Chi siamo oggi?

Da forza di lotta a forza di governo

Per dirlo occorre ricordare il nostro percorso, da dove siamo partiti, con quali obiettivi e con quale spirito, perché come dice la frase del Buddha "tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato". Ebbene sono stati anni intensi questi, per certi versi tutt'altro che facili, ma certamente importanti, per non dire decisivi, per la costruzione del nostro progetto. Abbiamo esordito il nostro percorso politico mettendo nero su bianco i nostri ideali e i valori a cui fare riferimento e dichiarando sin da subito, anche con una certa dose di aggressività, che ci ponevamo come obiettivo quello di cambiare il modo di fare politica in Valle d'Aosta. Abbiamo rivendicato una voce nello scacchiere politico valdostano e ci siamo presi con lavoro e fatica, dopo il grande exploit delle elezioni politiche ed il buonissimo risultato delle elezioni regionali, il nostro spazio. Un prova dopo l'altra, una competizione elettorale dopo l'altra, ci siamo radicati. I ragionamenti all'interno del movimento sono continuati e con essi la voglia di lavorare per la nostra comunità, senza mai dimenticarci quanto detto agli esordi della prima fase, di cui sono stata testimone anche io negli anni alla presidenza del movimento, quando abbiamo cercato di costruire sinergie lungimiranti per il futuro. UVP non è nata come anti-politica, né come semplice voce di dissenso, ma con la ferma convinzione che ad ogni critica vada sempre accompagnata una proposta. In quest'ottica, in occasione del rinnovo delle cariche amministrative, abbiamo cercato di costruire sul territorio liste civiche capaci di raccogliere le differenti sensibilità presenti in UVP. Ove è stato possibile abbiamo presentato progetti nuovi, nel segno del rinnovamento ma al tempo stesso della concretezza, e cercato di dare risposte serie alla comunità di riferimento. In alcuni casi abbiamo vinto, in altri vi siamo andati vicini, ma ciò che più conta è che oggi siamo rappresentati nella quasi totalità dei comuni della Valle e possiamo dire di avere pressoché su tutto il territorio i nostri rappresentanti che, insieme ai gruppi che abbiamo costituito, sanno porsi quali ‘points de repère’ per i cittadini. A livello regionale il percorso condotto con sapienza e coraggio dai nostri eletti ha permesso al nostro movimento di non restare nell'angolo dove qualcuno ha cercato a lungo di metterci e di avanzare proposte e progetti che già in occasione dell'ultimo documento di bilancio hanno saputo tradursi in atti amministrativi e politici di rilancio concreto per settori fondamentali dell’economia valdostana. Oggi siamo forza di governo. Oggi UVP, insieme ai nostri alleati, è al centro di un progetto politico nuovo che, se lavorerà bene, potrà davvero fare la differenza per la nostra comunità. Ma per farlo occorre tradurre la nostra azione politica in cambiamenti, occorre dare risposte, occorre puntare al massimo. Il grande Aristotele era solito ricordare: "siamo quello che facciamo costantemente. L'eccellenza non è dunque un atto ma un'abitudine". Ed è con questo spirito che dobbiamo lavorare ora, rimboccandoci le maniche e rinnovando ogni giorno con le nostre azioni quanto al tempo della fondazione di UVP abbiamo scritto alla base del manifesto del nostro movimento. Per questo rinnovo l'invito a lavorare a tutti noi progressisti e a coloro che a vario titolo e con le proprie singole forze, tempo e capacità , abbiano voglia di contribuire alla buona riuscita di un progetto che può rivelarsi "eccellente". Lavoriamo ora e ne raccoglieremo i frutti. Lo dico con l'orgoglio di fare parte di una grande squadra dove vi assicuro c'è posto per tutti ma anche con la profonda consapevolezza di poter contribuire a qualcosa di importante. Réunir, réussir!

Alessia Favre

Il progetto di accoglienza migliore

Tutelando al meglio le comunità locali

La notizia del ritiro da parte di una cooperativa locale dei progetti inerenti l’accoglienza dei migranti nei comuni di Champorcher e Saint-Vincent è tra i primi effetti dell’adesione al progetto SPRAR da parte di tre comuni valdostani. Se le cooperative interessate si allontanano dai comuni che hanno scelto un modello diverso da quello adottato finora in Valle, non significa certo che questi ultimi non accolgano i rifugiati e i  richiedenti asilo o che esulino da queste responsabilità, ma che abbiano cercato di farlo in modo più organizzato e consono al proprio territorio ed alle comunità residenti. L’Union Valdôtaine Progressiste, attraverso il gruppo di lavoro designato per questa tematica, puntava proprio in questa direzione: dare ai comuni più opportunità di scegliere come gestire la politica dell’accoglienza. La drammatica situazione che vede il flusso continuo e sempre più numeroso di ormai intere popolazioni costrette ad abbandonare il proprio paese non può più essere ignorata da nessun popolo civile degno di tale aggettivo; nessuno potrà ritenersi esente da quello che diventerà un obbligo per tutti, utile quindi per ogni comunità, ovvero scegliere quale sia il progetto di accoglienza migliore da adottare tutelando al meglio la propria comunità. Le Conseil de Direction UVP

Riflessioni di un giovane Progressista

Ad un anno e mezzo dalle ultime comunali a Châtillon

Ho iniziato a sviluppare una passione per la politica sin dalla scuola superiore seppure, nella Valle d’Aosta studentesca che ho vissuto io, non si evidenziasse la presenza di molti gruppi o collettivi politici. Chi aveva un interesse come il mio era costretto a estrapolare qualcosa dai libri, interrogare i famigliari oppure farsi un’idea, quanto più oggettiva possibile, seguendo la politica locale attraverso i racconti dei media del posto. Questa passione si consolida a Torino negli anni dell’Università, periodo nel quale ho scoperto un mondo fatto di attivismo, di giovani ragazzi e ragazze, di organizzazioni, di volontari e di sognatori. Ricordo in maniera molto nitida l’insofferenza nel vedere un mondo politico così florido a Torino per poi tornare a casa nel week-end ed avere la sensazione che, per i valdostani (soprattutto per quelli più giovani) la politica venisse percepita in maniera diversa: qualcosa di strettamente legato ai giochi di palazzo, al clientelismo di provincia e all’erogazione di contributi. Quando qualcuno mi si presentò d’innanzi dicendomi “a noi piacerebbe che tu ti unissi al nostro gruppo!” la cosa mi lasciò al quanto pensieroso: se una proposta così chiara e netta mi lusingava molto, dall’altra avvertivo il rumore dei vari campanelli d’allarme che preoccupano tutti gli aspiranti politici, specie quelli prudenti, come il sottoscritto. Se mi brucio? Se schierandomi mi comprometto a livello lavorativo? Non corro il rischio di causare imbarazzo in famiglia? Se capiterà di discutere con gli amici? Riuscirò ad esprimermi all’interno del gruppo?   Questi e altri quesiti mi davano parecchio tormento. Per non parlare poi di quando si passò dall’idea di comporre una lista al deposito, vero e proprio, presso il municipio dei nomi di quelle persone che, assieme a me, avrebbero cercato di sostituirsi all’amministrazione uscente nel governo del mio comune. Tutto andò per il meglio e venni largamente ripagato per aver deciso di volermi mettere in gioco…e non è facile mettersi in gioco quando le persone di cui ci si fida maggiormente ti consigliano prudenza. Se la campagna elettorale è stata per me e per i miei compagni di lista un’esperienza fantastica nella quale ci si è sentiti veramente parte di un gruppo coeso, positivo e propositivo, da dopo le elezioni qualcosa si incrina. Noto con rassegnazione che l’emergere di egoismi, ambizioni, discussioni, personalismi e quant’altro è un fenomeno che coinvolge tutti i gruppi organizzati sulla base di gerarchie, specie se questi gruppi sono molto eterogenei. Mi trovo a dover imparare, quasi senza maestri, quale sia il ruolo di un capogruppo di maggioranza al fine di poter gestire e conciliare visioni inconciliabili di colleghi ormai arrivati ai ferri corti. Se l’aspetto più politico di questo percorso mi lascia occasionalmente deluso, come ad esempio mi succede nel vedere quanto il denigrare, lo schernire e il calunniare facciano ormai parte delle regole del gioco, pratica che, guarda caso, non è mai accompagnata da proposte concrete e desiderio di un sano e costruttivo dialogo, la parte di lavoro amministrativo è, invece, molto interessante e proficua dal punto di vista dell’apprendimento e dell’esperienza lavorativa e umana. Mi trovo a spendermi nell’organizzazione di eventi, nello studio di materie sovente anche molto complesse come la redazione di un bilancio, una gara d’appalto, un gruppo di lavoro su tematiche specifiche e su tutti i vari dossier che arrivano in comune e che vengono smistati a questo o a quell’amministratore. La parte meravigliosa di questa esperienza è sicuramente la possibilità di accrescere la conoscenza del proprio territorio, del proprio comune e delle persone che lo abitano. Ogni cittadino o ente è inserito e opera in contesti differenti, seppur molte volte minimamente differenti, ma la somma di tutte quelle esigenze, di tutte quelle richieste, di quelle proposte e, sicuramente, di tutte quelle critiche, rappresentano la voce di una comunità e sapere di essere uno di quei cittadini ai quali la comunità ha deciso di indirizzarsi beh…è, e sarà, per sempre un onore e un motivo d’orgoglio. Non so cosa mi riserverà il futuro. Il mio proposito è continuare a lavorare onestamente, guardandomi in continuazione nelle tasche per capire se ciò che faccio riempie più il portafoglio o la coscienza. Lavorerò affinché nel mio gruppo, come al di fuori di esso, si sedimenti l’idea che il discutere frontalmente, anche animatamente, ma con lealtà e rispetto, sia ciò che distingue i buoni politici, le buone persone, dagli impostori. Lasciatemi aggiungere che sarei veramente ingrato se non ringraziassi il movimento Union Valdôtaine Progressiste per la fiducia che ha riposto in me e per il fatto di avermi sempre dato voce qualora la chiedessi. All’interno dell’UVP ho conosciuto persone capaci e sincere ma soprattutto appassionate. Spero che la mia testimonianza spinga altre persone, e soprattutto altri giovani, ad avvicinarsi alla politica attiva. Non è facile. Ci vuole coraggio, testa dura e spalle larghe. In questi tempi poi a grandi sforzi corrispondono, ahimè, soddisfazioni piuttosto misere ma rimango dell’idea che l’unica battaglia che si perde veramente è quella che si ha paura di combattere. Diego Joyeusaz

Tre domande ai neo-Presidenti dell’UVP

Interviste di Mirena Vaudois

I recenti avvenimenti politici sfociati nella formazione di un nuovo governo regionale hanno prodotto anche una piccola rivoluzione in casa UVP che, nel suo statuto, prevede l’incompatibilità tra la carica di presidente e quella di assessore regionale. Luigi Bertschy divenuto Assessore Regionale alla Sanità ha così rassegnato le sue dimissioni da Presidente UVP lasciando a voi due, Silvana Cerise e Fabio Marra, vicepresidenti, il compito di dirigere il movimento fino al congresso. Le Progressiste nel presentarvi, ha pensato di rivolgervi alcune domande: Silvana Cerise Nata ad Aosta il 1° gennaio 1952  - Ha ricoperto la carica di dirigente di secondo livello presso la Presidenza del Consiglio regionale sino al mese di giugno 2015 e poi collocata in quiescenza. E’ attualmente componente del Consiglio di Amministrazione del fondo complementare Fopadiva e del Consiglio Direttivo Confederale del SAVT (Syndicat Autonome Valdôtain des Travailleurs). Profonda conoscritrice ed amante della montagna, d’inverno pratica lo sci da discesa e d’estate si dedica al trekking.   Cosa significa questa carica politica dal tuo personale punto di vista? Innanzitutto va precisato che questa nuova carica politica è una carica di transizione che dura sino alla convocazione del congresso organizzativo che eleggerà il nuovo Presidente. E’ sicuramente una carica molto impegnativa che condivido con la preziosa collaborazione di Fabio Marra. Dicevo, è una carica impegnativa perché arriva in un momento in cui l’UVP, assumendosi la responsabilità di avviare una nuova fase politica, si trova al centro dello scenario politico regionale impegnata a dare rilancio alla Valle d’Aosta ed alla sua Autonomia. Stiamo percorrendo una nuova fase del nostro percorso politico più delicata e impegnativa che necessita del sostegno e dell’aiuto costante di un numero sempre maggiore di progressisti, perché la politica non si fa solo con buoni progetti, ma si fa anche con i numeri.   Che idea ti sei fatta dell’attuale situazione politica valdostana? Au cours de ces dernières années, le contexte socio-économique de la Vallée d’Aoste s’est très rapidement transformé en raison d’une crise économique générale, de changements rapides sur le plan social, les forts attaques à notre Autonomie, notamment à celle financière, ont causé répercussions négatives au système fédéraliste valdôtain. Face à ces changements, l’UVP a su s’affirmer au centre de l’échiquier politique valdôtain avec des propositions progressistes novatrices en termes de thèmes et d’idées. A’ la conclusion d’une phase de consultation politique très lourde, qui s’est déroulée dans ces derniers mois, une nouvelle cohésion politique et sociale est née et un nouveau projet politique a été déposé pour donner un nouvel élan à la Vallée d’Aoste et à notre Autonomie. Je suis sûre que dans cette nouvelle situation politique valdôtaine nous devons abandonner toute logique de division et retrouver une unité des sensibilités, des énergies et des intelligences valdôtaines autonomistes et progressistes, en donnant priorité en tout ce qui nous unit, dans l’esprit d’une lutte valdôtaine commune pour défendre les idéaux et les principes que les pères fondateurs de notre Autonomie nous ont transmis.   Quali sono gli scenari che prevedi per il futuro del Movimento e per quello della Valle d’Aosta? Sono convinta che per salvaguardare e ulteriormente promuovere il futuro dell’Autonomia valdostana e per far fronte all’attuale stato di crisi sia imprescindibile rilanciare la proposta, peraltro già da noi avanzata con la “Constituante valdôtaine”, di ricostruzione e rafforzamento di un fronte autonomista, progressista coeso e determinato, in grado difendere le prerogative e i diritti dei valdostani. L’UVP deve saper ridare valore alla Politica e saper recuperare la fiducia dei cittadini delusi che non credono più nelle istituzioni, deve porsi con umiltà all’ascolto della comunità e dimostrare che la buona politica si può e si deve ancora fare. La Valle d’Aosta necessita in questo momento di un modello di governance improntato a una maggiore condivisione unito alla massima trasparenza dell’azione politica-amministrativa e di una visione prospettica a medio e lungo termine che sia in grado di dare le risposte che la comunità si attende da troppo tempo.

Nulla sarà più come prima…

I fatti di Parigi segnano un momento storico tragico

I fatti di Parigi segnano un momento storico tragico, e, dopo gli attentati dell'11 settembre, ci fanno capire, in modo inequivocabile, che dal 13 novembre, nel mondo che conosciamo, nulla sarà più come prima. Non si ha sempre la percezione, quando si partecipa alla vita democratica o semplicemente in quanti uomini e cittadini, di vivere momenti storici. In questo momento dobbiamo, invece, essere tutti consapevoli che ne stiamo vivendo uno terribilmente grave e delicato. Un momento unico e del tutto nuovo nel panorama delle tragedie internazionali che conosciamo. Mi ricordo molto bene gli anni del Liceo e delle mobilitazioni, delle paure e dei timori di fronte ai fatti della guerra del Golfo. E penso anche ai nostri nonni e a ciò che hanno dovuto vivere, e che abbiamo sentito raccontare, in merito alla tragedia e alle sofferenza della prima e seconda guerra mondiale, e al dramma che i ragazzi di inizio secolo hanno vissuto e dovuto affrontare. Storie e racconti di vita che hanno segnato non solo il mondo e interi paesi, ma anche la storia personale ed umana di tante persone. Ma il fenomeno di fronte al quale ci troviamo in questi giorni ha elementi e sfaccettature decisamente diverse rispetto a tutti i grandi conflitti che la storia conosce, e che già l'11 settembre ci aveva fatto tragicamente percepire. Oggi ci troviamo di fronte ad un attacco sistematico al cuore della democrazia e della libertà, a persone, cittadini e persone, in modo barbaro ed indistinto, con la triste consapevolezza che questa tragedia non si esaurirà con la cattura e l'individuazione di esecutori e mandanti. Ci troviamo di fronte a qualcosa di molto più profondo e drammatico, che deve assolutamente vedere decisioni, pianificazioni, interventi e ripensamenti su come è stato affrontato in questi anni, anche dopo l'11 settembre, la lotta al terrorismo organizzato. La gente, la comunità, impaurita e smarrita, noi tutti, ci aspettiamo dall'Europa e dal mondo civile e democratico, che si agisca. E che si agisca in fretta . Laurent Viérin

Misure urgenti per il rilancio dell’agricoltura 

A fronte della grave situazione in cui versa il settore agricolo valdostano ho annunciato oggi la presentazione di un "Pacchetto di misure urgenti per il rilancio dell'agricoltura", per rilanciare sin da subito il settore. Un pacchetto che verrà varato in una giunta straordinaria ad inizio della prossima settimana. Si tratta di importanti disposizioni da mettere subito in campo e che recepiscono le istanze delle categorie intervenendo su due assi principali. La riapertura degli anticipi su diverse misure, assieme allo spostamento del termine di restituzione che era al 30 giugno 2017 portandolo all'anno prossimo, attraverso norme migliorative. Il secondo asse riguarderà importanti modifiche al PSR che vanno nell'ottica di venire incontro alle esigenze reali del mondo agricolo e maggiormente funzionali ad un sostegno e ad un reale utilizzo dei fondi messi a disposizione. Tutto questo per dare risposte immediate a questo settore che soffre e che è in crisi. Laurent Viérin Assessore all'Agricoltura e alle Risorse Naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta

Comunicato Stampa congiunto

UVP, ALPE, SA, MOUV, PNV

I movimenti politici UVP, ALPE, Stella Alpina, PNV e MOUV prendono atto con favore delle dichiarazioni di Andrea Padovani, che entrerà in Consiglio regionale nell’ambito del procedimento di surroga a partire dalla prossima adunanza, venerdì 10 marzo. I movimenti esprimono apprezzamento per il sostegno alla mozione costruttiva che rappresenta un passo verso il cambiamento, e si augurano che altri eletti in aula e altre sensibilità politiche possano aderire a questa proposta, per tornare a dare speranza ai cittadini valdostani e rispondere alle urgenze. UVP, ALPE, Stella Alpina, PNV e MOUV ritengono inoltre che i tredici consiglieri di UV, PD, insieme ai transfughi di EPAV abbiano dato oggi un segnale inequivocabile di comportamento irresponsabile. Abbiamo assistito oggi a una minoranza che ha impedito il regolare funzionamento del Consiglio regionale, pretendendo di continuare a governare la nostra Regione senza avere né la forza né i numeri necessari. L’assenza del Presidente della Regione e Prefetto è espressione di spregio per le Istituzioni e nasce da freddi calcoli politici o da altri interessi. UVP, ALPE, Stella Alpina, PNV e MOUV sostengono la mozione costruttiva per dare una risposta immediata alla crisi provocata dalle dimissioni di gran parte della Giunta. Il sostegno alla mozione e al segnale di cambiamento da parte del consigliere entrante Andrea Padovani conferma che la mozione ha i numeri per essere approvata, garantendo la governabilità e la possibilità di affrontare i problemi più urgenti per i tutti i Valdostani, dall’agricoltura, all’edilizia, dal Casinò al comparto industriale. Il Consiglio regionale di venerdì sarà l’occasione per chiudere questa fase difficile, per ripartire e per dare risposte concrete alle domande dei valdostani

Célébrés les anniversaires de l’Autonomie et du Statut spécial

Bonsoir et merci d'être ici à célébrer la Fête de la Vallée d'Aoste, la Fête de notre Autonomie et de notre Statut spécial. Merci pour partager avec nous la joie d'applaudir les nouveaux Chevaliers et Amis qui vont être décorés d'ici peu. Une cérémonie qui partant du passé nous permet de renouer nos liens avec le patrimoine historique et politique de notre histoire pour nous projeter au-delà du présent et pour regarder au futur avec de nouvelles perspectives. Une cérémonie qui nous rappelle ce patrimoine d'idéaux qui porta à la Libération et dont découla notre Autonomie valdôtaine. Un juste hommage doit donc être rendu aujourd'hui à ces hommes et à ces femmes qui ont eu le courage de résister à l'oppression, qui ont eu l'audace de lutter pour rendre à la Vallée d'Aoste et aux Valdôtains ces libertés civiles fondamentales et pour bâtir une nouvelle ère de coexistence démocratique. Fiers, courageux, engagés, visionnaires. Tels étaient ces hommes et ces femmes. Fiers de leur identité violée par une dictature uniformisatrice. Courageux de défendre leurs droits en dépit de leur vie même. Engagés dans l'élaboration d'un projet politique nouveau. Visionnaires dans leur capacité d'en ressentir les potentialités. Autant de sentiments qui encore aujourd'hui devraient être à la base de notre action en faveur de la Vallée d'Aoste. Allora oggi, nel momento in cui ricordiamo la promulgazione del nostro Statuto speciale, facciamo nostri questi sentimenti. Ritroviamo il coraggio della nostra identità di Valdostani, riscoprendo quei valori che hanno marcato la nostra comunità. Valori quali l'amore per la nostra terra e per la nostra cultura, valori quali il rispetto, la tenacia, la fierezza, l'audacia, il senso del dovere, la solidarietà, l'accoglienza. Rinnoviamo quel senso di appartenenza ad un popolo di montagna, fiero del proprio particolarismo, ma che ha saputo aprirsi e vuole continuare ad aprirsi al mondo. Perché essere Valdostani non significa rinchiudersi in un avaro localismo, ma è avere la consapevolezza delle proprie radici per meglio confrontarsi con gli altri ed essere preparati alle sfide contemporanee. Ritroviamo la consapevolezza della nostra Autonomia. Ricordiamo il sacrificio dei nostri padri per ottenere l'Autonomia. Un'Autonomia che, negli anni, abbiamo saputo dimostrare - e lo dico con tutta l'umiltà necessaria - di meritare. Perché il nostro sistema di autogoverno è stato laboratorio di tutela e di sviluppo del territorio, di garanzia e di qualità dei servizi essenziali, di valorizzazione del patrimonio culturale, di promozione della democrazia di prossimità. Perché per noi Valdostani, Autonomia ha sempre significato assunzione di responsabilità e non concessione di un privilegio. La responsabilità di assumere delle decisioni per il proprio territorio e per la propria gente e farsene carico. Nel bene e nel male. A chi oggi guarda al nostro sistema autonomista e alla nostra specialità con il sospetto con cui si guarda alle eccezioni, noi dobbiamo dire che la nostra eccezione dovrebbe diventare regola. Perché ispirata alla rappresentatività territoriale, alla gestione responsabile delle nostre risorse, del nostro territorio, delle nostre istituzioni. Infine, ritroviamo nell'Autonomia la capacità di visione che hanno avuto i nostri padri fondatori. Capacità di visione per interpretare le esigenze di un mondo che si trasforma continuamente e a grande velocità e che dopo la crisi economica non sarà più lo stesso. A noi spetta la capacità di reinventare un modello sempre meno fondato sull'intervento pubblico e sempre più orientato alla valorizzazione del capitale umano e imprenditoriale. Non abbiamo bisogno di grosse imprese, abbiamo bisogno, invece, di dimostrare di essere capaci di fare rete tra territorio, servizi, prodotti, attività e sapere. Investire, insomma, sul valore della nostra terra, della nostra identità. Reinventare un modello significa puntare sui giovani, sul loro entusiasmo e sulle loro competenze. Un coinvolgimento che deve cominciare dalle Istituzioni, sia sul fronte della formazione scuola-lavoro, sia sotto il profilo dell'educazione alla cittadinanza attiva. Ma per reinventare ci vuole anche una nuova visione politica. Una visione concreta e realista. Capace di analizzare le criticità per trasformarle in opportunità. Capace di affrontare concretamente i problemi senza nasconderli. Capace di essere realista nelle sue scelte senza alimentare false illusioni. Una visione che per attuarsi ha bisogno di solidità. Il momento è difficile, le lacerazioni all'interno del Consiglio regionale sono evidenti, ma credo che la politica abbia il compito e il dovere morale di concentrarsi sui problemi della comunità superando le divisioni e i personalismi. La democrazia si sostanzia proprio nella capacità di promuovere un dibattito reale tra sensibilità diverse, che si riconoscono comunque in un reciproco rispetto e dovere di ascolto. Un rispetto e un ascolto che, attraverso una mediazione, trovano delle sintesi per risolvere i problemi, per rispondere alle attese dei cittadini, per approvare delle leggi giuste. Ritroviamo quindi lo spirito dei padri fondatori della nostra Autonomia per riscoprire quella capacità di costruire, di essere propositivi e positivi. Quella capacità che consenta ai nostri concittadini di ritrovare fiducia, speranza e concretezza. Nous le devons à notre Autonomie. Pour qu'elle soit de plus en plus une Autonomie du devenir, une Autonomie dynamique, participée et transparente. Une Autonomie comme idéal de liberté, d'auto-gouvernement, de justice et de solidarité. Autonomie comme facteur de protection de notre territoire, de notre particularisme, de nos langues et de nos cultures. Vive l'Autonomie Vive la Vallée d'Aoste!

Migranti: un’idea di progetto per uscire dal “vuoto”

Una serata di discussione e approfondimento

L’UNION VALDÔTAINE PROGRESSISTE Vi invita alla serata MIGRANTI: UN’IDEA DI PROGETTO PER USCIRE DAL “VUOTO” Il modello SPRAR: Esperienze e buone prassi GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 h. 20.45 Aymavilles – Cave des Onze Communes Dott. Giuseppe TRAINA Tutor territoriale per Lombardia, Piemonte e Liguria – Servizio centrale dello Sprar Nadia NORO Coordinatore gruppo di lavoro UVP “Migranti” Alessandro GLAREY Sindaco del comune di Champorcher Fabio MARRA Vice-presidente UVP

Formazione politica

Les Collectivités Locales et leur rapport avec la Région

Venerdì 10 febbraio 2017 avrà luogo un nuovo appuntamento di formazione aperto a tutti organizzato dall'UVP, avente a tema Les Collectivités Locales et leur rapport avec la Région L'incontro si svolgerà dalle ore 18,30 alle ore 20,00 presso la Sala riunioni de La Gabella a Jovençan. È richiesto a tutti i partecipanti un cenno di conferma all'indirizzo segreteriauvp@gmail.com

Migranti: un’idea di progetto per uscire dal “vuoto”

Un sistema ordinato e istituzionalizzato è l’unica via d’uscita per affrontare, con maturità e serietà, il tanto stigmatizzato tema dei Migranti. La comunità è consapevole delle cause profonde che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese in condizioni d’incertezza e a rischio della propria vita.  Non avendo la possibilità di agire per rimuovere tali cause, è dovere comunque di ogni istituzione, ciascuna per il ruolo che le compete, attivarsi per lenire gli innegabili impatti che il fenomeno dei flussi migratori produce sulle comunità che accolgono i migranti. Le ricadute sono maggiori poi nelle situazioni in cui i numeri degli ospitati sono sproporzionati rispetto alla   popolazione residente. Occorre pensare e programmare in termini di modello, far uscire l’accoglienza dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica.  I Comuni devono avere voce in capitolo sul numero e la tipologia di migranti che sono disposti ad ospitare, sulle modalità dell’accoglienza. È tempo di delineare un’assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali su cui oggi ricadono le scelte di altri. In VdA, ad oggi, l’accoglienza è gestita solo attraverso i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) definiti sulla base delle indicazioni della Prefettura. Occorre che le Amministrazioni locali si approprino nuovamente delle strategie e degli interventi di welfare,  contestualizzandole con le caratteristiche e le peculiarità del territorio. Questo vorrebbe dire dare la possibilità al Comune di scegliere la tipologia di progetto di accoglienza da realizzare individuando i destinatari da prendere in carico; creare un sistema che sia fondato sui piccoli numeri, che permetta l’applicazione di criteri di proporzionalità in relazione alla popolazione del territorio, per facilitare la gestione, il controllo ed i processi d’integrazione, sulla scorta delle esperienze pregresse di Regioni virtuose in tale ambito. Il modello valutato dal Gruppo di lavoro, costituito ad hoc dall’UVP, è lo SPRAR: un servizio coordinato dal Ministero degli Interni in collaborazione con ANCI che è stato attivato espressamente per gli Enti Locali, in  un quadro di  trasparenza amministrativa,  e che si può organizzare rispettando le particolarità geografiche e demografiche della nostra Regione. Si tratta di un servizio che  rimette la governance in  mano  al  Sindaco, che può quindi tornare a decidere, insieme alla sua comunità, i numeri,  le modalità e  i soggetti da coinvolgere per  organizzare l'accoglienza sul suo territorio. Charvensod, 03/02/2017 Il gruppo di lavoro UVP