L’agricoltura valdostana scommette sulle erbe officinali

Una filiera di nicchia, ma che valorizza il territorio

Una filiera di nicchia, ma volano molto interessante con ricadute sul territorio Inizio della costruzione di una filiera articolata del settore agro-alimetare di qualità e dei prodotti di eccellenza

Fondi all’agricoltura e Maison des Autonomistes

Sul settore agricolo e sul progetto di Rassemblement Valdôtain

Intervento in consiglio regionale del vice presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta, e assessore all'agricoltura e risorse naturali Laurent Viérin sulla variazione di bilancio che porta risorse al settore agricolo, sulla situazione politica e sul progetto di Rassemblement Valdôtain   https://www.youtube.com/watch?v=5qp-Lwvgrwc&feature=youtu.be

Un jardin alpin nel cuore di Aosta

Scoprire e promuovere le ricchezze del nostro territorio

Un'iniziativa dell'Assessorato Agricoltura che regalerà emozioni e momenti di approfondimento per turisti e residenti.
https://www.youtube.com/watch?v=ylM-5aXlze0

Nuove misure del Pacchetto agricoltura

Lavoro, occupazione, zootecnia e consorzi

Nuove misure del Pacchetto agricoltura con la variazione di bilancio: allungamento delle giornate dei cantieri forestali e 80 nuove assunzioni già nell’anno in corso, zootecnia e consorzi.
Proseguono le misure del pacchetto agricoltura. In questo senso oggi abbiamo approvato un atto importantissimo. La variazione di bilancio, approvata in giunta regionale e trasmessa al consiglio che immette nuove risorse nei vari settori, tra cui 4,6 milioni su 11,3 per il rilancio dell’agricoltura. Proseguono quindi i nostri sforzi per rilanciare il settore con misure urgenti e che destina, con questo provvedimento, risorse all’occupazione e ai cantieri forestali, alla zootecnia, ai consorzi, e risolverà varie criticità del comparto, dopo i provvedimenti già adottati in questi 4 mesi. Con questo atto già per la stagione in corso porteremo da 90 a 101 le giornate di lavoro dei cantieri forestali e quindi l’allungamento per i 244 operai, e 80 nuove assunzioni, anche sotto i 55 e 45 anni, sempre per quest'anno, per tre mesi (64 giornate lavorative) portando a 324 le unità impiegate. Un importante atto per rilanciare l’occupazione e per il mantenimento del nostro territorio con squadre anche appositamente destinate a problematiche come la lotta alla processionaria del pino. Nel pacchetto occupazione garantiti anche i fondi per il parco Mont-Avic e i livelli occupazionali di quell’ente. Altri fondi sono stati previsti invece per la zootecnia tra cui 1,5 milioni per le rassegne, sostegno al settore, agli affitti per le cooperative, al trasporto siero. Infine fondi per i consorzi di miglioramento fondiario completano le misure. Un pacchetto agricoltura che prosegue e rilancerà ulteriormente il settore agricolo,  dopo anni di tagli. Un settore da troppo tempo in grande difficoltà. Tutto questo per ridare dignità, fiato e prospettiva a chi crede ancora nella nostra agricoltura , fondamentale per la nostra comunità.

Laurent Viérin Assessore all'Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta 



Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali

Sospese, inlotre, le rate dei mutui in agricoltura

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali e sospese le rate dei mutui in agricoltura Nella seduta del 21 giugno 2017, il Consiglio Valle ha approvato con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S) il testo di legge in materia di aiuti per danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali e sospensione delle rate dei mutui in agricoltura.
Il testo, che modifica la norma regionale n. 17/2016 (Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), risulta dal coordinamento di un disegno di legge della Giunta e di una proposta di legge dei gruppi UV, EPAV e PD-SVdA e si compone di cinque articoli che introducono aiuti per la compensazione dei danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, intendendo per tali le condizioni atmosferiche avverse quali gelo, tempeste e grandine, ghiaccio, forti piogge o grave siccità che distruggano più del 30 per cento della produzione media annua di un agricoltore, calcolata sulla base dei tre anni precedenti o di una media triennale basata sul quinquennio precedente, escludendo il valore più basso e quello più elevato. L’onere complessivo è determinato in 2 milioni di euro per il 2018 e 500 mila a decorrere dal 2019. Sono stati inoltre recepiti alcuni emendamenti proposti dall'Assessore Viérin che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato. Il Consiglio ha poi approvato, sempre con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S), un ordine del giorno, depositato in Aula dai gruppi UV, EPAV e PD-SVdA, emendato su proposta dell'Assessore Viérin, che impegna il Governo regionale a operare con le associazioni di categoria, i rappresentanti degli agricoltori e delle associazioni agricole nonché con la terza e seconda Commissione consiliare, per verificare la possibilità di costituire un "fondo mutualistico" dedicato a tutto il settore agricolo regionale entro la fine dell'anno. Il relatore del disegno di legge della Giunta regionale, Vincenzo Grosjean (UVP), ha evidenziato: «Avrei preferito non dover presentare questo provvedimento, considerati gli ingenti danni alla nostra agricoltura, già in difficoltà. Nell'immediato, dopo la gelata del 18 aprile, ci si è resi conto della gravità della situazione e l'Assessorato si è subito messo al lavoro. È importante essere arrivati a questo testo di legge. I danni inizialmente sembravano concentrati ai settori frutticolo e vinicolo, ma anche il l'orticolo ha avuto un danno tale da causare mancanza di reddito. La calamità ha anche colpito la foraggicultura. In terza Commissione c'è stata una lunga e proficua discussione, che ha coinvolto le categorie interessate; sono state proprio quest'ultime a suggerirci di concordare un testo unico, senza procedere con due provvedimenti. La proposta del fondo mutualistico fa onore al settore e ci deve spingere a riflettere. Questa nuova legge ha pochi articoli ma è molto concreta: ci permette di intervenire nell'immediato e di programmare a livello di bilancio fondi per queste evenienze.Dovendoci attenere a normative europee, tutte le aziende devono essere assicurate; chi non lo è, può essere risarcito solo del 50% dei danni. I tecnici ora dovranno predisporre la documentazione per poter accedere le misure, anche se per capire il reale danno si dovrà aspettare la fine del ciclo stagionale.» Il relatore della proposta di legge Renzo Testolin (UV) ha confermato la soddisfazione «per essere giunti ad un accordo su una norma trasversale. L'aver presentato due testi di legge non denota spirito di competizione, ma desiderio di intervenire subito su una problematica che sta a cuore a tutti. Nella norma approvata lo scorso anno, per questioni economiche, ci eravamo limitati ad inserire il sostegno ai premi assicurativi e i finanziamenti per il reimpianto delle produzioni; non avevamo potuto inserire sin da dubito aiuti a fondo perso. È assolutamente importante l'aver potuto garantire un sostegno rilevante nei confronti dei danni; certo, non si può e, dato il contesto attuale, non sarebbe neanche corretto tornare al 100% di contributo per tutte le situazioni, ma in casi così eccezionali è positivo poter sostenere fortemente i settori penalizzati non certo per causa loro. I due testi di legge avevano punti comuni, che sono stati recepiti. Nella nostra proposta erano però presenti altre iniziative per cercare di aiutare ancora più puntualmente: il sostegno delle aziende attraverso un finanziamento agevolato di 18-24 mesi, facilitando così l'accesso al credito; le attività di promozione specifica, propedeutiche ad un aumento dei prezzi; la predisposizione di un fondo mutualistico a partecipazione pubblico-privata. Crediamo che questo testo condiviso potrà dare risposte concrete, accordando la giusta attenzione ai nostri agricoltori.» Il Presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (UVP), ha espresso soddisfazione per l'iter di esame delle due proposte in Commissione «che ci ha visti convergere unanimemente su di un testo di legge. Tuttavia, se oggi ci rimettiamo a discutere su dettagli già affrontati che rimettono in discussione alcune parti di questo disegno di legge, mi chiedo il senso della discussione in Commissione.» La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha detto che «l'interesse su questo argomento è stato trasversale e condiviso. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più palpabili, con conseguenze più gravi rispetto alle gelate tardive del passato: è quindi importante fare una riflessione approfondita sull'uso dell'acqua, fonte primaria per l'agricoltura, così come bisogna trovare un sistema di valutazione che dia risposte immediate alle necessità evitando le complicazioni burocratiche. Desidero poi sottolineare l'atteggiamento di realismo degli agricoltori, i quali hanno cercato di affrontare i problemi con positività, con spirito di autoassunzione di responsabilità.» Il Consigliere Paolo Cretier (PD-SVdA) ha evidenziato: «Il lavoro svolto in Commissione è stato positivo: occorreva trovare una misura che potesse aiutare indistintamente tutte le aziende, perché i danni sono stati davvero ingenti. A nostro parere, bisogna procedere con la realizzazione di un banco di mutuo soccorso. Altro aspetto da non sottovalutare è la questione dei cambiamenti climatici, che rischiano di portare siccità ma anche bombe d'acqua. La politica deve dare delle risposte: con questo testo condiviso si fa un tentativo.» Il Consigliere André Lanièce (EPAV) ha osservato: «Maggioranza e minoranza hanno voluto fare sintesi per aiutare gli agricoltori, con buon senso e spirito collaborativo. L'Assessorato dovrà tenere conto dell'esigenza di semplificazione rappresentata dalle associazioni di categoria nel corso dei lavori della Commissione. Voglio poi sottolineare l'azione svolta a livello nazionale, insieme con le altre Regioni colpite, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale; la Valle d'Aosta è capofila e coordinatrice di un gruppo politico e tecnico per portare all'attenzione del Governo nazionale i gravi danni riportati, al fine di giungere alla creazione di un fondo di solidarietà che, sommandosi alle misure regionali, speriamo possa dare ai nostri agricoltori un'ulteriore possibilità di indennizzo. Infine, mi auguro che venga costituito al più presto un fondo mutualistico a favore di tutto il settore agricolo, in modo da garantire uno strumento di sostegno flessibile, più snello e adatto a supportare tutte le aziende in caso di gravi criticità future.» L'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Laurent Viérin, in chiusura di discussione generale, ha ringraziato i Consiglieri per aver lavorato con spirito di condivisione per il sostegno e il rilancio dell'agricoltura: «Quand on a envie de travailler sur les dossiers, la politique est à même de donner des réponses rapides aux questions urgentes - ha detto l'Assessore -. Il fatto di dare una risposta immediata ad un problema non prevedibile suggerisce due considerazioni: da una parte, sulla necessità di intervenire tempestivamente di fronte ad un problema, dall'altra, sull'esigenza di lavorare sulla pianificazione e sulla prevenzione per il futuro. Infatti, come legislatori, non dobbiamo soltanto rincorrere gli eventi, ma dobbiamo avere la capacità di prevedere il futuro, soprattutto nei settori che hanno la necessità di essere considerati in un contesto più ampio. In effetti, la legge 17, pensata solo ad agosto dell'anno scorso, non aveva previsto le disposizioni che oggi abbiamo pensato e che sono una risposta concreta. Da queste considerazioni è nato il testo di legge della Giunta che modifica la disciplina regionale degli aiuti approvata nel 2016: un testo che non si riferisce soltanto alle gelate di quest'anno, ma che, facendo sintesi con le richieste degli agricoltori, programma il futuro introducendo il concetto di aiuto in caso di calamità naturali. L'iter in Commissione ha poi completato il percorso trovando una sinergia con la proposta avanzata da alcuni Consiglieri di minoranza. Credo che 2,5 milioni di euro siano il chiaro segnale dell'attenzione nei confronti degli agricoltori. Questo settore ha una necessità di intervento perché se non è accompagnato soccombe. Questo testo, quindi, tutelerà il comparto per il futuro, al di là di chi amministrerà. Evidenzio anche che, a livello nazionale, ci siamo attivati all'interno della Conferenza delle Regioni e, in qualità di capofila, siamo riusciti a far finanziare con 20 milioni il fondo di solidarietà nazionale.» L'Assessore ha quindi annunciato il deposito di alcuni emendamenti, condivisi con i Commissari a seguito di un incontro con le categorie, che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato, sospensione che rappresenterebbe una boccata di ossigeno per il comparto.

Ritorno al Futuro

Recuperare un alimento sano

Nel corso degli ultimi 50 anni, abbiamo assistito ad un progressivo aumento della capacità di produrre cibo, grazie alle conoscenze acquisite ed alle innovazioni tecnologiche sia meccaniche sia biologico-chimiche; nel contempo sono venuti a diminuire la quantità di forza lavoro, il tempo e la fatica assegnati alla coltivazione. Produrre grano su grandi superfici e in pianura è diventato molto facile: negli anni ‘80 le rese globali di cereali aumentarono del 125%, il riso nel 1999 incrementò del 132%, mentre il grano del 91%. Coltivare grano in montagna non aveva più valore economico, per questo il “giallo” che a luglio/agosto imbiondiva le colline e parte della piana della Valdigne lasciò il posto a prati, ma soprattutto ad incolti. Da più parti, ormai, si afferma che il grano che usiamo ai giorni nostri ed i suoi derivati sono nocivi alla salute dell’uomo. Addirittura il famoso cardiologo americano William Davis dice: “Basta col pane quotidiano, pasta, biscotti, cereali ma anche orzo, crusca e cuscus. Basta eliminare totalmente il grano per vivere una vita sana” (ndr: lo dice riferendosi al grano coltivato oggi. Non è contrario al grano coltivato come una volta). Secondo alcune teorie, la quasi “epidemica” diffusione della celiachia è causata proprio dalle graduali modifiche che il nostro ben noto cereale ha subito nel corso degli anni. Da un punto di vista puramente tecnologico, sembra che l’arricchimento della farina in glutine faciliti il lavoro di produttori di pane e pasta, aumentandone la resa, ma compromettendone le qualità organolettiche, funzionali e nutrizionali. In alcune zone in della Valle d'Aosta, ma soprattutto nei comuni di La Salle e Morgex, sta soffiando un vento nuovo, un vento che riporterà alla tradizione del passato, così lontana dagli interventi di selezione e modifiche genetiche operate dagli uomini negli ultimi decenni. Ed è proprio sulla scia di questo vento nuovo che sta trovando spazio la coltivazione del grano antico. La storia è iniziata circa quattro anni fa, quando una ventina di appassionati ha costituito l'associazione "LO GRAN", beneficiando del progetto europeo “Produits d'Hauteur” ALCOTRA 2007/2013 e di un contributo finanziario elargito dal comune di Morgex, oltre ad una autotassazione, per poter disporre di tutti i macchinari necessari alla produzione e coltivazione del frumento. Un’operazione sicuramente anacronistica e soprattutto antieconomica considerando che Confragricoltura prevede che, per il 2017, il prezzo del grano all’ingrosso sarà di circa 180,00/tonnellata. Grano che proviene principalmente dai grandi paesi produttori come Canada e Stati Uniti, che ha un elevato contenuto di glutine e importanti tracce di glifosato – potente erbicida- dannosissimo per la nostra salute. In un panorama alimentare dominato dai derivati del frumento, la questione della qualità non è di secondaria importanza. Come spiega Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione: «Queste farine con alto contenuto di glutine hanno inevitabili ripercussioni sul nostro intestino che non è cambiato di pari passo con il grano. Si produce un cibo commerciale non adatto alla digestione, e il mancato assorbimento intestinale causa patologie degenerative e funzionali sul sistema gastrointestinale. E si fa credere mediante pubblicità che dispepsia e altre malattie intestinali possano essere corrette/guarite con uso di yogurt e altri prodotti finalizzati al recupero del benessere e della salute dell’intestino». La scelta di acquistare prodotti bio non serve a rimediare a queste problematiche se non vengono utilizzate farine di varietà vecchie o antiche. Il recupero delle cultivar è stato per l’associazione “LO GRAN” il primo passo da compiere. Alcuni soci sono andati a frugare nei granai di famiglia, altri hanno preferito rivolgersi all’Institut Agricole Régional dove sono conservati dei grani antichi della Valle. Altri ancora hanno scelto una selezione di frumento ottenuta in Svizzera sempre da grani antichi; il tutto con l’unico scopo ti portare in tavola un pane a basso contenuto di glutine e con la consapevolezza di un ritorno ad un alimento sano.

Elvio Fosseret


Rencontres avec les agriculteurs

Incontri con gli agricoltori

l’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta organizza tre serate sul territorio per incontrare il mondo agricolo su alcuni temi importanti:
  • Pacchetto Agricoltura misure urgenti per il rilancio del settore, domande per gli anticipi, attivazione degli Sportelli;
  • Piano di emergenza gelate interventi a favore delle colture viticole, ortofrutticole e del settore apicolo;
  • Programma di sviluppo rurale 2014/2020 presentazione delle opportunità e del Vademecum.

Misure urgenti per il rilancio dell’agricoltura 

A fronte della grave situazione in cui versa il settore agricolo valdostano ho annunciato oggi la presentazione di un "Pacchetto di misure urgenti per il rilancio dell'agricoltura", per rilanciare sin da subito il settore. Un pacchetto che verrà varato in una giunta straordinaria ad inizio della prossima settimana. Si tratta di importanti disposizioni da mettere subito in campo e che recepiscono le istanze delle categorie intervenendo su due assi principali. La riapertura degli anticipi su diverse misure, assieme allo spostamento del termine di restituzione che era al 30 giugno 2017 portandolo all'anno prossimo, attraverso norme migliorative. Il secondo asse riguarderà importanti modifiche al PSR che vanno nell'ottica di venire incontro alle esigenze reali del mondo agricolo e maggiormente funzionali ad un sostegno e ad un reale utilizzo dei fondi messi a disposizione. Tutto questo per dare risposte immediate a questo settore che soffre e che è in crisi.

Laurent Viérin Assessore all'Agricoltura e alle Risorse Naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta


Miele della Valle d’Aosta?
Attenzione all’etichetta!

Oggi i consumatori si preoccupano sempre più della qualità degli alimenti che consumano e valutano attentamente tutta la filiera della produzione agricolo-alimentare. Alcune parole chiave ormai fanno parte del vocabolario comune dei consumatori: tracciabilità, sostenibilità, tutela ambientale, benessere personale e animale, biodiversità. In Valle d’Aosta le norme di etichettatura atte a garantire e informare l’acquirente sulla qualità, l’origine, i valori nutrizionali e altro, evidenziano una mancanza di chiarezza. Il Miele, uno dei prodotti più rappresentativi della particolarità della flora valdostana, subisce questa carenza. Sulle bancarelle di sagre e di mercatini locali si possono trovare vasetti di miele di cui non si ha alcuna garanzia di qualità né si conoscono le caratteristiche dell’azienda produttrice (numero di arnie, zone dove esse vengono posizionate) ma che, comunque, propongono un prodotto che, grazie a immagini o diciture, è riconducibile alla Valle d’Aosta. Approfondendo l’argomento durante un incontro con numerosi apicoltori valdostani, sono sorte diverse criticità che spaziano dalla tutela della produzione originale del miele valdostano, alla possibilità di sviluppo di queste aziende (con soluzioni a costo zero per la pubblica Amministrazione), ad un’efficace promozione, fino alle giuste strategie per impedirne la contraffazione. La qualità del miele valdostano è garantita principalmente dalla natura valdostana e poi dalla conoscenza delle corrette tecniche di gestione dell’arnia da parte dei nostri apicoltori, sia dal punto di vista produttivo che sanitario. Inoltre non è da sottovalutare, il vantaggio di cui l’ambiente beneficia dalla presenza delle api. È accertato, ormai da tempo, che la presenza di questi insetti ha dei risvolti positivi sia per le colture specializzate (frutteti, vigneti, piccoli frutti, ecc.) che per tutta la flora spontanea naturale del nostro territorio. È tempo, quindi, di attivare l’Assessorato competente perché si impegni ad avviare la procedura necessaria ad ottenere la certificazione di origine (D.O.P.) per questo prodotto che fa parte del patrimonio alimentare valdostano di altissima qualità. Come in tanti altri campi anche in questo caso non dobbiamo inventarci nulla; è sufficiente vedere cosa è stato fatto in altre zone di eccellenza italiane.  

I consiglieri regionali Vincent Grosjean Alessandro Nogara