Convenzione USL e IRV

Per prestazioni di dermatologia ambulatoriale

Attivata una convenzione tra l’Azienda USL e l’Istituto Radiologico Valdostano – IRV – per prestazioni di dermatologia ambulatoriale. Dal 1° giugno le visite dermatologiche (prime visite e visite di controllo) saranno effettuabili anche all’IRV L’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e l’Azienda USL Valle d’Aosta rendono noto che è stata approvata una convenzione con l’Istituto Radiologico Valdostano (IRV), dal 1° giugno al 31 dicembre 2017, per l’erogazione di prestazioni di dermatologia ambulatoriale (prime visite e visite di controllo). I cittadini che necessiteranno di prestazioni dermatologiche verranno indirizzati dagli sportelli CUP dell’Azienda, a seconda della disponibilità, verso le strutture aziendali o verso la struttura privata convenzionata. Il Direttore Generale pro tempore evidenzia che l’iniziativa permetterà di superare le criticità registrate a seguito della attuale carenza di personale, di conseguire, pertanto, un riequilibrio tra domanda e offerta, riducendo gli attuali tempi di attesa e assicurando prestazioni rispondenti alle esigenze della popolazione. "Si tratta di una prima risposta all'attuale criticità dei servizi di dermatologia – spiega l'assessore Bertschy - tramite una convenzione necessaria per iniziare a migliorare la situazione ma che va accompagnata da un progetto di riorganizzazione e di potenziamento della struttura pubblica di Dermatologia che ci impegniamo a realizzare nei prossimi mesi". Aosta, 24 maggio 2017  

Intervista a Andrea Vuillermoz Curiat

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

  Andrea Vuillermoz Curiat, nato ad Aosta il 14 luglio 1965, ha un’esperienza lavorativa oramai trentennale nei settori dell’edilizia, sportivo e dei servizi alla persona. Cosa significa dal tuo punto di vista ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento? Ricoprire un ruolo di responsabilità e di decisione all'interno del Movimento è per me un onore e nello stesso tempo la sento come una grossa responsabilità. Mi spiego meglio: per me la politica è devozione, è passione. E’ un interesse, certo, ma di onore e dignità. Bisogna, a mio avviso, arginare il populismo dilagante che mette alla gogna la politica e i politici. La vita di tutti i giorni è “politica”, ed è per questo motivo che ritengo doveroso “metterci la faccia”. Le professioni che eserciti ti metteranno talvolta di fronte a problematiche concernenti l’economia della nostra regione: quali le più degne di nota secondo te? Le mie due professioni sono, paradossalmente, l’una il contrario dell’altra. La prima (il settore edilizia) ha vissuto e vive tutt'oggi una profonda crisi della quale non si vede al momento via d’uscita. Mi preme ricordare che negli ultimi tre anni le aziende del settore hanno perso 1.800 addetti circa: una vera débacle. La seconda professione, invece, è in piena espansione. I servizi alla persona, la cura di sé stessi, sono in crescita. Quali soluzioni proponi? Per molto tempo la politica ha fatto finta di nulla. Per fortuna invece la nuova giunta ha deciso di intervenire in soccorso al settore edile con iniziative mirate. Teniamo conto che l’edilizia muove un indotto enorme. I servizi alla persona, invece, legati allo sport ed al turismo, possono costituire un volano di crescita ed essere fonte di nuovi posti di lavoro per la nostra regione.

Che l’uomo sia forte

18 mai

Perché i paesi apparentemente poveri invadono quelli apparentemente ricchi, ne sostituiscono gli abitanti, li ripopolano, vi si trapiantano, per poi, gradatamente, impantanarvisi e spegnersi? I paesi apparentemente poveri di terra buona, sono ricchi di uomini buoni, di uomini sani moralmente e spiritualmente, di uomini sobri, di uomini lavoratori, di uomini religiosi. La vita dura, necessaria per campare, impedisce a questi abitanti di acquisire abitudini di pigrizia e di gola. Ed allora l'uomo, necessariamente lavoratore e sobrio, non acquista vizi, per cui la volontà diventa fiacca, il sangue diventa torpido, il corpo diventa grosso, e tutto si putrefà nella quietudine del benessere. Ecco perché i paesi apparentemente poveri sono effettivamente i paesi più ricchi. Perché la ricchezza è potenza e forza di espansione. Condizione essenziale è che l'uomo sia forte. Per poterlo essere deve essere sobrio, deve essere lavoratore. Émile Chanoux, Écrits

La voués dé Dounah

Un impegno di comunicazione e di trasparenza

È da poco nata la seconda edizione del giornale cartaceo “La voués dé Dounah” che riassume l'attività amministrativa avvenuta nel periodo aprile 2016 - aprile 2017. La realizzazione è stata a totale carico nostro e di alcuni cittadini che hanno voluto contribuire. La distribuzione è già stata avviata e a giorni sarà coperto tutto il territorio comunale. La voués dé dounah n° 2 del 1 aprile 2017 Questo strumento comunicativo nasce innanzitutto per rispettare l’impegno di comunicazione e trasparenza assunto dal nostro gruppo nei confronti della cittadinanza e da una presa d’atto che non sempre quello che facciamo, le proposte che cerchiamo di portare avanti non sempre superano le mura della sala consiliare. Da qui la necessità di creare uno strumento per informare i cittadini di quanto accade a livello di amministrazione comunale. I cittadini devono sapere che non sono molti gli strumenti a disposizione di una minoranza, anche perché i consigli comunali a Donnas vengono utilizzati principalmente per ratificare passaggi burocratici obbligatori e quindi il dibattito politico talvolta è ridotto ai minimi termini e viene sollecitato prevalentemente dalle nostre interrogazioni o mozioni. Certo non abbiamo la presunzione di pilotare le scelte della maggioranza, ma almeno vogliamo far presente la nostra visione della realtà e, a nostro parere, chiunque è dall'altra parte della barricata dovrebbe saper ascoltare o chiedere un punto di vista diverso. Spesso i problemi del nostro comune potrebbero essere condivisi, ma manca il più delle volte la disponibilità al confronto, non solamente con noi ma con l’intera cittadinanza. Emblematici i casi citati: la diretta del Consiglio comunale in diretta streaming bocciata; i Consigli richiesti in seduta “aperta”, mai concessi, forse per impedire alla gente di intervenire; gli avvisi del consiglio comunale strappati dalle bacheche comunali e la petizione popolare cestinata. A volte si ha come l'impressione che alcuni eletti si credano degli “eletti”. Per noi la “vera politica” è un’altra: informare e invitare tutti ad interessarsi e a collaborare per il bene della “cosa pubblica”. Il giornale, come strumento informativo, si aggiunge alla nostra pagina Facebook e ad alla periodica newsletter. i consiglieri comunali di Donnas: Fabio Marra, Gino Agnesod, Dalle Paola e Lea Costabloz

Chi siamo oggi?

Da forza di lotta a forza di governo

Per dirlo occorre ricordare il nostro percorso, da dove siamo partiti, con quali obiettivi e con quale spirito, perché come dice la frase del Buddha "tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato". Ebbene sono stati anni intensi questi, per certi versi tutt'altro che facili, ma certamente importanti, per non dire decisivi, per la costruzione del nostro progetto. Abbiamo esordito il nostro percorso politico mettendo nero su bianco i nostri ideali e i valori a cui fare riferimento e dichiarando sin da subito, anche con una certa dose di aggressività, che ci ponevamo come obiettivo quello di cambiare il modo di fare politica in Valle d'Aosta. Abbiamo rivendicato una voce nello scacchiere politico valdostano e ci siamo presi con lavoro e fatica, dopo il grande exploit delle elezioni politiche ed il buonissimo risultato delle elezioni regionali, il nostro spazio. Un prova dopo l'altra, una competizione elettorale dopo l'altra, ci siamo radicati. I ragionamenti all'interno del movimento sono continuati e con essi la voglia di lavorare per la nostra comunità, senza mai dimenticarci quanto detto agli esordi della prima fase, di cui sono stata testimone anche io negli anni alla presidenza del movimento, quando abbiamo cercato di costruire sinergie lungimiranti per il futuro. UVP non è nata come anti-politica, né come semplice voce di dissenso, ma con la ferma convinzione che ad ogni critica vada sempre accompagnata una proposta. In quest'ottica, in occasione del rinnovo delle cariche amministrative, abbiamo cercato di costruire sul territorio liste civiche capaci di raccogliere le differenti sensibilità presenti in UVP. Ove è stato possibile abbiamo presentato progetti nuovi, nel segno del rinnovamento ma al tempo stesso della concretezza, e cercato di dare risposte serie alla comunità di riferimento. In alcuni casi abbiamo vinto, in altri vi siamo andati vicini, ma ciò che più conta è che oggi siamo rappresentati nella quasi totalità dei comuni della Valle e possiamo dire di avere pressoché su tutto il territorio i nostri rappresentanti che, insieme ai gruppi che abbiamo costituito, sanno porsi quali ‘points de repère’ per i cittadini. A livello regionale il percorso condotto con sapienza e coraggio dai nostri eletti ha permesso al nostro movimento di non restare nell'angolo dove qualcuno ha cercato a lungo di metterci e di avanzare proposte e progetti che già in occasione dell'ultimo documento di bilancio hanno saputo tradursi in atti amministrativi e politici di rilancio concreto per settori fondamentali dell’economia valdostana. Oggi siamo forza di governo. Oggi UVP, insieme ai nostri alleati, è al centro di un progetto politico nuovo che, se lavorerà bene, potrà davvero fare la differenza per la nostra comunità. Ma per farlo occorre tradurre la nostra azione politica in cambiamenti, occorre dare risposte, occorre puntare al massimo. Il grande Aristotele era solito ricordare: "siamo quello che facciamo costantemente. L'eccellenza non è dunque un atto ma un'abitudine". Ed è con questo spirito che dobbiamo lavorare ora, rimboccandoci le maniche e rinnovando ogni giorno con le nostre azioni quanto al tempo della fondazione di UVP abbiamo scritto alla base del manifesto del nostro movimento. Per questo rinnovo l'invito a lavorare a tutti noi progressisti e a coloro che a vario titolo e con le proprie singole forze, tempo e capacità , abbiano voglia di contribuire alla buona riuscita di un progetto che può rivelarsi "eccellente". Lavoriamo ora e ne raccoglieremo i frutti. Lo dico con l'orgoglio di fare parte di una grande squadra dove vi assicuro c'è posto per tutti ma anche con la profonda consapevolezza di poter contribuire a qualcosa di importante. Réunir, réussir! Alessia Favre

La storia del Relatore e della Democrazia

Riceviamo e pubblichiamo

Sembra aver destato molto scalpore la nomina a  relatore del disegno di legge sul Casinò di Andrea Padovani. Anche sui social, in queste ore, ci imbattiamo in frasi come “ti hanno incastrato”, “ti sei fatto prendere in mezzo”... Ora, il Consigliere Padovani non ha certo bisogno della difesa d’ufficio di nessuno ma ci sentiamo di dover esprimere un certo disappunto verso queste ed altre esternazioni simili,  che non esprimono altro che una visione miope della situazione politica attuale nonché una mancanza di rispetto verso il ruolo del consigliere che, nel pieno esercizio delle sue funzioni ha assunto un ruolo che gli compete e nient’altro. Il secondo rammarico è legato al fatto che segnali come questi indicano chiaramente che in questa Regione si è cambiata rotta. Non cogliere che una nomina come questa sia espressione di democrazia e ostinarsi alla cecità fantasticando su ipotetiche dietrologie non è certo un segnale di maturità politica. Al contrario, questo atteggiamento indica come qualcuno si trovi quasi a disagio ad assaporare il gusto nuovo della libertà e del pieno esercizio della democrazia. Elisa Bonin

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Henri Dondeynaz

Nato ad Aosta il 10 gennaio 1976, Henri Dondeynaz ha un'esperienza lavorativa decennale nel campo dell'informatica come programmatore. Attualmente è docente di discipline economiche ed esercita l'attività di dottore commercialista. Dal 2015 ricopre la carica di amministratore della società Cisl Servizi Valle d'Aosta. Amante dello sport, pratica con costanza lo sci alpinismo e la corsa. A più di un anno dal tuo ingresso nel Direttivo dell’Union Valdôtaine Progressiste, nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: La professione di commercialista ti permette di conoscere le problematiche delle persone che svolgono lavoro autonomo ed attività d’impresa, quali sono le difficoltà che riscontrano maggiormente i lavoratori? Le difficoltà che i lavoratori affrontano giornalmente sono molteplici; mi preme evidenziarne una, l'elevata burocratizzazione della gestione amministrativa e contabile a cui sono sottoposti. Quali sono le difficoltà più evidenti? L'elemento che stride maggiormente è che i governi nazionali sbandierano la carta della "semplificazione", in realtà a questi proclami non seguono fatti concreti e purtroppo anche le nuove tecnologie diventano complicate e dispersive. Tutto questo porta con sé un dispendio di energie in termini di tempo e denaro che incide negativamente sulla competitività delle aziende. Cosa significa dal tuo punto di vista ricoprire un ruolo di responsabilità e decisione all’interno del Movimento? Stiamo vivendo un momento molto difficile, la crisi economica ha colpito anche la nostra Valle, speranze e certezze vengono cancellate e le differenze tra le classi sociali vengono acuite. In questo contesto trovano facile consenso quei movimenti populisti che contribuiscono alla disgregazione sociale, portatori di una carica di rancore, intolleranza e radicalità fine a se stessa. Per questo motivo ritengo più impegnativo essere all'interno e parteggiare per un movimento che concentra sforzi ed energie nella risoluzione di problemi concreti, e a volte proprio per senso di responsabilità, capace anche di prendere decisioni difficili e impopolari.

Il Welfare Valdostano

A piccoli passi verso un progetto concreto

Nei giorni scorsi, il Presidente dell’Unité des Communes Grand-Combin, ha reso pubbliche le criticità relative al servizio di assistenza agli anziani, che vive nel suo territorio: un grido di allarme che sotto il profilo politico raccolgo con la massima attenzione perché conferma la necessità di concludere, nel più breve tempo possibile, il confronto in atto per dare concretezza e contenuti al progetto di riforma del welfare valdostano. L'Unité des Communes Grand-Combin dimostra, in modo oggettivo, gli effetti di una errata pianificazione fatta nel passato rispetto al rapporto posti letto/popolazione residente che oggi si ripercuote sui costi di gestione dei Comuni facenti parte dell’Unité e le criticità dell'attuale modello di gestione di questo servizio. Dal 10 marzo 2017, giorno del mio insediamento presso l’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali, mi sono fatto carico in continuità con il lavoro dell'Assessore Laurent Viérin che mi ha preceduto, delle conseguenze derivanti dai tagli al bilancio di inizio legislatura che mi sento di affermare, forse più in questo che in altri settori, hanno avuto una ricaduta diretta su tutta la popolazione. In questo senso, ritengo molto importante che, nel bilancio 2017/2019, sia stata garantita una copertura finanziaria costante al fabbisogno sanitario e sociale per la nostra Regione, scelta politica che si è posta in netta controtendenza con l'operazione di forzato prelievo degli avanzi di amministrazione degli enti locali fatti in precedenza. È altrettanto chiaro che, in una dinamica di fabbisogni crescenti e sempre più articolati in tutti i settori, il confronto politico sulle priorità di intervento è aperto a tutti i livelli. Nei giorni scorsi, ho avuto modo di incontrare i Segretari generali delle forze sindacali valdostane per presentare una visione delle politiche sociali e sanitarie e per procedere rapidamente nel progetto di riforma del welfare. Un incontro importante, giudicato utile per avviare insieme, e nei tempi previsti (a partire dal 1° gennaio 2018), il nuovo modello di gestione delle politiche per gli anziani, come deciso il giorno 8 novembre 2016. Sarà mia cura incontrare nei prossimi giorni con lo stesso intento la V commissione consiliare e l’Associazione Unité des Droits. La proposta sulla quale lavoreremo e che ho verbalmente anticipato al CdA del CPEL ed ai Presidenti delle Unités, vuole conseguire gli impegni da tutti assunti per la riforma del welfare. L'obiettivo è di riunire in un'unica azienda pubblica le politiche di programmazione e gestione di assistenza agli anziani, tenendo in considerazione la necessità di valorizzare, in una visione federalista, l'esperienza maturata dagli amministratori e dipendenti e degli enti locali, nonché gli investimenti dagli stessi prodotti in tanti anni di gestione. Abbiamo presentato a questo proposito un sintetico documento affinché si possa iniziare un proficuo e definitivo confronto per poi assumere insieme le opportune decisioni. Credo e spero che si possa affrontare questa importante fase di riorganizzazione con tranquillità e serietà e ponendosi come unico obiettivo il bene dei nostri anziani e delle persone che lavorano con dedizione all'interno delle strutture, prestando ascolto alle preoccupazioni esternate dagli amministratori degli enti locali, sempre più inquietanti per il futuro dei loro enti. Non è il momento delle strumentalizzazioni politiche di parte, ma quello della collaborazione e del lavoro comune. L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali Luigi Bertschy

La décision du T.A.R.

L'UVP prend acte de la décision du T.A.R. qui confirme le bien fondé de la conduite des travaux du Conseil de la Vallée de la part du Président Andrea Rosset.

Ritorno al Futuro

Recuperare un alimento sano

Nel corso degli ultimi 50 anni, abbiamo assistito ad un progressivo aumento della capacità di produrre cibo, grazie alle conoscenze acquisite ed alle innovazioni tecnologiche sia meccaniche sia biologico-chimiche; nel contempo sono venuti a diminuire la quantità di forza lavoro, il tempo e la fatica assegnati alla coltivazione. Produrre grano su grandi superfici e in pianura è diventato molto facile: negli anni ‘80 le rese globali di cereali aumentarono del 125%, il riso nel 1999 incrementò del 132%, mentre il grano del 91%. Coltivare grano in montagna non aveva più valore economico, per questo il “giallo” che a luglio/agosto imbiondiva le colline e parte della piana della Valdigne lasciò il posto a prati, ma soprattutto ad incolti. Da più parti, ormai, si afferma che il grano che usiamo ai giorni nostri ed i suoi derivati sono nocivi alla salute dell’uomo. Addirittura il famoso cardiologo americano William Davis dice: “Basta col pane quotidiano, pasta, biscotti, cereali ma anche orzo, crusca e cuscus. Basta eliminare totalmente il grano per vivere una vita sana” (ndr: lo dice riferendosi al grano coltivato oggi. Non è contrario al grano coltivato come una volta). Secondo alcune teorie, la quasi “epidemica” diffusione della celiachia è causata proprio dalle graduali modifiche che il nostro ben noto cereale ha subito nel corso degli anni. Da un punto di vista puramente tecnologico, sembra che l’arricchimento della farina in glutine faciliti il lavoro di produttori di pane e pasta, aumentandone la resa, ma compromettendone le qualità organolettiche, funzionali e nutrizionali. In alcune zone in della Valle d'Aosta, ma soprattutto nei comuni di La Salle e Morgex, sta soffiando un vento nuovo, un vento che riporterà alla tradizione del passato, così lontana dagli interventi di selezione e modifiche genetiche operate dagli uomini negli ultimi decenni. Ed è proprio sulla scia di questo vento nuovo che sta trovando spazio la coltivazione del grano antico. La storia è iniziata circa quattro anni fa, quando una ventina di appassionati ha costituito l'associazione "LO GRAN", beneficiando del progetto europeo “Produits d'Hauteur” ALCOTRA 2007/2013 e di un contributo finanziario elargito dal comune di Morgex, oltre ad una autotassazione, per poter disporre di tutti i macchinari necessari alla produzione e coltivazione del frumento. Un’operazione sicuramente anacronistica e soprattutto antieconomica considerando che Confragricoltura prevede che, per il 2017, il prezzo del grano all’ingrosso sarà di circa 180,00/tonnellata. Grano che proviene principalmente dai grandi paesi produttori come Canada e Stati Uniti, che ha un elevato contenuto di glutine e importanti tracce di glifosato – potente erbicida- dannosissimo per la nostra salute. In un panorama alimentare dominato dai derivati del frumento, la questione della qualità non è di secondaria importanza. Come spiega Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione: «Queste farine con alto contenuto di glutine hanno inevitabili ripercussioni sul nostro intestino che non è cambiato di pari passo con il grano. Si produce un cibo commerciale non adatto alla digestione, e il mancato assorbimento intestinale causa patologie degenerative e funzionali sul sistema gastrointestinale. E si fa credere mediante pubblicità che dispepsia e altre malattie intestinali possano essere corrette/guarite con uso di yogurt e altri prodotti finalizzati al recupero del benessere e della salute dell’intestino». La scelta di acquistare prodotti bio non serve a rimediare a queste problematiche se non vengono utilizzate farine di varietà vecchie o antiche. Il recupero delle cultivar è stato per l’associazione “LO GRAN” il primo passo da compiere. Alcuni soci sono andati a frugare nei granai di famiglia, altri hanno preferito rivolgersi all’Institut Agricole Régional dove sono conservati dei grani antichi della Valle. Altri ancora hanno scelto una selezione di frumento ottenuta in Svizzera sempre da grani antichi; il tutto con l’unico scopo ti portare in tavola un pane a basso contenuto di glutine e con la consapevolezza di un ritorno ad un alimento sano. Elvio Fosseret