisso ha già di per se’ un’importante risorsa. Di questa ricchezza sono consapevole ed è anche per questo motivo che ho voluto mettermi in gioco a livello di impegno politico proprio perché credo che chi abbia una tutela, sotto il profilo lavorativo, debba dare voce anche a chi, e penso ai liberi professionisti o ai giovani in cerca di lavoro, non e’ libero al punto tale da mettersi in gioco completamente.

Nasco con una formazione culturale e ho lavorato finora in quel settore che è nel mio cuore. Anni intensi e molto belli. Ho avuto ora l’opportunità di approfondire un settore diverso, l’agricoltura e sono molto contenta di quest’occasione perché quello che ho finora avuto modo di conoscere è un settore dinamico, con grande potenziale, con professionisti interni ed esterni all’Amministrazione molto competenti ed estremamente preparati.

Una doppia opportunità, quella di lavorare per i due settori, cultura e agricoltura, che sono alla base della nostra identità e delle nostre radici.

Cosa di ti senti di dire a proposito del prossimo Presidente UVP? Di che Presidente abbiamo bisogno in questo momento?

Abbiamo bisogno di un presidente forte, capace di mettere insieme le sensibilità e di valorizzare la ricchezza del nostro movimento, che sta nell’avere radici autonomiste e fortemente legate al nostro territorio ma anche una visione al futuro e alle nuove generazioni. Serve un presidente che sia traghettatore verso una nuova fase politica, che sappia dare a UVP un ruolo centrale e che al tempo stesso sia aggregante di coloro che credono in un progetto politico differente.

Infine viste le scadenze elettorali che avremo nel prossimo futuro serve un presidente capace di gestire trattative politiche complesse e che sappia essere, in visione delle prossime elezioni regionali, arbitro super partes per l’intera squadra con cui UVP si presenterà agli occhi degli elettori. A chi si candiderà offro fin da ora il mio sostegno per ciò di cui avrà bisogno, nel limite delle capacità, per contribuire alla buona riuscita del nostro progetto che è davvero molto importante.

Mettiamoci al lavoro, forza Union Valdôtaine Progressiste.

Réunir, reussir.