Intervista ad Alessia Favre

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nata ad Aosta il 22.06.1979, Senpiolentse, mamma di Demetra. Dipendente regionale, autonomista e amante dell’arte. Presidente di UVP dal 2013 al 2016, consigliere di opposizione nel comune di Saint-Pierre.
Nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: Alessia, sei stata la prima indimenticabile Presidente alla guida del nostro Movimento: raccontaci alcuni tuoi ricordi e sensazioni sui diversi momenti politici che hanno caratterizzato la tua presidenza e quella di Luigi Bertschy in seguito. È stato per me un grande onore essere alla guida di UVP, ma anche una grande occasione di crescita personale e politica e ringrazio ancora il movimento tutto per avermi dato questa bellissima opportunità. E' stata un'esperienza intensa e profonda, alle volte anche difficile per il peso della responsabilità che ho sentito ma davvero molto positiva sia per quanto riguarda gli aspetti di formazione politica che sul fronte dei rapporti umani. Abbiamo dimostrato che il dissenso può essere costruttivo e che bisogna lottare per le proprie idee. Ci abbiamo messo impegno e fatica e abbiamo raccolto soddisfazioni. Nella prima fase del nostro percorso abbiamo anche subito accuse e attacchi ma sono sinceramente convinta che tutti noi progressisti abbiamo dimostrato quando sia importante in politica non mescolare i piani e non far scendere mai la critica e l'attacco sul profilo personale. Siamo gente seria. Tanti sono i ricordi positivi e numerosi i momenti che rimarranno del cuore per sempre. Dalle riunioni sul territorio ai messaggi di sostegno, dalla costruzione di una squadra di lavoro che è diventata un po' una seconda famiglia, alla parte intellettuale di proposte e idee con cui caratterizzare la nostra azione politica. Senza dimenticare la costruzione di legami con gli alleati per un percorso di comunità e di difesa dei nostri valori autonomisti. Al momento del passaggio di testimone non avrebbe potuto esserci persona migliore di Gigi Berstchy. Gigi e' stato un grande federatore e ha permesso al nostro movimento di avere davvero un nuovo ruolo nello scenario politico valdostano assumendosi la responsabilità di governare. Ho condiviso e sostenuto ogni passaggio e sono certa che i frutti si raccoglieranno perché i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, gli eletti tutti, ai quali vanno la mia completa stima e un'amicizia profonda costruite nel tempo, stanno lavorando benissimo, in modo particolare Laurent e Gigi che si ritrovano alla guida di due Assessorati complessi, nel cui lavoro e potenzialità crediamo fortemente e Andrea che con la sua carica di Presidente del Consiglio ha dimostrato una pregevole capacità di gestire il ruolo e le connesse dinamiche. Personalmente sono molto orgogliosa di fare parte di questa squadra. Cultura ed Agricoltura, due assessorati regionali che ti hanno vista e ti vedono attualmente lavorare attivamente: descrivi la tua esperienza lavorativa. Sono fortunata perché i tempi per l'occupazione anche in Valle d'Aosta sono difficili e chi ha la fortuna di avere un lavoro fisso ha già di per se' un'importante risorsa. Di questa ricchezza sono consapevole ed è anche per questo motivo che ho voluto mettermi in gioco a livello di impegno politico proprio perché credo che chi abbia una tutela, sotto il profilo lavorativo, debba dare voce anche a chi, e penso ai liberi professionisti o ai giovani in cerca di lavoro, non e' libero al punto tale da mettersi in gioco completamente. Nasco con una formazione culturale e ho lavorato finora in quel settore che è nel mio cuore. Anni intensi e molto belli. Ho avuto ora l'opportunità di approfondire un settore diverso, l'agricoltura e sono molto contenta di quest'occasione perché quello che ho finora avuto modo di conoscere è un settore dinamico, con grande potenziale, con professionisti interni ed esterni all'Amministrazione molto competenti ed estremamente preparati. Una doppia opportunità, quella di lavorare per i due settori, cultura e agricoltura, che sono alla base della nostra identità e delle nostre radici. Cosa di ti senti di dire a proposito del prossimo Presidente UVP? Di che Presidente abbiamo bisogno in questo momento? Abbiamo bisogno di un presidente forte, capace di mettere insieme le sensibilità e di valorizzare la ricchezza del nostro movimento, che sta nell'avere radici autonomiste e fortemente legate al nostro territorio ma anche una visione al futuro e alle nuove generazioni. Serve un presidente che sia traghettatore verso una nuova fase politica, che sappia dare a UVP un ruolo centrale e che al tempo stesso sia aggregante di coloro che credono in un progetto politico differente. Infine viste le scadenze elettorali che avremo nel prossimo futuro serve un presidente capace di gestire trattative politiche complesse e che sappia essere, in visione delle prossime elezioni regionali, arbitro super partes per l'intera squadra con cui UVP si presenterà agli occhi degli elettori. A chi si candiderà offro fin da ora il mio sostegno per ciò di cui avrà bisogno, nel limite delle capacità, per contribuire alla buona riuscita del nostro progetto che è davvero molto importante. Mettiamoci al lavoro, forza Union Valdôtaine Progressiste. Réunir, reussir.

Intervista a Elvio Fosseret

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nato ad Aosta il 25 luglio 1954, geometra libero professionista, imprenditore nei settori edile e turistico- ricettivo, ex assessore nel Comune di La Salle per quattro legislature.
Le Progressiste, nell'intento di presentarti, ha pensato di rivolgerti alcune domande: È la prima volta che ricopri un ruolo di responsabilità all'interno di un Movimento politico? Sì, a livello dirigenziale è la prima volta. A ventiquattro anni ho incominciato a fare politica attiva come assessore nel Comune di La Salle nelle file dell'Union Valdôtaine, movimento nel quale ho militato fino a quando nello stesso è stato possibile il dialogo e il confronto. Con la nascita dell'Union Valdôtaine Progressiste ho rivisto la possibilità di perseguire negli ideali e mettere in risalto i valori a cui sempre ho creduto. Far parte di questo gruppo mi onora, nell'UVP si percepisce forte la consapevolezza di riuscire a fare qualcosa di importante per la nostra Comunità. La tua professione di libero professionista e nel contempo gestore di un'attività ricettiva ti permette più di chiunque altro di percepire i sintomi sull'andamento del turismo, nella fattispecie in alta Valle: rilevi vi sia stata una flessione nelle presenze ultimamente, e qual è la ‘vacanza tipo’ che cercano i turisti dei nostri tempi? La stagione invernale appena conclusa è stata molto positiva per il turismo in alta Valle, forse addirittura oltre le aspettative. Questo successo è stato determinato anche dalla vasta gamma di offerte di sport invernali che la zona propone e dalla sempre crescente capacità e professionalità del comparto ricettivo. Un ruolo importante che concorre a completare e sopratutto ad allungare sia la stagione estiva che quella invernale, lo svolge il centro termale di Pré-Saint-Didier. Nel comprensorio del MonteBianco, per l'anno 2016 sono state registrate circa 970.000 presenze turistiche, circa l’11% in più dell’anno 2006 dove ne sono state registrate 870.000. Questi dati, anche se confortanti, indicano che molto c’è ancora da fare. Nel campo della promozione, per esempio, in un'indagine eseguita da “Turismo OK” è emerso che almeno il 40% degli operatori dichiarano di non aver mai investito nemmeno un Euro per la propria visibilità. Sarebbe auspicabile che in termini di visibilità e quindi di marketing la Regione intervenisse con maggiore incisione anche coinvolgendo tutti gli operatori del settore, partecipando alle fiere del turismo che si svolgono su tutte le piazze più importanti, promuovendo un brand Valle d'Aosta che ci distingua da un quasi omonimo paesino francese che produce prosciutto, informando che il Monte Bianco ha anche un versante Valdostano. Se la Valdigne turistica sorride, quella dedita all'edilizia, invece, piange. Il crollo del mercato immobiliare ha portato alla chiusura di tante imprese edili ma soprattutto ha messo in difficoltà molti artigiani che operano nel settore. Difficile trovare alternative; la conversione in altri settori produttivi è drasticamente lenta. Essere parte attiva e decisionale all'interno del Movimento UVP ti dà la possibilità di intervenire per proporre soluzioni o alternative ad eventuali argomenti politici del momento? Nel Movimento UVP porto il mio modesto contributo al dialogo e al dibattito sugli argomenti che si presentano quotidianamente. Un importante ruolo che viene svolto dal direttivo è anche quello di fare da trait-d'union con il territorio, ascoltando le esigenze della gente per confrontarle con le possibilità della politica. Ultimamente mi sono occupato dell'elaborazione della proposta UVP sulla legge elettorale, documento approvato lunedì 29 maggio dal  Conseil des Communautés, e che sarà portato all'esame della Maggioranza Regionale, con la speranza di arrivare entro fine giugno all'approvazione finale.

En Mémoire de Ercole

L'Union Valdôtaine Progressiste exprime toute sa tristesse et son chagrin pour la perte de Ercole,

Ami progressiste, bon Administrateur, Homme qui aimait la vie et ses défis,

en présentant les plus  sincères et affectueuses condoléances à sa famille et à ses proches.

Intervista a Andrea Vuillermoz Curiat

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

 
Andrea Vuillermoz Curiat, nato ad Aosta il 14 luglio 1965, ha un’esperienza lavorativa oramai trentennale nei settori dell’edilizia, sportivo e dei servizi alla persona.
Cosa significa dal tuo punto di vista ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento? Ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento è per me un onore e nello stesso tempo la sento come una grossa responsabilità. Mi spiego meglio: per me la politica è devozione, è passione. E’ un interesse, certo, ma di onore e dignità. Bisogna, a mio avviso, arginare il populismo dilagante che mette alla gogna la politica e i politici. La vita di tutti i giorni è “politica”, ed è per questo motivo che ritengo doveroso “metterci la faccia”. Le professioni che eserciti ti metteranno talvolta di fronte a problematiche concernenti l’economia della nostra regione: quali le più degne di nota secondo te? Le mie due professioni sono, paradossalmente, l’una il contrario dell’altra. La prima (il settore edilizia) ha vissuto e vive tutt'oggi una profonda crisi della quale non si vede al momento via d’uscita. Mi preme ricordare che negli ultimi tre anni le aziende del settore hanno perso 1.800 addetti circa: una vera débacle. La seconda professione, invece, è in piena espansione. I servizi alla persona, la cura di sé stessi, sono in crescita. Quali soluzioni proponi? Per molto tempo la politica ha fatto finta di nulla. Per fortuna invece la nuova giunta ha deciso di intervenire in soccorso al settore edile con iniziative mirate. Teniamo conto che l’edilizia muove un indotto enorme. I servizi alla persona, invece, legati allo sport ed al turismo, possono costituire un volano di crescita ed essere fonte di nuovi posti di lavoro per la nostra regione.

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Henri Dondeynaz

Nato ad Aosta il 10 gennaio 1976, Henri Dondeynaz ha un'esperienza lavorativa decennale nel campo dell'informatica come programmatore. Attualmente è docente di discipline economiche ed esercita l'attività di dottore commercialista. Dal 2015 ricopre la carica di amministratore della società Cisl Servizi Valle d'Aosta. Amante dello sport, pratica con costanza lo sci alpinismo e la corsa.
A più di un anno dal tuo ingresso nel Direttivo dell’Union Valdôtaine Progressiste, nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: La professione di commercialista ti permette di conoscere le problematiche delle persone che svolgono lavoro autonomo ed attività d’impresa, quali sono le difficoltà che riscontrano maggiormente i lavoratori? Le difficoltà che i lavoratori affrontano giornalmente sono molteplici; mi preme evidenziarne una, l'elevata burocratizzazione della gestione amministrativa e contabile a cui sono sottoposti. Quali sono le difficoltà più evidenti? L'elemento che stride maggiormente è che i governi nazionali sbandierano la carta della "semplificazione", in realtà a questi proclami non seguono fatti concreti e purtroppo anche le nuove tecnologie diventano complicate e dispersive. Tutto questo porta con sé un dispendio di energie in termini di tempo e denaro che incide negativamente sulla competitività delle aziende. Cosa significa dal tuo punto di vista ricoprire un ruolo di responsabilità e decisione all’interno del Movimento? Stiamo vivendo un momento molto difficile, la crisi economica ha colpito anche la nostra Valle, speranze e certezze vengono cancellate e le differenze tra le classi sociali vengono acuite. In questo contesto trovano facile consenso quei movimenti populisti che contribuiscono alla disgregazione sociale, portatori di una carica di rancore, intolleranza e radicalità fine a se stessa. Per questo motivo ritengo più impegnativo essere all'interno e parteggiare per un movimento che concentra sforzi ed energie nella risoluzione di problemi concreti, e a volte proprio per senso di responsabilità, capace anche di prendere decisioni difficili e impopolari.

Il progetto di accoglienza migliore

Tutelando al meglio le comunità locali

La notizia del ritiro da parte di una cooperativa locale dei progetti inerenti l’accoglienza dei migranti nei comuni di Champorcher e Saint-Vincent è tra i primi effetti dell’adesione al progetto SPRAR da parte di tre comuni valdostani. Se le cooperative interessate si allontanano dai comuni che hanno scelto un modello diverso da quello adottato finora in Valle, non significa certo che questi ultimi non accolgano i rifugiati e i  richiedenti asilo o che esulino da queste responsabilità, ma che abbiano cercato di farlo in modo più organizzato e consono al proprio territorio ed alle comunità residenti. L’Union Valdôtaine Progressiste, attraverso il gruppo di lavoro designato per questa tematica, puntava proprio in questa direzione: dare ai comuni più opportunità di scegliere come gestire la politica dell’accoglienza. La drammatica situazione che vede il flusso continuo e sempre più numeroso di ormai intere popolazioni costrette ad abbandonare il proprio paese non può più essere ignorata da nessun popolo civile degno di tale aggettivo; nessuno potrà ritenersi esente da quello che diventerà un obbligo per tutti, utile quindi per ogni comunità, ovvero scegliere quale sia il progetto di accoglienza migliore da adottare tutelando al meglio la propria comunità.

Le Conseil de Direction UVP


Tre domande ai neo-Presidenti dell’UVP

Interviste di Mirena Vaudois

I recenti avvenimenti politici sfociati nella formazione di un nuovo governo regionale hanno prodotto anche una piccola rivoluzione in casa UVP che, nel suo statuto, prevede l’incompatibilità tra la carica di presidente e quella di assessore regionale. Luigi Bertschy divenuto Assessore Regionale alla Sanità ha così rassegnato le sue dimissioni da Presidente UVP lasciando a voi due, Silvana Cerise e Fabio Marra, vicepresidenti, il compito di dirigere il movimento fino al congresso. Le Progressiste nel presentarvi, ha pensato di rivolgervi alcune domande:

Silvana Cerise

Nata ad Aosta il 1° gennaio 1952  - Ha ricoperto la carica di dirigente di secondo livello presso la Presidenza del Consiglio regionale sino al mese di giugno 2015 e poi collocata in quiescenza. E’ attualmente componente del Consiglio di Amministrazione del fondo complementare Fopadiva e del Consiglio Direttivo Confederale del SAVT (Syndicat Autonome Valdôtain des Travailleurs). Profonda conoscritrice ed amante della montagna, d’inverno pratica lo sci da discesa e d’estate si dedica al trekking.
  Cosa significa questa carica politica dal tuo personale punto di vista? Innanzitutto va precisato che questa nuova carica politica è una carica di transizione che dura sino alla convocazione del congresso organizzativo che eleggerà il nuovo Presidente. E’ sicuramente una carica molto impegnativa che condivido con la preziosa collaborazione di Fabio Marra. Dicevo, è una carica impegnativa perché arriva in un momento in cui l’UVP, assumendosi la responsabilità di avviare una nuova fase politica, si trova al centro dello scenario politico regionale impegnata a dare rilancio alla Valle d’Aosta ed alla sua Autonomia. Stiamo percorrendo una nuova fase del nostro percorso politico più delicata e impegnativa che necessita del sostegno e dell’aiuto costante di un numero sempre maggiore di progressisti, perché la politica non si fa solo con buoni progetti, ma si fa anche con i numeri.   Che idea ti sei fatta dell’attuale situazione politica valdostana? Au cours de ces dernières années, le contexte socio-économique de la Vallée d’Aoste s’est très rapidement transformé en raison d’une crise économique générale, de changements rapides sur le plan social, les forts attaques à notre Autonomie, notamment à celle financière, ont causé répercussions négatives au système fédéraliste valdôtain. Face à ces changements, l’UVP a su s’affirmer au centre de l’échiquier politique valdôtain avec des propositions progressistes novatrices en termes de thèmes et d’idées. A’ la conclusion d’une phase de consultation politique très lourde, qui s’est déroulée dans ces derniers mois, une nouvelle cohésion politique et sociale est née et un nouveau projet politique a été déposé pour donner un nouvel élan à la Vallée d’Aoste et à notre Autonomie. Je suis sûre que dans cette nouvelle situation politique valdôtaine nous devons abandonner toute logique de division et retrouver une unité des sensibilités, des énergies et des intelligences valdôtaines autonomistes et progressistes, en donnant priorité en tout ce qui nous unit, dans l’esprit d’une lutte valdôtaine commune pour défendre les idéaux et les principes que les pères fondateurs de notre Autonomie nous ont transmis.   Quali sono gli scenari che prevedi per il futuro del Movimento e per quello della Valle d’Aosta? Sono convinta che per salvaguardare e ulteriormente promuovere il futuro dell’Autonomia valdostana e per far fronte all’attuale stato di crisi sia imprescindibile rilanciare la proposta, peraltro già da noi avanzata con la “Constituante valdôtaine”, di ricostruzione e rafforzamento di un fronte autonomista, progressista coeso e determinato, in grado difendere le prerogative e i diritti dei valdostani. L’UVP deve saper ridare valore alla Politica e saper recuperare la fiducia dei cittadini delusi che non credono più nelle istituzioni, deve porsi con umiltà all’ascolto della comunità e dimostrare che la buona politica si può e si deve ancora fare. La Valle d’Aosta necessita in questo momento di un modello di governance improntato a una maggiore condivisione unito alla massima trasparenza dell’azione politica-amministrativa e di una visione prospettica a medio e lungo termine che sia in grado di dare le risposte che la comunità si attende da troppo tempo.

Comunicato Stampa congiunto

UVP, ALPE, SA, MOUV, PNV

I movimenti politici UVP, ALPE, Stella Alpina, PNV e MOUV prendono atto con favore delle dichiarazioni di Andrea Padovani, che entrerà in Consiglio regionale nell’ambito del procedimento di surroga a partire dalla prossima adunanza, venerdì 10 marzo. I movimenti esprimono apprezzamento per il sostegno alla mozione costruttiva che rappresenta un passo verso il cambiamento, e si augurano che altri eletti in aula e altre sensibilità politiche possano aderire a questa proposta, per tornare a dare speranza ai cittadini valdostani e rispondere alle urgenze. UVP, ALPE, Stella Alpina, PNV e MOUV ritengono inoltre che i tredici consiglieri di UV, PD, insieme ai transfughi di EPAV abbiano dato oggi un segnale inequivocabile di comportamento irresponsabile. Abbiamo assistito oggi a una minoranza che ha impedito il regolare funzionamento del Consiglio regionale, pretendendo di continuare a governare la nostra Regione senza avere né la forza né i numeri necessari. L’assenza del Presidente della Regione e Prefetto è espressione di spregio per le Istituzioni e nasce da freddi calcoli politici o da altri interessi. UVP, ALPE, Stella Alpina, PNV e MOUV sostengono la mozione costruttiva per dare una risposta immediata alla crisi provocata dalle dimissioni di gran parte della Giunta. Il sostegno alla mozione e al segnale di cambiamento da parte del consigliere entrante Andrea Padovani conferma che la mozione ha i numeri per essere approvata, garantendo la governabilità e la possibilità di affrontare i problemi più urgenti per i tutti i Valdostani, dall’agricoltura, all’edilizia, dal Casinò al comparto industriale. Il Consiglio regionale di venerdì sarà l’occasione per chiudere questa fase difficile, per ripartire e per dare risposte concrete alle domande dei valdostani

Rapport du Conseil des Communautés

du 10 janvier 2017

Le Conseil des Communautés de l’UVP réuni à Châtillon le mardi 10 janvier 2017 Souligne l’action positive accomplie par le Groupe UVP au sein du Conseil de la Vallée au cours de ces premiers mois de réalisation du nouveau projet politique ; Constate que, au sein de la majorité, une bonne collaboration de UVP avec les groupes de SA et de PNV s’est instaurée, collaboration qui a permis de concrétiser les objectifs de changement et d’amorcer un nouveau modèle de gouvernement ; Engage le Groupe UVP au sein du Conseil de la Vallée à renforcer cette collaboration ainsi que à l’élargir à tous ceux qui sont intéressés à cette nouvelle modalité d’action politique ; Invite la Commission politique à procéder à une vérification portant sur un ajustement politique structurel avec les forces politiques composant l’actuelle majorité gouvernementale ; Donne mandat au Conseil de Direction, en vue des prochains rendez-vous politiques, de œuvrer pour renforcer les liens avec toutes les différentes sensibilités autonomistes.

Châtillon, le 10 janvier 2017


Il 2016 del Consiglio regionale

Il Presidente Rosset presenta l'attività svolta nell'anno trascorso

Permettez-moi avant tout de vous remercier pour votre présence à cette traditionnelle rencontre qui voit réunis les représentants des Institutions, les partenaires socio-économiques et les journalistes pour faire le point de la situation sur l'année qui vient de s'écouler. Il 2016 ha confermato l'effervescenza politico-istituzionale che ha caratterizzato il Consiglio regionale sin dall'avvio della 14a Legislatura, ma ha anche segnato una ripresa del sistema Valle d'Aosta a fronte di maggiori risorse messe in disponibilità dal bilancio regionale approvato dall'Assemblea a metà dicembre. Per tutto il 2016 il tema delle riforme ha scandito l'agenda dei lavori consiliari. Con il progetto di modifica costituzionale, non confermato dal referendum del 4 dicembre, in Valle d'Aosta si è inevitabilmente riacceso il dibattito sulla revisione dello Statuto speciale. Il dossier resta aperto e il dibattito continuerà a qualificare la scena politica regionale anche in un'ottica di valorizzazione e di promozione della nostra Autonomia. Autonomia che per l'Assemblea valdostana resta una priorità. L'attività in Consiglio ha visto aumentare il numero degli oggetti trattati: contraddistinta in modo preponderante dall'esercizio della funzione ispettiva e di indirizzo - con 546 tra interrogazioni e interpellanze; 132 tra mozioni, risoluzioni e ordini del giorno discussi di cui 67 approvati -, l'attività ha anche registrato l'incremento del numero degli atti normativi e di quelli deliberativi. Gli atti normativi sono stati 27, contro le 22 leggi del 2015; gli atti amministrativi adottati 26, mentre nel 2015 erano 13. Tra i provvedimenti legislativi di maggiore rilievo sono da annoverare la riforma del sistema scolastico valdostano e la disciplina dell'intero settore delle partecipazioni pubbliche regionali in un unico testo normativo il cui obiettivo è quello di rafforzare i principi di trasparenza, contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa nella gestione delle società partecipate. Merita una menzione, poi, l'approvazione di entrambe le proposte di legge di iniziativa popolare presentate a luglio 2016 e riguardanti l'istituto del referendum e la ferrovia, a testimonianza dell'impegno del Consiglio nel valorizzare gli strumenti di democrazia e di partecipazione diretta dei cittadini. Così come è proseguito, sul fronte del contrasto alla crisi economica - i cui effetti hanno continuato a manifestarsi anche quest'anno -, l'impegno del Consiglio Valle a supporto dell'economia, delle famiglie e delle fasce più deboli della comunità. In questa attività, le Commissioni consiliari hanno dimostrato di essere una vera fucina di confronto e di sintesi per la produzione di provvedimenti che siano rispettosi delle diverse sensibilità ed esigenze della comunità. Commissioni che sono anche il luogo dove si esercita il contradditorio con le parti sociali e le categorie economiche in rappresentanza della comunità. A testimonianza di questa vitalità, basti ricordare che le cinque Commissioni consiliari permanenti, durante l'anno, hanno audito circa 500 soggetti al fine di affrontare al meglio le diverse tematiche in esame. Per quanto riguarda l'attività dell'Ufficio di Presidenza, e colgo qui l'occasione per ringraziare il Vicepresidente Marco Viérin, che ha guidato l'Assemblea nella prima parte dell'anno 2016, e i colleghi attuali e quelli passati che hanno condiviso con me l'esperienza di governare l'Ufficio di Presidenza. Li ringrazio per il lavoro e il contributo portato all'attività e che malgrado gli avvicendamenti non ha mai mutato l'inclinazione al dialogo e alla discussione costruttiva. La nostra attività si è concentrata sul buon funzionamento dell'apparato amministrativo, ma anche sull'organizzazione di eventi qualificanti per i valdostani e per il nostro territorio, nonostante la spada di Damocle sia stata rappresentata ancora una volta dal contenimento dei costi. Tengo qui a sottolineare che stiamo lavorando, per il 2017, all'introduzione di criteri per la concessione di patrocini gratuiti e compartecipazioni da parte del Consiglio Valle in un'ottica di razionalizzazione delle procedure e contenimento dei costi nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza. Le Conseil de la Vallée a poursuivi son action en faveur des nouvelles générations: je pense notamment à l'organisation de l'Ecole pour la Démocratie, à la Borsa Intercultura pour la formation francophone, à la participation aux Parlements des Jeunes et, dernièrement, à la naissance du Conseil des Jeunes Valdôtains. Autant d'initiatives que l'Assemblée législative considère stratégiques pour la formation des jeunes, pour qu'ils apprennent à devenir des citoyens actifs, engagés et passionnés. Un sillon qui démontre que le Conseil de la Vallée voit la jeunesse comme un vaste ensemble de potentialités et de chances, qui est à valoriser pour répondre aux défis de l'avenir. Je tiens aussi à rappeler que nous avons confirmé notre rôle de communauté francophone au sein d'Assemblées d'envergure internationale, tel que le Comité de coopération interparlementaire entre le Conseil de la Vallée et les Parlements de la Fédération Wallonie-Bruxelles et du Jura, dont Aoste, fin janvier, a accueilli les travaux de la 16e session, mais aussi l'Assemblée Parlementaire de la Francophonie, en organisant à Saint-Vincent, au mois de septembre, la 29e Assemblée régionale Europe. Così come anche nel 2016 abbiamo voluto ribadire la propensione solidaristica dell'Assemblea valdostana: una menzione speciale va al Premio internazionale "La Donna dell'anno", così foriero di emozioni e di insegnamenti di vita, e al Premio regionale per il Volontariato, il riconoscimento dedicato alle tante associazioni che operano in Valle d'Aosta. Vogliamo un Consiglio che sia sempre più accanto alla gente. Nel 2017, nell'ambito del ventennale di Portes Ouvertes, lavoreremo ad una serie di iniziative per aprire ulteriormente il Consiglio all'insieme della comunità, al fine di promuovere ancor di più la conoscenza dei meccanismi, dell'azione e delle attività di una Istituzione che è nel cuore della nostra democrazia. È sempre più importante, in un momento così delicato per la nostra democrazia rappresentativa, intrattenere un dialogo costante con il territorio e con la comunità. Tutta questa attività avviene grazie al supporto del personale dell'Assemblea regionale, coordinato dal Segretario generale Christine Perrin, e qui desidero ringraziare tutti per il valido ed efficace lavoro che svolgono a favore dei Consiglieri regionali. Un ringraziamento va anche ai miei colleghi Consiglieri per il loro apporto di idee e di proposte, che rendono la nostra un'Assemblea plurale, dinamica e volta a dare risposte alle attese e alle esigenze della nostra comunità. Grazie anche ai rappresentanti delle Istituzioni locali, regionali e nazionali, per la loro costante collaborazione. Infine, grazie ai giornalisti, sempre presenti e attenti alla nostra attività politica, istituzionale e culturale. Consentitemi, infine, una considerazione finale. Settant'anni fa, dopo il periodo oscuro della dittatura e della guerra, rinascevano le Istituzioni valdostane e con esse il primo Consiglio Valle e i nostri Comuni. In questo anno, nelle varie celebrazioni, abbiamo ribadito l'importanza del nostro sistema delle autonomie in Valle d'Aosta. Un sistema basato sulla democrazia di prossimità, sulla responsabilità, sulla sussidiarietà, sulla collaborazione e sulla solidarietà. Principi che continuano a guidare la nostra azione per la Valle d'Aosta. Nel solco di coloro che ci hanno preceduto, continuiamo a lavorare con la stessa fiducia e lo stesso impegno. Con lo stesso sguardo attento al rispetto della persona, alla valorizzazione della diversità, alla promozione di uno sviluppo sostenibile e responsabile, che tiene conto delle piccole come delle grandi cose.  
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