L’UVP ha proposto l’abolizione dei vitalizi per la Valle d’Aosta

Un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale.

UVP nel corso di questo ultimo Consiglio regionale ha portato all’assemblea un importante ordine del giorno volto a fare chiarezza, una volta per tutte, su tutta la spinosa vicenda dei vitalizi. L’ordine del giorno che è stato approvato impegna l’Ufficio di Presidenza a presentare entro il 31 dicembre 2017 una legge di revisione della materia dei vitalizi in cui si preveda l’abolizione del sistema previdenziale e si dia pubblicità dei vitalizi e delle somme percepite dai Consiglieri. L’ordine del giorno che è stato approvato pone fine alle tante speculazioni che sulla materia si sono volute perpetrare alla ricerca di facili consensi. L’azione concreta di UVP risponde all’insulso gossip di questi ultimi tempi che vaneggia su oscuri compromessi di potere, e mostra una volta di più la volontà del nostro movimento di cambiare le cose dando risposte effettive alle giuste richieste della gente. Le Conseil de Direction UVP

Coordinamento tra finanza statale e regionale

Approvata la norma di attuazione

L’intervento di Nello Fabbri - Consiglio regionale 13-14 luglio 2017

Esprimiamo innanzitutto come UVP gratitudine alla Commissione paritetica e ai Dirigenti regionali che l'hanno supportata nei lavori.

Oggi affrontiamo un passaggio molto importante per la vita dell'autonomia della nostra Regione nell'approvare il Decreto che prevede la norma di attuazione in materia di coordinamento e di raccordo tra finanza statale e regionale

Dietro questa espressione tecnica e un po' asettica si cela in realtà un importante atto legislativo che vede finalmente applicare il principio dell'esercizio dell'autonomia in materia di tributi regionali e locali, un ambito di notevole importanza per la vita economica e sociale della nostra Valle. Questo inoltre è un settore dove il centralismo statale aveva sempre esercitato una totale supremazia proprio per la mancanza della possibilità di esercitare un nostro diritto costituzionale poiché era necessario questo passaggio statutario per poterlo attuare; motivo questo del ritardo di tale diritto rispetto ad altre regioni

Vale la pena di ricordare la finalità di tale provvedimento richiamata nell'articolo 1:

il decreto rafforza l'autonomia finanziaria della Regione attraverso la definizione di un quadro più chiaro e certo dei rapporti con lo Stato che permetterà una migliore programmazione delle risorse finanziarie disponibili.

Diciamo qui, come inciso, con quale brutalità gli uffici finanziari ministeriali sono intervenuti e tuttora intervengano sugli accordi finanziari non tenendo in minimo conto le difficoltà che creano in un bilancio ridotto ormai da anni da richieste inique.

Basti ricordare il recente DM che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, pare ricordare i tempi sei/settecenteschi dei Savoia che imponevano gabelle durissime per mantenere i diritti della Valle.

Finalmente si potrà intervenire sui tributi locali, naturalmente sempre nel rispetto delle norme statali ed europee, con azioni atte a stimolare, con incentivi fiscali mirati, l'economia regionale, intenzione più volte annunciata ma che finora non era stato possibile attuare. Analogamente sarà possibile intervenire sui tributi locali con una razionalizzazione degli stessi. Le Province autonome e Regioni a Statuto speciale ce lo hanno dimostrato! Sarà certo una sfida molto impegnativa e complessa per coloro che affronteranno questi difficili passaggi.

Come Movimento e Gruppo consiliare UVP siamo soddisfatti nel vedere l'approvazione in Consiglio del Decreto attuativo anche perché abbiamo sempre sollecitato la necessità di affrontare questo problema producendo studi e raffronti sull'attuazione dell'autonomia finanziaria già ottenuta in altre Regioni e Province a Statuto speciale. Oggi la vediamo finalmente in via di attuazione nella speranza che vi sia una celere volontà di considerare la legge a livello ministeriale.

Allo stesso modo il nostro Movimento ha sempre proposto l'obbiettivo dell'attuazione del riconoscimento dell'artico 14 dello Statuto speciale, quello in cui si prevede l'istituzione della zona franca, nel passato compensato con modalità fiscali ora non più possibili, vista la normativa europea, ma la cui attuazione andrebbe ripresentata con nuove modalità.

Non solo slogan e buone intenzioni, ma lo sprone ad attivare queste possibilità al fine di portare linfa rivitalizzante per l'autonomia anche economica.

Ricordiamo anche l'impronta europea che questo decreto attuativo porta nel suo articolato, con l’inserimento delle direttive europee sull'attenzione al territorio di montagna.

Forse è in questo solco che si potrebbe intravedere l'attuazione dell'art 14 che a questo livello potrebbe diventare una direttiva europea applicata ai territori disagiati interessando tutta la zona macro-alpina

Questa norma sarà alla fine del suo iter una grandissima opportunità per la nostra Valle. Non lasciamocela sfuggire!


A proposito della modifica della legge elettorale

Governabilità e segretezza del voto sono i punti cardine.

Come sa chi ha seguito le fasi politiche della costituzione della nuova maggioranza che ha posto fine alla presidenza pluriennale di Augusto Rollandin, uno dei punti fondamentali dell’accordo di programma è stato la modifica della legge per l’elezione del Consiglio Valle. Tale modifica si rende necessaria essenzialmente per due motivi condivisi dai gruppi che hanno dato vita al nuovo governo e precisamente:
  1. assicurare governabilità introducendo un premio di maggioranza
  2. garantire la segretezza del voto al momento dello spoglio delle schede.
A tale scopo si è costituito all'interno del Conseil de Direction del nostro movimento un gruppo di lavoro per definire le modifiche necessarie a perseguire gli scopi prefissi e che ha così individuato le varie possibilità:
  1. premio di maggioranza a 21 seggi da attribuire al primo turno alla lista o alla coalizione che abbia raggiunto il 40% dei voti, con conseguente eliminazione del doppio turno; qualora nessuna lista o coalizione raggiunga il 40% la suddivisione dei seggi avverrà con il metodo proporzionale
  2. spoglio delle schede non più nelle singole sezioni, ma in una o più sedi centralizzate in moda che non sia identificabile la sezione di provenienza della scheda.
Quanto alla discussa questione della rappresentanza di genere, a nostro avviso, la legge attuale garantisce che almeno il 20% dei candidati debba essere di genere diverso, lasciando alla sensibilità dei vari movimenti o partiti aumentare tale percentuale. Inoltre conveniamo che la modifica contemplata nel punto a garantisca sufficientemente la rappresentatività del Consiglio in quanto il premio di maggioranza è ridotto e se gli elettori si esprimessero in maniera più eterogenea, non raggiungendo il 40%, nessun movimento o lista verrebbe garantita con il metodo proporzionale, la rappresentatività di tutti.  

Nello Fabbri Consigliere regionale

 

Proposte di legge di iniziativa popolare:
Un esempio concreto di impegno sul territorio del nostro Movimento

Venerdì 5 agosto 2016 il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta ha comunicato ufficialmente la conclusione del lavoro di verifica delle firme circa le due proposte di legge di iniziativa popolare depositate alla Segreteria generale del Consiglio il 19 luglio scorso. La prima proposta, da sottoporre a referendum propositivo e accompagnata da 7.143 firme, contiene disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti; la seconda, accompagnata da 6.486 firme, è volta a modificare la disciplina dell'iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell'articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale (legge regionale n. 19/2003). Gli uffici hanno attestato il raggiungimento del numero di firme richiesto, vale a dire almeno 1.500 per la proposta di legge semplice, mentre per la proposta da sottoporre a referendum propositivo ne occorrevano almeno 5.261, ovvero il 5% degli elettori della regione al 31 dicembre 2015. Entro breve inizierà l'iter legislativo vero e proprio in Consiglio, con l'assegnazione alle Commissioni consiliari competenti degli argomenti ed il successivo esame in Aula. Concretamente ciò significa che presumibilmente a partire dall'8 settembre le Commissioni avranno 60 giorni di tempo per esprimere il loro parere, poi le due Pdl saranno iscritte all'ordine del giorno del Consiglio regionale che dovrà deliberare entro ulteriori 60 giorni. Stante i tempi le due Pdl dovrebbero essere approvate entro l'8 gennaio 2017, altrimenti qualora il Consiglio non approvi la proposta di legge nel suo complesso o non recepisca i principi ispiratori dell'iniziativa, la proposta di legge di iniziativa popolare sarà sottoposta a referendum propositivo che, ai sensi della legge regionale, dovrebbe svolgersi fra il 6 maggio ed il 30 giugno 2017. UVP ha partecipato assai attivamente al Comitato Promotore ed alle iniziative sul campo, esplicitatesi con il ripetuto allestimento di propri punti di raccolta firme a Verrés. Hône, Donnas, Pont-Saint-Martin, Saint-Pierre, Aosta nonché con numerose iniziative porta a porta sia a Gignod e nella valle del Gran San Bernardo, sia a Gressan e Jovençan, sia infine con la partecipazione attiva a quasi tutti i centri di raccolta firme di Aosta con un proprio rappresentante, raccogliendo nel complesso poco meno di 2000 firme per ciascuna delle due iniziative di Legge Popolare. Si è effettivamente trattato di un primo – riferito ovviamente all'iniziativa in oggetto - importante successo per due questioni sulle quali UVP non ha mai fatto venire meno la propria attenzione. La proposta inerente i trasporti in particolare ha di fatto trainato l'attenzione dei cittadini di per sé già molto sensibili sulle questioni del trasporto pubblico locale, negli ultimi anni particolarmente inefficiente, e della chiusura della tratta ferroviaria dell'Aosta-Pré-Saint-Didier, mal digerita per tempi, per deboli motivazioni, per inerzia sugli interventi di miglioramento di poco impatto finanziario rispetto al totale di quanto nel solo 2016 lo Stato mette a disposizione di RFI e delle Regioni per interventi infrastrutturali (15 milioni di euro su 11 miliardi) e vero pivot-point, insieme all'elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea, del cambiamento di rotta richiesto. Adesso la parola passa ai rappresentati dei cittadini. Quattro mesi di tempo sono pochi o tanti per l'accoglimento delle Proposte a seconda di cosa si voglia spontaneamente recepire o di quanto invece si dovrà approvare dopo un lungo iter. L'ingaggio è senz'altro un banco di prova importante, capace di impattare sulla prossima campagna elettorale, ma se prevarrà la logica della ragionevolezza, la via pare ormai tracciata. Quel che certo non verrà meno, come sempre e come dimostrato, è l'attenzione e l'impegno concreto del nostro Movimento per un esito che possibilmente si concluda entro l'8 Gennaio con piena soddisfazione dei nostri concittadini tutti. Non sarà semplice ma noi ci saremo.

Maurizio Moscatelli Referente UVP Comitato VdA Riparte


Due leggi di iniziativa popolare per far “ripartire” la Valle d’Aosta

Un week-end di mobilitazione dal 22 al 24 aprile

A lungo si è dibattuto sull'opportunità di iper-utilizzare lo strumento referendario come elemento di gestione politica-amministrativa della cosa pubblica. Innanzi tutto perché si tratta di uno strumento di democrazia “diretta” e non mediata dai rappresentanti regolarmente eletti e, secondariamente, perché un abuso dello strumento referendario potrebbe comportare un calo di attenzione del cittadino, davvero poco educato alla cura dei propri interessi – e si intende degli interessi collettivi della comunità – con la conseguenza di un progressivo distacco dall'utilizzo dei propri diritti che, non scordiamolo mai, al contempo sono anche doveri. A lungo si può discutere sulla questione, ma rimane il fatto che oggi il referendum sia uno dei pochi strumenti ancora a disposizione per far giungere nel cuore pulsante dei Governi in generale il punto di vista dell'elettore-cittadino di cui, chi siede nelle rappresentanze locali o centrali, ne è l'espressione. Per certi versi il referendum potrebbe essere un segnale di fiducia “condizionata” e di controllo per le rappresentanze. In questo contesto il Comitato La Valle d'Aosta Riparte ha presentato un progetto di iniziativa popolare valdostana per intervenire su due argomenti attraverso apposite leggi regionali, riguardanti proprio i quorum di accesso e di validità allo strumento referendario regionale, ed i trasporti. In entrambi i casi l'UVP ha condiviso l'importanza degli argomenti proposti, essendo gli stessi da tempo oggetto di numerose iniziative in sede di Consiglio Regionale e nelle apposite Commissioni Consiliari. Il primo dei due argomenti riguarda una modificazione alla legge regionale 25 giugno 2003, n. 19 (Disciplina dell'iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell'articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale), caratterizzata da alcuni nodi emersi: a) l'elevato quorum di partecipanti al voto necessario per sancire la validità del referendum abrogativo e propositivo di legge regionale; b) la mancata individuazione delle modalità e dei soggetti per avanzare al Consiglio regionale la richiesta di referendum consultivo; c) la troppo ampia casistica delle materie escluse dalla possibilità di iniziativa legislativa popolare, in particolare in merito a leggi di programmazione in materia di urbanistica e di tutela ambientale; Attraverso proposte volte a fissare quorum più bassi dell'attuale 5% degli elettori (per quelli nazionali è l'1,6%) per la raccolta delle firme e per la validità dello stesso referendum, ricorrendo alla percentuale dei partecipanti alle ultime elezioni e non degli aventi diritto al voto, si intende offrire uno strumento di democrazia più autorevole quale vox populi. Quest'ultimo aspetto, per certi versi attiene anche al secondo, fondamentale, referendum. Attraverso una proposta di legge ben precisa, che intende comporre una politica di trasporto adeguata sia ai contesti montani europei e nazionali, sia alle risorse finanziarie inesorabilmente decrescenti e incerte per il futuro, sia al diritto di un'adeguata mobilità, rispettosa dell'ambiente ed efficace per residenti e per turisti che sempre più numerosi scelgono i mezzi pubblici per ammirare i paesaggi unici che offrono le vallate alpine, cosa che ormai da un secolo è cavallo di battaglia degli svizzeri ad esempio, sia per potenziare, non indebolire, la permeabilità e l'accessibilità al territorio valdostano come elemento di crescita, e non di implosione civile, si vuole intervenire con un cambio a 180 gradi sulla strategica impolitica scoordinata dei trasporti degli ultimi 7/8 Anni. La proposta richiede di potenziare, non debilitare come successo, l'infrastruttura ed il trasporto ferroviario quale elemento guida di movimentazione interna sull'asse centrale vallivo, elettrificando la linea per rimediare alla rottura di carico ad Ivrea e integrando la mobilità da e per le valli laterali con un preciso piano di trasporto su gomma che impedisca le innumerevoli sovrapposizioni che in tutti questi anni hanno comportato un notevole spreco di risorse e spreco di efficienza. Ma vuole anche intervenire sulla programmazione strategica degli interventi infrastrutturali, potenziando e facendo ricorso a strumenti di pianificazione e di accordo con lo Stato e con RFI quali gli Accordi di Programma Quadro, strumento del tutto abbandonato e disatteso per quelli ancora in vigore, in questi anni. L'UVP ha ritenuto che questi argomenti siano alcune delle leve fondamentali, ancorché non le uniche né le ultime, per un contributo essenziale alla rinascita sociale, economica ed ambientale della nostra Valle e guarda all'occasione proprio anche nell'ottica di una linea di collaborazione programmatica ad unico ed esclusivo vantaggio dei nostri concittadini, che è e rimane il vero obbiettivo di una politica del dialogo. Ben quattro su 12 sono le aree coordinate da UVP per la raccolta firme che si concentreranno nel periodo 22-24 Aprile p.v.: Grand Combin (Barbara Zannoni), Charvensod-Gressan-Jovencan (Paola Petit Pierre), Evancon (Sabina Thoux) e Hône-Donnas (Claudio Zamparutti). L'elenco dei punti di raccolta è stato reso noto e pubblicato a seguito della conferenza stampa tenuta il 19 Aprile ad Aosta presso la Sala Hotel des Etats in Piazza Chanoux,. Gli appuntamenti proseguiranno con la raccolta delle firme presso i propri punti di raccolta nei giorni che vanno da 22 al 24 Aprile e poi il giorno 28 aprile a Pont-Saint-Martin nel salone adiacente all'Auditorium alle ore 21, dove saranno affrontati questi temi con l'intervento del Presidente del nostro movimento Luigi Bertschy. La raccolta firme proseguirà, poi, per i prossimi tre mesi fino alla metà del prossimo mese di Luglio. Siete attesi numerosi a sostegno di questa iniziativa che potrà nel contempo offrire il destro per un apprezzamento – o meno - diretto delle politiche trasportistiche espresse nelle ultime legislature. Al 22-24 Aprile presso i propri centri di raccolta, dunque, e nel fattibile, contribuite a diffondere il più possibile l'iniziativa anche via social: facebook Lavalledaostariparte, twitter @vdariparte, instagram #vdariparte, mail vdariparte@gmail.com Grazie a tutti.

Maurizio Moscatelli