Per una piena Autonomia

Al lavoro perché alla Valle d’Aosta, come per le altre Autonomie del Nord, le Province di Trento e Bolzano ma anche il Friuli, venga riconosciuto il diritto di poter gestire la propria fiscalità. A queste realtà, proprio in questo frangente di crisi economica, lo Stato ha infatti attribuito questa importante e fondamentale competenza. Poter gestire la fiscalità locale, oltre ad essere un doveroso obiettivo politico, è un indispensabile punto di partenza per chi, come noi, crede nel valore dell'Autonomia e lavora per una Valle d'Aosta realmente autonoma. Gestire la nostra fiscalità, sia ben inteso, non vuol dire istituire nuovi tributi, bensì poter agire per rendere coerenti con la nostra realtà quelli esistenti, modularli alle necessità dei Valdostani e, soprattutto, mantenerne il gettito in Valle d’Aosta. Una proposta, la nostra, che, se unita ad una politica di detassazione del lavoro e delle imprese e ad una concreta semplificazione amministrativa, potrà finalmente dare certezze e creare le condizioni necessarie al rilancio della nostra economia. In questa difficile fase, convinti che sia ora di produrre proposte concrete per il rilancio ed il futuro della nostra Regione, proponiamo ai Movimenti politici, ai loro eletti e a tutti coloro che, indistintamente, credono ancora nel valore e nell'importanza dell'Autonomia, di sostenere con convinzione questo progetto. Mai come adesso le nostre Istituzioni, i due Presidenti e i nostri Parlamentari, che sono i rappresentanti di tutti, devono far sentire la voce dei Valdostani a Roma. La Vallée d'Aoste est mise à genoux par des manoeuvres financières vexatoires, elle est blessée socialement, en particulier par les politiques de soutien à la petite enfance et aux personnes âgées. Elle est menacée dans presque tous les domaines et isolée par ses voies de communication principales. Pour ces raisons elle demande reconnaissance et respect de ses droits. Nous proposons et nous souhaitons donc l'engagement solide et continuel de tout le monde à l'egard de l'Etat central, afin qu'on puisse disposer à nouveau des ressources financières sûres et indispensables pour bien soutenir notre libertè et notre futur et pour bâtir un nouveau modèle de développement de notre communauté.

Le Groupe U.V.P au Conseil de la Vallée

 

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Nous n’avons pas de pétrole

mais nous avons des idées

In questo autunno politico in cui la predisposizione del bilancio regionale pare dettata, da parte di chi governa, esclusivamente da una politica di tagli lineari, senza nessuna visione di proposta alternativa circa il futuro e le prospettive, anche rimodulate, della nostra comunità, il gruppo UVP lavorerà, anche dall'opposizione, a proposte concrete, per rilanciare e rivedere, pur nella ristrettezza, il modello valdostano. Abbiamo iniziato depositando, ieri, una prima proposta circa la rivendicazione di piena Autonomia fiscale per la nostra Regione, primo e fondamentale elemento per poter scegliere, in piena autonomia, alcune politiche fiscali, come ciò avviene già in Trentino e Sud Tirol. Ma, al di là di questa prima posposta, abbiamo lavorato, in questi mesi, in ogni settore, ad idee di rilancio e sviluppo, che presenteremo durante queste settimane che ci separano dal bilancio, per arrivare alla discussione in Consiglio con proposte concrete e verificare se esiste una minima volontà di crederci, da parte di chi oggi ci ha portato a questa situazione. E lo faremo partendo dai settori produttivi, per creare rilancio e sviluppo, ed evitare, nel contempo, che settori cruciali come il welfare, il sociale, la cultura, l'istruzione e la formazione o l'agricoltura siano tout court sacrificati con un approccio semplicemente economico al futuro della comunità. E quale sia eventualmente il nuovo modello a cui si pensa. Ammesso che qualcuno stia pensando... Parafrasando uno slogan della Francia degli anni '70, che investiva in un futuro diverso di grandi scelte, dalla fonti di energia pulita fino ai trasporti, e che recitava " En France, nous n’avons pas de pétrole, mais nous avons des idées !" vorremmo che anche qui in Valle, in un momento di difficoltà, ci sia almeno la voglia, l'energia e le capacità, da parte di chi governa, di produrre alcune idee. Ammesso che ce ne siano. In alternativa, vorremmo, se non chiediamo troppo, che almeno quelle di chi ne ha ...siano considerate.

Per il gruppo UVP Laurent Viérin


Comunicato stampa UVP-Alpe del 30-09-2015

15937291logoalpe I movimenti ALPE e UVP, in riferimento ai lavori del prossimo Congresso dell'Union Valdotaine a cui sono stati invitati, accolgono con interesse l'appello lanciato dal Presidente UV, Ennio Pastoret, riguardo alla necessità di reagire con "unità e concordia" all'aggressione nei confronti delle Autonomie. "Il congresso dell'Union" - affermano i presidenti Alessia Favre e Alexis Vallet - "sarà l'occasione per un confronto ampio e coraggioso, capace di dare voce a tutte le sensibilità politiche, in particolare a quelle che condividono la centralità del pensiero autonomistico. UVP e ALPE non mancheranno di portare il loro contributo fattivo in merito, intervenendo nella fase di dibattito di sabato pomeriggio.

Alessia Favre e Alexis Vallet


Il risultato del voto catalano

Il successo elettorale degli autonomisti catalani si è concretizzato con una forte partecipazione al voto, un ampio margine di favorevoli all'indipendenza fra gli eletti e un plebiscito popolare vicino al 50% degli elettori. UVP plaude a questo straordinario risultato, del tutto in linea con le speranze di chi crede nel federalismo e nell'autodeterminazione dei popoli. L'idea di un'Europa non costretta dalla logica degli Stati nazionali e dalle vecchie frontiere deve rilanciare anche in Valle d'Aosta il dibattito sulle nuove forme di autonomia speciale, in un momento di attacchi plurimi all'Autonomia valdostana, cui bisogna reagire con convinzione e senza quella sorta di rassegnazione e sudditanza dell'attuale maggioranza in Consiglio Valle.  

Union Valdôtaine Progressiste


La posizione dell ‘UVP

Ci esprimiamo a favore della firma come principio generale di fronte alle proposte del comitato proreferendum in questa fase storica, tenendo conto di una legislazione imposta dal Governo Renzi a colpi di maggioranza con decretazione d'urgenza e voti di fiducia, cui reagire anche con l'uso del referendum.
L'occasione ci è cara infatti per ribadire il valore dello strumento refendario, che necessita però in Valle d'Aosta per esprimere completamente il suo potenziale di un abbassamento del quorum necessario alla sua validità insieme con una revisione in aumento del numero di firme necessarie.
Coscienti dell'importanza di alcuni temi, toccati dalla proposta dei quesiti referendari, anche per la Valle d'Aosta, si segnala l' invito da parte di UVP a aderenti e simpatizzanti a firmare in modo specifico per i due referendari contrari alla legge elettorale nota come Italicum, su quello riguardante la cosiddetta buona scuola nonché sull'abrogazione della norma che scavalca il ruolo delle comunità locali per le grandi opere. Si ritiene peraltro che lo stesso Jobs Act, che interessa il tema fondamentale del lavoro, non sia stato discusso a sufficienza e dunque appare legittimo riflettere con referendum su alcuni aspetti della nuova legislazione.

Union Valdôtaine Progressiste


La Constituante, occasione di confronto

Piccola premessa: Mi fa piacere che aumentino le adesioni per una riflessione sul futuro istituzionale della Valle in un puzzle complesso fra riforme costituzionali e minacce crescenti sull’autonomia valdostana: dimostrazione che può esistere, anche nel calore delle dispute politiche, un interesse superiore cui richiamarsi.
Ho fatto sinora il moderatore della Constituante nella prima uscita pubblica a Cogne. Ho cercato di farlo in modo garbato, sapendo che ci sono tante sensibilità in gioco ed è più importante trovare una sintesi che lasciare libero spazio alle proprie fantasie e speranze, massaggiando il proprio ego. Poi si vedrà in vista dei prossimi incontri e delle successive manifestazioni e del cammino che verrà prescelto per giungere ad una riflessione sul futuro istituzionale della Valle. Sapendo che non si è di fronte ad uno scenario in cui si è i soli protagonisti, ma ogni forma di autodeterminazione deve fare i conti con il contesto politico e costituzionale in cui si è inseriti. Una sovranità, per così dire, limitata e spetta alla negoziazione politica ampliare gli spazi di libertà in cui muoversi. Bisogna farlo con circospezione e senza sbagliare le mosse e, nel limite del possibile, condividendo il più possibile e sapendo che la palla andrà infine al Consiglio Valle. Di queste cose me ne occupo per un reale interesse e non per chissà quale vantaggio recondito. Ho avuto la fortuna di fare molta pratica di riforme costituzionali e di studiare la materia. Ho anche avuto il piacere di verificare che ci sono tante persone in Valle che capiscono come certi temi - apparentemente aridi o distanti - sono invece delle basi giuridiche decisive. Chi ne vuole prescindere prende un abbaglio o percorre strade populiste a fondo cieco. Capisco che attorno a questa iniziativa ci siano chissà quali dietrologie: ognuno commenta come vuole, per fortuna, e personalmente sono il primo a togliere al titolo "Constituante" ogni eccesso di presunzione. Ho letto, però, delle articolesse spassose in questi mesi e spesso sono dei mantra che leggo da anni. Ci sono persone fissate che girano sempre in tondo, come avviene in certi balli ipnotici. Inutile fermarli e discutere con loro: hanno una loro idea fissa e a quella si attengono, uniformando il mondo attorno a loro ad un "pensiero unico"(o "stupendo", come cantava Patty Pravo). Ma una critica vale la pena di essere ripresa. Mi riferisco a chi concepisce la Storia come grandi movimenti di folla e rimprovera alla Constituante di essere una sorta di élite intenta a scrutare il proprio ombelico. No folla, no party: verrebbe voglia di scherzarci sopra. Penso, invece, che un pensatoio sia propedeutico all'esatto contrario e cioè ad un tentativo molto pratico di scrivere documenti resi per una volta comprensibili, fuori dal linguaggio dei giuristi e dei politologi, che sappia offrire alla riflessione di tutti degli argomenti difficili. Non è impossibile farlo e anzi questa volta è necessario arrivarci in modo onesto e solleticando i cervelli e non le pance, che è esercizio sempre più facile. La posta in gioco sono il nuovo perimetro dell'Autonomia speciale. Sapendo che siamo in una fase in cui nessuno regala niente a nessuno e in cui rifarsi a un passato rassicurante non serve a nulla. I legami pattizi o i diritti acquisiti attirano come mosche chi ama i revisionismi spiccioli e rozzi. È più facile distruggere che costruire e dunque, impostando qualunque ragionamento, o hai una comunità che ti segue e ti supporta oppure una volta uscito dalla trincea rischi di trovarti in una terra di nessuno dove ti sparano gli uni e gli altri. Io penso che ci sia tutta la possibilità per lavorare bene e devo dire che già i primi passi mi hanno arricchito. Anzi devo dire di avere avuto la consapevolezza - mi ripeto - che sono tanti a volersi esprimere e non solo rifacendosi, come facciamo tutti, ai Padri fondatori e alla storia passata. Ma che ci sia voglia di attualizzare e rendere contemporanei certi pensieri che rischiano, pur nobili che siano, per essere considerati importanti ma che potrebbero apparire - anche a torto - come anacronistici e polverosi. Questo perché tutto deve essere sempre contestualizzato e fatto proprio qui ed oggi, come un seme che dà vita ad una pianta che si rinnova. Non viviamo in un museo ma in un mondo dinamico da capire e da conoscere per fare le mosse giuste. Evitando quel rischio evocato da Georges Bernanos: "La réforme des institutions vient trop tard, quand le coeur des peuples est brisé".  

Luciano Caveri


Pour une Constituante Valdôtaine

Alessia
 
Quella di ieri è stata una giornata importante. Ed è andata bene!
Una data storica in un luogo simbolo. Il 10 gennaio 1946 si riuniva il primo Consiglio Valle d'Aosta. Cogne, paese liberato dai partigiani, simbolo della lotta per la libertà.
Ieri 10 gennaio 2015 a Cogne si è fatta politica. Il mondo politico valdostano era pressoché presente al completo e si è ragionato su come si può oggi rilanciare la nostra Autonomia attraverso un percorso organico e serio di riforma da sottoporre e condividere con le Istituzioni e soprattutto con la comunità valdostana.
Quella comunità valdostana che ha partecipato attivamente alla mattinata di ieri: giovani, intellettuali, storici, rappresentanze sindacali, la società civile e ovviamente (e per fortuna) gli addetti ai lavori.
Una serie di interventi con oratori di eccellenza che con i loro contributi hanno lavorato sui due volets dei diritti e delle responsabilità, Etienne Andrione, Mauro Caniggia, Diego Joyseusaz, Giuliano Morelli, Liliana Bertolo, Luciano Saraillon, Massimo Tringali, il senatore Cesare Dujany e gli ospiti Franco Jacop Presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, coordinatore delle Assemblee delle Speciali e Lorenzo Baratter capogruppo del PATT del Trentino Alto Adige. È poi seguito un ampio dibattito libero e intenso nelle suggestioni e riflessioni.
Questo primo appuntamento è servito anche per spiegare che non vi era dietro all'idea lanciata da UVP alcuna volontà di speculazione politica e per valutare insieme il proseguirsi dell'iniziativa. Questa è una grande occasione per lavorare in maniera concreta e nel rispetto del pluralismo e di tutte le sensibilità presenti in Valle sul futuro della nostra autonomia, per fare anche una sana autocritica e soprattutto per le forze politiche e' un'opportunità per non sottrarsi al compito di proporre idee e di guidare la comunità in un percorso che la veda nuovamente protagonista sul tema dell'autonomia.
Questo e' il momento dell'entusiasmo per mettersi subito al lavoro che si concretizzerà entro il prossimo mese.
Chi vuole lavorare ha infatti trovato il posto giusto. Sia per chi si è già iscritto formalmente alla Costituente, sia per coloro che ieri si sono detti interessati ad esserci.
Nascerà formalmente nelle prossime settimane un Comitato promotore che in una logica pluralistica e aperta studierà un percorso per giungere a una proposta entro la data simbolo del 26 febbraio, quando nel 1948 lo Statuto d'autonomia venne votato dalla Costituente.
 
Alessia Favre - Presidente dell'UVP

La Constituante Valdôtaine

Si ricorda l’appuntamento di Sabato 10 gennaio, a Cogne, presso il Centro Congressi Maison de La Grivola, per lanciare il nuovo progetto della Costituente valdostana. La mattinata di lavori ruoterà attorno ai temi:
  • L’autonomie des droits dans le triangle Aoste-Rome-Bruxelles
  • L’autonomie des devoirs et des responsabilités (les thèmes de la communauté, du système d’autonomie, de la famille, de la langue et de la culture)
La giornata sarà articolata come segue: Ore 8.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti Ore 9.00 Inizio manifestazione:
  • Oratori ufficiali
  • Interventi nel dibattito
  • Conclusioni
Ore 14.00 Pranzo convenzionato presso il Petit Hotel (prenotazioni entro Venerdì 9 gennaio 2015 ore 15:00 al numero 0165 610033 oppure ai cellulari 348 4035282 e 333 3914168)

Pour une Constituante Valdôtaine

Aoste, le 19 décembre 2014

Ces jours derniers, UVP a lancé, après un ample débat au sein de ses organes, la proposition d’une ″Constituante valdôtaine″. Un choix qui émane de la simple considération que ces dernières années et tout particulièrement ces mois derniers, l'autonomie spéciale a été menacée, limitée, bafouée et, au Val d’Aoste même, souvent dépréciée ou amoindrie. Les exemples peuvent être les plus variés et peuvent concerner la spoliation de pouvoirs et compétences du Statut, le manque de respect ou l'absence de promulgation de dispositions d'application, les coupures constantes à la répartition fiscale, la manipulation du Pacte de stabilité et ainsi de suite. La législation ordinaire aussi, désormais amplement appliquée avec l'utilisation du décret-loi, lèse souvent nos prérogatives. Si l'on ajoute à cela les comportements et prises de position les plus diverses, y compris dans la presse, il y a vraiment de quoi se demander ce qu'il en sera du "pacte politique" sur lequel repose notre organisation actuelle, telle qu'elle a été forgée dans le deuxième après-guerre. Et même la réforme constitutionnelle en cours, tout en maintenant formellement les spécialités du Val d’Aoste dans l'article 116, se révèle très ambiguë, car le projet apparaît dans son ensemble anti régionaliste et comme une véritable marche arrière par rapport à la réforme précédente du Titre V de 2001. Par ailleurs, on ne parle plus de l'obligation du principe de l'entente pour chaque modification du Statut, comme garantie pour notre communauté. D’autre part, au Val d’Aoste également les principes et les raisons d’être de notre Autonomie, notre identité, le sens d’appartenance ainsi que l’éthique de la responsabilité envers la communauté valdôtaine, sont souvent oubliés, en provoquant, de cette façon, une chute des fondements de notre culture autonomiste, un affaiblissement de ses valeurs constituantes et une assimilation nuisible à des modèles délétères. C'est la raison pour laquelle nous voudrions ébaucher le projet d'une Constituante, qui permettrait aux Valdôtains de s'exprimer sur nos droits, devoirs et responsabilités. Qu'il s'agisse d'une proposition ouverte, cela est attesté par le fait que, dès le départ, nous avons proposé une journée d'approfondissement pour le 10 janvier prochain à Cogne, à laquelle seront invitées des personnalités et responsables politiques de divers horizons pour permettre un débat franc et en rien préconstitué. L’idée est de diviser en deux la journée. La matinée consacrée à l'Autonomie des droits, dans le triangle Aoste-Rome-Bruxelles, tandis que l'après-midi se déclinera autour de l'Autonomie des Devoirs et des Responsabilités, sur les thèmes de la communauté, du système d'autonomie, de la famille, de la langue et de la culture. C'est là un parcours in itinere, à développer dans une logique constructive et pluraliste. Voilà pourquoi nous voudrions compter sur votre précieuse collaboration, selon les formes et les modalités que vous estimerez les plus opportunes.

Union Valdôtaine Progressiste


Pour l’Autodétermination de la Vallée d’Aoste

Ayant pris acte de la situation exceptionnelle d'attaques concentriques et répétées contre les Instutions valdôtaines et l'Autonomie spéciale, tous les deux fondées sur une loi constitutionnelle et sur une logique politique avant la nature d'un pacte; Insistant sur le fait que cette action qui lèse les Droits et les Libertés des Valdôtains n'est pas toujours suivie d'une réaction efficace de notre Autonomie elle-même, qui apparaît aujourd'hui affaiblie même en son propre sein; Rappelant que les défis du futur de notre Autonomie ne peuvent aller sans une nouvelle approche ou cohésion et partage identitaire porteraient à une réelle défense, selon les principes fédéralistes, de l'Autonomie, y compris le droit à l'Autodétermination des peuples; Le Conseil de Communautés de l'UVP estime que, sur la base d'un projet fédérateur, la seule voie à suivre pour la promotion des droits du Peuple valdôtain et de son identité réside dans un parcours politique de rassemblement des différentes énergies et sensibilités autonomistes qui donnent vie à une Constituante valdôtaine , Donne mandat au Conseil de Direction, à la Commission politique et à tous ses élus à l'effet d'employer tous les moyens nécessaires, dans le dialogue avec les différents sujets politiques, les communautés locales, le monde de la culture et toute autre expression de la démocratie valdôtaine, pour affronter ce nouveau défi pour le Peuple valdôtain et lancer avec force un nouveau projet politique.

Vallée d'Aoste, le 2 décembre 2014