Una nuova direzione

Una roadmap per un'autostrada dei valdostani

Questa sera alla Sala Bonomi di Verrès si terrà un incontro per esaminare la situazione delle autostrade valdostane e valutare le soluzioni possibili anche alla luce dello studio dell'opsite principale l'Ing. Ferrari che illustrerà le opzioni attuabili per una concreta riduzione dei pedaggi.  

Sala Bonomi di Verrès, h. 20.45

La serata è a cura del Gruppo Consiliare UVP

Lega VdA: soli al comando del governo del Fare niente

Imbarazzante il silenzio delle altre forze di maggioranza

Il Gruppo consiliare dell'UVP ha atteso qualche giorno per commentare le notizie sul diniego di ospitalità ad alcune famiglie siriane da parte della Presidente/Prefetto Spelgatti. Di certo non ci stupisce l'atteggiamento assunto, anche nello sbandierare quanto accaduto come un grande risultato, mentre rimarchiamo i distinguo, all'interno della maggioranza, attraverso la presa di posizione dell'ALPE e di qualche segnale in casa leghista sulla mancanza di confronto. Imbarazzano invece i silenzi assunti dagli altri compagni di viaggio, soprattutto da parte di coloro che ricoprono alte cariche istituzionali. Come si prende atto con soddisfazione della netta presa di posizione del Movimento Cinque Stelle e della loro ferma sottolineatura avverso questo comportamento del Governo regionale. Nell' affrontare con serietà le problematiche inerenti al tema dei migranti abbiamo pertanto deciso di riproporre, qui di seguito allegato, quanto elaborato ad inizio febbraio dello scorso anno dal gruppo di lavoro dell'UVP e che, proprio alla luce degli accadimenti di questi giorni, riteniamo ritorni ad essere una proposta di estrema attualità. Prendiamo infine atto che assistiamo ad azioni che, sfruttando premeditatamente la pausa estiva del Consiglio regionale come ai tempi della prima Repubblica, da un lato hanno una connotazione puramente propagandistica come sui migranti e dall'altro, con la nomina del proprio collaboratore/portavoce scelto tra i compagni leghisti del Consiglio comunale di Aosta, stridono con il tanto proclamato cambiamento fondato sulla meritocrazia e sulla trasparenza, riproponendo vecchie logiche politiche e partitiche che speravamo superate.   Migranti: un’idea di progetto per uscire dal “vuoto” Un sistema ordinato e istituzionalizzato è l’unica via d’uscita per affrontare, con maturità e serietà, il tanto stigmatizzato tema dei Migranti. La comunità è consapevole delle cause profonde che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese in condizioni d’incertezza e a rischio della propria vita.  Non avendo la possibilità di agire per rimuovere tali cause, è dovere comunque di ogni istituzione, ciascuna per il ruolo che le compete, attivarsi per lenire gli innegabili impatti che il fenomeno dei flussi migratori produce sulle comunità che accolgono i migranti. Le ricadute sono maggiori poi nelle situazioni in cui i numeri degli ospitati sono sproporzionati rispetto alla   popolazione residente. Occorre pensare e programmare in termini di modello, far uscire l’accoglienza dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica.  I Comuni devono avere voce in capitolo sul numero e la tipologia di migranti che sono disposti ad ospitare, sulle modalità dell’accoglienza. E’ tempo di delineare un’assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali su cui oggi ricadono le scelte di altri. In VdA, ad oggi, l’accoglienza è gestita solo attraverso i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) definiti sulla base delle indicazioni della Prefettura. Occorre che le Amministrazioni locali si approprino nuovamente delle strategie e degli interventi di welfare, contestualizzandole con le caratteristiche e le peculiarità del territorio. Questo vorrebbe dire dare la possibilità al Comune di scegliere la tipologia di progetto di accoglienza da realizzare individuando i destinatari da prendere in carico; creare un sistema che sia fondato sui piccoli numeri, che permetta l’applicazione di criteri di proporzionalità in relazione alla popolazione del territorio, per facilitare la gestione, il controllo ed i processi d’integrazione, sulla scorta delle esperienze pregresse di Regioni virtuose in tale ambito. Il modello valutato dal Gruppo di lavoro, costituito ad hoc dall’ UVP, è lo SPRAR: un servizio coordinato dal Ministero degli Interni in collaborazione con ANCI che è stato attivato espressamente per gli Enti Locali, in un quadro di trasparenza amministrativa, e che si può organizzare rispettando le particolarità geografiche e demografiche della nostra Regione. Si tratta di un servizio che rimette la governance in mano al Sindaco, che può quindi tornare a decidere, insieme alla sua comunità, i numeri, le modalità e  i soggetti da coinvolgere per  organizzare l'accoglienza sul suo territorio.

Presidente AREV segretario dell’Assessore all’Agricoltura?

Voci indicano Chadel come futuro segretario particolare di Gerandin

«Non c'è ancora l'ufficialità. Stiamo valutando. È un'ipotesi». Non si sbilancia il neo assessore all'Agricoltura e Ambiente Elso Gerandin in merito alle voci che indicherebbero come suo futuro segretario particolare il presidente dell'Arev (Association Régionale Eléveurs Valdôtains) Jean-Paul Chadel. Un'indiscrezione di cui si è parlato anche in Consiglio Valle e che non ha mancato di suscitare qualche malumore sui banchi della minoranza. «Jean-Paul Chadel ha telefonato, tra gli altri, al nostro capogruppo per fare presente che esisteva questa possibilità. - dice l'assessore all'Agricoltura uscente Alessandro Nogara dell'Uvp - Sinceramente la cosa mi stupisce. Ha sempre dichiarato di essere fuori dalla politica, se ora diventasse segretario particolare mi sembrerebbe una presa in giro». «Nella passata legislatura ho dovuto subire attacchi personali di ogni genere, manifestazioni sotto Palazzo regionale, dichiarazioni nei miei confronti sui giornali… - conclude Alessandro Nogara con una punta di ironia - A questo punto immagino che il nuovo Assessore avrà vita più facile».

Quotazione in borsa della CVA

inizia il confronto in Commissione

Giovedì prossimo, 2 agosto la quarta commissione consiliare sarà convocata per avviare un confronto in merito alla quotazione in borsa della Cva - Compagnia Valdostana delle Acque. La decisione fa seguito all'interpellanza presentata nella seduta consiliare di mercoledì scorso, 25 luglio, dall'Union Valdôtaine Progressiste. «Nel programma di governo regionale è stata inserita, con una buona dose di populismo, l'abrogazione della legge concernente la quotazione della Cva. -ha detto il consigliere Alessandro Nogara - Si è fatto passare il messaggio che si vogliono vendere le acque della Valle d'Aosta ma non è assolutamente vero. Quando la Regione farà la gara per la concessione delle acque e Cva non sarà quotata, questa società dovrà mettersi in competizione con almeno dieci società quotate in borsa: sarà come mandare una squadra di dilettanti in serie A». «Molte forze politiche della maggioranza, tra cui la Lega, non sono convinte della necessità della quotazione in sé o delle modalità in cui è stata prevista dalla legge di cui prevediamo l'abrogazione. - ha precisato la presidente Nicoletta Spelgatti - Di fatto, la quotazione è stata già sospesa prima del nostro insediamento. A bocce ferme, potremo esaminare a fondo il dossier, insieme al Consiglio, per giungere, mi auguro, ad una soluzione condivisa». «La quotazione in borsa non è stata bloccata: - ha replicato Alessandro Nogara – ma, con una risoluzione di Consiglio della passata legislatura, si è richiesto a CVA di attivarsi celermente per acquisire i piani strategico ed industriale, di sospendere l’assegnazione di ulteriori incarichi a consulenti esterni nel merito dell'iter di quotazione e si è deciso di intraprendere iniziative per spiegare e condividere con i Valdostani il significato di questa iniziativa».

Un sostegno concreto all’agricoltura

Approvata in Consiglio Valle la mozione

Nella seduta di giovedì scorso, 26 luglio, il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità una mozione - presentata congiuntamente dai gruppi Union Valdôtaine Progressiste e Union Valdôtaine - in merito al sostegno all'agricoltura. L'iniziativa, illustrata dal consigliere Alessandro Nogara (Uvp), è stata emendata in accordo con il governo regionale. Il testo impegna il Governo regionale «a voler prioritariamente destinare in sede di variazione di bilancio risorse a sostegno, in continuità con l'azione precedentemente posta in essere, al mondo agricolo valdostano negli ambiti specifici: aiuti per le spese di funzionamento nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; aiuti agli enti locali e alle loro forme associative o a soggetti privati per la realizzazione di manifestazioni tematiche di interesse agricolo; aiuti per l'organizzazione e la partecipazione a rassegne, concorsi e fiere zootecniche; aiuti per le spese di gestione dei consorzi di miglioramento fondiario». «Si sente sempre parlare di "attenzione all'agricoltura ma, concretamente, per fare qualcosa bisogna metterci i soldi. - dice Alessandro Nogara chiarendo il motivo dell'iniziativa - Basterebbero quattro milioni di euro in assestamento per sistemare queste cose».

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Question Time

Sul finanziamento del piano di ristrutturazione aziendale del Casinò

Al Presidente del Consiglio regionale I sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo “Union Valdôtaine Progressiste”, La pregano di iscrivere all'ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA RILEVATO come con legge regionale n.7 del 25 maggio 2017 si emanavano disposizioni urgenti per il finanziamento del piano di ristrutturazione aziendale del Casinò de la Vallée S.p.A; PRESO ATTO che la suddetta legge prevede come "il trasferimento di cui al comma 1 è effettuato per il tramite di FINAOSTA S.p:A: ed è autorizzato per Euro 8.000.000.000 entro il 31 maggio 2017, per Euro 6.000.000.000 entro il 30 settembre 2017 ed Euro 6.000.000.000 entro il 31 luglio 2018" i sottoscritti Consiglieri regionali INTERROGANO il Governo regionale per sapere: se, visto l'approssimarsi della scadenza suddetta, ha deciso di dar corso al finanziamento in oggetto. Jean Claude DAUDRY Alessandro NOGARA Luigi BERTSCHY Laurent VIERIN

Rapporti finanziari Stato-Regione, argomenti prioritari

I gruppi di opposizione replicano alle dichiarazioni del Consigliere Manfrin

«Stupiscono, ma soprattutto preoccupano, le dichiarazioni rilasciate al Tg3 dal Consigliere Manfrin, per il quale la maggioranza non avrebbe iscritto tre risoluzioni dell'opposizione nella seduta consiliare dell'11 luglio 2018 in quanto argomenti che "nulla hanno a che fare con le priorità dei valdostani"» È la replica dei gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste e Impegno Civico che aggiungono: «Che i rapporti finanziari o che la composizione della Commissione paritetica non siano questioni che toccano l'Autonomia forse può pensarlo chi ha passato la sua vita politica nel culto del nazionalismo di destra, ma fa specie che gli alleati regionalisti e chi, in ogni caso, dovrebbe avere a cuore la cultura istituzionale che si basa sul rispetto tra maggioranza e opposizione, restino silenti e accondiscendenti.» «Lo spazio per chi crede ancora nei valori autonomisti e democratici basati sul confronto e non sull'arroganza è aperto - concludono i Consiglieri di UV, UVP e IC -. Continueremo a batterci contro chi vede la Valle ancora come una provincia e non disperiamo in un sussulto di orgoglio da parte di chi è ora appiattito su posizioni contraddittorie e difficilmente comprensibili.»

Legge elettorale

Spoglio centralizzato e preferenza unica subito, proposta federalista per il futuro

Le elezioni regionali del 20 maggio 2018 hanno permesso di sperimentare la procedura centralizzata delle operazioni di scrutinio delle schede introdotta mediante la legge regionale n. 15 del 16 ottobre 2017. Una scelta politica, quella dello spoglio centralizzato, voluta per dare una risposta concreta alla necessità di garantire una maggiore libertà e segretezza del voto. Ricordiamo le perplessità e i dubbi che questa modalità sollevò all'epoca uniti a qualche ilarità. Ebbene possiamo, invece, affermare che quella scelta, frutto di una sintesi politica, è risultata una buona scelta ed è stata valutata positivamente: ora va giustamente confermata, rendendola stabile e definitiva. Sosterremo quindi la proposta di legge presentata ieri dalla collega Emily Rini come sosterremo le proposte che sappiamo essere in arrivo da parte di altri gruppi che intendono introdurre la preferenza unica, perché riteniamo che questa scelta possa migliorare ulteriormente la segretezza del voto. L'obiettivo è quello di dare con immediatezza alla nostra Regione, nel segno del cambiamento e senza ripensamenti, una legge elettorale utilizzabile anche nel breve periodo. Tutte queste proposte si innestano però su una modalità di elezione del Consiglio regionale datata e a nostro avviso da rinnovare perché non adatta alla Valle d'Aosta. Come gruppo Union Valdôtaine Progressiste stiamo quindi lavorando ad una riforma radicale della legge elettorale attualmente in vigore. Una riforma coerente con la nostra visione federalista della Valle d'Aosta che prevedrà l'introduzione di collegi uninominali pari al numero di consiglieri assegnati che nella nostra proposta sarà di 25. Ciò consentirà di garantire la rappresentanza Walser oltre che una effettiva e sicura rappresentanza elettiva, su base territoriale, della composizione del Consiglio regionale.

La maggioranza soffoca il dibattito consiliare

Disatteso il confronto sui temi che riguardano il futuro della comunità

Durante la seduta consiliare di mercoledì 11 luglio 2018, i gruppi di opposizione hanno presentato tre istanze di attualità rispetto a questo inizio di XV Legislatura. Una prima risoluzione era volta a impegnare la Presidente della Regione a riferire in prima Commissione in merito agli incontri istituzionali previsti a Roma in questi giorni e preannunciati sui giornali; una seconda iniziativa intendeva coinvolgere l'intero Consiglio regionale nell'individuazione dei criteri di scelta dei membri di parte regionale all'interno della Commissione paritetica Stato/Regione, organismo che ricopre un ruolo fondamentale per l'attuazione dello Statuto Speciale; la terza istanza voleva, infine, impegnare la Presidente della Regione, in quanto massima rappresentante delle Istituzioni regionali, ad un approccio comunicativo più sobrio rispetto alle tematiche che riguardano l'intera comunità valdostana. Dopo aver richiesto una sospensione dei lavori del Consiglio, durata quasi un'ora e mezza, la maggioranza è rientrata in Aula e, con un comportamento e un'arroganza inauditi, ha votato la non iscrizione dei punti di cui sopra senza fornire alcuna motivazione. Tutto ciò con la complicità silenziosa del Presidente del Consiglio che, invece di tutelare l'Aula, ha permesso alla maggioranza con un blitz senza precedenti di assumere questo comportamento antidemocratico, il quale maschera la debolezza della compagine governativa che, ad appena quindici giorni dal suo insediamento, non avrebbe avuto i tanto decantati diciotto voti. Le forze di opposizione di UV, UVP, M5S e IC sono pertanto molto preoccupate e stigmatizzano questi atteggiamenti di forza tesi a soffocare il dibattito consiliare inerente temi che riguardano il futuro dell'intera comunità valdostana.

Rapporti Stato-Regione

Richiesta la convocazione della prima Commissione per audire i parlamentari valdostani

Nell'ottica di una fattiva e collaborativa attività di monitoraggio dei rapporti istituzionali complessivi tra lo Stato e la Regione autonoma Valle d'Aosta sui quali iniziare sin da subito a lavorare, i gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Movimento 5 Stelle e Impegno Civico hanno richiesto al Presidente della prima Commissione consiliare "Istituzioni e Autonomia" di convocare nell'immediato una riunione per audire i parlamentari valdostani. «È importante - sostengono i Consiglieri dei gruppi - individuare sin da subito il prosieguo delle iniziative già avviate e di quelle da intraprendere in maniera sinergica.»

Prima Commissione

Prevale la logica spartitoria della maggioranza

«Alla prima occasione di dimostrare di voler davvero passare dalle parole ai fatti, la nuova maggioranza ha fatto prevalere ancora una volta la logica della spartizione delle poltrone.» Questo il commento dei componenti dei gruppi di minoranza all'interno della prima Commissione "Istituzioni e Autonomia" in merito alla mancata condivisione tra tutte le forze politiche della decisione sull'attribuzione della Presidenza della Commissione stessa. «Dopo due giorni di riunione - dicono i Consiglieri - in cui la maggioranza ha parlato di apertura, di centralità del Consiglio, chiedendo la nostra collaborazione, questo pomeriggio ci è stata rifiutata, prima la possibilità di dibattere in Aula sulla questione e, successivamente, in Commissione, di attribuire la Presidenza alla minoranza, come accaduto già in passato, anche a fronte dei numeri risicati 17/18 del Consiglio.» «Siamo amareggiati per questo atteggiamento di chiusura dei gruppi di maggioranza che hanno negato alle opposizioni questo importante ruolo di coordinamento della Commissione che si occuperà principalmente delle riforme istituzionali, dei rapporti con lo Stato e di temi quali la legalità.»

COMUNICATO STAMPA – Concrètement Présents, avanti per il cambiamento.

L’Union Valdôtaine Progressiste, in merito alle pittoresche ricostruzioni di questi giorni, che tendono a dare una interpretazione bizzarra a fatti noti, facendo intendere che altri avrebbero condizionato le nostra scelte, tiene a ribadire con forza alcuni concetti, che per noi sono punti fermi, denunciando questo goffo tentativo di confondere i fatti, a pochi giorni dal voto . L’UVP ribadisce intanto, come peraltro è riportato dai verbali degli incontri politici dell’estate scorsa, e noti ai più, comprese le persone che oggi le interpretano, che non solo il passaggio che ha portato l’UVP al governo dell’ “Ultimo miglio” - ereditando i problemi del passato e impegnandosi a risolvere le enormi criticità trovate - è stato quello che ha dato la possibilità di esprimere un Governo a guida UVP, che altri rivendicavano, ma che è stato determinante anche per impedire un ritorno al passato. La nascita del Governo a presidenza Laurent Viérin, infatti, ha avuto come pregiudiziale una ferma richiesta di rinnovamento che ha di fatto evitato il ritorno di qualcuno nell’assumere qualsiasi tipo di incarico, mettendo da parte proprio chi aveva incarnato la degenerazione del sistema che l’UVP denunciò 5 anni fa, con scelte coraggiose. Fa quindi specie che si utilizzino interpretazioni di qualcuno, facendole passare come fatti. Nel riportare, peraltro, lo sfogo telefonico di chi si lamenta sulla conduzione della presidenza UVP, non si fa che confermare il fatto che questa viene criticata proprio perché evidentemente non condizionabile. L’UVP rimanda, quindi, al mittente ogni insinuazione e ricostruzione non corretta dei fatti , ricordando la nostra ferma volontà di proseguire nel processo di cambiamento iniziato proprio nell’”ultimo miglio” e che vogliamo portare a compimento dopo il 20 maggio.