Convocazione Congrès straordinario

venerdì 23 giugno 2017 a Fénis

Con la presente comunico la convocazione del Congrès, organo sovrano del nostro Movimento, in sessione straordinaria

venerdì 23 giugno 2017 a Fénis

presso l’Hôtel Comtes de Challant alle ore 18.00 per l’esame del seguente ordine del giorno:

  • elezione del Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste;
  • varie ed eventuali.
La presente convocazione è conseguente alla nomina del Presidente dell’UVP, Luigi Bertschy, alla carica di Assessore regionale, cariche incompatibili tra loro, come previsto dall’art. 11, comma 4, del nostro Statuto. Le candidature alla carica di Président dovranno pervenire alla segreteria del Movimento a mezzo email a segreteriauvp@gmail.com, a mezzo posta o a mano, secondo le indicazioni dello Statuto UVP che, al commma 1 dell’art. 11, prevede: “Il Président è eletto dal Congrès a maggioranza dei membri intervenuti, sulla base delle candidature, corredate di relazione programmatica, pervenute entro 5 giorni dalla data di convocazione del Congrès.”

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Al termine dei lavori congressuali è previsto un momento conviviale ed un casse-croûte al prezzo di 10,00€ a persona. Chi fosse interessato, per motivi organizzativi, è pregato di darne comunicazione entro giovedì 20 giugno con un’email alla segreteria oppure di comunicarlo direttamente a Silvana (tel.335-1918953).

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Sicura di poter contare sulla Vostra presenza porgo i miei più cordiali saluti

Il Vice Presidente Silvana Cerise

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali

Sospese, inlotre, le rate dei mutui in agricoltura

Approvata la legge sugli aiuti per danni causati da calamità naturali e sospese le rate dei mutui in agricoltura Nella seduta del 21 giugno 2017, il Consiglio Valle ha approvato con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S) il testo di legge in materia di aiuti per danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali e sospensione delle rate dei mutui in agricoltura. Il testo, che modifica la norma regionale n. 17/2016 (Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), risulta dal coordinamento di un disegno di legge della Giunta e di una proposta di legge dei gruppi UV, EPAV e PD-SVdA e si compone di cinque articoli che introducono aiuti per la compensazione dei danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, intendendo per tali le condizioni atmosferiche avverse quali gelo, tempeste e grandine, ghiaccio, forti piogge o grave siccità che distruggano più del 30 per cento della produzione media annua di un agricoltore, calcolata sulla base dei tre anni precedenti o di una media triennale basata sul quinquennio precedente, escludendo il valore più basso e quello più elevato. L’onere complessivo è determinato in 2 milioni di euro per il 2018 e 500 mila a decorrere dal 2019. Sono stati inoltre recepiti alcuni emendamenti proposti dall'Assessore Viérin che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato. Il Consiglio ha poi approvato, sempre con 32 voti favorevoli e 2 astenuti (M5S), un ordine del giorno, depositato in Aula dai gruppi UV, EPAV e PD-SVdA, emendato su proposta dell'Assessore Viérin, che impegna il Governo regionale a operare con le associazioni di categoria, i rappresentanti degli agricoltori e delle associazioni agricole nonché con la terza e seconda Commissione consiliare, per verificare la possibilità di costituire un "fondo mutualistico" dedicato a tutto il settore agricolo regionale entro la fine dell'anno. Il relatore del disegno di legge della Giunta regionale, Vincenzo Grosjean (UVP), ha evidenziato: «Avrei preferito non dover presentare questo provvedimento, considerati gli ingenti danni alla nostra agricoltura, già in difficoltà. Nell'immediato, dopo la gelata del 18 aprile, ci si è resi conto della gravità della situazione e l'Assessorato si è subito messo al lavoro. È importante essere arrivati a questo testo di legge. I danni inizialmente sembravano concentrati ai settori frutticolo e vinicolo, ma anche il l'orticolo ha avuto un danno tale da causare mancanza di reddito. La calamità ha anche colpito la foraggicultura. In terza Commissione c'è stata una lunga e proficua discussione, che ha coinvolto le categorie interessate; sono state proprio quest'ultime a suggerirci di concordare un testo unico, senza procedere con due provvedimenti. La proposta del fondo mutualistico fa onore al settore e ci deve spingere a riflettere. Questa nuova legge ha pochi articoli ma è molto concreta: ci permette di intervenire nell'immediato e di programmare a livello di bilancio fondi per queste evenienze.Dovendoci attenere a normative europee, tutte le aziende devono essere assicurate; chi non lo è, può essere risarcito solo del 50% dei danni. I tecnici ora dovranno predisporre la documentazione per poter accedere le misure, anche se per capire il reale danno si dovrà aspettare la fine del ciclo stagionale.» Il relatore della proposta di legge Renzo Testolin (UV) ha confermato la soddisfazione «per essere giunti ad un accordo su una norma trasversale. L'aver presentato due testi di legge non denota spirito di competizione, ma desiderio di intervenire subito su una problematica che sta a cuore a tutti. Nella norma approvata lo scorso anno, per questioni economiche, ci eravamo limitati ad inserire il sostegno ai premi assicurativi e i finanziamenti per il reimpianto delle produzioni; non avevamo potuto inserire sin da dubito aiuti a fondo perso. È assolutamente importante l'aver potuto garantire un sostegno rilevante nei confronti dei danni; certo, non si può e, dato il contesto attuale, non sarebbe neanche corretto tornare al 100% di contributo per tutte le situazioni, ma in casi così eccezionali è positivo poter sostenere fortemente i settori penalizzati non certo per causa loro. I due testi di legge avevano punti comuni, che sono stati recepiti. Nella nostra proposta erano però presenti altre iniziative per cercare di aiutare ancora più puntualmente: il sostegno delle aziende attraverso un finanziamento agevolato di 18-24 mesi, facilitando così l'accesso al credito; le attività di promozione specifica, propedeutiche ad un aumento dei prezzi; la predisposizione di un fondo mutualistico a partecipazione pubblico-privata. Crediamo che questo testo condiviso potrà dare risposte concrete, accordando la giusta attenzione ai nostri agricoltori.» Il Presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (UVP), ha espresso soddisfazione per l'iter di esame delle due proposte in Commissione «che ci ha visti convergere unanimemente su di un testo di legge. Tuttavia, se oggi ci rimettiamo a discutere su dettagli già affrontati che rimettono in discussione alcune parti di questo disegno di legge, mi chiedo il senso della discussione in Commissione.» La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha detto che «l'interesse su questo argomento è stato trasversale e condiviso. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più palpabili, con conseguenze più gravi rispetto alle gelate tardive del passato: è quindi importante fare una riflessione approfondita sull'uso dell'acqua, fonte primaria per l'agricoltura, così come bisogna trovare un sistema di valutazione che dia risposte immediate alle necessità evitando le complicazioni burocratiche. Desidero poi sottolineare l'atteggiamento di realismo degli agricoltori, i quali hanno cercato di affrontare i problemi con positività, con spirito di autoassunzione di responsabilità.» Il Consigliere Paolo Cretier (PD-SVdA) ha evidenziato: «Il lavoro svolto in Commissione è stato positivo: occorreva trovare una misura che potesse aiutare indistintamente tutte le aziende, perché i danni sono stati davvero ingenti. A nostro parere, bisogna procedere con la realizzazione di un banco di mutuo soccorso. Altro aspetto da non sottovalutare è la questione dei cambiamenti climatici, che rischiano di portare siccità ma anche bombe d'acqua. La politica deve dare delle risposte: con questo testo condiviso si fa un tentativo.» Il Consigliere André Lanièce (EPAV) ha osservato: «Maggioranza e minoranza hanno voluto fare sintesi per aiutare gli agricoltori, con buon senso e spirito collaborativo. L'Assessorato dovrà tenere conto dell'esigenza di semplificazione rappresentata dalle associazioni di categoria nel corso dei lavori della Commissione. Voglio poi sottolineare l'azione svolta a livello nazionale, insieme con le altre Regioni colpite, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale; la Valle d'Aosta è capofila e coordinatrice di un gruppo politico e tecnico per portare all'attenzione del Governo nazionale i gravi danni riportati, al fine di giungere alla creazione di un fondo di solidarietà che, sommandosi alle misure regionali, speriamo possa dare ai nostri agricoltori un'ulteriore possibilità di indennizzo. Infine, mi auguro che venga costituito al più presto un fondo mutualistico a favore di tutto il settore agricolo, in modo da garantire uno strumento di sostegno flessibile, più snello e adatto a supportare tutte le aziende in caso di gravi criticità future.» L'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Laurent Viérin, in chiusura di discussione generale, ha ringraziato i Consiglieri per aver lavorato con spirito di condivisione per il sostegno e il rilancio dell'agricoltura: «Quand on a envie de travailler sur les dossiers, la politique est à même de donner des réponses rapides aux questions urgentes - ha detto l'Assessore -. Il fatto di dare una risposta immediata ad un problema non prevedibile suggerisce due considerazioni: da una parte, sulla necessità di intervenire tempestivamente di fronte ad un problema, dall'altra, sull'esigenza di lavorare sulla pianificazione e sulla prevenzione per il futuro. Infatti, come legislatori, non dobbiamo soltanto rincorrere gli eventi, ma dobbiamo avere la capacità di prevedere il futuro, soprattutto nei settori che hanno la necessità di essere considerati in un contesto più ampio. In effetti, la legge 17, pensata solo ad agosto dell'anno scorso, non aveva previsto le disposizioni che oggi abbiamo pensato e che sono una risposta concreta. Da queste considerazioni è nato il testo di legge della Giunta che modifica la disciplina regionale degli aiuti approvata nel 2016: un testo che non si riferisce soltanto alle gelate di quest'anno, ma che, facendo sintesi con le richieste degli agricoltori, programma il futuro introducendo il concetto di aiuto in caso di calamità naturali. L'iter in Commissione ha poi completato il percorso trovando una sinergia con la proposta avanzata da alcuni Consiglieri di minoranza. Credo che 2,5 milioni di euro siano il chiaro segnale dell'attenzione nei confronti degli agricoltori. Questo settore ha una necessità di intervento perché se non è accompagnato soccombe. Questo testo, quindi, tutelerà il comparto per il futuro, al di là di chi amministrerà. Evidenzio anche che, a livello nazionale, ci siamo attivati all'interno della Conferenza delle Regioni e, in qualità di capofila, siamo riusciti a far finanziare con 20 milioni il fondo di solidarietà nazionale.» L'Assessore ha quindi annunciato il deposito di alcuni emendamenti, condivisi con i Commissari a seguito di un incontro con le categorie, che prevedono misure di sostegno, da un lato, nell'innalzamento al 90 per cento dell'intensità massima di aiuti a fondo perduto concedibili ai consorzi di miglioramento fondiario per interventi infrastrutturali, il cui tetto massimo è attualmente dell'80 per cento e, dall'altro lato, nell'introduzione, per il tramite della Finaosta, della possibilità di richiedere entro il 31 luglio 2017 la sospensione del pagamento di due rate semestrali in favore dei beneficiari dei mutui a tasso agevolato, sospensione che rappresenterebbe una boccata di ossigeno per il comparto.

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Intervista ad Alessia Favre

Tre domande ai membri del Conseil de Direction dell’UVP

Nata ad Aosta il 22.06.1979, Senpiolentse, mamma di Demetra. Dipendente regionale, autonomista e amante dell’arte. Presidente di UVP dal 2013 al 2016, consigliere di opposizione nel comune di Saint-Pierre. Nell’intento di presentarti, Le Progressiste ha pensato di rivolgerti alcune domande: Alessia, sei stata la prima indimenticabile Presidente alla guida del nostro Movimento: raccontaci alcuni tuoi ricordi e sensazioni sui diversi momenti politici che hanno caratterizzato la tua presidenza e quella di Luigi Bertschy in seguito. È stato per me un grande onore essere alla guida di UVP, ma anche una grande occasione di crescita personale e politica e ringrazio ancora il movimento tutto per avermi dato questa bellissima opportunità. E' stata un'esperienza intensa e profonda, alle volte anche difficile per il peso della responsabilità che ho sentito ma davvero molto positiva sia per quanto riguarda gli aspetti di formazione politica che sul fronte dei rapporti umani. Abbiamo dimostrato che il dissenso può essere costruttivo e che bisogna lottare per le proprie idee. Ci abbiamo messo impegno e fatica e abbiamo raccolto soddisfazioni. Nella prima fase del nostro percorso abbiamo anche subito accuse e attacchi ma sono sinceramente convinta che tutti noi progressisti abbiamo dimostrato quando sia importante in politica non mescolare i piani e non far scendere mai la critica e l'attacco sul profilo personale. Siamo gente seria. Tanti sono i ricordi positivi e numerosi i momenti che rimarranno del cuore per sempre. Dalle riunioni sul territorio ai messaggi di sostegno, dalla costruzione di una squadra di lavoro che è diventata un po' una seconda famiglia, alla parte intellettuale di proposte e idee con cui caratterizzare la nostra azione politica. Senza dimenticare la costruzione di legami con gli alleati per un percorso di comunità e di difesa dei nostri valori autonomisti. Al momento del passaggio di testimone non avrebbe potuto esserci persona migliore di Gigi Berstchy. Gigi e' stato un grande federatore e ha permesso al nostro movimento di avere davvero un nuovo ruolo nello scenario politico valdostano assumendosi la responsabilità di governare. Ho condiviso e sostenuto ogni passaggio e sono certa che i frutti si raccoglieranno perché i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, gli eletti tutti, ai quali vanno la mia completa stima e un'amicizia profonda costruite nel tempo, stanno lavorando benissimo, in modo particolare Laurent e Gigi che si ritrovano alla guida di due Assessorati complessi, nel cui lavoro e potenzialità crediamo fortemente e Andrea che con la sua carica di Presidente del Consiglio ha dimostrato una pregevole capacità di gestire il ruolo e le connesse dinamiche. Personalmente sono molto orgogliosa di fare parte di questa squadra. Cultura ed Agricoltura, due assessorati regionali che ti hanno vista e ti vedono attualmente lavorare attivamente: descrivi la tua esperienza lavorativa. Sono fortunata perché i tempi per l'occupazione anche in Valle d'Aosta sono difficili e chi ha la fortuna di avere un lavoro fisso ha già di per se' un'importante risorsa. Di questa ricchezza sono consapevole ed è anche per questo motivo che ho voluto mettermi in gioco a livello di impegno politico proprio perché credo che chi abbia una tutela, sotto il profilo lavorativo, debba dare voce anche a chi, e penso ai liberi professionisti o ai giovani in cerca di lavoro, non e' libero al punto tale da mettersi in gioco completamente. Nasco con una formazione culturale e ho lavorato finora in quel settore che è nel mio cuore. Anni intensi e molto belli. Ho avuto ora l'opportunità di approfondire un settore diverso, l'agricoltura e sono molto contenta di quest'occasione perché quello che ho finora avuto modo di conoscere è un settore dinamico, con grande potenziale, con professionisti interni ed esterni all'Amministrazione molto competenti ed estremamente preparati. Una doppia opportunità, quella di lavorare per i due settori, cultura e agricoltura, che sono alla base della nostra identità e delle nostre radici. Cosa di ti senti di dire a proposito del prossimo Presidente UVP? Di che Presidente abbiamo bisogno in questo momento? Abbiamo bisogno di un presidente forte, capace di mettere insieme le sensibilità e di valorizzare la ricchezza del nostro movimento, che sta nell'avere radici autonomiste e fortemente legate al nostro territorio ma anche una visione al futuro e alle nuove generazioni. Serve un presidente che sia traghettatore verso una nuova fase politica, che sappia dare a UVP un ruolo centrale e che al tempo stesso sia aggregante di coloro che credono in un progetto politico differente. Infine viste le scadenze elettorali che avremo nel prossimo futuro serve un presidente capace di gestire trattative politiche complesse e che sappia essere, in visione delle prossime elezioni regionali, arbitro super partes per l'intera squadra con cui UVP si presenterà agli occhi degli elettori. A chi si candiderà offro fin da ora il mio sostegno per ciò di cui avrà bisogno, nel limite delle capacità, per contribuire alla buona riuscita del nostro progetto che è davvero molto importante. Mettiamoci al lavoro, forza Union Valdôtaine Progressiste. Réunir, reussir.

Cinque domande al Presidente del Consiglio Valle

Intervista ad Andrea Rosset

Presidente Rosset. Un anno alla guida del Consiglio regionale è un'esperienza politicamente importante. Si attendeva una Presidenza più tranquilla? Quando ho assunto la Presidenza ero consapevole delle difficoltà di guidare un'Assemblea particolarmente effervescente dal punto di vista politico, ma in questo anno ho sempre cercato di guardare al bene dell'Istituzione, di tutelare il lavoro dei Consiglieri – che, non dimentichiamolo mai, sono l'espressione del pluralismo e delle diverse sensibilità della comunità valdostana - oltre che l'attività degli uffici, cui riconosco una grande onestà intellettuale. Proprio perché la mia esperienza politica e amministrativa mi porta ad avere un profondo rispetto per le Istituzioni e per i ruoli che ognuno di noi è chiamato a svolgere. In effetti si può dire che in meno di dodici mesi si concentra un susseguirsi di avvenimenti politici importanti. Tralasciando per un momento il cambio di esecutivo di governo, quale momento ha trovato degno di maggior attenzione? Sono molti i momenti che mi hanno dato soddisfazione, in particolare quelli a contatto con i giovani: il Consiglio sta investendo molto sulle nuove generazioni, sulla loro formazione ed educazione alla cittadinanza. Ecco, vedere dei giovani motivati, appassionati, desiderosi di vivere delle nuove esperienze, anche all'estero, per me è motivo di orgoglio, perché sono loro il nostro futuro. Questi giovani mi danno fiducia e speranza. Parlando invece della convocazione del Consiglio che ha decretato il cambio di Governo, come è giunto alla conclusione che esistesse un rischio di paralisi e di commissariamento se non fosse stato convocato il Consiglio e quale la motivazione per la sua validità? Il Consiglio stava vivendo un momento di grande criticità a seguito delle dimissioni di tutti gli Assessori, le quali avevano provocato uno stallo dell'attività consiliare, cui è seguita la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione quale strumento per uscire dalla crisi politica. In questa situazione si è innestata la sospensione di quattro Consiglieri a seguito della sentenza sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari ed era necessario ricostituire il plenum dell'organo consiliare attraverso la convalida dei nuovi Consiglieri regionali. In occasione della convalida, visto che l'attuale minoranza aveva deciso di non presentarsi in Aula, pensando di far mancare il numero legale, ho dovuto assumere una decisione a tutela del Consiglio e del suo corretto funzionamento: supportato dagli uffici e da due pareri legali, ho considerato che il quorum per la validità della seduta fosse da considerare su 31 consiglieri, visti i 4 Consiglieri sospesi, e non su 35. E così ho aperto la seduta. Sono stato accusato di irresponsabilità e di non aver garantito l'imparzialità in Aula: credo, invece, di aver agito proprio a garanzia del Consiglio al fine di salvaguardarne la ricomposizione e l'attività. L'irresponsabilità la lascio a chi, non presentandosi in Aula, ha rifuggito il dibattito politico. Decisioni difficili precedute sicuramente da un caloroso dibattito. Di certo seguite da ingiuste critiche dal vecchio esecutivo che ha promosso un'azione presso il TAR regionale, chiedendo una sospensiva dell'attività dell'attuale Giunta. Il TAR, pur ad un esame sommario della questione tipico della discussione di una sospensiva, ha riconosciuto la legittimità del mio operato al momento dell'apertura della seduta consiliare del 10 marzo scorso, in quanto ha rilevato che il quorum strutturale su cui calcolare la validità della seduta non era da parametrare sui 35 componenti in carica "ordinaria" ma su 31, quindi senza i 4 Consiglieri sospesi che non avevano titolo giuridico per poter partecipare alle sedute del Consiglio. Con serenità, la stessa che ho avuto sino ad ora, aspettiamo la pronuncia definitiva del TAR. Certo è che ora non ci sono più scusanti: il nostro dovere è quello di lavorare per il bene della Valle. In attesa di settembre lei incassa un primo round in favore e la sua reazione è… silenzio e lavoro. Sarà un altro lungo anno… Speriamo sia proficuo. Ora più che mai c'è bisogno di rinnovare il rapporto di fiducia tra Consiglio e comunità e recuperare canali di comunicazione e di dialogo con la società. In questo periodo, la politica ha dato segnali poco positivi: estrema litigiosità, eccessivi personalismi, mancanza di mediazione, demagogia imperante. Ecco io ritengo invece che noi, in quanto rappresentanti dei cittadini, dobbiamo dare altri esempi: dobbiamo far sì che la pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio non sia mero terreno di scontro ma sia quell'elemento che nutre il terreno della democrazia, trovando spazi di mediazione, di confronto, promuovendo la dignità e il rispetto delle persone. Ci sono i margini per farlo.

Conseil des Jeunes Valdôtains

Le Président Rosset ouvre la première session du #ConsJeunesVdA

https://www.youtube.com/watch?v=M6N86-DpOIo Ouverture officielle du premier Conseil des Jeunes Valdôtains Intervention du Président du Conseil de la Vallée, Andrea Rosset Madame la Présidente, Mesdames et Messieurs les Conseillers de la Valcéjinie, Chères et Chers collègues, C'est pour moi un grand honneur de vous donner la bienvenue, au nom du Conseil régional de la Vallée d'Aoste, dans cette salle qui vous accueillera pendant une semaine pour la première édition du Conseil des Jeunes Valdôtains. Emotion et fierté sont les deux sentiments qui traversent mon cœur aujourd'hui. Emotion, car le fait de voir autant de jeunes dans cette salle me donne un grand espoir. L'avenir du monde est entre vos mains et votre participation est l'exemple éloquent de votre intérêt pour les questions du monde. Votre présence est aussi le témoignage concret de votre volonté de faire exercice de démocratie par l'échange dialectique et le partage d'idées sur des problématiques politiques internationales, comme celles que vous avez choisies pour votre simulation, dont l'actualité est de toute évidence. Par ailleurs, grâce à la présence des délégations francophones de Wallonie-Bruxelles, Jura et Québec - que je remercie d'avoir fait le voyage pour être ici avec nous - vous aurez la possibilité de partager ce moment avec des jeunes d’origines diverses qui pourra faire naître des liens forts entre les nouvelles générations de l’espace francophone. Aujourd'hui, donc, vous allez prêter le serment de Conseillers de la Valcéjinie et vous allez devenir les représentants de cette région autonome fictive. Mais, vous êtes surtout, et cela n'a rien de fictif, les porte-parole de la jeunesse. Une jeunesse qui, par son engagement, sa créativité, sa force, son énergie, nous émotionne. Et nous rend fiers. Fierté, donc, parce que vous avez su faire face à ce défi d'organiser la première édition du Conseil des Jeunes Valdôtains et d'y participer. Et là, je tiens à remercier les chenilles ouvrières de cette organisation: l'association CJV et, surtout, Eloïse Villaz et Elizabeth Pastoret, qui ont mis toute leur âme et toute leur passion dans ce projet. Le défi n'était pas des plus faciles: organiser un événement de ce genre requiert un travail énorme, mais vous y êtes parvenus. Permettez-moi donc de remercier aussi toute mon équipe du Conseil régional, qui a travaillé en synergie avec les jeunes organisateurs en les soutenant dans cette magnifique aventure. Aujourd'hui, vous allez écrire une nouvelle page de notre démocratie, en l'enrichissant avec votre apport d'idées, avec votre fraîcheur et votre enthousiasme, avec votre diversité culturelle et humaine. Votre présence et votre engagement font honneur à toute la jeunesse. Et par ces mots, je déclare ouverte la première session du Conseil des Jeunes Valdôtains.

Courage

Il coraggio più estremo consiste nel salire in cima a una torre per dichiarare alla folla riunita che due più due fa quattro.

Vaccini: comunicato stampa

Se obbligo dovrà essere lo sarà per tutti

Le dure imposizioni, di regola, non vengono mai apprezzate, anzi, nella maggior parte, proprio perché imposte, vengono ignorate e contrastate; figuriamoci poi se sono relative alla libertà di scegliere riguardo alla salute dei nostri figli. Il decreto vaccini è andato in questo senso sollevando un tema di grande discussione come l'obbligatorietà di vaccinazione per l'iscrizione scolastica che riteniamo sia una forzatura fatta con questi metodi e questi tempi. I vaccini sono stati, insieme agli antibiotici, la più grande scoperta medica del secolo e si deve a loro la scomparsa di patologie letali quali la poliomielite e la difterite, l'introduzione poi, negli ultimi decenni, di nuove vaccinazioni sta completando una copertura verso altre gravi patologie rendendo più sicura la vita dei nostri bambini e della società. La famiglia deve comunque avere la possibilità di scegliere, ma per poterlo fare, deve avere tre indispensabili strumenti: l'informazione, il sapere e la conoscenza. Questi, non vengono sicuramente forniti attraverso le imposizioni, ma si trasmettono soltanto con una buona sensibilizzazione. I pediatri e i medici di famiglia, gli operatori sanitari ospedalieri e territoriali: queste le figure che devono distribuire e diffondere gli indispensabili strumenti, rendere consapevoli i genitori dell'importanza dell'estensione della possibilità di vaccinazione rispetto alle vecchie vaccinazioni obbligatorie è sicuramente la via maestra da seguire. Solo così le famiglie potranno e vorranno prendersi la responsabilità nei confronti dei propri figli e della società. Prendere dunque tempo per informare e sensibilizzare, ma se obbligo dovrà essere lo sarà per tutti.   Nadia Noro per il Conseil de Direction UVP      

La Terra dei Veullatsu

Report ed impressioni di un’amministratrice progressista

Villeneuve è un comune di 1300 abitanti circa esteso su quasi 9 km quadrati, il cui borgo medioevale e’ sito ai piedi del promontorio roccioso detto della “Becca”, sul quale si erge il castello di Châtel-Argent (1008 d.C.); il paese è dislocato quasi per intero all’envers, destra orografica della Dora Baltea, alimentata in loco dai torrenti zonali Savara, Verrogne e Montovert. Oltre all’esposizione al sole a cadenze alterne ed alla presenza di alcune zone soggette a dissesti rocciosi e a nevralgie idrogeologiche, (tutti messi in debita sicurezza), nelle vicinanze dei corsi d’acqua citati, complice la costante presenza di umidità, si riscontrano di frequente fenomeni come brina/gelo d’inverno e condensa d’estate. Altre caratteristiche che contraddistinguono un versante fresco, umido e tendenzialmente meno favorito come quello di Villeneuve, sono le poche distese coltivabili che consentono una ridotta produttività agricola, e la presenza di boschi, a partire dalla frazione alta di Champlong-Dessus, in avanti. Detta premessa era necessaria per far capire come, quando si abita un paese non proprio vocato d’embléé turisticamente, sia controproducente giudicarlo solo per le sue criticità o per le sue carenze, tanto quanto si riveli importante imparare a conoscerlo per poi essere in grado di agire con metodo sia come amministrazione che come privati, sfruttandone le risorse disponibili al fine di gestirlo e migliorarlo rendendolo più produttivo e meglio vivibile ai residenti, in primis, ed ai visitatori poi. Progresso significa, infatti, guardare oltre le semplici risorse esistenti sia naturali che strutturali per dare a tutti una concreta prospettiva di vita e sviluppo. A questo proposito ricordo con piacere come una decina di anni fa, (sono amministratore comunale da tre legislature), l’allora Sindaco mi avesse delegata a curare l’organizzazione di tre edizioni estive della Cronoscalata Off Road d’Argent: gara motociclistica che si sviluppava per 7 Km circa, lungo la strada poderale che dalla frazione di Champlong Dessus mena al bosco di Poignon. È stato singolare come evento in quanto vi si sono iscritti piloti di enduro di fama mondiale quali Passeri e Gerini; inoltre la coreografia zen del bosco, combinata ad un evento sportivo hard-race come quella competizione, è stata impagabile ed ha permesso di connotare diversamente una zona che fino ad allora era frequentata da qualche raccoglitore di funghi o da qualche sparuto appassionato di trekking. Sempre a Champlong Dessus, il 14 luglio prossimo, transiterà, lungo la strada sterrata che si collega con la frazione Chevrère di Valsavarenche, il corteo delle bici per il 54° Giro della Valle: una nuova sfida dell’attuale amministrazione per promuovere sport, turismo e indotto correlato nel nostro piccolo comune. La località sopra-menzionata, oltre ad evidenziare la naturale predisposizione territoriale agli sport all’aria aperta, è anche luogo dove da due anni a questa parte partecipo con gli abitanti che si adoperano vicendevolmente per fare il pane, ridando così vita al vecchio forno frazionale che era rimasto chiuso una trentina d’anni, per poi venire restaurato grazie ad un finanziamento europeo. Altro esempio di utilizzo a fini promozionali del nostro territorio è lo svolgimento annuale lungo il letto della Dora Baltea di gare di canoa organizzate da una cooperativa in collaborazione con il comune, la realizzazione di un Parco Avventura che si sviluppa poco lontano dalla base di Rafting di Chavonne, nonché l’evento puntuale all’inizio del mese di giugno, sempre in sinergia con comune ed associazioni territoriali, di una gara podistica che valorizza il sentiero sterrato del Tor de la Becca. Un impiego ottimale delle risorse del borgo storico di Villeneuve è invece stato raggiunto da quando la Proloco locale, sempre in concorso con l’amministrazione, promuove l’apertura al pubblico delle antiche cantine scavate nella roccia della “Becca”, (barmè, dove venivano stipate le scorte di dispensa familiari), che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Caratteristica della Fiha di Barmè, che si svolge ogni 16 di agosto, è la degustazione dei vini autoctoni, occasione anche per mettere in mostra il prodotto della nostra viticultura eroica. Attualmente lavoro per il gruppo che ha superato con successo le ultime elezioni del 2015: abbiamo l’agio di poter contare su un “pacchetto” di grandi opere già eseguite nel tempo quali il percorso ciclo-pedonale che collega il borgo alla zona del moderno campo sportivo con annessa piscina, l’area verde di Chavonne, il distretto socio-sanitario che da pochi mesi annovera anche il servizio di “Sportello Sociale”, il parco giochi in fondo al borgo con posteggio sottostante, un ulteriore posteggio pluripiano nei pressi delle scuole ecc. Strutture che ci impegniamo giornalmente a far funzionare per rendere possibile e fattibile nel concreto lo sviluppo dell’indotto economico-turistico già esistente, in grado di portare giovamento alla comunità intera in termini di occupazione e di volume di affari. Dispensiamo inoltre le nostre energie di amministratori per valorizzare i servizi, le attività di controllo alla regolare manutenzione e pulizia del decoro urbano e paesaggistico, per tutelare i negozi storici e le botteghe artigiane: tappezzeria, pasticceria, farmacia, macelleria, calzolaio ecc., affinché -come sta succedendo in tanti borghi della nostra regione- non scompaiano. Riguardo alle vie di comunicazione, sono in fase di avvio i lavori per la nuova rotonda ANAS, la cui progettazione ha impiegato tempi epici; lavori che finalmente contribuiranno a mettere in sicurezza e a dare decoro all’ingresso al nostro paese. “La Veulla”, come veniva chiamato una volta Villeneuve, storicamente era già un territorio d’importanza strategica per le vie di comunicazione; ai Romani ad esempio interessava controllarne le strade che portavano verso la Gallia, mentre nel 1300 era sede di uno fra i più sontuosi ospedali-ospizio della Valle d’Aosta, con già allora 13 posti letto; più tardi, nel 1800, davanti alla farmacia vi era uno spazio dedito espressamente alla sosta della diligenza Aosta-Courmayeur. Ad oggi il mio “compito” (non abbiamo deleghe nell’attuale legislatura) è incentivare il turismo culturale, possibilmente a costo zero: un impegno arduo che si realizza anche in collaborazione di volontari o di associazioni presenti in paese e che ci vede impegnati: nella valorizzazione dei percorsi pedonali per riscoprire il borgo di Villeneuve (in occasione dei barmè ad esempio); nella calendarizzazione e gestione de “il Salotto Letterario” in collaborazione con una casa editrice valdostana, evento previsto nei mesi di luglio ed agosto che permetterà la presentazione a cadenza settimanale di libri da parte dei propri autori sotto forma di incontri-aperitivo presso gli esercizi commerciali di Villeneuve, abbiamo inoltre promosso l’evento in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino; nell’ospitalità ai pittori dell’Associazione Artisti Valdostana per il mese di luglio ed agosto in Casa Bakita nella piazza centrale; nella riscoperta e valorizzazione di un percorso archeologico, (Villeneuve era una fra le più vaste necropoli neolitiche d’Italia, si sono trovati reperti risalenti al 3000 a.C.), in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, ma questo è un progetto appena iniziato. Mi trovo stagionalmente a consultare e verificare le percentuali di analisi di TurismOK, (portale del turismo in VdA), questo al fine di lavorare per rendere Villeneuve un comune maggiormente accessibile dal più ampio target di visitatori possibile: perché sia una meta a misura di single e di famiglie, affinché torni quel paese dove fermarsi, e non sia solo luogo di transito e/o dormitorio, motivo che ne ha determinato la forte presenza multietnica, già a partire dagli anni ’80. Condivido con gli eletti del Movimento una riflessione: ho avuto modo, come tanti di noi, di sperimentare sulla pelle cosa significhi quello che molti definiscono “vincere le elezioni”, ossia nella maggior parte dei casi poter portare avanti nel tempo i propri programmi per vederli realizzare, sia cosa voglia dire “perdere le elezioni”, ovvero assistere talvolta allo stravolgimento o all’eliminazione asettica dei propri progetti, non venire ascoltato, attuare con il proprio gruppo una strategia di vigilanza e controllo sulle mansioni svolte da altri amministratori coniugata al contempo ad un atteggiamento continuo di disponibilità nell’accogliere le richieste dei propri concittadini; disponibilità mitigata, ahimè, dalla consapevolezza che senza la volontà politica della maggioranza i progetti che si potevano concludere sarebbero stati ben pochi. Ricordiamoci che come amministratori, prima di rendere conto agli elettori, è importante saper rendere conto a sé stessi delle promesse fatte in campagna elettorale, degli impegni presi, del lavoro assicurato di volere e di dovere svolgere per la comunità; l’esito delle elezioni successivo a queste prove orali di fiducia è senz’altro un grande spartiacque che ne determina la creazione ufficiale delle fazioni di governo (maggioranza -minoranza), ma non devono cambiare in ogni caso l’atteggiamento propositivo ed il potenziale che, come candidati all’amministrazione, eravamo decisi a voler dare al nostro paese ed alla comunità residente: ecco perché credo sia importante lavorare sempre e comunque. Molto più educativo (anche se antipatico), devo dire, è stato spendersi per la comunità occupando un posto in minoranza: una lezione di vita che mi ha forgiato in tenacia, contribuendo a confermarmi di non dare mai niente per scontato; bref, la dimostrazione che dalle aspettative disattese, (chiamiamole pure con il loro vero nome, delusioni!), si rinasce più forti e più accorti comunque, e naturalmente non solo in ambito amministrativo. Mirena Vaudois

Former les jeunes: adultes du futur.

La remise des prix du concours éducatif « Impariamo a crescere insieme »

Lundi 5 juin a eu lieu la remise des prix du concours éducatif « Impariamo a crescere insieme » dans le cadre du projet La Commune à l’école. 21 classes de de 4e et de 5 e de l’école primaire, ainsi que de 2 e et de 3 e de l’école secondaire du premier degré. Le thème abordé a été : Cosa può rendere più bello e vivibile il mio Comune? Ispirazioni e buone pratiche per imparare a crescere insieme. Les élèves ont présenté leurs réflexions sous forme de reportages, de chansons, de vidéos et d’applications tridimensionnelles ainsi que de documents papier ou multimédia. Le jury du concours a évalué les contenus didactiques, la créativité et la capacité d’expression de ceux-ci et a tenu à souligner la grande qualité des travaux, l’engagement des participants et les remarquables résultats obtenus. Le Président du Conseil de la Vallée Andrea Rosset a souligné que l'Assemblée régionale a adhéré avec grande conviction à cette initiative et il ne saurait en être autrement : parce que nous croyons dans les jeunes, nous croyons dans les Administrations locales qui se placent à côté de leurs citoyens et nous croyons dans l'école qui contribue à former ceux qui seront les adultes du futur. Le concours a été organisé par la Présidence de la Région, l’Assessorat de l’éducation et de la culture, le Conseil régional de la Vallée d’Aoste et le Consortium des collectivités locales de la Vallée d’Aoste. Cette initiative s’inscrit dans le contexte des Rendez-vous citoyens, activités prévues par la loi régionale n. 6 du 16 mars 2006, en vue de promouvoir les valeurs de la participation civique sur le territoire. Les vainqueurs Catégorie Ecole primaire : classes 4e A et 5e A de Saint-Marcel Catégorie Ecole secondaire du premier degré : Classe 2e F de Brusson Catégorie Classes 3e école secondaire du premier degré : classe 3e C de Aoste (I.s. San Francesco)