Una bella vittoria per la democrazia partecipativa

Domenica 4 dicembre 2016 è stata un bella giornata per la democrazia. Una grande affluenza alle urne, il 65% degli aventi diritto, ha legittimato infatti sia la necessità di dare voce ai cittadini che il risultato che ne è conseguito. Un risultato non di certo scontato visto che, a livello italiano, l'appuntamento con il referendum costituzionale è stato preceduto da una campagna elettorale che ha trasformato il motivo dell'appuntamento con le urne, confermare o respingere la riforma del titolo V della costituzione, in un voto pro o contro il governo Renzi. In Valle d'Aosta, per fortuna, le cose sono andate in maniera un po’ diversa e le forze politiche hanno sostenuto le posizioni del Si e del No ponendo attenzione sia alla portata della riforma che alle ricadute che essa avrebbe potuto avere sulla nostra autonomia. L’UVP non ha avuto dubbi nel giudicare, dopo averlo approfonditamente analizzato, questo progetto di riforma costituzionale divisivo, confuso, pasticciato e soprattutto centralizzatore e anti-federalista. Ed è per questo che il movimento ha accolto con grande soddisfazione la schiacciante vittoria, quasi il 60%, del NO. Un NO che viene confermato anche in Valle d'Aosta e che premia il lavoro di chi ha avuto, come noi, la voglia e il coraggio di dire NO agli accordi romani e di schierarsi per difendere l'autonomia della nostra regione. L’UVP, per sostenere questa scelta, non ha esitato nell'assumere una posizione autonoma all'interno della maggioranza regionale. L'indicazione che possiamo trarre da questo voto è che i cittadini, quando la libertà, la democrazia e l'autonomia, sono messi in discussione, partecipano e si fanno sentire. La maggioranza dei Valdostani, per difendere questi valori e per difendere la sua Autonomia, ha detto NO e ha preso le distanze dal SÌ espresso dal Senatore e dal Deputato valdostani a Roma. Un fatto questo che ha marcato un netto scollamento con la volontà e l'orientamento degli elettori valdostani e dal quale è necessario trarre la giusta lezione per tracciare, d'ora in avanti, una realistica via di progresso e di autonomia. UVP, da sempre e con fermezza, ha indicato nei principi dell’autonomia, della democrazia e della partecipazione la sola base su cui è possibile incardinare un futuro per il popolo valdostano. E' ora giunto il momento di dare concretezza a questi principi. Da questo voto si tragga, dunque, l'ispirazione, l'impulso e la volontà per approvare, con un grande sforzo unitario, un nuovo Statuto della Valle d'Aosta adeguato ai tempi e fondato sulla nostra autonomia e sul nostro particolarismo. A cet égard, il est important de ne pas décevoir le vif intérêt que ce referendum a créé et, afin d’appliquer complètement cette Constitution que les citoyens ont voulu si fortement confirmer et maintenir, il est temps de mettre en œuvre aussi les parties qui sont restées, jusqu’à nos jours, lettre morte, comme, par exemple, l'article 14 de notre Statut qui établit que « le territoire de la Vallée d’Aoste constitue une zone franche." La forte participation au vote nous a également rassuré quant à l'attention avec laquelle les Valdôtains se penchent vers leur avenir ainsi que sur la volonté de défendre leur identité et leur autonomie. Et ce, dans le sillon le plus fort du principe de l'autodétermination des peuples. A la politique revient donc maintenant la tâche et le devoir de relever ce défi et de répondre à cet appel, à cette nouvelle requête de changement provenant de la communauté valdôtaine. Le NON progressiste à la réforme centralisatrice de Renzi doit donc se transformer en un nouvel engagement à rassembler et unir tous ceux qui veulent recueillir et donner suite à cet appel en définissant, sans plus tarder, un nouveau modèle de gestion et de développement de notre autonomie pour faire progresser notre Pays d’Aoste.

Le Conseil de Direction de l'UVP


L’autonomia si difende con scelte radicali

La nostra autonomia si difende con scelte radicali, non con scelte pasticciate o con accordicchi con i governi di turno, e questo è un aspetto che andrà fatto rilevare anche per il futuro". Così Luigi Bertschy, presidente dell'Uvp commenta, in chiave regionale, l'esito del voto referendario. "Su temi così importanti - prosegue Bertschy - speriamo che d'ora in avanti non ci siano più voti in senato e in parlamento senza una approfondita discussione con le forze politiche, con le istituzioni e con la comunità valdostana". Quanto alle ripercussioni politiche del voto sugli equilibri della maggioranza regionale, Bertschy è cauto: "vedremo con più calma, anche perché oggi votavamo per una riforma alla quale l'Uvp aveva dato parere negativo.  
Articolo orginale: ANSA

Mi ha scritto Renzi

Sono un Italiano residente in Svizzera da anni e lunedì, con mio grande stupore, ho trovato nella mia posta una lettera a firma Matteo Renzi che mi invita a votare Sì. A parte il fatto che nel plico, non vi era nulla che potesse invece spiegarmi le motivazioni di un eventuale NO, il che mi ha fatto pensare ad una azione scorretta da parte di un Presidente del Consiglio del Governo Italiano, e mi sono chiesto “ma chi paga questi invii che, credo, siano destinati a tutti coloro che sono iscritti alle liste AIRE di ogni Comune, e sono davvero tanti nel mondo?   Sono spesso per lavoro in Italia e seguo l’evoluzione di questo momento politico, ma certamente l’emigrato che non ha notizie ed informazioni dai mezzi di comunicazione ufficiali, il vedersi recapitare una lettera con foto di Renzi con Obama ed a sua firma con tanto di indirizzo corretto e ricevuta personalmente, ha un certo peso comunicativo. Peccato che parla solo del   “Sì”  con tanto di enfasi sui punti che in Italia sono oggetto di confronto e di discussione ed analizzati, al fine di ottenere una condivisione. E chi ha pagato questa azione promozionale? Se poi riflettiamo che questo referendum non ha quorum, coloro che desiderano esprimersi sul NO, perché dovrebbero ignorare una lettera dettagliata e personalmente ricevuta dal Capo del Governo a casa propria ? I più potrebbero cambiare atteggiamento, se non correttamente informati, "me lo ha scritto il Presidente…". E se volessi votare  "No"? … disobbedisco ?

Un residente in Svizzera


Rendez-vous publics sur le Référendum

Communiqué de presse

La présente est pour Vous communiquer les dates  ainsi que les horaires et les sièges individués au sujet des  rendez-vous  publics  organisés par le Mouvement UVP et préalables au Référendum concernant la Réforme  de la Constitution.
  • Lundi, le 28 Novembre   SAINT-PIERRE  20h30     à la Salle du Conseil ,  Hameau de Tache;
  • Mardi, le 29 Novembre    CHÂTILLON     20h30      à la Salle de l’Ancien Hôtel Londres,  Rue Chanoux .
Pendant la soirée de Mercredi, le 30 novembre, 20h45,   à Hône, auprès de la Salle Communale polyvalente, Dino Viérin, actuel membre du Conseil de Direction du Mouvement,  représentera l’UVP  à l’occasion de la soirée à thème proposée par le “Comitato per il NO”. CHARVENSOD, le 24 novembre 2016

UVP: Un NO PROGRESSISTA alla riforma

Comunicato stampa

UVP: Un NO PROGRESSISTA alla riforma.

L’Union Valdôtaine Progressiste ha terminato ieri sera, con l’incontro del Conseil des Communautés (CdC), il percorso per la definizione della sua posizione politica sul tema della riforma della Costituzione Italiana che chiamerà i Valdostani alle urne il 4 dicembre. Un percorso di informazione, condivisione, confronto iniziato nel mese di luglio con la nomina, in Conseil de Direction, di un gruppo di lavoro che ha approfondito l'argomento e prodotto un vademecum sulle parti salienti della riforma, ad uso dei Progressisti. Per favorire una partecipazione attiva di tutti gli iscritti e i firmatari, il CdC (organo composto da 78 membri) ha deciso nel mese di settembre di dedicare al dibattito, oltre alle riunioni sul territorio, anche un’area del sito dell’UVP. Un esperimento interessante che ha permesso ai Progressisti di leggere e pubblicare documenti, riflessioni e perplessità sulla Riforma. Nella riunione di ieri sera, il Conseil des Communautés, dopo un ampio e arricchente dibattito, che ha permesso di valorizzare il lavoro svolto e le posizioni emerse, ha approvato un documento che indica e motiva il NO alla riforma. Un No Progressista, slegato da dinamiche politiche strumentali, ampiamente motivato nel documento approvato in cui emerge in particolare la mancanza di una visione federalista ed autonomista dello Stato.

Il Conseil des Communautés de l’Union Valdôtaine Progressiste

Le Conseil des communautés de l’Union valdôtaine progressiste

A l’issue du débat interne entre ses adhérents, signataires et sympathisants portant sur le projet de réforme de la Constitution italienne soumis à référendum le 4 décembre prochain;

Considère que sa prise de position, refusant toute instrumentalisation du référendum à des fins de politique politicienne, doit être établie uniquement sur la base des contenus de la dite réforme ainsi que sur les retombées sur notre autonomie;

Considère également que, même si, pour l’instant, cette réforme ne nous concerne pas, s’appliquant au Val d’Aoste uniquement après révision du Statut spécial d’autonomie, nous ne pouvons ignorer le cadre de référence qu’elle défint et qui, forcément, représentera les limites de notre action future;

Souligne que la modalité de l’expression du vote – à prendr e ou à laisser dans sa globalité une modification de 47 articles de la Constitution – ne permets pas de partager les aspects positifs présents dans la réforme de ceux négatifs;

Réaffirme que le fédéralisme comme forme de l’organisation de l’Etat ainsi que la promotion des autonomies et de la démocratie à tous les différents niveaux, aux termes de l’article 3 de ses Statuts, demeurent le fondement de son action politique et représentent les points de repère influant sur sa décision;

Estime, à cet égard, que les modifications concernant le Titre V de la Constitution représentent non seulement un abandon de toute idée de fédéralisme,mais aussi une centralisation des pouvoirs en faveur de l’Etat au détriment des Régions et, au sein de l’Etat, en faveur du Gouvernement au détriment des citoyens et de leur représentativitéparlementaire. Et ce, à plus forte raison, si nous considérons aussi les conséquences de la nouvelleoil électorale;

Considère, en effet, que la nouvelle répartition des compétences Etat/Région et l’introduction de la clause de suprématie, en affaiblissant fortement laforme de l’Etat sur base régionale, transforment les Régions en des organes sans une autonomie réell et privées de garanties leur assurant des pouvoirs et des responsabilités sur le plan financier et fiscal;

Considère, en outre, que le choix du nouvel Sénat, confus même sur le plan du dépassement du bicaméralisme, ses pouvoirs et sa composition, avec des Sénateurs non élus directement par les citoyens, privés de fonctions essentielles en matière de sauvegarde des autonomies et exerçant leur mandat à temps limité, est loin de représenter unvéritable organe de représentativité territoriale.

Par ailleurs, le Conseil des communautés:

Manifeste ses craintes quant à la portée réelle du principede l’entente prévu pour la révision du Statut, tout en appréciant son insertion dans le texte constitutionnel;

Considère, à ce propos, que l’incertitude des procédures réglementant son application, la nature de sa durée ainsi que les marges de notre action pourla révision du Statut, compte tenu de la radicale réduction de l’autonomie des autres Régions, de laclause de suprématie et d’un Sénat malveillant à notre égard, rendent cette entente indéfinie dansas validité et faible dans son efficacité;

Sollicite les Valdôtaines et les Valdôtains à être extrêmement vigilants, au vu des différentes prises de position portant sur la suppression des autonomies spéciales et la création de macro-régions, quant ’au futur de notre autonomie;

Estime que, le texte actuel de la Constitution nous donnant plus de garanties pour éviter cette hypothèse néfaste, il serait incompréhensible de donner notre approbation à sa modification et, en tant que fédéralistes et autonomistes convaincus, nvite, partant, les électrices et les électeurs valdôtains à refuser, comme ils l’ont déjà fait en 2006, cette réforme centralisatrice en votant NON au référendum du 4 décembre prochain.

Jovençan, le 24 octobre 2016

Le Conseil des Communautés de l’Union Valdôtaine Progressiste


il Referendum del 17 Aprile

Domenica prossima si voterà per il referendum sulle trivellazioni, che riguarderà anche le elettrici e gli elettori valdostani. Senza sottostimare i risvolti legislativi del problema, al Conseil de Direction dell'UVP preoccupa anzitutto l'attitudine centralistica e impositiva dello Stato verso le Regioni interessate dalle prospezioni petrolifere nel Mediterraneo. Per un'evidente attitudine autonomistica, l'UVP invita - come metodo - i cittadini a rispondere attivamente all’iniziativa referendaria, partecipando di conseguenza al voto per affermare un diritto costituzionale e propone - come merito - un voto favorevole (un sì in favore del referendum), che sia anche una risposta politica a certe imposizioni irrispettose della democrazia locale e delle sue prerogative. A beneficio di una comprensione ricordiamo,ora più in dettaglio, come il referendum riguardi le trivellazioni o meglio le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi in mare, più precisamente nelle acque territoriali italiane (entro le dodici miglia dalla costa). Oggi in Italia non si possono ottenere permessi di ricerca o prospezione né concessioni di coltivazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Eppure in quelle aree off limits alcune società continuano le loro attività. Lo consente il comma 17 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152 del 2006, sostituito dal comma 239 dell’articolo 1 della legge di Stabilità (del 28 dicembre 2015) che permette a chi ha già ottenuto una concessione di rinnovarla continuando l’attività ‘per la durata di vita utile del giacimento’. Se prima le concessioni di coltivazione avevano una durata di 30 anni (prorogabile per periodi di 10 e 5 anni) e i permessi di ricerca di 6 anni (anche questi prorogabili), la legge statale di Stabilità del Governo Renzi ha decretato che i titoli già rilasciati non abbiano più scadenza. Il referendum è stato voluto da 9 Regioni – quasi tutte a guida Pd – (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore sfruttamento degli idrocarburi. Non propone un alt immediato né generalizzato ma chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. La domanda che troveremo sulla scheda chiederà se dal testo delle Norme in materia ambientale attualmente in vigore si vogliano togliere le parole “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”. Votando “ SI” quindi tutte le attività petrolifere entro le 12 miglia dalla costa, senza più eccezioni, andranno progressivamente a cessare. Come è accaduto per altri referendum, il quesito appare di portata limitata ma il significato della consultazione popolare è più ampio: in gioco ci sono il rapporto tra energia e territorio, il ruolo dei combustibili fossili, il futuro del referendum come strumento di democrazia.

Union Valdôtaine Progressiste


Aosta deve tornare libera

Aosta deve tornare ad essere libera. Non essere merce scambio di accordi nazionali di sudditanza, alle spalle dei valdostani. E neppure essere baratto per appoggi in altri palazzi, da parte di chi predilige le poltrone alla coerenza. Aosta ha bisogno di persone libere , che amministrino la città in modo autonomo. Senza prendere ordini. Né da Roma. Né da Palazzo Regionale. E che rispondano ai soli cittadini. Per il bene della comunità. E non per accordi di palazzo e di potere.

Laurent Viérin


Comunicato unitario

L’Europa deve rappresentare la speranza per uscire dalla crisi che ha colpito duramente il nostro Paese e la nostra Regione. E’ importante perché l’Europa sia davvero dei popoli, dei cittadini e dei diritti, ripensare ad una politica economica che abbia in sé non solo la necessità della crescita, ma anche della dimensione sociale. Occorre tornare ad investire in generale e in particolare sulla ricerca e la scuola. La coalizione UVP, Alpe, PDVdA che sostiene il candidato alle Elezioni Europee Luca Barbieri, ritiene che anche in Valle d’Aosta ci sia la necessità di attuare politiche di crescita, tenendo in considerazione l’aspetto sociale. I dati a nostra disposizione ci rappresentano una regione dove è aumentata la disoccupazione, l’indebitamento delle famiglie, dove e’ diventato difficile l’ingresso nel mondo del lavoro delle nuove generazioni. Occorre maggiore attenzione all’occupazione, capacità di valorizzare ambiente, storia, cultura, tradizioni, senza dimenticare però la crescita dei sistemi regionali, delle infrastrutture, dell’economia digitale.

Comunicato unitario

Tutti i valdostani che credono nei valori di autonomia e progresso in queste Elezioni Europee possono trovarli nella candidatura di Luca Barbieri condivisa da UVP, Alpe e PdVdA nella lista del PD. Per evitare lo spopolamento della montagna, la coalizione ritiene di vitale importanza la presenza in Europa di un parlamentare che sappia rappresentare i bisogni e le specificità dell'economia dei territori alpini ed in particolare dell'agricoltura e dell'allevamento. E' fondamentale superare la logica dei tagli lineari, ponendo attenzione all'agricoltura di montagna nei suoi risvolti positivi riguardo al mantenimento di un equilibrio idro-geologico del territorio, alla filiera alimentare corta, alla valorizzazione della biodiversità e dei prodotti di nicchia. Andare a votare, e votare Luca Barbieri, significa non rinunciare a riaffermare principi che valgono oggi, ma che sono il terreno più fertile per investire nel nostro domani.

Europee:PD-UVP-Alpe

Abbiamo scelto di essere presenti alle elezioni europee e di farlo con un candidato espressione delle forze autonomiste e progressiste. Altri hanno scelto di non partecipare alla competizione e questo ci permette di lanciare davvero un appello a tutti i valdostani: votate per la nostra coalizione e per il candidato Luca Barbieri. Il nostro è un progetto europeista serio per portare la voce della Valle al Parlamento europeo.
Votare per l'Europa: questo è l'appello dell'UVP per le elezioni europee di domenica 25 maggio. Le urne saranno aperte quel solo giorno dalle 7 del mattino alle 23 e poi, nella notte, ci sarà lo scrutinio. Ricordiamo che, per esprimere il proprio voto, sarà sufficiente tracciare un segno sul simbolo della lista del Partito Democratico. Il numero massimo delle preferenze esprimibili è di tre; in questo caso, per rendere valido il voto, sarà necessario scegliere candidati di sessi diversi. Viceversa l'obbligo non sussiste nel caso si esprimano solo una o due preferenze. Il candidato autonomista, di cui bisogna scrivere il cognome a fianco al simbolo votato del PD, è Luca Barbieri. L'appuntamento elettorale ha un valore significativo per il futuro dell'Europa, che certo va riformata in chiave federalista, combattendo forme di antieuropeismo rozze e infruttuose. Andiamo a votare e facciamo votare!