La Casa degli Autonomisti

L' UVP incontrerà i movimenti che hanno manifestato interesse

L'UVP durante i prossimi giorni incontrerà i movimenti che hanno manifestato interesse verso la proposta di rassemblement dell'area  autonomista.
Questi incontri ufficiali avranno come finalità la delineazione del percorso per raggiungere l'obiettivo della costruzione della casa degli autonomisti, obiettivo ambizioso e nel contempo necessario per ricompattare il fronte autonomista, ora frammentato, affinché possa dare risposte alla comunità valdostana.
Elisa Bonin
Presidente Union Valdôtaine Progressiste

La Maison des Autonomistes

Vers l'Avenir

L’UVP ha lanciato nel congresso straordinario del mese di giugno unvprogetto di ricomposizione dell’area unionista autonomista, che si rivolge a tutti coloro che, nel tempo, con coraggio, hanno rappresentato la diaspora unionista; da Vallée d’Aoste Vive a Renouveau Valdôtain, da Alpe a UVP passando da Mouv’. Un progetto di rassemblement in chiave moderna e proiettato al futuro, che chiaramente non può non rivolgersi anche all’UV, tanto più ora nel momento in cui si prende atto che il cambiamento è necessario e che è tempo di fare autocritica comprendendo che se tante diaspore ci sono state era perché qualcosa non funzionava. Un progetto che vuole essere anzitutto una presa di coscienza e un confronto tra tutte le anime unioniste e autonomiste che è stato ben illustrato in Consiglio Regionale da Laurent Viérin. È con rammarico che, leggendo il comunicato a firma del Presidente di Alpe Alexis Vallet, prendiamo atto di come sia stato banalizzato tale messaggio che, per contro, sta invece maturando in chi sente vibrare gli ideali, forse un po’ dimenticati, della grande famiglia unionista. La casa degli autonomisti non vuole essere e non sarà l’ancora di salvataggio per resuscitare un passato che, lo dice la parola stessa, non può tornare ma ha l’obiettivo di costruire un futuro che riparta da certi valori, ammesso che li si senta.  Ci eravamo illusi che in Alpe vi fossero ancora un cuore ed un’anima unionista e autonomista, che evidentemente invece sono annacquati da sensibilità diverse o sono stati dimenticati. Forse ci siamo sbagliati anche nel credere che proprio oggi, dopo aver rotto un sistema ed aver ottenuto un cambio di marcia sia possibile riunire gli unionisti che hanno creduto e credono nel cambiamento, superando personalismi e inutili rancori. Siamo molto soddisfatti che il nostro messaggio in questi giorni sia stato accolto da tantissime persone che ancora sentono certi ideali e che provano la necessità del cambiamento ma anche di rimettere insieme i valdostani. Tutto ciò anche in vista delle sfide che ci aspettano come comunità e, dal canto nostro, continueremo a lavorare sia sul versante amministrativo sia su quello politico per costruire la casa comune. Una casa che potrà rappresentare bene il sentire dei valdostani. Siamo convinti che anche Alpe saprà superare le diverse visioni interne nell'interesse di un progetto capace di superare i personalismi. Elisa Bonin Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste  

Piano Regolatore: si discute a Saint-Pierre

La posizione della minoranza

Il lavoro sul piano regolatore è stato lungo e con l'approvazione ieri in Consiglio comunale si chiude una fase che da tempo la comunità sollecitava. Abbiamo espresso la nostra posizione sia in aula che in Commissione riunitasi più volte nel corso dell'ultimo anno. Siamo soddisfatti che ci sia stata da parte della maggioranza la volontà di trovare risposte concrete alle esigenze dei cittadini e che particolare attenzione sia stata data alle piccole richieste concernenti l'adeguamento delle abitazioni primarie dei senpiolens. Abbiamo con soddisfazione inoltre condiviso la scelta di adoperarci affinché il settore agricolo, che riveste per il nostro paese un ruolo fondamentale trovasse nel piano regolatore un utile strumento per soddisfare richieste finalizzate a far crescere il comparto e l'imprenditoria locale. Tuttavia avremmo auspicato una maggiore lungimiranza per il futuro di Saint-Pierre soprattutto in termini di sostenibilità ambientale e di sviluppo turistico del territorio. Come avvenuto per Vetan, con  la proposta con noi condivisa di rinviare ogni discussione nell'attesa di predisporre un Piano di sviluppo turistico dell'intera zona, ci saremmo aspettati un simile atteggiamento per quanto attiene la zona artigianale e industriale di Pommier/Cognein o le aree concernenti le adiacenze dei due castelli con un'attenzione dovuta e doverosa alla salvaguardia dell'identità culturale paesaggistica e rurale di Saint-Pierre. Invece gli interventi sono stati pensati a macchia di leopardo senza una visione globale dell'atout turistico culturale del nostro paese. Ecco perché non solo non ci ha stupito ma ci ha confrontato l'astensione del vice sindaco Bonomi e dei due assessori Carcea e Fontanelle sull'osservazione 55 del piano concernente la proposta, a nostro avviso del tutto anacronistica e senza alcuna visione di tutela del nostro borgo, di  trasformare l'attuale area verde di Chevreyron in una Piazza con annessi parcheggi pluripiano e locali per esercizi commerciali. Un'idea che denota una visione ormai superata di una Saint-Pierre ancora da edificare! Con lo stesso rammarico abbiamo espresso contrarietà in merito a nuove costruzione in località Seez. Dalla discussione di ieri pertanto esaminando  il dato tecnico possiamo dirci parzialmente soddisfatti per un piano regolatore che seppur attento alle singole esigenze dei cittadini ci prospetta per certi versi l'inquieta immagine futura di una Saint-Pierre sempre più antropizzata e costruita. Sul fronte prettamente politico invece non possiamo che ribadire nuovamente la faiblesse di una maggioranza che come confermato dalle prese di posizione di certi membri dell'esecutivo è dopo solo due anni di governo già divisa al suo interno. Alessia Favre per il Gruppo Libertà e Partecipazione

Istituzionalmente ineccepibile

L'operato del Presidente Rosset dichiarato corretto e competente

E’ con una sola parola che potremmo riassumere l’operato del nostro Presidente del Consiglio Andrea Rosset in occasione delle decisioni assunte durante la crisi dello scorso Marzo. Competenza. Lo dimostra chiaramente quanto emesso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative regionali che, dopo aver richiesto al prof. Nicola Lupo, ordinario di diritto pubblico presso l’ateneo Luiss di Roma un parere pro veritate sulla vicenda, ha dichiarato l’operato del Presidente Rosset istituzionalmente ineccepibile, corretto ed adeguato. Come altrettanto ineccepibile ed adeguato è stato l’operato dei funzionari e degli uffici del Consiglio che si sono dimostrati pienamente all’altezza in una situazione davvero delicata. Questione di competenza appunto, ma anche di profondo senso e rispetto delle istituzioni, di piena capacità di orientarsi in un determinato campo e di garantire il rispetto della democrazia. Ringraziamo il presidente Rosset per il suo operato e lo ringraziamo anche di aver saputo soprassedere agli attacchi ricevuti anche sotto il profilo personale e soprattutto per aver permesso di scrivere una bella pagina per la democrazia della Valle d’Aosta. Il Conseil de Direction dell'Union Valdotaine Progressiste

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Interpretazione Legge Severino e rinuncia ricorso al TAR di UV

Intervento del Presidente del Consiglio al #ConsVdA

Intervento del Presidente del Consiglio regionale Andrea Rosset nel Consiglio regionale del 26 luglio 2017 Comunico che il 21 luglio è pervenuta alla Presidenza del Consiglio la rinuncia al ricorso promosso al TAR della Valle d'Aosta dal Consigliere Perron contro gli atti consiliari del 10 marzo scorso, per sopravvenuta carenza di interesse conseguente all'ordinanza del TAR stesso che il 9 maggio scorso ha rigettato l'istanza cautelare. Vi informo che, nella giornata di lunedì 17 luglio la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali, alla quale ho partecipato, si è soffermata sulla tematica dell'efficacia della sospensione di diritto dalla carica di Consigliere regionale ai sensi della cosiddetta "legge Severino". Infatti, a seguito di alcune problematiche scaturite dai primi casi concreti di applicazione di tale legge nelle Assemblee regionali, la Conferenza ha conferito un incarico al professor Nicola Lupo, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nella LUISS di Roma, per la redazione di un parere pro-veritate. In particolare, dal parere emerge che la giurisprudenza, ormai consolidata, della Suprema Corte di Cassazione - da ultimo la sentenza di aprile 2017 - ha chiarito che è la notifica al Consiglio regionale a determinare l’efficacia della sospensione di diritto del Consigliere. Nel corso dell'Assemblea plenaria il parere è stato esaminato e condiviso dai Presidenti, i quali hanno concordato di trasmetterlo al Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo di recepire l’orientamento della Suprema Corte di Cassazione nell’ambito dei futuri provvedimenti volti ad accertare la sospensione di diritto, in modo da evitare che ci possano essere incertezze interpretative sulla decorrenza dell'efficacia della sospensione, come è successo nei decreti dove si parlava di retroattività dalla data del provvedimento di condanna da cui discende la sospensione. La soluzione indicata avrebbe quindi il vantaggio di evitare ulteriori dubbi e contenziosi nell’espletamento, da parte dei Consigli regionali, dei conseguenti adempimenti di legge. Dal parere del professor Lupo emerge inoltre che le disposizioni della legge Severino in materia di quorum prevalgono sulle eventuali difformi discipline regionali, anche qualora di rango costituzionale come nel caso del nostro Statuto speciale. Si conclude definitivamente una vicenda che, per certi versi, è stata molto sgradevole, sia per gli attacchi contro la mia persona, politicamente comprensibili, sia per le accuse, assolutamente incomprensibili, rivolte ai dirigenti del Consiglio, dimostrando così di non percepire la distinzione dei ruoli fra organo politico e apparato amministrativo. Dirigenti, nei quali ho sempre avuto piena fiducia per il percorso suggerito riguardo all'interpretazione delle norme: prima, in merito alla decorrenza dell'efficacia della sospensione e, dopo, in ordine al quorum per la validità della seduta del Consiglio. Percorso la cui bontà è stata confermata dal parere del professor Lupo oltre che dall'ordinanza cautelare del TAR, attestando così che l'insediamento di questo Governo è avvenuto nel rispetto del Consiglio, del suo Regolamento e delle norme vigenti. Ritengo che un ringraziamento e, forse, delle scuse siano quindi doverosi nei confronti dei dirigenti che hanno dovuto gestire tematiche di difficile interpretazione in una fase politicamente convulsa. Non posso quindi che accogliere con favore la rinuncia al ricorso al TAR che dimostra senso di responsabilità politica e rispetto istituzionale in una delicata fase della nostra Regione.

Iniziati i primi incontri del Rassemblement

Per la ricostruzione di una forte area autonomista valdostana

La scorsa settimana sono iniziati i primi incontri tra il nostro Movimento e alcune altre forze autonomiste per dare via al necessario ed importante percorso di ricostruzione di una forte area autonomista valdostana. La necessità di  mettere insieme le intelligenze e le componenti del quadro autonomista valdostano  nasce dal bisogno di dare risposte alla comunità basate sui valori autonomisti progressisti. Questi incontri sono stati un primo punto di partenza, una presentazione e condivisione degli obiettivi del progetto di Rassemblement con quelle forze politiche che hanno rotto con un sistema superato e si stanno adoperando per affrontare i bisogni urgenti della nostra comunità. Gli incontri con Alpe e Mouv’ sono stati quindi un punto di partenza e non un punto di arrivo di un percorso che dovrà necessariamente, per essere completo, mostrarsi aperto al dialogo con tutte le altre sensibilità  autonomiste. In una fase storica così delicata ed importante per la nostra comunità l’obiettivo del nostro movimento è quello di includere tutte le forze autonomiste che credono in un futuro di progresso per la Valle d’Aosta e non di escludere a priori alcun attore. Il contributo  di tutte le forze politiche autonomiste  è decisivo affinché  la “casa degli autonomisti” abbia solide fondamenta.

Coordinamento tra finanza statale e regionale

Approvata la norma di attuazione

L’intervento di Nello Fabbri - Consiglio regionale 13-14 luglio 2017 Esprimiamo innanzitutto come UVP gratitudine alla Commissione paritetica e ai Dirigenti regionali che l'hanno supportata nei lavori. Oggi affrontiamo un passaggio molto importante per la vita dell'autonomia della nostra Regione nell'approvare il Decreto che prevede la norma di attuazione in materia di coordinamento e di raccordo tra finanza statale e regionale Dietro questa espressione tecnica e un po' asettica si cela in realtà un importante atto legislativo che vede finalmente applicare il principio dell'esercizio dell'autonomia in materia di tributi regionali e locali, un ambito di notevole importanza per la vita economica e sociale della nostra Valle. Questo inoltre è un settore dove il centralismo statale aveva sempre esercitato una totale supremazia proprio per la mancanza della possibilità di esercitare un nostro diritto costituzionale poiché era necessario questo passaggio statutario per poterlo attuare; motivo questo del ritardo di tale diritto rispetto ad altre regioni Vale la pena di ricordare la finalità di tale provvedimento richiamata nell'articolo 1: il decreto rafforza l'autonomia finanziaria della Regione attraverso la definizione di un quadro più chiaro e certo dei rapporti con lo Stato che permetterà una migliore programmazione delle risorse finanziarie disponibili. Diciamo qui, come inciso, con quale brutalità gli uffici finanziari ministeriali sono intervenuti e tuttora intervengano sugli accordi finanziari non tenendo in minimo conto le difficoltà che creano in un bilancio ridotto ormai da anni da richieste inique. Basti ricordare il recente DM che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, pare ricordare i tempi sei/settecenteschi dei Savoia che imponevano gabelle durissime per mantenere i diritti della Valle. Finalmente si potrà intervenire sui tributi locali, naturalmente sempre nel rispetto delle norme statali ed europee, con azioni atte a stimolare, con incentivi fiscali mirati, l'economia regionale, intenzione più volte annunciata ma che finora non era stato possibile attuare. Analogamente sarà possibile intervenire sui tributi locali con una razionalizzazione degli stessi. Le Province autonome e Regioni a Statuto speciale ce lo hanno dimostrato! Sarà certo una sfida molto impegnativa e complessa per coloro che affronteranno questi difficili passaggi. Come Movimento e Gruppo consiliare UVP siamo soddisfatti nel vedere l'approvazione in Consiglio del Decreto attuativo anche perché abbiamo sempre sollecitato la necessità di affrontare questo problema producendo studi e raffronti sull'attuazione dell'autonomia finanziaria già ottenuta in altre Regioni e Province a Statuto speciale. Oggi la vediamo finalmente in via di attuazione nella speranza che vi sia una celere volontà di considerare la legge a livello ministeriale. Allo stesso modo il nostro Movimento ha sempre proposto l'obbiettivo dell'attuazione del riconoscimento dell'artico 14 dello Statuto speciale, quello in cui si prevede l'istituzione della zona franca, nel passato compensato con modalità fiscali ora non più possibili, vista la normativa europea, ma la cui attuazione andrebbe ripresentata con nuove modalità. Non solo slogan e buone intenzioni, ma lo sprone ad attivare queste possibilità al fine di portare linfa rivitalizzante per l'autonomia anche economica. Ricordiamo anche l'impronta europea che questo decreto attuativo porta nel suo articolato, con l’inserimento delle direttive europee sull'attenzione al territorio di montagna. Forse è in questo solco che si potrebbe intravedere l'attuazione dell'art 14 che a questo livello potrebbe diventare una direttiva europea applicata ai territori disagiati interessando tutta la zona macro-alpina Questa norma sarà alla fine del suo iter una grandissima opportunità per la nostra Valle. Non lasciamocela sfuggire!

Nuove misure del Pacchetto agricoltura

Lavoro, occupazione, zootecnia e consorzi

Nuove misure del Pacchetto agricoltura con la variazione di bilancio: allungamento delle giornate dei cantieri forestali e 80 nuove assunzioni già nell’anno in corso, zootecnia e consorzi. Proseguono le misure del pacchetto agricoltura. In questo senso oggi abbiamo approvato un atto importantissimo. La variazione di bilancio, approvata in giunta regionale e trasmessa al consiglio che immette nuove risorse nei vari settori, tra cui 4,6 milioni su 11,3 per il rilancio dell’agricoltura. Proseguono quindi i nostri sforzi per rilanciare il settore con misure urgenti e che destina, con questo provvedimento, risorse all’occupazione e ai cantieri forestali, alla zootecnia, ai consorzi, e risolverà varie criticità del comparto, dopo i provvedimenti già adottati in questi 4 mesi. Con questo atto già per la stagione in corso porteremo da 90 a 101 le giornate di lavoro dei cantieri forestali e quindi l’allungamento per i 244 operai, e 80 nuove assunzioni, anche sotto i 55 e 45 anni, sempre per quest'anno, per tre mesi (64 giornate lavorative) portando a 324 le unità impiegate. Un importante atto per rilanciare l’occupazione e per il mantenimento del nostro territorio con squadre anche appositamente destinate a problematiche come la lotta alla processionaria del pino. Nel pacchetto occupazione garantiti anche i fondi per il parco Mont-Avic e i livelli occupazionali di quell’ente. Altri fondi sono stati previsti invece per la zootecnia tra cui 1,5 milioni per le rassegne, sostegno al settore, agli affitti per le cooperative, al trasporto siero. Infine fondi per i consorzi di miglioramento fondiario completano le misure. Un pacchetto agricoltura che prosegue e rilancerà ulteriormente il settore agricolo,  dopo anni di tagli. Un settore da troppo tempo in grande difficoltà. Tutto questo per ridare dignità, fiato e prospettiva a chi crede ancora nella nostra agricoltura , fondamentale per la nostra comunità. Laurent Viérin Assessore all'Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta 

Comunicato congiunto Uvp, Alpe, Mouv’

Riconosciuta la correttezza e la legittimità dell’operato delle istituzioni

Aosta, venerdì 14 luglio 2017 - I movimenti Union Valdôtaine Progressiste, Alpe e Mouv' esprimono apprezzamento in merito all’annuncio di ritiro del ricorso presentato al TAR dall’Union Valdôtaine lo scorso 10 marzo contro le deliberazioni del Consiglio Regionale che avevano portato alla nomina della nuova giunta. Riteniamo positivo che l’Union Valdôtaine riconosca finalmente la correttezza e la legittimità dell’operato delle istituzioni in quell'occasione e che si sia infine riconosciuto come non siano le aule di tribunale, ma il Consiglio Regionale a essere il luogo deputato all’esercizio del confronto e della dialettica politica Essere autonomisti significa innanzitutto rispettare le istituzioni che rappresentano l'autonomia. Elisa Bonin presidente Union Valdotaine Progressiste Alexis Vallet presidente ALPE Damien Charrance  coordinatore MOUV

Rassemblement Valdôtain

L'unica via di riscatto per una Valle d’Aosta in ginocchio

I recenti ultimi fatti che coinvolgono l’ufficio del Presidente della Regione nonché Prefetto hanno di fatto messo la parola fine ad una legislatura a dir poco travagliata, complessa ma anche inadeguata con attori che dovrebbero vedere l’aula del Consiglio regionale dalla tribuna riservata al pubblico e non seduti su quelle comode poltrone; se poi penso che qualcuno ha ricoperto la carica di assessore in uno dei settori strategici della Valle – con risultati che non abbiamo visto ma vissuto in negativo – allora chiedo a gran voce che cali al più presto il sipario sulla XIV Legislatura regionale. Il mio amico, Luciano Caveri che non manca occasione per “riprendermi” con il sorriso per il fatto che non sempre ho simpatizzato con le sue idee scrive sul suo blog: “ Oggi, dopo certe storie che lasciano l’amaro in bocca, ma confermano solo i tanti sospetti su metodi e comportamenti, digeriti pure con complicità e indifferenza da una parte dell’elettorato, dimostrano che certi addii erano fondati. Molti – conclude Luciano – che oggi si scandalizzano e si vestono con panni nuovi dov’erano?”. Non voglio certo vestire i panni della vittima (cosa chi in famiglia spesso mi rimproverano) ma sicuramente in quella affermazione rientro pure io; sono stato iscritto all’Union Valdôtaine dal 1989 fino a due anni fa, credo di aver dato qualcosa al Movimento e nello stesso tempo ho ricevuto qualcosina, sicuramente poco rispetto a quel porto di mare dove ignoti arrivavano, ottenevano e se andavano verso altri lidi, sbeffeggiando chi come me e tanti altri, allora adolescenti andavano in giro a mettere manifesti per perorare la causa unionista. Si, ho voluto, ho creduto che un cambiamento ci poteva essere all’interno di quella casa, ci ho creduto davvero, ho combattuto ma non ce l’ho fatta -nel mio piccolo- perché il comando, vertice, andava e voleva andare in tutt’altra direzione, e quella direzione ha portato dritto, spedito verso il burrone. Gli addii dall’Union Valdôtaine che nel tempo ci sono stati: Robert Louvin, Dino e Laurent Vierin, Luciano Caveri su tutti non sono per me scivolati via in maniera indolore così come i loro ripetuti inviti a voler seguire assieme a loro un progetto nuovo di rilancio mi avevano fatto vacillare e non poco; tenuto conto che, all’interno dell’UV la sensazione di non essere gradito cresceva sempre di più (con delle punte elevatissime dal 2008 in poi) ma, malgrado tutto e soprattutto senza la presunzione di essere chissà chi ritenevo, il cuore diceva che bisognava rimanere lì e così è stato fino a quando la misura non è arrivata al colmo ed ecco che grazie a Dino prima e Laurent poi la presa di coscienza che un certo modo e certi metodi andavano cestinati, il passaggio in UVP è diventata la logica conseguenza: senza l’ambizione di chissà cosa come sicuramente qualcuno penserà (soprattutto in quel di Cogne dove risiedono molti professorini) ma, la voglia di fare politica liberamente con il proprio pensiero, aperti al confronto ma sempre nell’interesse solo ed esclusivo della propria Regione e nulla più! Come non condividere, come non appassionarsi per quando uscito ieri dal Conseil de Direction del mio Movimento: il Rassemblement Valdôtain! La Casa comune degli Autonomisti! Finalmente la possibilità di riunire competenze, eccellenze, il meglio che sa offrire la Valle d’Aosta in tutti i settori strategici. Basta con i dirigenti “lacchè”, basta con le medaglie al merito verso coloro che arrivano, fiutano il terreno e poi si schierano a seconda di dove si muove il gallo in cima al campanile! Tutti attori, tutti protagonisti, tutti responsabili, solo così si potrà portare la Valle d’Aosta fuori dal pantano in cui si trova e ridare fiducia, entusiasmo e nuova linfa. Siamo stati troppo in silenzio in questi anni, abbiamo concesso troppo a chi non meritava nulla, ci siamo piegati, mettendo da parte il nostro orgoglio, i nostri pregi e anche i nostri difetti. Adesso, è giunta l’ora, è giunto il momento del riscatto ,della “resettazione” con buona pace di chi non capisce, fa finta oppure non vuol capire. Tempo scaduto, arrivederci a mai più! Il corso del destino e della storia chiede questo: lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future. Lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Si parta dunque con le fondamenta della Casa comune degli Autonomisti dalla quale dovranno assolutamente rimanere fuori gli opportunisti e tutti quelli che hanno navigato e portato la Valle al disastro totale. Réunir. Reussir, adesso si può, adesso si deve, subito! Andrea Portigliatti