Intervention de Elisa Bonin, Président UVP

Madame et monsieur les vice-présidents, Mesdames et messieurs membres du Conseil de Diréction, c’est avec émotion que je présente aujourd’hui ma candidature à la présidence de l’Union Valdôtaine Progressiste. J’ai décidé de m’engager à nouveau pour le Mouvement après avoir tenu compte de tous les aspects que cela entraîne, surtout dans ma vie familiale et affective.  Je ne crois pas dans les amazones qui se dédient entièrement à la politique au détriment  de leurs vies privées;  je préfère imaginer ma présidence, dans le cas de mon élection, comme une  médiation et une gestion d’un travail d’équipe fondé sur le dialogue et le partage. L’Union Valdôtaine Progressiste, dès sa naissance jusqu’à présent, a travaillé pour  poursuivre l’objectif d’ébranler le sombre système antidémocratique dont la Vallée d’Aoste était victime. Cet objectif a été atteint par un travail synergique, cohérent et voué au changement, entre le mouvement et ses élus, notamment grâce à l’action courageuse de notre Président du Conseil. Aujourd’hui, une grande mission nous attend: rendre notre Mouvement l’acteur principal de la réalisation d’un tout nouveau système Vallée d’Aoste. Un pari que, j’en suis sûre, nous gagnerons tous ensemble! Je remercie tous ceux qui ont cru en moi en me demandant de poser ma candidature pour vivre cette nouvelle expérience. Merci à Alessia, Gigi, Silvana et Fabio pour l’immense  travail conduit  et à tous ceux qui, jusqu’à présent, se sont engagés pour défendre les valeurs autonomistes et progressistes. Réunir, réussir!   Care progressiste, cari progressisti, quello appena trascorso è stato un grande anno per il nostro movimento. Grazie a scelte coraggiose, lungimiranti  e coerenti l’UVP è diventata il principale  protagonista della scena politica regionale. I valdostani hanno finalmente assistito ad un cambio di rotta rispetto al passato , grazie ad un nuovo progetto politico da noi promosso, caratterizzato da un metodo diverso e democratico, del quale oggi raccogliamo  i primi frutti. Riuscire nell’obiettivo di rovesciare un sistema malato e inappropriato per una Valle d’Aosta che guarda al domani, ha ridato entusiasmo a chi era un po’ demotivato e ha nuovamente avvicinato al nostro movimento molta gente che non aveva condiviso o forse capito la portata di alcune scelte. E’ però ancora necessario fare molto lavoro: dobbiamo imparare ad indirizzare il nostro messaggio politico verso gli indifferenti e i disillusi, riconquistare il territorio che ha detto “basta”. Cercando di guardare al futuro è giunto il momento di costruire. Abbiamo bisogno di un grande lavoro di squadra, a cui tutti voi siete chiamati a partecipare con grinta, positività ed energia per raggiungere un obiettivo davvero alto; riprenderci la Valle d’Aosta, renderla migliore e restituirla ai valdostani.
Una casa per gli autonomisti.
Potremmo immaginare il periodo che ci si prospetta davanti come un cantiere aperto in cui si costruisce una casa. Una casa per gli autonomisti. Le fondamenta già ci sono, ma non basta. L’attuale alleanza di Governo, infatti, potrebbe essere un punto di partenza per un progetto a lungo termine, ma saranno necessarie importanti riflessioni a questo riguardo. ovremo operare con determinazione per riunire tutte le sensibilità e le intelligenze del mondo autonomista progressista del panorama politico valdostano, prediligendo i legami con chi, in questo periodo di legislatura, ha saputo operare con lealtà, spirito costruttivo e rispetto dei ruoli, mettendo da parte gli aspetti elettorali personali a favore del progetto politico di rinnovamento. Costruire una casa per gli autonomisti significherà saper accogliere tutti i valdostani e le valdostane che si riconoscono in tale pensiero e che intendono mettere in comune le loro energie e spenderle per la Valle d’Aosta. Solo così facendo potremo avere la forza per rispondere con vigore ai continui attacchi alla nostra autonomia perpetrati da uno Stato sempre più centralizzatore e da un’Europa sempre più distante dai popoli che la abitano. Réunir donc. Riunire. Creare una grande forza autonomista  e poi  riprenderci ciò che ci spetta di diritto. Innanzitutto riconsegnare autonomia finanziaria alla Valle d’Aosta, ciò che in passato ha permesso alla nostra Regione di avere certezza delle risorse a disposizione e di programmare interventi per la popolazione in modo indipendente ed autonomo. Non solo, lottare per il mantenimento delle competenze e per un accrescimento di queste, rilanciare il tema della zona franca e della fiscalità, promuovere e tutelare le  nostre specificità linguistiche e culturali.
Appuntamenti elettorali
Ci attendono due importanti sfide elettorali che saranno l’occasione per portare intelligenze e competenze progressiste all’interno del Consiglio Regionale e nel Parlamento Italiano. Saranno elezioni da vincere. Un progressista in parlamento significherebbe creare un canale aperto con Roma e  avere la possibilità di agire concretamente per superare le criticità di cui sono permeati i rapporti Stato-Regione. Sarà importante, a questo proposito, condurre attente riflessioni di ordine politico e strategico per far sì di ottenere il miglior risultato, impegnando le risorse e le competenze progressiste in maniera intelligente, con l’unico obiettivo di far il bene per il nostro movimento e per  la Valle d’Aosta.
Organizzazione del movimento
L’organizzazione del movimento non può che essere nel segno della continuità visto il grande lavoro portato avanti dalla precedente dirigenza. Sia dal punto amministrativo che da quello contabile e gestionale il movimento dimostra di avere una struttura solida ed efficiente. Sarà importante perseverare sulla strada tracciata e continuare a:
  • organizzare in maniera efficace il lavoro amministrativo
  • gestire attentamente il bilancio affrontando le spese per le campagne elettorali con sobrietà
  • calendarizzare con puntualità gli appuntamenti politici
  • migliorare l’efficienza nei tempi di discussione ed in quelli di decisione mediante una forte sinergia e un’efficace comunicazione tra Movimento ed eletti
  • mantenere e potenziare lo standard comunicativo raggiunto grazie al “Gruppo comunicazione” cercando una strategia efficace per rivolgerci anche ad un pubblico giovane
  • continuare ad istituire incontri di formazione
  • individuare sul territorio un giovane progressista da inserire nel Conseil de Direction
  • favorire la nascita di gruppi di lavoro sul modello “Gruppo Migranti” per affrontare le problematiche politiche emergenti
  • rilanciare l’operatività dell’organo Conseil des Élus anche in ottica formativa
  • organizzare momenti ludici e di aggregazione
Rispetto al territorio:
  • procedere ad una verifica ed eventuale riorganizzazione della composizione dei gruppi
  • calendarizzare incontri per avvicinare nuovamente al movimento ex iscritti e firmatari
La relation programmatique que je vous ai présenté se veut d’être un document ouvert. Si je serai nommée, je me mettrai à l'écoute de toutes les instances et réflexions que vous, les progressistes, vous voudrez me présenter. Il n’y a qu’un seul moyen pour bien faire: tout mettre en commun, tout partager. Pour une toute  première expérience, je vais avoir besoin de vous tous. Je vous remercie sincèrement dès à présent pour votre engagement et votre aide, ensemble nous gagnerons tous les défis. Je souhaite à nous tous un très bon travail.  

Elisa Bonin, Président de l'Union Valdôtaine Progressiste

Rapport Politique • Congrès UVP 2017

Rapport du Vice-Président Silvana Cerise

Chers amis les Progressistes, L’ordre du jour du ce congrès extraordinaire prévoit l’élection du nouveau Président de l’Union Valdôtaine Progressiste. C’est à lui qui reviendra, à partir de demain, la tâche de gérer notre Mouvement. Pour une force politique telle que la nôtre la figure du Président est un point de repère très important. Elle est, en effet, la figure centrale porteuse des valeurs fondamentales du Mouvement. Avant de fournir, à la personne qui prendra la relève de Gigi Bertschy, la photographie de la situation actuelle du Mouvement, je veux remercier Gigi pour le travail accompli lors de cette dernière année au sein de l’UVP, mais surtout pour l’action de médiation accomplie avec les autres forces politiques, action qui a permis d’atteindre l’objectif de relancer un nouveau modèle de gestion pour la Vallée d’Aoste. Je le félicite aussi pour son élection à la charge d’Assesseur à la Santé. Depuis le 10 mars dernier, en vertu de l’incompatibilité prévue par nos Statuts entre les charges de Président de l’UVP et d’Assesseur régional, la gestion du Mouvement a été assurée, de façon collégiale, par les deux Vice-présidents. Et ce, en étroite liaison avec le Conseil de Direction. Le congrès de Brissogne de 2016 avait décidé l’ouverture de pourparlers avec les forces politiques présentes au sein du Conseil de la Vallée afin et de définir un nouveau projet politique autonomiste et progressiste et de nouveaux scénarios politiques à même de surmonter le moment très difficile de notre communauté. Aujourd’hui nous pouvons tranquillement dire que l’Union Valdôtaine Progressiste, dans cette dernière année, a su s’affirmer au centre de l’échiquier politique valdôtain avec des propositions progressistes novatrices en termes d’idées, projets et propositions. Consentitemi, a tal fine, di fornirvi un quadro dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica dell’UVP dopo il Congrès di Brissogne, che aveva rinnovato la sua organizzazione amministrativa con l’elezione di un nuovo Presidente e di un nuovo Conseil de Direction. L’attività politica dei nuovi organi dell’Union Valdôtaine Progressiste è iniziata con la condivisione dei temi sollevati dal Comitato “La Valle d’Aosta Riparte” in materia di trasporto pubblico e di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Il lavoro di raccolta delle firme per la presentazione delle due proposte di legge di iniziativa popolare ha visto la partecipazione di un numero elevato di aderenti al Movimento in punti appositamente allestiti. In poco più di un mese sono state raccolte all’incirca 7000 firme. Le due proposte di legge sono approdate all’esame del Consiglio regionale nel mese di novembre e sono state approvate all’unanimità. Il 4 luglio si è tenuto un congresso straordinario per apportare allo Statuto le modifiche indicate dalla Commissione di garanzia degli Statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. In merito all’appuntamento referendario per la modifica alla Costituzione l’UVP, assumendo una posizione autonoma all’interno della maggioranza, non ha avuto dubbi nel giudicare la proposta di riforma costituzionale troppo centralizzatrice ed anti-federalista. Anche in Valle d’Aosta vi è stata una schiacciante vittoria del NO che ha premiato il lavoro di chi come noi ha difeso l’Autonomia della nostra Regione dagli accordi romani. Dall’esito del voto referendario si tragga dunque l’ispirazione e l’impulso per approvare un nuovo Statuto della Valle d’Aosta adeguato ai tempi e fondato sulla nostra autonomia e sul nostro particolarismo. In tema di migranti l’UVP ha aperto un tavolo di lavoro con il fine di approfondire la conoscenza e la fattibilità del modello di accoglienza SPRAR alternativo al Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). Il gruppo di lavoro ha individuato il modello SPRAR adatto alle caratteristiche ed alle esigenze del nostro territorio. Tale modello, infatti, abbandona una prospettiva privatistica della gestione dei migranti a favore di un sistema che vede protagonisti i nostri Comuni e che permette un reciproco scambio tra territorio di accoglienza e migrante richiedente asilo. IL QUADRO POLITICO REGIONALE Nel mese di giugno dello scorso anno l’Union Valdôtaine Progressiste, a fianco di UV, SA e PD-Sinistra VdA, ha dato vita ad un nuovo progetto politico basato su un programma di 27 punti, dichiarando in maniera molto chiara, come da mandato ricevuto dal Conseil des Communautés, che il primo momento di verifica degli obiettivi programmatici e del metodo di lavoro, sarebbe avvenuto alla discussione del bilancio regionale. L’attività di nostri eletti in Consiglio Valle, mantenendo fede all’impegno assunto con la base del Movimento, si è contraddistinta sin da subito da un dibattito politico molto acceso volto a cercare un definitivo cambiamento di metodo e di modello all’interno del sistema di gestione della Cosa pubblica e della politica regionalista autonomista. Grazie alla capacità dei nostri eletti di confrontarsi con tutti e di apportare i correttivi giusti alle problematiche, siamo riusciti ad approvare un bilancio regionale totalmente riscritto rispetto a quello entrato in sede di discussione; un bilancio nuovo volto al rilancio dei settori fondamentali dell’economia valdostana. Questo determina l’inizio di tensioni ancora più elevate tra le forze politiche di maggioranza, si inizia a prendere le distanze dall’estrema personalizzazione della gestione del potere del Presidente della Regione e dalla mancanza di condivisione dell’azione politico-amministrativa. L’UVP si colloca al centro del dibattito politico, dimostrando di saper affrontare le problematiche che emergono dai vari dossier, con idee innovatrici e progressiste. L’UVP, con estrema responsabilità, ha saputo gestire la situazione di immobilismo voluta da un esecutivo dimissionario nella quasi globalità dei suoi componenti; si è aperta quindi una fase di consultazioni molto impegnativa che ha visto nascere, nel mese di marzo di quest’anno, una nuova coesione ed un nuovo progetto politico e l’UVP in coalizione con ALPE, SA, PNV oggi governa la Regione, con due Assessori ed il Presidente del Consiglio regionale. Al Presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset, va riconosciuto il merito di aver saputo condurre i lavori consiliari con fermezza e professionalità nonostante i duri attacchi personali ricevuti. A Gigi e Laurent è stata affidata la guida di due dicasteri molto importanti, a loro i nostri ringraziamenti per quanto fatto sino ad ora e gli auguri di buon lavoro. IL MOVIMENTO Il Movimento e gli eletti sono i due poli principali della nostra vita politica, ogni polo ha la sua sfera di competenze e deve poter lavorare in modo autonomo, la loro azione deve essere coordinata e rispettosa delle prerogative di ognuno. La funzione del Movimento è quella di tracciare la linea politica di azione per gli eletti. Gli eletti sono delegati a ricoprire la carica politica per conto dell’UVP e ne promuovono l’azione ispirandosi alle linee tracciate dal Movimento. I groupes progressistes sono l’articolazione territoriale del Movimento ed in questo momento di crisi della politica, di crisi dei partiti che si configurano sempre più come comitati elettorali e rappresentano sempre meno il luogo di raccordo tra la società e le istituzioni, si rende necessario favorire una partecipazione più diffusa alla vita politica del nostro Movimento. Dobbiamo ripartire dal territorio, dalla nostra base, è necessario calendarizzare sin da subito incontri sul territorio che garantiscano il confronto e coinvolgano una platea più ampia possibile di valdostani sul nostro progetto politico. Un punto di forza del nostro Movimento è rappresentato dall’azione volontaria di chi, a titolo gratuito, ha garantito la gestione dei servizi amministrativi, contabili, l’attività di formazione, l’attività di informazione e di comunicazione. A queste persone va il nostro ringraziamento ed il nostro plauso. A chi invece ha preferito proiettarsi verso nuovi orizzonti, auguriamo buona fortuna. QUALI SCENARI FUTURI PER IL MOVIMENTO E PER LA VALLE D’AOSTA Il popolo valdostano, in questo periodo di grande cambiamento, chiede di avere un punto di riferimento concreto e credibile. Solo l’esistenza di una classe politica coesa può assicurare un cammino e dei risultati certi. Stiamo vivendo una nuova fase del nostro percorso politico più delicata e impegnativa che necessita del sostegno e dell’aiuto costante di un numero sempre maggiore di progressisti, perché la politica non si fa solo con buoni progetti, ma si fa anche con i numeri. Dobbiamo abbandonare ogni logica di divisione e ritrovare una unità di sensibilità, di intelligenze valdostane, autonomiste e progressiste, dando priorità a tutto ciò che ci unisce per difendere gli ideali ed i principi che i padri fondatori dell’Autonomia ci hanno trasmesso. Per salvaguardare e ulteriormente promuovere il futuro dell'Autonomia valdostana e per far fronte all’attuale stato di crisi di valori, è imprescindibile rilanciare la proposta di ricostruzione e di rafforzamento di un fronte autonomista progressista coeso e determinato, in grado di difendere le prerogative e i diritti dei valdostani. L’Union Valdôtaine Progressiste deve saper ridare valore alla Politica e saper recuperare la fiducia dei cittadini delusi che non credono più nelle istituzioni, deve porsi con umiltà all’ascolto della comunità e dimostrare che la buona politica si può e si deve ancora fare. Non permettiamo alle forze politiche che vivono di populismi e di demagogia di radicarsi in Valle d’Aosta. Et pour ce qui est des prochains rendez-vous, c’est-à-dire les élections politiques et régionales, je formule le vœu que l’on puisse avoir une confrontation et un dialogue sérieux avec les toutes les forces politiques autonomistes. Et ce, afin d’œuvrer pour la défense et la souveraineté du Peuple Valdôtain en relevant les nombreux défis qui attendent la Vallée d’Aoste, sans oublier que à la base de notre Autonomie il y a notre culture, nos langues et le sens d’appartenance à notre territoire. J’adresse mes vœux les meilleurs pour un bon et profitable travail au nouveau Président du Mouvement. Merci à vous toutes et vous tous et bon Congrès à tout le monde.   Silvana Cerise

Riflessioni post-congresso

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 23 giugno scorso, ho partecipato in veste di iscritto, al Congresso straordinario di UVP per l’elezione della nuova presidente in sostituzione di Gigi: era per me il primo Congresso a cui partecipavo e devo dire che ho raccolto delle sensazioni molto positive! Innanzitutto il clima famigliare: quel concetto di grande famiglia che Alessia Favre rivendica con orgoglio: in UVP non sei un numero – come eravamo in altri Movimenti/o abituati ad essere – ma una testa pensate che in libertà esprime il proprio pensiero: questo significa fare parte di un Movimento politico: una comunità d’intenti che assieme lavora per unire, per rendere ancora più forte il credo e l’azione Progressista: oggi più che mai la Valle d’Aosta ne ha davvero tanto bisogno! UVP sente il peso della responsabilità in questo momento eccezionalmente storico per la nostra Regione; e lo fa assumendosi le proprie responsabilità, mettendoci direttamente la faccia come ha fatto notare Sandro Nogara; un no forte e convinto alla politica dello scaricabarile, del doppiogiochismo, dell’arroganza e della presunzione al quale assistiamo da qualche mese da parte di molti attori che hanno contribuito – e non poco – allo sfascio della Valle. Serietà e pronta assunzione di responsabilità: è questo il messaggio che esce da Fénis dunque, tutti insieme con la presidente, Elisa Bonin a lavorare per il bene della nostra Regione. Avrei voluto esprimere direttamente dalla tribuna del Congresso questi pensieri e concetti ma, vige in me la buona regola che quando ci si presenta in un contesto nuovo si debba prima di tutto ascoltare in rigoroso silenzio: credo, spero che in futuro non mancheranno le occasioni di poter dare il mio contributo all’interno della grande famiglia di UVP, una famiglia che oggi più che mai deve essere l’interprete fedele di quanto scriveva e preconizzava Emile Chanoux: “La semence doit mourir dans la terre pour produire la plante”. Noi siamo, noi rappresentiamo quella pianta sana, libera che dal sacrificio di un uomo giusto che ha dato la vita per la Valle d’Aosta non dobbiamo tradire mai. Réunir, Réussir! Andrea Portigliatti

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali

Sospese, inlotre, le rate dei mutui in agricoltura

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali e sospese le rate dei mutui in agricoltura Nella seduta del 21 giugno 2017, il Consiglio Valle ha approvato con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S) il testo di legge in materia di aiuti per danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali e sospensione delle rate dei mutui in agricoltura. Il testo, che modifica la norma regionale n. 17/2016 (Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), risulta dal coordinamento di un disegno di legge della Giunta e di una proposta di legge dei gruppi UV, EPAV e PD-SVdA e si compone di cinque articoli che introducono aiuti per la compensazione dei danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, intendendo per tali le condizioni atmosferiche avverse quali gelo, tempeste e grandine, ghiaccio, forti piogge o grave siccità che distruggano più del 30 per cento della produzione media annua di un agricoltore, calcolata sulla base dei tre anni precedenti o di una media triennale basata sul quinquennio precedente, escludendo il valore più basso e quello più elevato. L’onere complessivo è determinato in 2 milioni di euro per il 2018 e 500 mila a decorrere dal 2019. Sono stati inoltre recepiti alcuni emendamenti proposti dall'Assessore Viérin che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato. Il Consiglio ha poi approvato, sempre con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S), un ordine del giorno, depositato in Aula dai gruppi UV, EPAV e PD-SVdA, emendato su proposta dell'Assessore Viérin, che impegna il Governo regionale a operare con le associazioni di categoria, i rappresentanti degli agricoltori e delle associazioni agricole nonché con la terza e seconda Commissione consiliare, per verificare la possibilità di costituire un "fondo mutualistico" dedicato a tutto il settore agricolo regionale entro la fine dell'anno. Il relatore del disegno di legge della Giunta regionale, Vincenzo Grosjean (UVP), ha evidenziato: «Avrei preferito non dover presentare questo provvedimento, considerati gli ingenti danni alla nostra agricoltura, già in difficoltà. Nell'immediato, dopo la gelata del 18 aprile, ci si è resi conto della gravità della situazione e l'Assessorato si è subito messo al lavoro. È importante essere arrivati a questo testo di legge. I danni inizialmente sembravano concentrati ai settori frutticolo e vinicolo, ma anche il l'orticolo ha avuto un danno tale da causare mancanza di reddito. La calamità ha anche colpito la foraggicultura. In terza Commissione c'è stata una lunga e proficua discussione, che ha coinvolto le categorie interessate; sono state proprio quest'ultime a suggerirci di concordare un testo unico, senza procedere con due provvedimenti. La proposta del fondo mutualistico fa onore al settore e ci deve spingere a riflettere. Questa nuova legge ha pochi articoli ma è molto concreta: ci permette di intervenire nell'immediato e di programmare a livello di bilancio fondi per queste evenienze.Dovendoci attenere a normative europee, tutte le aziende devono essere assicurate; chi non lo è, può essere risarcito solo del 50% dei danni. I tecnici ora dovranno predisporre la documentazione per poter accedere le misure, anche se per capire il reale danno si dovrà aspettare la fine del ciclo stagionale.» Il relatore della proposta di legge Renzo Testolin (UV) ha confermato la soddisfazione «per essere giunti ad un accordo su una norma trasversale. L'aver presentato due testi di legge non denota spirito di competizione, ma desiderio di intervenire subito su una problematica che sta a cuore a tutti. Nella norma approvata lo scorso anno, per questioni economiche, ci eravamo limitati ad inserire il sostegno ai premi assicurativi e i finanziamenti per il reimpianto delle produzioni; non avevamo potuto inserire sin da dubito aiuti a fondo perso. È assolutamente importante l'aver potuto garantire un sostegno rilevante nei confronti dei danni; certo, non si può e, dato il contesto attuale, non sarebbe neanche corretto tornare al 100% di contributo per tutte le situazioni, ma in casi così eccezionali è positivo poter sostenere fortemente i settori penalizzati non certo per causa loro. I due testi di legge avevano punti comuni, che sono stati recepiti. Nella nostra proposta erano però presenti altre iniziative per cercare di aiutare ancora più puntualmente: il sostegno delle aziende attraverso un finanziamento agevolato di 18-24 mesi, facilitando così l'accesso al credito; le attività di promozione specifica, propedeutiche ad un aumento dei prezzi; la predisposizione di un fondo mutualistico a partecipazione pubblico-privata. Crediamo che questo testo condiviso potrà dare risposte concrete, accordando la giusta attenzione ai nostri agricoltori.» Il Presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (UVP), ha espresso soddisfazione per l'iter di esame delle due proposte in Commissione «che ci ha visti convergere unanimemente su di un testo di legge. Tuttavia, se oggi ci rimettiamo a discutere su dettagli già affrontati che rimettono in discussione alcune parti di questo disegno di legge, mi chiedo il senso della discussione in Commissione.» La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha detto che «l'interesse su questo argomento è stato trasversale e condiviso. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più palpabili, con conseguenze più gravi rispetto alle gelate tardive del passato: è quindi importante fare una riflessione approfondita sull'uso dell'acqua, fonte primaria per l'agricoltura, così come bisogna trovare un sistema di valutazione che dia risposte immediate alle necessità evitando le complicazioni burocratiche. Desidero poi sottolineare l'atteggiamento di realismo degli agricoltori, i quali hanno cercato di affrontare i problemi con positività, con spirito di autoassunzione di responsabilità.» Il Consigliere Paolo Cretier (PD-SVdA) ha evidenziato: «Il lavoro svolto in Commissione è stato positivo: occorreva trovare una misura che potesse aiutare indistintamente tutte le aziende, perché i danni sono stati davvero ingenti. A nostro parere, bisogna procedere con la realizzazione di un banco di mutuo soccorso. Altro aspetto da non sottovalutare è la questione dei cambiamenti climatici, che rischiano di portare siccità ma anche bombe d'acqua. La politica deve dare delle risposte: con questo testo condiviso si fa un tentativo.» Il Consigliere André Lanièce (EPAV) ha osservato: «Maggioranza e minoranza hanno voluto fare sintesi per aiutare gli agricoltori, con buon senso e spirito collaborativo. L'Assessorato dovrà tenere conto dell'esigenza di semplificazione rappresentata dalle associazioni di categoria nel corso dei lavori della Commissione. Voglio poi sottolineare l'azione svolta a livello nazionale, insieme con le altre Regioni colpite, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale; la Valle d'Aosta è capofila e coordinatrice di un gruppo politico e tecnico per portare all'attenzione del Governo nazionale i gravi danni riportati, al fine di giungere alla creazione di un fondo di solidarietà che, sommandosi alle misure regionali, speriamo possa dare ai nostri agricoltori un'ulteriore possibilità di indennizzo. Infine, mi auguro che venga costituito al più presto un fondo mutualistico a favore di tutto il settore agricolo, in modo da garantire uno strumento di sostegno flessibile, più snello e adatto a supportare tutte le aziende in caso di gravi criticità future.» L'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Laurent Viérin, in chiusura di discussione generale, ha ringraziato i Consiglieri per aver lavorato con spirito di condivisione per il sostegno e il rilancio dell'agricoltura: «Quand on a envie de travailler sur les dossiers, la politique est à même de donner des réponses rapides aux questions urgentes - ha detto l'Assessore -. Il fatto di dare una risposta immediata ad un problema non prevedibile suggerisce due considerazioni: da una parte, sulla necessità di intervenire tempestivamente di fronte ad un problema, dall'altra, sull'esigenza di lavorare sulla pianificazione e sulla prevenzione per il futuro. Infatti, come legislatori, non dobbiamo soltanto rincorrere gli eventi, ma dobbiamo avere la capacità di prevedere il futuro, soprattutto nei settori che hanno la necessità di essere considerati in un contesto più ampio. In effetti, la legge 17, pensata solo ad agosto dell'anno scorso, non aveva previsto le disposizioni che oggi abbiamo pensato e che sono una risposta concreta. Da queste considerazioni è nato il testo di legge della Giunta che modifica la disciplina regionale degli aiuti approvata nel 2016: un testo che non si riferisce soltanto alle gelate di quest'anno, ma che, facendo sintesi con le richieste degli agricoltori, programma il futuro introducendo il concetto di aiuto in caso di calamità naturali. L'iter in Commissione ha poi completato il percorso trovando una sinergia con la proposta avanzata da alcuni Consiglieri di minoranza. Credo che 2,5 milioni di euro siano il chiaro segnale dell'attenzione nei confronti degli agricoltori. Questo settore ha una necessità di intervento perché se non è accompagnato soccombe. Questo testo, quindi, tutelerà il comparto per il futuro, al di là di chi amministrerà. Evidenzio anche che, a livello nazionale, ci siamo attivati all'interno della Conferenza delle Regioni e, in qualità di capofila, siamo riusciti a far finanziare con 20 milioni il fondo di solidarietà nazionale.» L'Assessore ha quindi annunciato il deposito di alcuni emendamenti, condivisi con i Commissari a seguito di un incontro con le categorie, che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato, sospensione che rappresenterebbe una boccata di ossigeno per il comparto.

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Intervista ad Alessia Favre

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nata ad Aosta il 22.06.1979, Senpiolentse, mamma di Demetra. Dipendente regionale, autonomista e amante dell’arte. Presidente di UVP dal 2013 al 2016, consigliere di opposizione nel comune di Saint-Pierre. Nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: Alessia, sei stata la prima indimenticabile Presidente alla guida del nostro Movimento: raccontaci alcuni tuoi ricordi e sensazioni sui diversi momenti politici che hanno caratterizzato la tua presidenza e quella di Luigi Bertschy in seguito. È stato per me un grande onore essere alla guida di UVP, ma anche una grande occasione di crescita personale e politica e ringrazio ancora il movimento tutto per avermi dato questa bellissima opportunità. E' stata un'esperienza intensa e profonda, alle volte anche difficile per il peso della responsabilità che ho sentito ma davvero molto positiva sia per quanto riguarda gli aspetti di formazione politica che sul fronte dei rapporti umani. Abbiamo dimostrato che il dissenso può essere costruttivo e che bisogna lottare per le proprie idee. Ci abbiamo messo impegno e fatica e abbiamo raccolto soddisfazioni. Nella prima fase del nostro percorso abbiamo anche subito accuse e attacchi ma sono sinceramente convinta che tutti noi progressisti abbiamo dimostrato quando sia importante in politica non mescolare i piani e non far scendere mai la critica e l'attacco sul profilo personale. Siamo gente seria. Tanti sono i ricordi positivi e numerosi i momenti che rimarranno del cuore per sempre. Dalle riunioni sul territorio ai messaggi di sostegno, dalla costruzione di una squadra di lavoro che è diventata un po' una seconda famiglia, alla parte intellettuale di proposte e idee con cui caratterizzare la nostra azione politica. Senza dimenticare la costruzione di legami con gli alleati per un percorso di comunità e di difesa dei nostri valori autonomisti. Al momento del passaggio di testimone non avrebbe potuto esserci persona migliore di Gigi Berstchy. Gigi e' stato un grande federatore e ha permesso al nostro movimento di avere davvero un nuovo ruolo nello scenario politico valdostano assumendosi la responsabilità di governare. Ho condiviso e sostenuto ogni passaggio e sono certa che i frutti si raccoglieranno perché i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, gli eletti tutti, ai quali vanno la mia completa stima e un'amicizia profonda costruite nel tempo, stanno lavorando benissimo, in modo particolare Laurent e Gigi che si ritrovano alla guida di due Assessorati complessi, nel cui lavoro e potenzialità crediamo fortemente e Andrea che con la sua carica di Presidente del Consiglio ha dimostrato una pregevole capacità di gestire il ruolo e le connesse dinamiche. Personalmente sono molto orgogliosa di fare parte di questa squadra. Cultura ed Agricoltura, due assessorati regionali che ti hanno vista e ti vedono attualmente lavorare attivamente: descrivi la tua esperienza lavorativa. Sono fortunata perché i tempi per l'occupazione anche in Valle d'Aosta sono difficili e chi ha la fortuna di avere un lavoro fisso ha già di per se' un'importante risorsa. Di questa ricchezza sono consapevole ed è anche per questo motivo che ho voluto mettermi in gioco a livello di impegno politico proprio perché credo che chi abbia una tutela, sotto il profilo lavorativo, debba dare voce anche a chi, e penso ai liberi professionisti o ai giovani in cerca di lavoro, non e' libero al punto tale da mettersi in gioco completamente. Nasco con una formazione culturale e ho lavorato finora in quel settore che è nel mio cuore. Anni intensi e molto belli. Ho avuto ora l'opportunità di approfondire un settore diverso, l'agricoltura e sono molto contenta di quest'occasione perché quello che ho finora avuto modo di conoscere è un settore dinamico, con grande potenziale, con professionisti interni ed esterni all'Amministrazione molto competenti ed estremamente preparati. Una doppia opportunità, quella di lavorare per i due settori, cultura e agricoltura, che sono alla base della nostra identità e delle nostre radici. Cosa di ti senti di dire a proposito del prossimo Presidente UVP? Di che Presidente abbiamo bisogno in questo momento? Abbiamo bisogno di un presidente forte, capace di mettere insieme le sensibilità e di valorizzare la ricchezza del nostro movimento, che sta nell'avere radici autonomiste e fortemente legate al nostro territorio ma anche una visione al futuro e alle nuove generazioni. Serve un presidente che sia traghettatore verso una nuova fase politica, che sappia dare a UVP un ruolo centrale e che al tempo stesso sia aggregante di coloro che credono in un progetto politico differente. Infine viste le scadenze elettorali che avremo nel prossimo futuro serve un presidente capace di gestire trattative politiche complesse e che sappia essere, in visione delle prossime elezioni regionali, arbitro super partes per l'intera squadra con cui UVP si presenterà agli occhi degli elettori. A chi si candiderà offro fin da ora il mio sostegno per ciò di cui avrà bisogno, nel limite delle capacità, per contribuire alla buona riuscita del nostro progetto che è davvero molto importante. Mettiamoci al lavoro, forza Union Valdôtaine Progressiste. Réunir, reussir.

Conseil des Jeunes Valdôtains

Le Président Rosset ouvre la première session du #ConsJeunesVdA

https://www.youtube.com/watch?v=M6N86-DpOIo Ouverture officielle du premier Conseil des Jeunes Valdôtains Intervention du Président du Conseil de la Vallée, Andrea Rosset Madame la Présidente, Mesdames et Messieurs les Conseillers de la Valcéjinie, Chères et Chers collègues, C'est pour moi un grand honneur de vous donner la bienvenue, au nom du Conseil régional de la Vallée d'Aoste, dans cette salle qui vous accueillera pendant une semaine pour la première édition du Conseil des Jeunes Valdôtains. Emotion et fierté sont les deux sentiments qui traversent mon cœur aujourd'hui. Emotion, car le fait de voir autant de jeunes dans cette salle me donne un grand espoir. L'avenir du monde est entre vos mains et votre participation est l'exemple éloquent de votre intérêt pour les questions du monde. Votre présence est aussi le témoignage concret de votre volonté de faire exercice de démocratie par l'échange dialectique et le partage d'idées sur des problématiques politiques internationales, comme celles que vous avez choisies pour votre simulation, dont l'actualité est de toute évidence. Par ailleurs, grâce à la présence des délégations francophones de Wallonie-Bruxelles, Jura et Québec - que je remercie d'avoir fait le voyage pour être ici avec nous - vous aurez la possibilité de partager ce moment avec des jeunes d’origines diverses qui pourra faire naître des liens forts entre les nouvelles générations de l’espace francophone. Aujourd'hui, donc, vous allez prêter le serment de Conseillers de la Valcéjinie et vous allez devenir les représentants de cette région autonome fictive. Mais, vous êtes surtout, et cela n'a rien de fictif, les porte-parole de la jeunesse. Une jeunesse qui, par son engagement, sa créativité, sa force, son énergie, nous émotionne. Et nous rend fiers. Fierté, donc, parce que vous avez su faire face à ce défi d'organiser la première édition du Conseil des Jeunes Valdôtains et d'y participer. Et là, je tiens à remercier les chenilles ouvrières de cette organisation: l'association CJV et, surtout, Eloïse Villaz et Elizabeth Pastoret, qui ont mis toute leur âme et toute leur passion dans ce projet. Le défi n'était pas des plus faciles: organiser un événement de ce genre requiert un travail énorme, mais vous y êtes parvenus. Permettez-moi donc de remercier aussi toute mon équipe du Conseil régional, qui a travaillé en synergie avec les jeunes organisateurs en les soutenant dans cette magnifique aventure. Aujourd'hui, vous allez écrire une nouvelle page de notre démocratie, en l'enrichissant avec votre apport d'idées, avec votre fraîcheur et votre enthousiasme, avec votre diversité culturelle et humaine. Votre présence et votre engagement font honneur à toute la jeunesse. Et par ces mots, je déclare ouverte la première session du Conseil des Jeunes Valdôtains.

Convocazione Congrès straordinario

venerdì 23 giugno 2017 a Fénis

Con la presente comunico la convocazione del Congrès, organo sovrano del nostro Movimento, in sessione straordinaria venerdì 23 giugno 2017 a Fénis presso l’Hôtel Comtes de Challant alle ore 18.00 per l’esame del seguente ordine del giorno: elezione del Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste; varie ed eventuali. La presente convocazione è conseguente alla nomina del Presidente dell’UVP, Luigi Bertschy, alla carica di Assessore regionale, cariche incompatibili tra loro, come previsto dall’art. 11, comma 4, del nostro Statuto. Le candidature alla carica di Président dovranno pervenire alla segreteria del Movimento a mezzo email a segreteriauvp@gmail.com, a mezzo posta o a mano, secondo le indicazioni dello Statuto UVP che, al commma 1 dell’art. 11, prevede: “Il Président è eletto dal Congrès a maggioranza dei membri intervenuti, sulla base delle candidature, corredate di relazione programmatica, pervenute entro 5 giorni dalla data di convocazione del Congrès.” **** Al termine dei lavori congressuali è previsto un momento conviviale ed un casse-croûte al prezzo di 10,00€ a persona. Chi fosse interessato, per motivi organizzativi, è pregato di darne comunicazione entro giovedì 20 giugno con un’email alla segreteria oppure di comunicarlo direttamente a Silvana (tel.335-1918953). **** Sicura di poter contare sulla Vostra presenza porgo i miei più cordiali saluti Il Vice Presidente Silvana Cerise

Courage

Il coraggio più estremo consiste nel salire in cima a una torre per dichiarare alla folla riunita che due più due fa quattro.

Vaccini: comunicato stampa

Se obbligo dovrà essere lo sarà per tutti

Le dure imposizioni, di regola, non vengono mai apprezzate, anzi, nella maggior parte, proprio perché imposte, vengono ignorate e contrastate; figuriamoci poi se sono relative alla libertà di scegliere riguardo alla salute dei nostri figli. Il decreto vaccini è andato in questo senso sollevando un tema di grande discussione come l'obbligatorietà di vaccinazione per l'iscrizione scolastica che riteniamo sia una forzatura fatta con questi metodi e questi tempi. I vaccini sono stati, insieme agli antibiotici, la più grande scoperta medica del secolo e si deve a loro la scomparsa di patologie letali quali la poliomielite e la difterite, l'introduzione poi, negli ultimi decenni, di nuove vaccinazioni sta completando una copertura verso altre gravi patologie rendendo più sicura la vita dei nostri bambini e della società. La famiglia deve comunque avere la possibilità di scegliere, ma per poterlo fare, deve avere tre indispensabili strumenti: l'informazione, il sapere e la conoscenza. Questi, non vengono sicuramente forniti attraverso le imposizioni, ma si trasmettono soltanto con una buona sensibilizzazione. I pediatri e i medici di famiglia, gli operatori sanitari ospedalieri e territoriali: queste le figure che devono distribuire e diffondere gli indispensabili strumenti, rendere consapevoli i genitori dell'importanza dell'estensione della possibilità di vaccinazione rispetto alle vecchie vaccinazioni obbligatorie è sicuramente la via maestra da seguire. Solo così le famiglie potranno e vorranno prendersi la responsabilità nei confronti dei propri figli e della società. Prendere dunque tempo per informare e sensibilizzare, ma se obbligo dovrà essere lo sarà per tutti.   Nadia Noro per il Conseil de Direction UVP