Il Welfare Valdostano

A piccoli passi verso un progetto concreto

Nei giorni scorsi, il Presidente dell’Unité des Communes Grand-Combin, ha reso pubbliche le criticità relative al servizio di assistenza agli anziani, che vive nel suo territorio: un grido di allarme che sotto il profilo politico raccolgo con la massima attenzione perché conferma la necessità di concludere, nel più breve tempo possibile, il confronto in atto per dare concretezza e contenuti al progetto di riforma del welfare valdostano. L'Unité des Communes Grand-Combin dimostra, in modo oggettivo, gli effetti di una errata pianificazione fatta nel passato rispetto al rapporto posti letto/popolazione residente che oggi si ripercuote sui costi di gestione dei Comuni facenti parte dell’Unité e le criticità dell'attuale modello di gestione di questo servizio. Dal 10 marzo 2017, giorno del mio insediamento presso l’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali, mi sono fatto carico in continuità con il lavoro dell'Assessore Laurent Viérin che mi ha preceduto, delle conseguenze derivanti dai tagli al bilancio di inizio legislatura che mi sento di affermare, forse più in questo che in altri settori, hanno avuto una ricaduta diretta su tutta la popolazione. In questo senso, ritengo molto importante che, nel bilancio 2017/2019, sia stata garantita una copertura finanziaria costante al fabbisogno sanitario e sociale per la nostra Regione, scelta politica che si è posta in netta controtendenza con l'operazione di forzato prelievo degli avanzi di amministrazione degli enti locali fatti in precedenza. È altrettanto chiaro che, in una dinamica di fabbisogni crescenti e sempre più articolati in tutti i settori, il confronto politico sulle priorità di intervento è aperto a tutti i livelli. Nei giorni scorsi, ho avuto modo di incontrare i Segretari generali delle forze sindacali valdostane per presentare una visione delle politiche sociali e sanitarie e per procedere rapidamente nel progetto di riforma del welfare. Un incontro importante, giudicato utile per avviare insieme, e nei tempi previsti (a partire dal 1° gennaio 2018), il nuovo modello di gestione delle politiche per gli anziani, come deciso il giorno 8 novembre 2016. Sarà mia cura incontrare nei prossimi giorni con lo stesso intento la V commissione consiliare e l’Associazione Unité des Droits. La proposta sulla quale lavoreremo e che ho verbalmente anticipato al CdA del CPEL ed ai Presidenti delle Unités, vuole conseguire gli impegni da tutti assunti per la riforma del welfare. L'obiettivo è di riunire in un'unica azienda pubblica le politiche di programmazione e gestione di assistenza agli anziani, tenendo in considerazione la necessità di valorizzare, in una visione federalista, l'esperienza maturata dagli amministratori e dipendenti e degli enti locali, nonché gli investimenti dagli stessi prodotti in tanti anni di gestione. Abbiamo presentato a questo proposito un sintetico documento affinché si possa iniziare un proficuo e definitivo confronto per poi assumere insieme le opportune decisioni. Credo e spero che si possa affrontare questa importante fase di riorganizzazione con tranquillità e serietà e ponendosi come unico obiettivo il bene dei nostri anziani e delle persone che lavorano con dedizione all'interno delle strutture, prestando ascolto alle preoccupazioni esternate dagli amministratori degli enti locali, sempre più inquietanti per il futuro dei loro enti. Non è il momento delle strumentalizzazioni politiche di parte, ma quello della collaborazione e del lavoro comune.

L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali Luigi Bertschy


Migranti: un’idea di progetto per uscire dal “vuoto”

Un sistema ordinato e istituzionalizzato è l’unica via d’uscita per affrontare, con maturità e serietà, il tanto stigmatizzato tema dei Migranti. La comunità è consapevole delle cause profonde che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese in condizioni d’incertezza e a rischio della propria vita.  Non avendo la possibilità di agire per rimuovere tali cause, è dovere comunque di ogni istituzione, ciascuna per il ruolo che le compete, attivarsi per lenire gli innegabili impatti che il fenomeno dei flussi migratori produce sulle comunità che accolgono i migranti. Le ricadute sono maggiori poi nelle situazioni in cui i numeri degli ospitati sono sproporzionati rispetto alla   popolazione residente. Occorre pensare e programmare in termini di modello, far uscire l’accoglienza dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica.  I Comuni devono avere voce in capitolo sul numero e la tipologia di migranti che sono disposti ad ospitare, sulle modalità dell’accoglienza. È tempo di delineare un’assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali su cui oggi ricadono le scelte di altri. In VdA, ad oggi, l’accoglienza è gestita solo attraverso i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) definiti sulla base delle indicazioni della Prefettura. Occorre che le Amministrazioni locali si approprino nuovamente delle strategie e degli interventi di welfare,  contestualizzandole con le caratteristiche e le peculiarità del territorio. Questo vorrebbe dire dare la possibilità al Comune di scegliere la tipologia di progetto di accoglienza da realizzare individuando i destinatari da prendere in carico; creare un sistema che sia fondato sui piccoli numeri, che permetta l’applicazione di criteri di proporzionalità in relazione alla popolazione del territorio, per facilitare la gestione, il controllo ed i processi d’integrazione, sulla scorta delle esperienze pregresse di Regioni virtuose in tale ambito. Il modello valutato dal Gruppo di lavoro, costituito ad hoc dall’UVP, è lo SPRAR: un servizio coordinato dal Ministero degli Interni in collaborazione con ANCI che è stato attivato espressamente per gli Enti Locali, in  un quadro di  trasparenza amministrativa,  e che si può organizzare rispettando le particolarità geografiche e demografiche della nostra Regione. Si tratta di un servizio che  rimette la governance in  mano  al  Sindaco, che può quindi tornare a decidere, insieme alla sua comunità, i numeri,  le modalità e  i soggetti da coinvolgere per  organizzare l'accoglienza sul suo territorio. Charvensod, 03/02/2017

Il gruppo di lavoro UVP


Aggiornamento sull’attività del Gruppo di lavoro UVP sui Migranti

Il Gruppo di lavoro costituito dall’UVP al fine di definire una modalità d’intervento opportuna per fornire un’adeguata accoglienza ai Migranti destinati alla Valle d’Aosta, sta proseguendo nel suo obiettivo. Nel corso degli incontri sono state valutate le forme di intervento applicabili alla nostra realtà ed è emersa, con evidenza, la propensione per il sistema di accoglienza previsto dallo SPRAR. A tal proposito il Gruppo, nella ricerca di informazioni, è riuscito ad organizzare un incontro presso la sede centrale dello SPRAR al Ministero degli Interni a Roma. Tale incontro ha permesso di raccogliere tutta la documentazione e le informazioni relative al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) che garantisce interventi di accoglienza integrata favorendo la qualità dell’intervento sia per i Migranti che per le comunità che li accolgono, in quanto è previsto un numero massimo di persone da accogliere in base alla popolazione nonché la costruzione di percorsi individuali di inclusione e d’inserimento socio-economico. Al momento, in Valle d’Aosta, con l’applicazione del modello CAS (Centri di accoglienza straordinaria), questo parametro non viene assolutamente considerato. Il gruppo di lavoro, come anticipato, concluderà a breve il suo mandato con la definizione di una linea d’intervento adeguata ai Comuni valdostani.

Le Conseil de Direction UVP


Migranti, definire un modello di accoglienza

Recentemente, la Regione Autonoma Valle d'Aosta, nell'ambito delle funzioni di prefettura esercitate dal Presidente della Regione, ha predisposto un bando regionale che mette a disposizione, per quest'anno, oltre 19 milioni di euro per la gestione dell’accoglienza migranti. Bando che, nella sua fase attuativa, sta creando problematiche che evidenziano la mancata concertazione e condivisione degli obiettivi e delle strategie con il territorio valdostano. Tale situazione rischia di sconvolgere il tessuto socio-economico dei nostri piccoli Comuni, di ampliare la distanza tra la popolazione ed i migranti, di non raggiungere le finalità dell’accoglienza e di creare frizioni e disparità tra un Comune e l’altro. Alla luce di questa situazione, il Conseil de Direction dell’UVP ha reputato necessario istituire un gruppo di lavoro che sarà coordinato da Nadia Noro, membro del Conseil de Direction e Assessore del Comune di Saint-Christophe. Il gruppo di lavoro si pone l'obiettivo di proporre una logica d’intervento adeguata alle caratteristiche del nostro territorio ed efficace per le persone da accogliere nonchè di definire una posizione politica, in merito all’accoglienza.

Rilanciare il welfare valdostano

Rapport annuel 2016

Ecco il bilancio di 6 mesi di lavoro e attività nel welfare valdostano e nel nostro sistema sanitario, tracciato in alcuni spunti, messi in atto per rilanciare questo importante e delicato settore, cruciale per la nostra comunità. Un settore dove l'approccio non può essere esclusivamente economico, perché vede al centro la persona, e per questo deve vedere considerati gli investimenti come tali, e non come semplice spesa.

Rapport annuel 2016 - Laurent Viérin

Laurent Viérin Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali della Regione Autonoma Valle D’Aosta


Verso una nuova legge del welfare valdostano che non lasci indietro nessuno

Un investimento e non una semplice spesa

Abbiamo presentato oggi le linee guida del nuovo modello di welfare valdostano che, come Assessorato abbiamo proposto in questo ultimo periodo. Un modello che pone al centro la persona, rilanciando il settore che non dovrà mai più essere considerato meramente una spesa, ma un investimento. Quando si parla di bimbi, di diversamente abili, di giovani o di anziani, non si può banalizzare il tutto, malgrado il periodo, ad una spesa, ma dobbiamo pensare che questi sono investimenti che incidono sul futuro, sulla memoria o sulla diversità di una comunità.

E nelle quali dobbiamo credere. Per non lasciare indietro nessuno.

Laurent Viérin Assessore alla Sanità, salute e politiche sociali della Regione autonoma Valle D'Aosta

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Il nuovo modello di Welfare valdostano

Dopo quattro mesi di lavoro, iniziato con la mappa del welfare valdostano, con l'obiettivo di fare una ricognizione di tutti i servizi e la situazione esistente nel sistema socio sanitario e assistenziale valdostano oggi abbiamo compiuto un importantissimo passo. Come Assessorato come alla Sanità, Salute, Politiche sociali della Regione Autonoma Valle d'Aosta, in effetti, unitamente alle organizzazioni confederali e di categoria CGIL SAVT, CISL, UIL della Valle d'Aosta abbiamo siglato un importante documento che traccia la nuova fisionomia e filosofia del Welfare valdostano. Nel riaffermare l’importanza sociale, culturale ed economica del sistema di welfare socio sanitario e assistenziale regionale, abbiano affermato la volontà politica di indirizzo di investire in questo settore così delicato e strategico per il benessere della comunità, costituito da un sistema articolato di offerta di servizi rivolti ai cittadini, con particolare riferimento alle fasce più deboli e in condizione di fragilità ma anche con la volontà di garantire servizi rivolti alla popolazione nel suo insieme che desidera accedere al welfare valdostano. La Valle d'Aosta infatti, coerentemente con lo spirito e la cultura dei popoli e delle comunità di montagna, ha da sempre posto tra i principi costitutivi della propria programmazione regionale la solidarietà e l'assistenza verso le persone, con particolare attenzione a quelle più bisognose di aiuto da parte delle istituzioni, mediante un sistema di garanzie e di interventi offerti da soggetti pubblici e privati convenzionati che, oltre a garantire l’accesso universale ai servizi, si avvale anche della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, mettendo al centro della comunità la persona. Oggi, nel ribadire questa visione dell’assistenza alle persone, dagli asili nido fino all'assistenza delle persone anziane e non autosufficienti, abbiano ribadito la volontà di migliorare il modello di welfare rendendolo più aderente ai nuovi bisogni di salute e di benessere sociale, affinché la presa in carico della persona non costituisca mai, in futuro, un bene riservato a pochi, bensì una opportunità concreta di risposta qualificata per molti. L'universalità e la qualità dei servizi del welfare socio-sanitario assistenziale valdostano rappresenta oggi un elemento di sviluppo e di crescita sociale e culturale per tutta la nostra comunità, da approcciare con lungimiranza e in modo sistemico, non con la sola logica del risparmio e dei tagli a tutti i costi, anche se in una logica di ottimizzazione e razionalizzazione. In questa direzione verranno destinate le maggiori risorse stanziate nella legge finanziaria regionale per l’anno 2017 e nel triennio 2017/2019. Dopo 4 mesi di lavoro, che hanno visti impegnati al fianco dell'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali, le parti sociali, i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni di volontariato, del Piano di Zona, del privato sociale accreditato, e dei vertici della commissione consiliare competente, in un percorso partecipato e di effettiva rappresentanza di tutti i portatori di interesse, si è pervenuti concordemente ad individuare un rinnovato modello organizzativo del sistema dei servizi socio-assistenziali per le persone anziane e non autosufficienti. Tale modello che ha seguito le linee di indirizzo contenute nel documento frutto di concertazione sindacale tra l'amministrazione e le forze sociali approvato in modo congiunto nel mese di settembre, è stato sottoposto all’attenzione delle OO. SS in data 7 novembre 2016. I principi e gli elementi costitutivi del nuovo modello di welfare regionale prevedono:
  • il rinforzo di una regia unica regionale;
  • la piena integrazione tra assistenza sociale, socioassistenziale e sociosanitaria attraverso un sistema di servizi domiciliari o residenziali differenziati in relazione ai bisogni della persona nel tempo (Nuclei Alzheimer, RSA, Microcomunità, Hospice);
  • il mantenimento della gestione pubblica dei servizi attraverso un soggetto di diritto pubblico a valenza territoriale regionale;
  • la salvaguardia, per tutto il personale oggi operante nel settore, del contratto di lavoro di pubblico impiego del Comparto Unico Regionale ex art. 1 L.r. 22 del 2010;
  • la valorizzazione delle specificità professionali attraverso la creazione, nell’ambito del Comparto Unico regionale, di uno specifico settore di contrattazione socio-sanitario, con percorsi formativi dedicati che valorizzino le competenze delle risorse umane impiegate e che agevoli i processi di stabilizzazione del precariato;
  • il mantenimento dell’integrazione tra pubblico e privato nell’erogazione dell’offerta dei servizi alla persone, attraverso la definizione di standard comuni e condivisi affinché le risposte assistenziali dei servizi siano omogenee a parità di bisogno indipendentemente dalla natura del soggetto gestore (pubblico o privato convenzionato);
  • una nuova definizione delle procedure applicative dell’indicatore della situazione economica equivalente ISEE e la costituzione di un fondo sanitario territoriale a sostegno anche dell’assistenza a lungo termine;
  • l'uniformità dei criteri di valutazione validi per l'accesso ai servizi attraverso la concentrazione in un’unica Unità di Valutazione Multi Dimensionale (UVMD) regionale;
A seguito della condivisione di questi indirizzi ed elementi costitutivi, che garantiscono risposte certe sia ai cittadini in condizione di fragilità sia agli operatori dei servizi, nelle prossime settimane prenderà avvio il lavoro tecnico di un gruppo ristretto di rappresentanti di tutte le forze che in questi mesi si sono confrontate e hanno condiviso questo punto di arrivo per concretizzare in modo analitico tutti gli aspetti amministrativi e contrattuali e consentire, entro la fine del 2016, la definizione del nuovo modello di welfare sociosanitario valdostano. La modalità di lavoro condivisa ha rappresentato per tutti il punto di forza del modello proposto, riconosciuta anche dai rappresentanti sindacali che, in merito all’altro tema dell’accessibilità verso i più fragili, costituito dai servizi per la prima infanzia, hanno preso atto con favore della proposta migliorativa di deliberazione che introduce una modifica al piano tariffario sui nidi approvato in via sperimentale lo scorso anno per rispondere con maggiore flessibilità e convenienza economica alla reali esigenze di conciliazione che una famiglia moderna vive quotidianamente. Un modello di welfare che pone al centro la persona e non solo l'organizzazione del sistema di servizi, attraverso un welfare non avvertito come semplice costo per la società ma come importante investimento per la tutela dei cittadini e motore di sviluppo della comunità, che con esso riafferma quei valori fondanti che da sempre l'hanno costituita, seppure nelle economie di scala e le ottimizzazioni necessarie.

L'Assessore alla Sanità, salute e Politiche sociali  della Regione Autonoma Valle d'Aosta Laurent Viérin


Contrasto alla ludopatia

Oggi in Consiglio Regionale abbiamo parlato di prevenzione e trattamento della dipendenza da gioco patologico, la cosiddetta ludopatia. Abbiamo avuto così occasione per presentare il lavoro che stiamo mettendo in campo come Assessorato alla Sanità , salute e politiche  sociali della Regione autonoma Valle d'Aosta in collaborazione con l'azienda USL e tutti i partner istituzionali e del territorio.  Da ultimo, l’organizzazione del corso di formazione obbligatorio per i gestori delle sale da gioco e degli spazi per il gioco organizzato che abbiamo organizzato per il tramite del SERD dell’Azienda USL in collaborazione con la Chambre valdôtaine e con la Confcommercio Valle d’Aosta con inizio programmato il 13 ottobre p.v. per 4 giornate di formazione da concludersi entro il mese di dicembre

Accanto a questo stiamo mettendo in campo un grande progetto che sta decollando, concernente l’approvazione del  Piano Integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di Gioco patologico per il triennio 2016-2018, che abbiamo predisposto assieme all’Azienda USL. Si tratta di un piano di azioni ed attività, che attingerà a fondi nazionali, da finanziare con il contributo statale derivante dal riparto del Fondo per il gioco d’azzardo patologico (GAP) e che realizzeremo nei prossimi mesi. 

Ecco le azioni , sintetizzate in 9 punti, che metteremo in campo : 

  1. La costituzione di un tavolo tecnico aziendale costituito dai rappresentanti dei soggetti pubblici  o privati che si occupano direttamente o indirettamente del GAP
  2. Lo studio regionale inerente il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e delle sue caratteristiche (in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta) fino alla costituzione di un vero e proprio osservatorio epidemiologico dedicato al GAP
  3. Metteremo in campo azioni formative, che comprendono gli interventi rivolti  ai commercianti già visti in precedenza
  4. Provvederemo a fare azioni di informazione, rivolte alla popolazione in generale, ad opera del SerD con la collaborazione degli operatori delle comunità terapeutiche, delle associazioni di volontariato e di altri enti pubblici e privati, che vanno da una serie di incontri a tema nei centri di aggregazione (biblioteche, locali da ballo, centri commerciali) a Cineforum e iniziative culturali 
  5. Assieme a questo abbiamo pensato ad azioni di informazione rivolte alla popolazione a rischio (giovani, inoccupati, pensionati), da effettuarsi in luoghi consueti di aggregazione (palestre, parrocchie e altri luoghi di ritrovo).
  6. Poi altre azioni di prevenzione dei comportamenti a rischio, integrate con gli altri programmi formativi già messi in atto dal SerD negli istituti scolastici anche con riguardo alla fascia di età dei più piccoli;
  7. Inoltre l'organizzazione da parte del SerD di uno specifico servizio di accoglienza, diagnosi , cura e riabilitazione dal GAP, secondo un definito percorso diagnostico assistenziale, che con la collaborazione di tutti gli enti pubblici e privati interessati, può esitare, dalla presa in carico fino alla dimissione
  8. Infine l' attivazione di un numero verde GAP gestito da operatori formati ad hoc
  9. In conclusione lo sviluppo di nuove modalità di comunicazione attraverso un progetto di auto mutuo aiuto on line, un sito web aziendale ed un canale Youtube dedicati al GAP

 Una serie di azioni che abbiamo pensato per contrastare e prevenire questo fenomeno a cui bisogna prestare molta attenzione e che ci vedrà impegnati a 360 gradi sul nostro territorio, nelle scuole, e nella società valdostana. 

Laurent Viérin Assessore alla sanità, salute e politiche sociali della Regione Autonoma Valle d'Aosta 


Incontro con i lavoratori dei servizi agli anziani

Giovedì 31 marzo 2016, ore 20.30, all'Hôtel des Etats

Aosta, 30 marzo 2016 Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste, ALPE, Movimento 5 Stelle uvologo logoalpe mov 5

Domani, giovedì 31 marzo 2016, ore 20.30, all'Hôtel des Etats

Incontro con i lavoratori dei servizi agli anziani

Domani, giovedì 31 marzo 2016, alle ore 20.30, nella sala conferenze dell'Hôtel des Etats, ad Aosta, i gruppi consiliari UVP, ALPE e M5S incontreranno i lavoratori del sistema regionale delle microcomunità e dei servizi di assistenza per persone anziane, al fine di aprire un confronto in merito all'ipotesi di riorganizzazione del comparto.

Adesso tocca agli anziani!

Aosta, 24 marzo 2016 Comunicato stampa congiunto Union Valdôtaine Progressiste, ALPE, Movimento 5 Stelle uvologo logoalpe mov 5

Adesso tocca agli anziani!

«Ancora una volta abbiamo dovuto essere informati dai media!». Così i gruppi consiliari UVP, ALPE e M5S commentano le notizie apprese in mattinata relativamente all'ipotesi di esternalizzazione della gestione delle microcomunità per anziani, su cui subito hanno richiesto la convocazione urgente della quinta Commissione consiliare permanente. Indignati per l'arroganza e l'imperdonabile superficialità con cui la maggioranza affronta i problemi, i gruppi consiliari di opposizione, consapevoli dell'esasperazione dei cittadini valdostani, esigono spiegazioni e rassicurazioni immediate in merito al mantenimento di un sistema fondamentale, a tutela della qualità del servizio agli anziani e delle oltre 700 persone che vi sono impiegate. Dopo gli asili nido, la ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier e il Tor, ora la Giunta di Augusto Rollandin passa allo smantellamento dei servizi agli anziani. Questa volta il vaso è colmo!