Il caso CVA

Ha destato scalpore nelle ultime settimane la pubblicazione della relazione finale della Commissione Consiliare di inchiesta sulle intricate vicende legate all’acquisto delle turbine nella maggiore delle partecipate della nostra regione, la CVA.

Al di là di ogni gossip giornalistico e fuori da ogni intento scandalistico si impongono alcune riflessioni essenziali per la politica valdostana che non possono essere eluse, anche perché lo sfruttamento delle acque e le relative politiche dell’energia sono strategiche per la vita e lo sviluppo della comunità valdostana e la compromissione in qualsiasi modo di questi settori non può e non deve essere tollerata.

A scanso di ogni fraintendimento precisiamo subito quali erano i compiti della commissione di inchiesta, citando letteralmente il mandato che la commissione aveva e che a suo tempo fu approvato: “verificare e approfondire le modalità con le quali CVA S.p.A. ha proceduto all’acquisto di turbine e altro materiale proveniente dalla Cina al fine di verificare la qualità delle forniture aggiudicate”.

Evidentemente, se il Consiglio Regionale decideva di insediare una commissione di inchiesta con questo fine, è stato perché un qualche clangore di turbina zoppicante era giunto fino a palazzo. Che il motore facesse un rumore strano è confermato dalle conclusioni stesse della commissione che riportiamo per intero in calce a questo scritto e che sono di per sé parlanti.

Ci preme però di dire ancora una volta che noi vediamo nell’energia, nella sua produzione, nella sua distribuzione e nel suo utilizzo non solo uno dei motori fondamentali della economia valdostana, ma anche uno dei fondamenti per la realizzazione completa della sua emancipazione e della sua autonomia.

Per questo non permetteremo che questo settore finisca in mani sbagliate buone soltanto ad arraffare e indifferenti alle sorti della Valle d’Aosta.

Conclusioni

A conclusione del lavoro svolto la Commissione ritiene di evidenziare quanto segue:

  • La Direzione di C.V.A. si è affidata, per la fornitura di materiale per il rifacimento di diverse centrali idroelettriche, ad una società esterna (WGP), sconosciuta e inesperta nel settore, costituitasi soltanto nell’agosto 2008, che a sua volta rappresentava un’azienda (CWTW), altrettanto sconosciuta, che non aveva mai fornito questo genere di materiale in Europa.
  • La Dirigenza di CVA operava inoltre con affidi diretti anche per cifre importanti, per un totale di circa sessanta milioni di euro. Non risulta chiaro il motivo per cui non si sia trattato direttamente con l’azienda che produce tale materiale idroelettrico, soprattutto successivamente all’emanazione del decreto del Ministro delle Politiche europee del 5 agosto 2010, considerato che i “sondaggi” volti all’individuazione di un fornitore in Cina in grado di soddisfare le esigenze aziendali furono condotti da personale dipendente da C.V.A., personale che continuò a seguire tutte le fasi di lavorazione in Cina, anche dopo la scelta di utilizzare un intermediatore, data l’inadeguatezza della WGP sotto l’aspetto tecnico.
  • La dirigenza di CVA ha deciso di espletare un numero limitatissimo di prove di rendimento certificate sul materiale acquistato in Cina per il rifacimento delle centrali idroelettriche, pur nella consapevolezza dell’inesperienza di WGP. In particolare, sulla fornitura di 39 giranti sono state eseguite solamente 3 prove certificate di rendimento. Tale mancanza risulta ancora più grave se si considera quanto disposto con i contratti di fornitura del materiale, che, nel caso specifico della fornitura delle giranti, prevede l’effettuazione di prove di rendimento certificate entro 12 mesi dalla messa in esercizio delle stesse.
  • Alla Commissione risulta inspiegabile un simile comportamento da parte della dirigenza di un’azienda partecipata che in quanto tale dovrebbe tutelare gli interessi del proprio datore di lavoro (della comunità valdostana/della Regione), ponendo in essere tutte le azioni necessarie a garantire l’acquisto di materiale performante, anche e soprattutto alla luce di un notevole investimento di risorse economiche.
  • Dalla consultazione della documentazione in possesso della Commissione è inoltre emerso che nei contratti per l’acquisto di materiale dalla WGP e quindi dalla CWTW venivano richiesti rendimenti più bassi rispetto a quanto venisse richiesto nei contratti di fornitura stipulati in anni precedenti. Tale indicazione contrattuale appare in netto contrasto con quanto sostenuto da sempre dalla dirigenza di CVA in merito ad una continua e puntuale ricerca di performance migliori rispetto al passato per le centrali idroelettriche valdostane. La Commissione si è domandata se la richiesta di rendimenti inferiori nei contratti di fornitura di giranti dalla WGP e quindi dalla CWTW non sia in correlazione con la consapevolezza che il materiale cinese non fosse in grado, per le carenze di tipo tecnologico sopra richiamate, di raggiungere certe prestazioni.
  • La Commissione ritiene di poter individuare, alla luce degli approfondimenti posti in essere, una responsabilità riconducibile alla dirigenza di CVA S.p.A. (con particolare riferimento al Direttore della Gestione degli impianti), ma comunque con l’accordo di tutta la dirigenza tecnica e legale, relativamente alle anomalie riscontrate sia in merito alle modalità con le quali si è proceduto all’acquisto di turbine e altro materiale proveniente dalla Cina, sia in relazione alla qualità delle forniture aggiudicate e sia in relazione alla modifica o al cambio delle normali procedure di approvvigionamento attuate prima dell’avvento di WGP.
  • La Commissione, nella consapevolezza dei poteri alla stessa attribuiti, fa rilevare che la complessità delle operazioni effettuate nella triangolazione CVA-WGP-CWTW richiederebbe competenze specifiche in materia tecnica, economica, giuridica, doganale e fiscale, che esulano dal ruolo dei commissari e ritiene che ulteriori approfondimenti possano essere compiutamente svolti soltanto da esperti a servizio degli organi preposti ai controlli.
  • La Commissione tiene a precisare che quanto sopra rappresentato sia da ricondursi esclusivamente ad una parte della dirigenza di C.V.A. e non all’azienda in quanto tale: i Commissari desiderano infatti esprimere il proprio apprezzamento nei confronti di tutto il personale tecnico e amministrativo che opera all’interno dell’Azienda.

Fiorenzo Corradin