Miele della Valle d’Aosta?
Attenzione all’etichetta!

Oggi i consumatori si preoccupano sempre più della qualità degli alimenti che consumano e valutano attentamente tutta la filiera della produzione agricolo-alimentare. Alcune parole chiave ormai fanno parte del vocabolario comune dei consumatori: tracciabilità, sostenibilità, tutela ambientale, benessere personale e animale, biodiversità.

In Valle d’Aosta le norme di etichettatura atte a garantire e informare l’acquirente sulla qualità, l’origine, i valori nutrizionali e altro, evidenziano una mancanza di chiarezza.

Il Miele, uno dei prodotti più rappresentativi della particolarità della flora valdostana, subisce questa carenza.

Sulle bancarelle di sagre e di mercatini locali si possono trovare vasetti di miele di cui non si ha alcuna garanzia di qualità né si conoscono le caratteristiche dell’azienda produttrice (numero di arnie, zone dove esse vengono posizionate) ma che, comunque, propongono un prodotto che, grazie a immagini o diciture, è riconducibile alla Valle d’Aosta.

Approfondendo l’argomento durante un incontro con numerosi apicoltori valdostani, sono sorte diverse criticità che spaziano dalla tutela della produzione originale del miele valdostano, alla possibilità di sviluppo di queste aziende (con soluzioni a costo zero per la pubblica Amministrazione), ad un’efficace promozione, fino alle giuste strategie per impedirne la contraffazione.

La qualità del miele valdostano è garantita principalmente dalla natura valdostana e poi dalla conoscenza delle corrette tecniche di gestione dell’arnia da parte dei nostri apicoltori, sia dal punto di vista produttivo che sanitario.

Inoltre non è da sottovalutare, il vantaggio di cui l’ambiente beneficia dalla presenza delle api. È accertato, ormai da tempo, che la presenza di questi insetti ha dei risvolti positivi sia per le colture specializzate (frutteti, vigneti, piccoli frutti, ecc.) che per tutta la flora spontanea naturale del nostro territorio.

È tempo, quindi, di attivare l’Assessorato competente perché si impegni ad avviare la procedura necessaria ad ottenere la certificazione di origine (D.O.P.) per questo prodotto che fa parte del patrimonio alimentare valdostano di altissima qualità.

Come in tanti altri campi anche in questo caso non dobbiamo inventarci nulla; è sufficiente vedere cosa è stato fatto in altre zone di eccellenza italiane.

 

I consiglieri regionali
Vincent Grosjean
Alessandro Nogara