Nuove misure del Pacchetto agricoltura

Lavoro, occupazione, zootecnia e consorzi

Nuove misure del Pacchetto agricoltura con la variazione di bilancio: allungamento delle giornate dei cantieri forestali e 80 nuove assunzioni già nell’anno in corso, zootecnia e consorzi.
Proseguono le misure del pacchetto agricoltura. In questo senso oggi abbiamo approvato un atto importantissimo. La variazione di bilancio, approvata in giunta regionale e trasmessa al consiglio che immette nuove risorse nei vari settori, tra cui 4,6 milioni su 11,3 per il rilancio dell’agricoltura. Proseguono quindi i nostri sforzi per rilanciare il settore con misure urgenti e che destina, con questo provvedimento, risorse all’occupazione e ai cantieri forestali, alla zootecnia, ai consorzi, e risolverà varie criticità del comparto, dopo i provvedimenti già adottati in questi 4 mesi. Con questo atto già per la stagione in corso porteremo da 90 a 101 le giornate di lavoro dei cantieri forestali e quindi l’allungamento per i 244 operai, e 80 nuove assunzioni, anche sotto i 55 e 45 anni, sempre per quest'anno, per tre mesi (64 giornate lavorative) portando a 324 le unità impiegate. Un importante atto per rilanciare l’occupazione e per il mantenimento del nostro territorio con squadre anche appositamente destinate a problematiche come la lotta alla processionaria del pino. Nel pacchetto occupazione garantiti anche i fondi per il parco Mont-Avic e i livelli occupazionali di quell’ente. Altri fondi sono stati previsti invece per la zootecnia tra cui 1,5 milioni per le rassegne, sostegno al settore, agli affitti per le cooperative, al trasporto siero. Infine fondi per i consorzi di miglioramento fondiario completano le misure. Un pacchetto agricoltura che prosegue e rilancerà ulteriormente il settore agricolo,  dopo anni di tagli. Un settore da troppo tempo in grande difficoltà. Tutto questo per ridare dignità, fiato e prospettiva a chi crede ancora nella nostra agricoltura , fondamentale per la nostra comunità.

Laurent Viérin Assessore all'Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta 

Coordinamento tra finanza statale e regionale

Approvata la norma di attuazione

L’intervento di Nello Fabbri - Consiglio regionale 13-14 luglio 2017 Esprimiamo innanzitutto come UVP gratitudine alla Commissione paritetica e ai Dirigenti regionali che l'hanno supportata nei lavori. Oggi affrontiamo un passaggio molto importante per la vita dell'autonomia della nostra Regione nell'approvare il Decreto che prevede la norma di attuazione in materia di coordinamento e di raccordo tra finanza statale e regionale Dietro questa espressione tecnica e un po' asettica si cela in realtà un importante atto legislativo che vede finalmente applicare il principio dell'esercizio dell'autonomia in materia di tributi regionali e locali, un ambito di notevole importanza per la vita economica e sociale della nostra Valle. Questo inoltre è un settore dove il centralismo statale aveva sempre esercitato una totale supremazia proprio per la mancanza della possibilità di esercitare un nostro diritto costituzionale poiché era necessario questo passaggio statutario per poterlo attuare; motivo questo del ritardo di tale diritto rispetto ad altre regioni Vale la pena di ricordare la finalità di tale provvedimento richiamata nell'articolo 1: il decreto rafforza l'autonomia finanziaria della Regione attraverso la definizione di un quadro più chiaro e certo dei rapporti con lo Stato che permetterà una migliore programmazione delle risorse finanziarie disponibili. Diciamo qui, come inciso, con quale brutalità gli uffici finanziari ministeriali sono intervenuti e tuttora intervengano sugli accordi finanziari non tenendo in minimo conto le difficoltà che creano in un bilancio ridotto ormai da anni da richieste inique. Basti ricordare il recente DM che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, pare ricordare i tempi sei/settecenteschi dei Savoia che imponevano gabelle durissime per mantenere i diritti della Valle. Finalmente si potrà intervenire sui tributi locali, naturalmente sempre nel rispetto delle norme statali ed europee, con azioni atte a stimolare, con incentivi fiscali mirati, l'economia regionale, intenzione più volte annunciata ma che finora non era stato possibile attuare. Analogamente sarà possibile intervenire sui tributi locali con una razionalizzazione degli stessi. Le Province autonome e Regioni a Statuto speciale ce lo hanno dimostrato! Sarà certo una sfida molto impegnativa e complessa per coloro che affronteranno questi difficili passaggi. Come Movimento e Gruppo consiliare UVP siamo soddisfatti nel vedere l'approvazione in Consiglio del Decreto attuativo anche perché abbiamo sempre sollecitato la necessità di affrontare questo problema producendo studi e raffronti sull'attuazione dell'autonomia finanziaria già ottenuta in altre Regioni e Province a Statuto speciale. Oggi la vediamo finalmente in via di attuazione nella speranza che vi sia una celere volontà di considerare la legge a livello ministeriale. Allo stesso modo il nostro Movimento ha sempre proposto l'obbiettivo dell'attuazione del riconoscimento dell'artico 14 dello Statuto speciale, quello in cui si prevede l'istituzione della zona franca, nel passato compensato con modalità fiscali ora non più possibili, vista la normativa europea, ma la cui attuazione andrebbe ripresentata con nuove modalità. Non solo slogan e buone intenzioni, ma lo sprone ad attivare queste possibilità al fine di portare linfa rivitalizzante per l'autonomia anche economica. Ricordiamo anche l'impronta europea che questo decreto attuativo porta nel suo articolato, con l’inserimento delle direttive europee sull'attenzione al territorio di montagna. Forse è in questo solco che si potrebbe intravedere l'attuazione dell'art 14 che a questo livello potrebbe diventare una direttiva europea applicata ai territori disagiati interessando tutta la zona macro-alpina Questa norma sarà alla fine del suo iter una grandissima opportunità per la nostra Valle. Non lasciamocela sfuggire!

Comunicato congiunto Uvp, Alpe, Mouv’

Riconosciuta la correttezza e la legittimità dell’operato delle istituzioni

Aosta, venerdì 14 luglio 2017 - I movimenti Union Valdôtaine Progressiste, Alpe e Mouv' esprimono apprezzamento in merito all’annuncio di ritiro del ricorso presentato al TAR dall’Union Valdôtaine lo scorso 10 marzo contro le deliberazioni del Consiglio Regionale che avevano portato alla nomina della nuova giunta. Riteniamo positivo che l’Union Valdôtaine riconosca finalmente la correttezza e la legittimità dell’operato delle istituzioni in quell'occasione e che si sia infine riconosciuto come non siano le aule di tribunale, ma il Consiglio Regionale a essere il luogo deputato all’esercizio del confronto e della dialettica politica Essere autonomisti significa innanzitutto rispettare le istituzioni che rappresentano l'autonomia. Elisa Bonin presidente Union Valdotaine Progressiste Alexis Vallet presidente ALPE Damien Charrance  coordinatore MOUV

Rassemblement Valdôtain

L'unica via di riscatto per una Valle d’Aosta in ginocchio

I recenti ultimi fatti che coinvolgono l’ufficio del Presidente della Regione nonché Prefetto hanno di fatto messo la parola fine ad una legislatura a dir poco travagliata, complessa ma anche inadeguata con attori che dovrebbero vedere l’aula del Consiglio regionale dalla tribuna riservata al pubblico e non seduti su quelle comode poltrone; se poi penso che qualcuno ha ricoperto la carica di assessore in uno dei settori strategici della Valle – con risultati che non abbiamo visto ma vissuto in negativo – allora chiedo a gran voce che cali al più presto il sipario sulla XIV Legislatura regionale. Il mio amico, Luciano Caveri che non manca occasione per “riprendermi” con il sorriso per il fatto che non sempre ho simpatizzato con le sue idee scrive sul suo blog: “ Oggi, dopo certe storie che lasciano l’amaro in bocca, ma confermano solo i tanti sospetti su metodi e comportamenti, digeriti pure con complicità e indifferenza da una parte dell’elettorato, dimostrano che certi addii erano fondati. Molti – conclude Luciano – che oggi si scandalizzano e si vestono con panni nuovi dov’erano?”. Non voglio certo vestire i panni della vittima (cosa chi in famiglia spesso mi rimproverano) ma sicuramente in quella affermazione rientro pure io; sono stato iscritto all’Union Valdôtaine dal 1989 fino a due anni fa, credo di aver dato qualcosa al Movimento e nello stesso tempo ho ricevuto qualcosina, sicuramente poco rispetto a quel porto di mare dove ignoti arrivavano, ottenevano e se andavano verso altri lidi, sbeffeggiando chi come me e tanti altri, allora adolescenti andavano in giro a mettere manifesti per perorare la causa unionista. Si, ho voluto, ho creduto che un cambiamento ci poteva essere all’interno di quella casa, ci ho creduto davvero, ho combattuto ma non ce l’ho fatta -nel mio piccolo- perché il comando, vertice, andava e voleva andare in tutt’altra direzione, e quella direzione ha portato dritto, spedito verso il burrone. Gli addii dall’Union Valdôtaine che nel tempo ci sono stati: Robert Louvin, Dino e Laurent Vierin, Luciano Caveri su tutti non sono per me scivolati via in maniera indolore così come i loro ripetuti inviti a voler seguire assieme a loro un progetto nuovo di rilancio mi avevano fatto vacillare e non poco; tenuto conto che, all’interno dell’UV la sensazione di non essere gradito cresceva sempre di più (con delle punte elevatissime dal 2008 in poi) ma, malgrado tutto e soprattutto senza la presunzione di essere chissà chi ritenevo, il cuore diceva che bisognava rimanere lì e così è stato fino a quando la misura non è arrivata al colmo ed ecco che grazie a Dino prima e Laurent poi la presa di coscienza che un certo modo e certi metodi andavano cestinati, il passaggio in UVP è diventata la logica conseguenza: senza l’ambizione di chissà cosa come sicuramente qualcuno penserà (soprattutto in quel di Cogne dove risiedono molti professorini) ma, la voglia di fare politica liberamente con il proprio pensiero, aperti al confronto ma sempre nell’interesse solo ed esclusivo della propria Regione e nulla più! Come non condividere, come non appassionarsi per quando uscito ieri dal Conseil de Direction del mio Movimento: il Rassemblement Valdôtain! La Casa comune degli Autonomisti! Finalmente la possibilità di riunire competenze, eccellenze, il meglio che sa offrire la Valle d’Aosta in tutti i settori strategici. Basta con i dirigenti “lacchè”, basta con le medaglie al merito verso coloro che arrivano, fiutano il terreno e poi si schierano a seconda di dove si muove il gallo in cima al campanile! Tutti attori, tutti protagonisti, tutti responsabili, solo così si potrà portare la Valle d’Aosta fuori dal pantano in cui si trova e ridare fiducia, entusiasmo e nuova linfa. Siamo stati troppo in silenzio in questi anni, abbiamo concesso troppo a chi non meritava nulla, ci siamo piegati, mettendo da parte il nostro orgoglio, i nostri pregi e anche i nostri difetti. Adesso, è giunta l’ora, è giunto il momento del riscatto ,della “resettazione” con buona pace di chi non capisce, fa finta oppure non vuol capire. Tempo scaduto, arrivederci a mai più! Il corso del destino e della storia chiede questo: lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future. Lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Si parta dunque con le fondamenta della Casa comune degli Autonomisti dalla quale dovranno assolutamente rimanere fuori gli opportunisti e tutti quelli che hanno navigato e portato la Valle al disastro totale. Réunir. Reussir, adesso si può, adesso si deve, subito! Andrea Portigliatti

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Rassemblement Valdôtain

La Casa comune degli Autonomisti

Il Conseil de Direction dell’UVP, riunito oggi, ribadendo la linea tracciata dal congresso straordinario e dal discorso di insediamento della neo presidente Elisa Bonin, lancia un appello ai valdostani e alla politica in generale. In questo momento di crisi delle istituzioni e anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca di questo periodo che non rendono onore alla nostra comunità e alla classe dirigente che la rappresenta e che ledono la credibilità della nostra Autonomia, è necessario lanciare un nuovo progetto politico che riunisca le intelligenze e le sensibilità autonomiste, partendo da tutti quelli che individualmente o riuniti in aggregazioni politiche, hanno avuto il coraggio di rompere un sistema ormai superato, per ricostruire una casa comune di tutti i valdostani. È necessario riunire gli autonomisti convinti, che ritengono si debba risollevare la nostra comunità, ripartendo dai valori unionisti, valdostani e progressisti che possano ridare dignità alla politica. Un progetto politico da sottoporre agli elettori in tempi rapidi, che apra una nuova fase di reale ricostruzione progettuale con una visione di una Valle D'Aosta rigenerata. Réunir. Réussir Charvensod, 10 Luglio 2017 Le Conseil de Direction UVP

Intervention de Elisa Bonin, Président UVP

Madame et monsieur les vice-présidents, Mesdames et messieurs membres du Conseil de Diréction, c’est avec émotion que je présente aujourd’hui ma candidature à la présidence de l’Union Valdôtaine Progressiste. J’ai décidé de m’engager à nouveau pour le Mouvement après avoir tenu compte de tous les aspects que cela entraîne, surtout dans ma vie familiale et affective.  Je ne crois pas dans les amazones qui se dédient entièrement à la politique au détriment  de leurs vies privées;  je préfère imaginer ma présidence, dans le cas de mon élection, comme une  médiation et une gestion d’un travail d’équipe fondé sur le dialogue et le partage. L’Union Valdôtaine Progressiste, dès sa naissance jusqu’à présent, a travaillé pour  poursuivre l’objectif d’ébranler le sombre système antidémocratique dont la Vallée d’Aoste était victime. Cet objectif a été atteint par un travail synergique, cohérent et voué au changement, entre le mouvement et ses élus, notamment grâce à l’action courageuse de notre Président du Conseil. Aujourd’hui, une grande mission nous attend: rendre notre Mouvement l’acteur principal de la réalisation d’un tout nouveau système Vallée d’Aoste. Un pari que, j’en suis sûre, nous gagnerons tous ensemble! Je remercie tous ceux qui ont cru en moi en me demandant de poser ma candidature pour vivre cette nouvelle expérience. Merci à Alessia, Gigi, Silvana et Fabio pour l’immense  travail conduit  et à tous ceux qui, jusqu’à présent, se sont engagés pour défendre les valeurs autonomistes et progressistes. Réunir, réussir!   Care progressiste, cari progressisti, quello appena trascorso è stato un grande anno per il nostro movimento. Grazie a scelte coraggiose, lungimiranti  e coerenti l’UVP è diventata il principale  protagonista della scena politica regionale. I valdostani hanno finalmente assistito ad un cambio di rotta rispetto al passato , grazie ad un nuovo progetto politico da noi promosso, caratterizzato da un metodo diverso e democratico, del quale oggi raccogliamo  i primi frutti. Riuscire nell’obiettivo di rovesciare un sistema malato e inappropriato per una Valle d’Aosta che guarda al domani, ha ridato entusiasmo a chi era un po’ demotivato e ha nuovamente avvicinato al nostro movimento molta gente che non aveva condiviso o forse capito la portata di alcune scelte. E’ però ancora necessario fare molto lavoro: dobbiamo imparare ad indirizzare il nostro messaggio politico verso gli indifferenti e i disillusi, riconquistare il territorio che ha detto “basta”. Cercando di guardare al futuro è giunto il momento di costruire. Abbiamo bisogno di un grande lavoro di squadra, a cui tutti voi siete chiamati a partecipare con grinta, positività ed energia per raggiungere un obiettivo davvero alto; riprenderci la Valle d’Aosta, renderla migliore e restituirla ai valdostani. Una casa per gli autonomisti. Potremmo immaginare il periodo che ci si prospetta davanti come un cantiere aperto in cui si costruisce una casa. Una casa per gli autonomisti. Le fondamenta già ci sono, ma non basta. L’attuale alleanza di Governo, infatti, potrebbe essere un punto di partenza per un progetto a lungo termine, ma saranno necessarie importanti riflessioni a questo riguardo. ovremo operare con determinazione per riunire tutte le sensibilità e le intelligenze del mondo autonomista progressista del panorama politico valdostano, prediligendo i legami con chi, in questo periodo di legislatura, ha saputo operare con lealtà, spirito costruttivo e rispetto dei ruoli, mettendo da parte gli aspetti elettorali personali a favore del progetto politico di rinnovamento. Costruire una casa per gli autonomisti significherà saper accogliere tutti i valdostani e le valdostane che si riconoscono in tale pensiero e che intendono mettere in comune le loro energie e spenderle per la Valle d’Aosta. Solo così facendo potremo avere la forza per rispondere con vigore ai continui attacchi alla nostra autonomia perpetrati da uno Stato sempre più centralizzatore e da un’Europa sempre più distante dai popoli che la abitano. Réunir donc. Riunire. Creare una grande forza autonomista  e poi  riprenderci ciò che ci spetta di diritto. Innanzitutto riconsegnare autonomia finanziaria alla Valle d’Aosta, ciò che in passato ha permesso alla nostra Regione di avere certezza delle risorse a disposizione e di programmare interventi per la popolazione in modo indipendente ed autonomo. Non solo, lottare per il mantenimento delle competenze e per un accrescimento di queste, rilanciare il tema della zona franca e della fiscalità, promuovere e tutelare le  nostre specificità linguistiche e culturali. Appuntamenti elettorali Ci attendono due importanti sfide elettorali che saranno l’occasione per portare intelligenze e competenze progressiste all’interno del Consiglio Regionale e nel Parlamento Italiano. Saranno elezioni da vincere. Un progressista in parlamento significherebbe creare un canale aperto con Roma e  avere la possibilità di agire concretamente per superare le criticità di cui sono permeati i rapporti Stato-Regione. Sarà importante, a questo proposito, condurre attente riflessioni di ordine politico e strategico per far sì di ottenere il miglior risultato, impegnando le risorse e le competenze progressiste in maniera intelligente, con l’unico obiettivo di far il bene per il nostro movimento e per  la Valle d’Aosta. Organizzazione del movimento L’organizzazione del movimento non può che essere nel segno della continuità visto il grande lavoro portato avanti dalla precedente dirigenza. Sia dal punto amministrativo che da quello contabile e gestionale il movimento dimostra di avere una struttura solida ed efficiente. Sarà importante perseverare sulla strada tracciata e continuare a: organizzare in maniera efficace il lavoro amministrativo gestire attentamente il bilancio affrontando le spese per le campagne elettorali con sobrietà calendarizzare con puntualità gli appuntamenti politici migliorare l’efficienza nei tempi di discussione ed in quelli di decisione mediante una forte sinergia e un’efficace comunicazione tra Movimento ed eletti mantenere e potenziare lo standard comunicativo raggiunto grazie al “Gruppo comunicazione” cercando una strategia efficace per rivolgerci anche ad un pubblico giovane continuare ad istituire incontri di formazione individuare sul territorio un giovane progressista da inserire nel Conseil de Direction favorire la nascita di gruppi di lavoro sul modello “Gruppo Migranti” per affrontare le problematiche politiche emergenti rilanciare l’operatività dell’organo Conseil des Élus anche in ottica formativa organizzare momenti ludici e di aggregazione Rispetto al territorio: procedere ad una verifica ed eventuale riorganizzazione della composizione dei gruppi calendarizzare incontri per avvicinare nuovamente al movimento ex iscritti e firmatari La relation programmatique que je vous ai présenté se veut d’être un document ouvert. Si je serai nommée, je me mettrai à l'écoute de toutes les instances et réflexions que vous, les progressistes, vous voudrez me présenter. Il n’y a qu’un seul moyen pour bien faire: tout mettre en commun, tout partager. Pour une toute  première expérience, je vais avoir besoin de vous tous. Je vous remercie sincèrement dès à présent pour votre engagement et votre aide, ensemble nous gagnerons tous les défis. Je souhaite à nous tous un très bon travail.   Elisa Bonin, Président de l'Union Valdôtaine Progressiste

Rapport Politique • Congrès UVP 2017

Rapport du Vice-Président Silvana Cerise

Chers amis les Progressistes, L’ordre du jour du ce congrès extraordinaire prévoit l’élection du nouveau Président de l’Union Valdôtaine Progressiste. C’est à lui qui reviendra, à partir de demain, la tâche de gérer notre Mouvement. Pour une force politique telle que la nôtre la figure du Président est un point de repère très important. Elle est, en effet, la figure centrale porteuse des valeurs fondamentales du Mouvement. Avant de fournir, à la personne qui prendra la relève de Gigi Bertschy, la photographie de la situation actuelle du Mouvement, je veux remercier Gigi pour le travail accompli lors de cette dernière année au sein de l’UVP, mais surtout pour l’action de médiation accomplie avec les autres forces politiques, action qui a permis d’atteindre l’objectif de relancer un nouveau modèle de gestion pour la Vallée d’Aoste. Je le félicite aussi pour son élection à la charge d’Assesseur à la Santé. Depuis le 10 mars dernier, en vertu de l’incompatibilité prévue par nos Statuts entre les charges de Président de l’UVP et d’Assesseur régional, la gestion du Mouvement a été assurée, de façon collégiale, par les deux Vice-présidents. Et ce, en étroite liaison avec le Conseil de Direction. Le congrès de Brissogne de 2016 avait décidé l’ouverture de pourparlers avec les forces politiques présentes au sein du Conseil de la Vallée afin et de définir un nouveau projet politique autonomiste et progressiste et de nouveaux scénarios politiques à même de surmonter le moment très difficile de notre communauté. Aujourd’hui nous pouvons tranquillement dire que l’Union Valdôtaine Progressiste, dans cette dernière année, a su s’affirmer au centre de l’échiquier politique valdôtain avec des propositions progressistes novatrices en termes d’idées, projets et propositions. Consentitemi, a tal fine, di fornirvi un quadro dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica dell’UVP dopo il Congrès di Brissogne, che aveva rinnovato la sua organizzazione amministrativa con l’elezione di un nuovo Presidente e di un nuovo Conseil de Direction. L’attività politica dei nuovi organi dell’Union Valdôtaine Progressiste è iniziata con la condivisione dei temi sollevati dal Comitato “La Valle d’Aosta Riparte” in materia di trasporto pubblico e di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Il lavoro di raccolta delle firme per la presentazione delle due proposte di legge di iniziativa popolare ha visto la partecipazione di un numero elevato di aderenti al Movimento in punti appositamente allestiti. In poco più di un mese sono state raccolte all’incirca 7000 firme. Le due proposte di legge sono approdate all’esame del Consiglio regionale nel mese di novembre e sono state approvate all’unanimità. Il 4 luglio si è tenuto un congresso straordinario per apportare allo Statuto le modifiche indicate dalla Commissione di garanzia degli Statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. In merito all’appuntamento referendario per la modifica alla Costituzione l’UVP, assumendo una posizione autonoma all’interno della maggioranza, non ha avuto dubbi nel giudicare la proposta di riforma costituzionale troppo centralizzatrice ed anti-federalista. Anche in Valle d’Aosta vi è stata una schiacciante vittoria del NO che ha premiato il lavoro di chi come noi ha difeso l’Autonomia della nostra Regione dagli accordi romani. Dall’esito del voto referendario si tragga dunque l’ispirazione e l’impulso per approvare un nuovo Statuto della Valle d’Aosta adeguato ai tempi e fondato sulla nostra autonomia e sul nostro particolarismo. In tema di migranti l’UVP ha aperto un tavolo di lavoro con il fine di approfondire la conoscenza e la fattibilità del modello di accoglienza SPRAR alternativo al Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). Il gruppo di lavoro ha individuato il modello SPRAR adatto alle caratteristiche ed alle esigenze del nostro territorio. Tale modello, infatti, abbandona una prospettiva privatistica della gestione dei migranti a favore di un sistema che vede protagonisti i nostri Comuni e che permette un reciproco scambio tra territorio di accoglienza e migrante richiedente asilo. IL QUADRO POLITICO REGIONALE Nel mese di giugno dello scorso anno l’Union Valdôtaine Progressiste, a fianco di UV, SA e PD-Sinistra VdA, ha dato vita ad un nuovo progetto politico basato su un programma di 27 punti, dichiarando in maniera molto chiara, come da mandato ricevuto dal Conseil des Communautés, che il primo momento di verifica degli obiettivi programmatici e del metodo di lavoro, sarebbe avvenuto alla discussione del bilancio regionale. L’attività di nostri eletti in Consiglio Valle, mantenendo fede all’impegno assunto con la base del Movimento, si è contraddistinta sin da subito da un dibattito politico molto acceso volto a cercare un definitivo cambiamento di metodo e di modello all’interno del sistema di gestione della Cosa pubblica e della politica regionalista autonomista. Grazie alla capacità dei nostri eletti di confrontarsi con tutti e di apportare i correttivi giusti alle problematiche, siamo riusciti ad approvare un bilancio regionale totalmente riscritto rispetto a quello entrato in sede di discussione; un bilancio nuovo volto al rilancio dei settori fondamentali dell’economia valdostana. Questo determina l’inizio di tensioni ancora più elevate tra le forze politiche di maggioranza, si inizia a prendere le distanze dall’estrema personalizzazione della gestione del potere del Presidente della Regione e dalla mancanza di condivisione dell’azione politico-amministrativa. L’UVP si colloca al centro del dibattito politico, dimostrando di saper affrontare le problematiche che emergono dai vari dossier, con idee innovatrici e progressiste. L’UVP, con estrema responsabilità, ha saputo gestire la situazione di immobilismo voluta da un esecutivo dimissionario nella quasi globalità dei suoi componenti; si è aperta quindi una fase di consultazioni molto impegnativa che ha visto nascere, nel mese di marzo di quest’anno, una nuova coesione ed un nuovo progetto politico e l’UVP in coalizione con ALPE, SA, PNV oggi governa la Regione, con due Assessori ed il Presidente del Consiglio regionale. Al Presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset, va riconosciuto il merito di aver saputo condurre i lavori consiliari con fermezza e professionalità nonostante i duri attacchi personali ricevuti. A Gigi e Laurent è stata affidata la guida di due dicasteri molto importanti, a loro i nostri ringraziamenti per quanto fatto sino ad ora e gli auguri di buon lavoro. IL MOVIMENTO Il Movimento e gli eletti sono i due poli principali della nostra vita politica, ogni polo ha la sua sfera di competenze e deve poter lavorare in modo autonomo, la loro azione deve essere coordinata e rispettosa delle prerogative di ognuno. La funzione del Movimento è quella di tracciare la linea politica di azione per gli eletti. Gli eletti sono delegati a ricoprire la carica politica per conto dell’UVP e ne promuovono l’azione ispirandosi alle linee tracciate dal Movimento. I groupes progressistes sono l’articolazione territoriale del Movimento ed in questo momento di crisi della politica, di crisi dei partiti che si configurano sempre più come comitati elettorali e rappresentano sempre meno il luogo di raccordo tra la società e le istituzioni, si rende necessario favorire una partecipazione più diffusa alla vita politica del nostro Movimento. Dobbiamo ripartire dal territorio, dalla nostra base, è necessario calendarizzare sin da subito incontri sul territorio che garantiscano il confronto e coinvolgano una platea più ampia possibile di valdostani sul nostro progetto politico. Un punto di forza del nostro Movimento è rappresentato dall’azione volontaria di chi, a titolo gratuito, ha garantito la gestione dei servizi amministrativi, contabili, l’attività di formazione, l’attività di informazione e di comunicazione. A queste persone va il nostro ringraziamento ed il nostro plauso. A chi invece ha preferito proiettarsi verso nuovi orizzonti, auguriamo buona fortuna. QUALI SCENARI FUTURI PER IL MOVIMENTO E PER LA VALLE D’AOSTA Il popolo valdostano, in questo periodo di grande cambiamento, chiede di avere un punto di riferimento concreto e credibile. Solo l’esistenza di una classe politica coesa può assicurare un cammino e dei risultati certi. Stiamo vivendo una nuova fase del nostro percorso politico più delicata e impegnativa che necessita del sostegno e dell’aiuto costante di un numero sempre maggiore di progressisti, perché la politica non si fa solo con buoni progetti, ma si fa anche con i numeri. Dobbiamo abbandonare ogni logica di divisione e ritrovare una unità di sensibilità, di intelligenze valdostane, autonomiste e progressiste, dando priorità a tutto ciò che ci unisce per difendere gli ideali ed i principi che i padri fondatori dell’Autonomia ci hanno trasmesso. Per salvaguardare e ulteriormente promuovere il futuro dell'Autonomia valdostana e per far fronte all’attuale stato di crisi di valori, è imprescindibile rilanciare la proposta di ricostruzione e di rafforzamento di un fronte autonomista progressista coeso e determinato, in grado di difendere le prerogative e i diritti dei valdostani. L’Union Valdôtaine Progressiste deve saper ridare valore alla Politica e saper recuperare la fiducia dei cittadini delusi che non credono più nelle istituzioni, deve porsi con umiltà all’ascolto della comunità e dimostrare che la buona politica si può e si deve ancora fare. Non permettiamo alle forze politiche che vivono di populismi e di demagogia di radicarsi in Valle d’Aosta. Et pour ce qui est des prochains rendez-vous, c’est-à-dire les élections politiques et régionales, je formule le vœu que l’on puisse avoir une confrontation et un dialogue sérieux avec les toutes les forces politiques autonomistes. Et ce, afin d’œuvrer pour la défense et la souveraineté du Peuple Valdôtain en relevant les nombreux défis qui attendent la Vallée d’Aoste, sans oublier que à la base de notre Autonomie il y a notre culture, nos langues et le sens d’appartenance à notre territoire. J’adresse mes vœux les meilleurs pour un bon et profitable travail au nouveau Président du Mouvement. Merci à vous toutes et vous tous et bon Congrès à tout le monde.   Silvana Cerise

Riflessioni post-congresso

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 23 giugno scorso, ho partecipato in veste di iscritto, al Congresso straordinario di UVP per l’elezione della nuova presidente in sostituzione di Gigi: era per me il primo Congresso a cui partecipavo e devo dire che ho raccolto delle sensazioni molto positive! Innanzitutto il clima famigliare: quel concetto di grande famiglia che Alessia Favre rivendica con orgoglio: in UVP non sei un numero – come eravamo in altri Movimenti/o abituati ad essere – ma una testa pensate che in libertà esprime il proprio pensiero: questo significa fare parte di un Movimento politico: una comunità d’intenti che assieme lavora per unire, per rendere ancora più forte il credo e l’azione Progressista: oggi più che mai la Valle d’Aosta ne ha davvero tanto bisogno! UVP sente il peso della responsabilità in questo momento eccezionalmente storico per la nostra Regione; e lo fa assumendosi le proprie responsabilità, mettendoci direttamente la faccia come ha fatto notare Sandro Nogara; un no forte e convinto alla politica dello scaricabarile, del doppiogiochismo, dell’arroganza e della presunzione al quale assistiamo da qualche mese da parte di molti attori che hanno contribuito – e non poco – allo sfascio della Valle. Serietà e pronta assunzione di responsabilità: è questo il messaggio che esce da Fénis dunque, tutti insieme con la presidente, Elisa Bonin a lavorare per il bene della nostra Regione. Avrei voluto esprimere direttamente dalla tribuna del Congresso questi pensieri e concetti ma, vige in me la buona regola che quando ci si presenta in un contesto nuovo si debba prima di tutto ascoltare in rigoroso silenzio: credo, spero che in futuro non mancheranno le occasioni di poter dare il mio contributo all’interno della grande famiglia di UVP, una famiglia che oggi più che mai deve essere l’interprete fedele di quanto scriveva e preconizzava Emile Chanoux: “La semence doit mourir dans la terre pour produire la plante”. Noi siamo, noi rappresentiamo quella pianta sana, libera che dal sacrificio di un uomo giusto che ha dato la vita per la Valle d’Aosta non dobbiamo tradire mai. Réunir, Réussir! Andrea Portigliatti

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali

Sospese, inlotre, le rate dei mutui in agricoltura

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali e sospese le rate dei mutui in agricoltura Nella seduta del 21 giugno 2017, il Consiglio Valle ha approvato con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S) il testo di legge in materia di aiuti per danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali e sospensione delle rate dei mutui in agricoltura. Il testo, che modifica la norma regionale n. 17/2016 (Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), risulta dal coordinamento di un disegno di legge della Giunta e di una proposta di legge dei gruppi UV, EPAV e PD-SVdA e si compone di cinque articoli che introducono aiuti per la compensazione dei danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, intendendo per tali le condizioni atmosferiche avverse quali gelo, tempeste e grandine, ghiaccio, forti piogge o grave siccità che distruggano più del 30 per cento della produzione media annua di un agricoltore, calcolata sulla base dei tre anni precedenti o di una media triennale basata sul quinquennio precedente, escludendo il valore più basso e quello più elevato. L’onere complessivo è determinato in 2 milioni di euro per il 2018 e 500 mila a decorrere dal 2019. Sono stati inoltre recepiti alcuni emendamenti proposti dall'Assessore Viérin che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato. Il Consiglio ha poi approvato, sempre con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S), un ordine del giorno, depositato in Aula dai gruppi UV, EPAV e PD-SVdA, emendato su proposta dell'Assessore Viérin, che impegna il Governo regionale a operare con le associazioni di categoria, i rappresentanti degli agricoltori e delle associazioni agricole nonché con la terza e seconda Commissione consiliare, per verificare la possibilità di costituire un "fondo mutualistico" dedicato a tutto il settore agricolo regionale entro la fine dell'anno. Il relatore del disegno di legge della Giunta regionale, Vincenzo Grosjean (UVP), ha evidenziato: «Avrei preferito non dover presentare questo provvedimento, considerati gli ingenti danni alla nostra agricoltura, già in difficoltà. Nell'immediato, dopo la gelata del 18 aprile, ci si è resi conto della gravità della situazione e l'Assessorato si è subito messo al lavoro. È importante essere arrivati a questo testo di legge. I danni inizialmente sembravano concentrati ai settori frutticolo e vinicolo, ma anche il l'orticolo ha avuto un danno tale da causare mancanza di reddito. La calamità ha anche colpito la foraggicultura. In terza Commissione c'è stata una lunga e proficua discussione, che ha coinvolto le categorie interessate; sono state proprio quest'ultime a suggerirci di concordare un testo unico, senza procedere con due provvedimenti. La proposta del fondo mutualistico fa onore al settore e ci deve spingere a riflettere. Questa nuova legge ha pochi articoli ma è molto concreta: ci permette di intervenire nell'immediato e di programmare a livello di bilancio fondi per queste evenienze.Dovendoci attenere a normative europee, tutte le aziende devono essere assicurate; chi non lo è, può essere risarcito solo del 50% dei danni. I tecnici ora dovranno predisporre la documentazione per poter accedere le misure, anche se per capire il reale danno si dovrà aspettare la fine del ciclo stagionale.» Il relatore della proposta di legge Renzo Testolin (UV) ha confermato la soddisfazione «per essere giunti ad un accordo su una norma trasversale. L'aver presentato due testi di legge non denota spirito di competizione, ma desiderio di intervenire subito su una problematica che sta a cuore a tutti. Nella norma approvata lo scorso anno, per questioni economiche, ci eravamo limitati ad inserire il sostegno ai premi assicurativi e i finanziamenti per il reimpianto delle produzioni; non avevamo potuto inserire sin da dubito aiuti a fondo perso. È assolutamente importante l'aver potuto garantire un sostegno rilevante nei confronti dei danni; certo, non si può e, dato il contesto attuale, non sarebbe neanche corretto tornare al 100% di contributo per tutte le situazioni, ma in casi così eccezionali è positivo poter sostenere fortemente i settori penalizzati non certo per causa loro. I due testi di legge avevano punti comuni, che sono stati recepiti. Nella nostra proposta erano però presenti altre iniziative per cercare di aiutare ancora più puntualmente: il sostegno delle aziende attraverso un finanziamento agevolato di 18-24 mesi, facilitando così l'accesso al credito; le attività di promozione specifica, propedeutiche ad un aumento dei prezzi; la predisposizione di un fondo mutualistico a partecipazione pubblico-privata. Crediamo che questo testo condiviso potrà dare risposte concrete, accordando la giusta attenzione ai nostri agricoltori.» Il Presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (UVP), ha espresso soddisfazione per l'iter di esame delle due proposte in Commissione «che ci ha visti convergere unanimemente su di un testo di legge. Tuttavia, se oggi ci rimettiamo a discutere su dettagli già affrontati che rimettono in discussione alcune parti di questo disegno di legge, mi chiedo il senso della discussione in Commissione.» La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha detto che «l'interesse su questo argomento è stato trasversale e condiviso. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più palpabili, con conseguenze più gravi rispetto alle gelate tardive del passato: è quindi importante fare una riflessione approfondita sull'uso dell'acqua, fonte primaria per l'agricoltura, così come bisogna trovare un sistema di valutazione che dia risposte immediate alle necessità evitando le complicazioni burocratiche. Desidero poi sottolineare l'atteggiamento di realismo degli agricoltori, i quali hanno cercato di affrontare i problemi con positività, con spirito di autoassunzione di responsabilità.» Il Consigliere Paolo Cretier (PD-SVdA) ha evidenziato: «Il lavoro svolto in Commissione è stato positivo: occorreva trovare una misura che potesse aiutare indistintamente tutte le aziende, perché i danni sono stati davvero ingenti. A nostro parere, bisogna procedere con la realizzazione di un banco di mutuo soccorso. Altro aspetto da non sottovalutare è la questione dei cambiamenti climatici, che rischiano di portare siccità ma anche bombe d'acqua. La politica deve dare delle risposte: con questo testo condiviso si fa un tentativo.» Il Consigliere André Lanièce (EPAV) ha osservato: «Maggioranza e minoranza hanno voluto fare sintesi per aiutare gli agricoltori, con buon senso e spirito collaborativo. L'Assessorato dovrà tenere conto dell'esigenza di semplificazione rappresentata dalle associazioni di categoria nel corso dei lavori della Commissione. Voglio poi sottolineare l'azione svolta a livello nazionale, insieme con le altre Regioni colpite, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale; la Valle d'Aosta è capofila e coordinatrice di un gruppo politico e tecnico per portare all'attenzione del Governo nazionale i gravi danni riportati, al fine di giungere alla creazione di un fondo di solidarietà che, sommandosi alle misure regionali, speriamo possa dare ai nostri agricoltori un'ulteriore possibilità di indennizzo. Infine, mi auguro che venga costituito al più presto un fondo mutualistico a favore di tutto il settore agricolo, in modo da garantire uno strumento di sostegno flessibile, più snello e adatto a supportare tutte le aziende in caso di gravi criticità future.» L'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Laurent Viérin, in chiusura di discussione generale, ha ringraziato i Consiglieri per aver lavorato con spirito di condivisione per il sostegno e il rilancio dell'agricoltura: «Quand on a envie de travailler sur les dossiers, la politique est à même de donner des réponses rapides aux questions urgentes - ha detto l'Assessore -. Il fatto di dare una risposta immediata ad un problema non prevedibile suggerisce due considerazioni: da una parte, sulla necessità di intervenire tempestivamente di fronte ad un problema, dall'altra, sull'esigenza di lavorare sulla pianificazione e sulla prevenzione per il futuro. Infatti, come legislatori, non dobbiamo soltanto rincorrere gli eventi, ma dobbiamo avere la capacità di prevedere il futuro, soprattutto nei settori che hanno la necessità di essere considerati in un contesto più ampio. In effetti, la legge 17, pensata solo ad agosto dell'anno scorso, non aveva previsto le disposizioni che oggi abbiamo pensato e che sono una risposta concreta. Da queste considerazioni è nato il testo di legge della Giunta che modifica la disciplina regionale degli aiuti approvata nel 2016: un testo che non si riferisce soltanto alle gelate di quest'anno, ma che, facendo sintesi con le richieste degli agricoltori, programma il futuro introducendo il concetto di aiuto in caso di calamità naturali. L'iter in Commissione ha poi completato il percorso trovando una sinergia con la proposta avanzata da alcuni Consiglieri di minoranza. Credo che 2,5 milioni di euro siano il chiaro segnale dell'attenzione nei confronti degli agricoltori. Questo settore ha una necessità di intervento perché se non è accompagnato soccombe. Questo testo, quindi, tutelerà il comparto per il futuro, al di là di chi amministrerà. Evidenzio anche che, a livello nazionale, ci siamo attivati all'interno della Conferenza delle Regioni e, in qualità di capofila, siamo riusciti a far finanziare con 20 milioni il fondo di solidarietà nazionale.» L'Assessore ha quindi annunciato il deposito di alcuni emendamenti, condivisi con i Commissari a seguito di un incontro con le categorie, che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato, sospensione che rappresenterebbe una boccata di ossigeno per il comparto.