Lavorare per il bene della Valle d’Aosta

Pensare con energia e vigore al futuro

Pertini ricordava spesso come un errore degli intellettuali fosse quello di identificare la "cultura" con la propria cultura, la "morale" con la propria morale e "l’ideologia" con la propria ideologia. Fu un grande Presidente. Illuminato. Integerrimo. Capace di parlare al cuore della gente con semplicità e di perseguire risultati con coerenza e in fatti concreti. Di questo abbiamo bisogno. Di questo ha bisogno la nostra comunità. Di poter ancora avere fiducia nella politica e nella classe dirigente e per farlo serve impegno, servono risultati, serve lavoro. Non di Catoni censori, né di prediche messe in bocca a chi ha un suo percorso già piuttosto scritto e sembra parlare per acredine personale, nè tanto meno di slogan elettorali iniziati prima del tempo. Non ha bisogno la Valle d'Aosta di altri scandali giudiziari che offuschino ancora l'immagine di una comunità come la nostra che merita invece rispetto. Lo stesso rispetto che meritano le istituzioni delle quali purtroppo si è un po' perso il senso. Sta a noi chiederlo ma sta anche a noi dimostrare di meritarlo. I progetti politici si giudicano dai fatti, le persone dal proprio lavoro. Per questo credo sia il tempo di dimostrare, tutti insieme noi autonomisti, che le scelte fatte sono quelle giuste, sostenendo con senso di responsabilità il percorso intrapreso per risolvere con coraggio e lungimiranza uno ad uno i dossier che servono alla nostra Regione per ripartire. Senza alcuna pretesa di avere ragione, mi piace pensare ad una Valle d'Aosta che non dimenticherà l'importanza di difendere la nostra autonomia, valorizzando in primis la nostra identità di popolo e l'importanza della nostra autenticità linguistica, per non consegnare il futuro della nostra comunità ai facili populismi o alla scontata voce di protesta, che come abbiamo avuto modo di vedere, al momento di condividere scelte importanti, sceglie la via dello stare all'angolo piuttosto che "sporcarsi le mani" lavorando. Voglio credere che i valdostani siano "à même" di riprendersi in mano la battaglia dei propri diritti con l'onestà intellettuale di ammettere che tutti abbiamo delle responsabilità per quello che è stato ma che è arrivato il momento di ripartire anche rivedendo i nostri doveri. Doveri per dirci autonomisti per prima cosa. Occorre ammettere credo, che oggi di giudizi facili non se ne fa nulla ma servano piuttosto impegno, proposte e facce nuove. Serve una squadra compatta che al fianco dei nostri Amministratori e rappresentanti in Consiglio lavori con il territorio su un progetto di sviluppo della Valle d'Aosta concreto ma al tempo stesso intriso di valori e ideali. Serve ora pensare con energia e vigore al futuro avendo il coraggio di tagliare con quanto in passato non ha fatto del bene alla res publica né ha lavorato in nome della nostra comunità. Per questo noi ci siamo e siamo al lavoro! Réunir Réussir

Alessia Favre


L’UVP prende atto delle dimissioni dell’Assessore al Bilancio Ego Perron

Atto di responsabilità politica, da apprezzare anche sul piano personale

Questo atto di responsabilità politica, da apprezzare anche sul piano personale, permetterà alla Giunta di continuare il suo operato in particolare per la presentazione del bilancio, documento necessario ed indispensabile per dare prospettiva e sicurezza alla Valle d’Aosta ed al suo domani. L’Union Valdôtaine Progressiste ribadisce la validità del progetto del Rassemblement e dei suoi obiettivi di rinnovamento dei metodi della vita politica, al fine di servire l’interesse generale della comunità. Nei prossimi giorni le forze politiche di maggioranza si riuniranno per continuare ad elaborare e portare avanti il programma politico di fine legislatura.

Elisa Bonin Presidente Union Valdôtaine Progressiste


Come intendere la politica

Una riflessione di Henri Dondeynaz, Vice presidente UVP

Oggi la Regione Autonoma Valle d’Aosta è di nuovo al centro di numerosi attacchi che la vedono facile bersaglio di soggetti che propongono la superficiale retorica della razionalizzazione, la quale, ispirandosi alla logica del dimensionamento ottimale, vorrebbe ridurre al minimo l’autonomia politica ed amministrativa delle Regioni di piccole dimensioni, in particolare delle regioni a Statuto speciale come la nostra. Queste argomentazioni diventano linfa vitale di quei movimenti populisti che cercano consenso con la brutale semplificazione della realtà e la banalizzazione dei problemi, proponendo soluzioni non risolutive di una complessità sociale, politica ed economica sempre maggiore. In questo contesto di grande confusione e criticità, l’UVP ha dato un segnale molto importante di come bisognerebbe interpretare la politica, lanciando un progetto di riaggregazione di un’area che, sensibile ai principi dell’autonomia e del federalismo, sia capace di costruire ponti con forze politiche che si riconoscano in questi valori e quindi in grado di opporsi con decisione e forza a coloro i quali propongo concetti qualunquisti di azzeramento delle autonomie locali disconoscendo il principio di sussidiarietà. A mio avviso la politica, quella con la "p" maiuscola, quella che antepone l’interesse generale a quello personale, deve avere la capacità di guidare una comunità sempre più disorientata invece di inseguirla nelle sue debolezze e paure.

Henri Dondeynaz Vice presidente UVP

 

Ci lascia un amico

Ci ha insegnato il valore della libertà senza compromessi

È una giornata molto triste oggi. Ci lascia un amico e la sua morte ci coglie impreparati. Un uomo gentile Claudio, intelligente, sensibile. Di cui ci mancheranno e ci sono mancati in questi mesi di separazione politica, gli atteggiamenti pacati, l’acutezza del pensiero, la disponibilità al dialogo. Ci mancheranno di Claudio la sua serietà, lo spirito critico e la lucidità di pensiero. Condividere passioni vuol dire condividere la vita, gli ideali, i sogni. E tutti noi abbiamo nel nostro cuore ricordi intensi dei momenti passati insieme. Di battaglie condivise, di serate passate a scrivere progetti con la speranza di saper proporre un disegno migliore alla nostra comunità, di visioni di una Valle d’Aosta del futuro più serena, fortemente autonomista, meritocratica, libera. E allora l’amico che portiamo nel cuore è quello che con durezza non accettava compromessi, ma anche quello che, nella sua vita, con piccoli gesti ci ricordava il valore della libertà. Libertà di pensiero, libertà di vivere, libertà di agire. Oggi è il momento delle lacrime per il tempo insieme che non avremo e con il cuore colmo di tristezza, dedichiamo a Claudio questa poesia con la promessa di andare avanti con il nostro impegno anche per lui.
Sur mes cahiers d’écolier, sur mon pupitre et les arbres, Sur le sable sur la neige, J’écris ton nom Sur toutes les pages lues, Sur toutes les pages blanches, Pierre sang papier ou cendre, J’écris ton nom Sur les images dorées, Sur les armes des guerriers, Sur la couronne de rois, J’écris ton nom Sur la jungle et le désert, Sur les nids sur les genêts, Sur l’écho de mon enfance, J’écris ton nom Sur les merveilles des nuits, Sur le pain blanc de journées, Sur les saisons fiancées, J’écris ton nom Sur tous mes chiffons d’azur, Sur l’étang soleil moisi, Sur le lac lune vivante, J’écris ton nom Sur le champs sur l’horizon, Sur les ailes des oiseaux, Et sur le moulin des ombres, J’écris ton nom Sur chaque bouffées d’aurore, Sur la mer sur les bateaux, Sur la montagne démente, J’écris ton nom Sur la mousse des nuages, Sur les sueurs de l’orage, Sur la pluie épaisse et fade, J’écris ton nom Sur les formes scintillantes, Sur les cloches des couleurs, Sur la vérité physique, J’écris ton nom Sur les sentiers éveillés, Sur les routes déployées, Sur les places qui débordent, J’écris ton nom Sur la lampe qui s’allume, Sur la lampe qui s’éteint, Sur mes raisons réunies, J’écris ton nom Sur le fruit coupé en deux, Du miroir et de ma chambre, Sur mon lit coquille vide, J’écris ton nom Sur mon chien gourmand et tendre, Sur ses oreilles dressées, Sur sa patte maladroite, J’écris ton nom Sur le tremplin de ma porte, Sur les objets familiers, Sur le flot du feu béni, J’écris ton nom Sur toute chair accordée, Sur le front de mes amis, Sur chaque main qui se tend, J’écris ton nom Sur la vitre des surprises, Sur les lèvres attendries, Bien au-dessus du silence, J’écris ton nom Sur mes refuges détruits, Sur mes phares écroulés, Sur les murs de mon ennui, J’écris ton nom Sur l’absence sans désir, Sur la solitude nue, Sur les marches de la mort, J’écris ton nom Sur la santé revenue, Sur le risque disparu, Sur l’espoir sans souvenir, J’écris ton nom Et par le pouvoir d’un mot, Je recommence ma vie, Je suis né pour te connaître, Pour te nommer

Liberté


La Maison des Autonomistes

Vers l'Avenir

L’UVP ha lanciato nel congresso straordinario del mese di giugno unvprogetto di ricomposizione dell’area unionista autonomista, che si rivolge a tutti coloro che, nel tempo, con coraggio, hanno rappresentato la diaspora unionista; da Vallée d’Aoste Vive a Renouveau Valdôtain, da Alpe a UVP passando da Mouv’. Un progetto di rassemblement in chiave moderna e proiettato al futuro, che chiaramente non può non rivolgersi anche all’UV, tanto più ora nel momento in cui si prende atto che il cambiamento è necessario e che è tempo di fare autocritica comprendendo che se tante diaspore ci sono state era perché qualcosa non funzionava. Un progetto che vuole essere anzitutto una presa di coscienza e un confronto tra tutte le anime unioniste e autonomiste che è stato ben illustrato in Consiglio Regionale da Laurent Viérin. È con rammarico che, leggendo il comunicato a firma del Presidente di Alpe Alexis Vallet, prendiamo atto di come sia stato banalizzato tale messaggio che, per contro, sta invece maturando in chi sente vibrare gli ideali, forse un po’ dimenticati, della grande famiglia unionista. La casa degli autonomisti non vuole essere e non sarà l’ancora di salvataggio per resuscitare un passato che, lo dice la parola stessa, non può tornare ma ha l’obiettivo di costruire un futuro che riparta da certi valori, ammesso che li si senta.  Ci eravamo illusi che in Alpe vi fossero ancora un cuore ed un’anima unionista e autonomista, che evidentemente invece sono annacquati da sensibilità diverse o sono stati dimenticati. Forse ci siamo sbagliati anche nel credere che proprio oggi, dopo aver rotto un sistema ed aver ottenuto un cambio di marcia sia possibile riunire gli unionisti che hanno creduto e credono nel cambiamento, superando personalismi e inutili rancori. Siamo molto soddisfatti che il nostro messaggio in questi giorni sia stato accolto da tantissime persone che ancora sentono certi ideali e che provano la necessità del cambiamento ma anche di rimettere insieme i valdostani. Tutto ciò anche in vista delle sfide che ci aspettano come comunità e, dal canto nostro, continueremo a lavorare sia sul versante amministrativo sia su quello politico per costruire la casa comune. Una casa che potrà rappresentare bene il sentire dei valdostani. Siamo convinti che anche Alpe saprà superare le diverse visioni interne nell'interesse di un progetto capace di superare i personalismi.

Elisa Bonin Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste

 

Comunicato congiunto Uvp, Alpe, Mouv’

Riconosciuta la correttezza e la legittimità dell’operato delle istituzioni

Aosta, venerdì 14 luglio 2017 - I movimenti Union Valdôtaine Progressiste, Alpe e Mouv' esprimono apprezzamento in merito all’annuncio di ritiro del ricorso presentato al TAR dall’Union Valdôtaine lo scorso 10 marzo contro le deliberazioni del Consiglio Regionale che avevano portato alla nomina della nuova giunta. Riteniamo positivo che l’Union Valdôtaine riconosca finalmente la correttezza e la legittimità dell’operato delle istituzioni in quell'occasione e che si sia infine riconosciuto come non siano le aule di tribunale, ma il Consiglio Regionale a essere il luogo deputato all’esercizio del confronto e della dialettica politica Essere autonomisti significa innanzitutto rispettare le istituzioni che rappresentano l'autonomia.

Elisa Bonin presidente Union Valdotaine Progressiste

Alexis Vallet presidente ALPE

Damien Charrance  coordinatore MOUV


Intervista ad Alessia Favre

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nata ad Aosta il 22.06.1979, Senpiolentse, mamma di Demetra. Dipendente regionale, autonomista e amante dell’arte. Presidente di UVP dal 2013 al 2016, consigliere di opposizione nel comune di Saint-Pierre.
Nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: Alessia, sei stata la prima indimenticabile Presidente alla guida del nostro Movimento: raccontaci alcuni tuoi ricordi e sensazioni sui diversi momenti politici che hanno caratterizzato la tua presidenza e quella di Luigi Bertschy in seguito. È stato per me un grande onore essere alla guida di UVP, ma anche una grande occasione di crescita personale e politica e ringrazio ancora il movimento tutto per avermi dato questa bellissima opportunità. E' stata un'esperienza intensa e profonda, alle volte anche difficile per il peso della responsabilità che ho sentito ma davvero molto positiva sia per quanto riguarda gli aspetti di formazione politica che sul fronte dei rapporti umani. Abbiamo dimostrato che il dissenso può essere costruttivo e che bisogna lottare per le proprie idee. Ci abbiamo messo impegno e fatica e abbiamo raccolto soddisfazioni. Nella prima fase del nostro percorso abbiamo anche subito accuse e attacchi ma sono sinceramente convinta che tutti noi progressisti abbiamo dimostrato quando sia importante in politica non mescolare i piani e non far scendere mai la critica e l'attacco sul profilo personale. Siamo gente seria. Tanti sono i ricordi positivi e numerosi i momenti che rimarranno del cuore per sempre. Dalle riunioni sul territorio ai messaggi di sostegno, dalla costruzione di una squadra di lavoro che è diventata un po' una seconda famiglia, alla parte intellettuale di proposte e idee con cui caratterizzare la nostra azione politica. Senza dimenticare la costruzione di legami con gli alleati per un percorso di comunità e di difesa dei nostri valori autonomisti. Al momento del passaggio di testimone non avrebbe potuto esserci persona migliore di Gigi Berstchy. Gigi e' stato un grande federatore e ha permesso al nostro movimento di avere davvero un nuovo ruolo nello scenario politico valdostano assumendosi la responsabilità di governare. Ho condiviso e sostenuto ogni passaggio e sono certa che i frutti si raccoglieranno perché i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, gli eletti tutti, ai quali vanno la mia completa stima e un'amicizia profonda costruite nel tempo, stanno lavorando benissimo, in modo particolare Laurent e Gigi che si ritrovano alla guida di due Assessorati complessi, nel cui lavoro e potenzialità crediamo fortemente e Andrea che con la sua carica di Presidente del Consiglio ha dimostrato una pregevole capacità di gestire il ruolo e le connesse dinamiche. Personalmente sono molto orgogliosa di fare parte di questa squadra. Cultura ed Agricoltura, due assessorati regionali che ti hanno vista e ti vedono attualmente lavorare attivamente: descrivi la tua esperienza lavorativa. Sono fortunata perché i tempi per l'occupazione anche in Valle d'Aosta sono difficili e chi ha la fortuna di avere un lavoro fisso ha già di per se' un'importante risorsa. Di questa ricchezza sono consapevole ed è anche per questo motivo che ho voluto mettermi in gioco a livello di impegno politico proprio perché credo che chi abbia una tutela, sotto il profilo lavorativo, debba dare voce anche a chi, e penso ai liberi professionisti o ai giovani in cerca di lavoro, non e' libero al punto tale da mettersi in gioco completamente. Nasco con una formazione culturale e ho lavorato finora in quel settore che è nel mio cuore. Anni intensi e molto belli. Ho avuto ora l'opportunità di approfondire un settore diverso, l'agricoltura e sono molto contenta di quest'occasione perché quello che ho finora avuto modo di conoscere è un settore dinamico, con grande potenziale, con professionisti interni ed esterni all'Amministrazione molto competenti ed estremamente preparati. Una doppia opportunità, quella di lavorare per i due settori, cultura e agricoltura, che sono alla base della nostra identità e delle nostre radici. Cosa di ti senti di dire a proposito del prossimo Presidente UVP? Di che Presidente abbiamo bisogno in questo momento? Abbiamo bisogno di un presidente forte, capace di mettere insieme le sensibilità e di valorizzare la ricchezza del nostro movimento, che sta nell'avere radici autonomiste e fortemente legate al nostro territorio ma anche una visione al futuro e alle nuove generazioni. Serve un presidente che sia traghettatore verso una nuova fase politica, che sappia dare a UVP un ruolo centrale e che al tempo stesso sia aggregante di coloro che credono in un progetto politico differente. Infine viste le scadenze elettorali che avremo nel prossimo futuro serve un presidente capace di gestire trattative politiche complesse e che sappia essere, in visione delle prossime elezioni regionali, arbitro super partes per l'intera squadra con cui UVP si presenterà agli occhi degli elettori. A chi si candiderà offro fin da ora il mio sostegno per ciò di cui avrà bisogno, nel limite delle capacità, per contribuire alla buona riuscita del nostro progetto che è davvero molto importante. Mettiamoci al lavoro, forza Union Valdôtaine Progressiste. Réunir, reussir.

Intervista a Elvio Fosseret

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nato ad Aosta il 25 luglio 1954, geometra libero professionista, imprenditore nei settori edile e turistico- ricettivo, ex assessore nel Comune di La Salle per quattro legislature.
Le Progressiste, nell'intento di presentarti, ha pensato di rivolgerti alcune domande: È la prima volta che ricopri un ruolo di responsabilità all'interno di un Movimento politico? Sì, a livello dirigenziale è la prima volta. A ventiquattro anni ho incominciato a fare politica attiva come assessore nel Comune di La Salle nelle file dell'Union Valdôtaine, movimento nel quale ho militato fino a quando nello stesso è stato possibile il dialogo e il confronto. Con la nascita dell'Union Valdôtaine Progressiste ho rivisto la possibilità di perseguire negli ideali e mettere in risalto i valori a cui sempre ho creduto. Far parte di questo gruppo mi onora, nell'UVP si percepisce forte la consapevolezza di riuscire a fare qualcosa di importante per la nostra Comunità. La tua professione di libero professionista e nel contempo gestore di un'attività ricettiva ti permette più di chiunque altro di percepire i sintomi sull'andamento del turismo, nella fattispecie in alta Valle: rilevi vi sia stata una flessione nelle presenze ultimamente, e qual è la ‘vacanza tipo’ che cercano i turisti dei nostri tempi? La stagione invernale appena conclusa è stata molto positiva per il turismo in alta Valle, forse addirittura oltre le aspettative. Questo successo è stato determinato anche dalla vasta gamma di offerte di sport invernali che la zona propone e dalla sempre crescente capacità e professionalità del comparto ricettivo. Un ruolo importante che concorre a completare e sopratutto ad allungare sia la stagione estiva che quella invernale, lo svolge il centro termale di Pré-Saint-Didier. Nel comprensorio del MonteBianco, per l'anno 2016 sono state registrate circa 970.000 presenze turistiche, circa l’11% in più dell’anno 2006 dove ne sono state registrate 870.000. Questi dati, anche se confortanti, indicano che molto c’è ancora da fare. Nel campo della promozione, per esempio, in un'indagine eseguita da “Turismo OK” è emerso che almeno il 40% degli operatori dichiarano di non aver mai investito nemmeno un Euro per la propria visibilità. Sarebbe auspicabile che in termini di visibilità e quindi di marketing la Regione intervenisse con maggiore incisione anche coinvolgendo tutti gli operatori del settore, partecipando alle fiere del turismo che si svolgono su tutte le piazze più importanti, promuovendo un brand Valle d'Aosta che ci distingua da un quasi omonimo paesino francese che produce prosciutto, informando che il Monte Bianco ha anche un versante Valdostano. Se la Valdigne turistica sorride, quella dedita all'edilizia, invece, piange. Il crollo del mercato immobiliare ha portato alla chiusura di tante imprese edili ma soprattutto ha messo in difficoltà molti artigiani che operano nel settore. Difficile trovare alternative; la conversione in altri settori produttivi è drasticamente lenta. Essere parte attiva e decisionale all'interno del Movimento UVP ti dà la possibilità di intervenire per proporre soluzioni o alternative ad eventuali argomenti politici del momento? Nel Movimento UVP porto il mio modesto contributo al dialogo e al dibattito sugli argomenti che si presentano quotidianamente. Un importante ruolo che viene svolto dal direttivo è anche quello di fare da trait-d'union con il territorio, ascoltando le esigenze della gente per confrontarle con le possibilità della politica. Ultimamente mi sono occupato dell'elaborazione della proposta UVP sulla legge elettorale, documento approvato lunedì 29 maggio dal  Conseil des Communautés, e che sarà portato all'esame della Maggioranza Regionale, con la speranza di arrivare entro fine giugno all'approvazione finale.

En Mémoire de Ercole

L'Union Valdôtaine Progressiste exprime toute sa tristesse et son chagrin pour la perte de Ercole,

Ami progressiste, bon Administrateur, Homme qui aimait la vie et ses défis,

en présentant les plus  sincères et affectueuses condoléances à sa famille et à ses proches.

Intervista a Andrea Vuillermoz Curiat

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

 
Andrea Vuillermoz Curiat, nato ad Aosta il 14 luglio 1965, ha un’esperienza lavorativa oramai trentennale nei settori dell’edilizia, sportivo e dei servizi alla persona.
Cosa significa dal tuo punto di vista ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento? Ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento è per me un onore e nello stesso tempo la sento come una grossa responsabilità. Mi spiego meglio: per me la politica è devozione, è passione. E’ un interesse, certo, ma di onore e dignità. Bisogna, a mio avviso, arginare il populismo dilagante che mette alla gogna la politica e i politici. La vita di tutti i giorni è “politica”, ed è per questo motivo che ritengo doveroso “metterci la faccia”. Le professioni che eserciti ti metteranno talvolta di fronte a problematiche concernenti l’economia della nostra regione: quali le più degne di nota secondo te? Le mie due professioni sono, paradossalmente, l’una il contrario dell’altra. La prima (il settore edilizia) ha vissuto e vive tutt'oggi una profonda crisi della quale non si vede al momento via d’uscita. Mi preme ricordare che negli ultimi tre anni le aziende del settore hanno perso 1.800 addetti circa: una vera débacle. La seconda professione, invece, è in piena espansione. I servizi alla persona, la cura di sé stessi, sono in crescita. Quali soluzioni proponi? Per molto tempo la politica ha fatto finta di nulla. Per fortuna invece la nuova giunta ha deciso di intervenire in soccorso al settore edile con iniziative mirate. Teniamo conto che l’edilizia muove un indotto enorme. I servizi alla persona, invece, legati allo sport ed al turismo, possono costituire un volano di crescita ed essere fonte di nuovi posti di lavoro per la nostra regione.
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