La Constituante Valdôtaine

Nous lançons un nouveau défi: un projet fédérateur pour défendre les droits du Peuple valdôtain, les principes et les raisons d’être de notre Autonomie, ainsi que notre identité et notre culture. Donc nous proposons un parcours de rassemblement des énergies autonomistes de la Vallée d'Aoste, à développer dans une logique constructive et pluraliste pour le futur de nous tous et de la communauté valdôtaine
"Voilà que la Vallée d’Aoste nouvelle, régénérée par la souffrance et refondue dans une nouvelle unité, produira à nouveau des Valdôtains"

Émile Chanoux


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Traforo del Monte Bianco: serve una vera riflessione.

In questi giorni si è parlato molto, anche in Consiglio regionale, del traforo del TMB, di come poter incrementare la sicurezza e rendere tale collegamento affidabile, intendendo con questo l’ipotesi che venga realizzato un tunnel parallelo all’attuale. Occorre premettere che l’UVP è contraria a veder aumentare i transiti dei mezzi pesanti attraverso la nostra regione, […]

di la Rédaction

traforo

In questi giorni si è parlato molto, anche in Consiglio regionale, del traforo del TMB, di come poter incrementare la sicurezza e rendere tale collegamento affidabile, intendendo con questo l’ipotesi che venga realizzato un tunnel parallelo all’attuale.

Occorre premettere che l’UVP è contraria a veder aumentare i transiti dei mezzi pesanti attraverso la nostra regione, ma sulla questione della sicurezza, ritiene che debba essere posta particolare attenzione al futuro del traforo del TMB, che rappresenta un’arteria vitale per l’economia della Valle d’Aosta e dell’Italia, in modo da evitare il rischio di una nuova chiusura, epilogo che segnerebbe il definitivo isolamento economico della nostra regione. E’ quindi necessario, affrontare con serietà e realismo tutte le soluzioni che possano garantire un collegamento affidabile e sicuro, ma senza che queste comportino l’ampliamento delle capacità di transito (in coerenza con la Convenzione delle Alpi) . Anche quella di una seconda galleria, in grado di separare in sicurezza i flussi di traffico e alternativa alla prima in caso di una sua chiusura. Ed è infatti in questa direzione che si stanno muovendo tutti i principali tunnel stradali nell’arco alpino. Nel traforo del Frejus è dal 2011 che si sta scavando per realizzare la seconda canna e lo stesso presto accadrà al tunnel stradale del San Gottardo. Recentemente infatti, l’elettorato elvetico, notoriamente virtuoso ed attento alle tematiche ambientali, ha detto “sì”, tramite un referendum, alla costruzione di una seconda galleria stradale, e lo ha fatto, non certamente per aumentare il transito dei mezzi pesanti, ma bensì incrementare la sicurezza del tunnel stradale e scongiurare una eventuale chiusura. Una scelta quella degli elvetici che, è stata fatta, ed è significativo dirlo, durante l’inaugurazione del nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo. Ciò dimostra che una cosa non esclude l’altra.

Per rispondere quindi alle legittime preoccupazioni, che sono anche le nostre, di chi teme l’aumento dei “Tir” nella valle, l’UVP ritiene che la condizione necessaria all’eventuale costruzione della seconda canna, sia quella di rendere le due gallerie percorribili su una sola corsia per senso di marcia. L’altra corsia servirebbe da corsia d’emergenza permettendo alla polizia, alle ambulanze e ai vigili del fuoco di procedere rapidamente in caso di incidente. Progettando in questo modo la circolazione, i transiti non cambierebbero rispetto a oggi, delle due corsie aperte oggi nel vecchio tunnel ne rimarrebbe aperta una soltanto in una direzione, mentre nel nuovo tunnel resterebbe aperta una sola corsia nella direzione opposta, migliorando così ulteriormente la sicurezza nella circolazione stradale all’interno del tunnel, senza provocare alcun aumento di traffico, assicurando così la salvaguardia dell’ambiente alpino.

Un dato certo è che una nuova canna aumenterebbe dell’80% la sicurezza. In caso di incidente o di incendio in uno dei due fornici, l’altro collegato al primo da by-pass percorribili anch’essi dai mezzi d’intervento, servirebbe ulteriormente, sia da via di soccorso che da via di fuga. A marzo del 1999, se il tunnel fosse già stato a due canne non si sarebbero avuti trentanove morti. Il raddoppio della galleria eliminerebbe inoltre il rischio di scontri frontali e laterali fra due veicoli. Altro vantaggio, non indifferente, sarebbe quello di consentire, nelle ore di minor traffico, di poter fare i lavori di manutenzione in piena sicurezza chiudendo il fornice dove si svolgono e ristabilendo temporaneamente nell’altro una circolazione bidirezionale.
Altro aspetto che va considerato sono il costo delle nostre autostrade, in gran parte questo è dovuto al fatto di aver costruito un’autostrada con un tracciato inserito su lunghissime gallerie, proprio per ottenere il massimo rispetto per il territorio e l’ambiente. Un’opera che ha permesso di liberare dal traffico, soprattutto da quello pesante, i numerosi centri abitati e gli insediamenti turistici dell’Alta Valle. Possiamo correre il rischio di buttare tutto al vento? Così da subire oltre al danno dei costi anche la beffa di far diventare quell’investimento inutile?
Anche sulla questione inquinamento, su cui si è scagliato il sindaco di Chamonix, Eric Fournier, c’è da far chiarezza, oggi al traforo del Monte Bianco è vietato il transito ai mezzi pesanti obsoleti e quindi più inquinanti, classificati nelle categorie Euro 0, Euro 1 e Euro 2 ed oltretutto a transitare nel traforo del TMB, sono per la quasi totalità (90%) i meno inquinanti Euro 5 ed Euro 6. Ciò nonostante, l’anno scorso dal versante francese del Monte Bianco è emerso un dato sconcertante, l’aria risultava più inquinata di Parigi. Eppure l’allarme inquinamento non riguardava il versante italiano. Ora, quel che è certo, è che il traffico veicolare pesante è una delle cause dell’inquinamento dell’aria, ma non di certo tra le principali e questo non spiega, essendo presente in ugual misura in entrambi i versanti, perché in Valle d’Aosta non si fosse verificato lo stesso problema. Un reportage fatto l’anno scorso dall’emittente France 2 ha mostrato come l’allarmante stato dell’aria presente a Chamonix è da ricondurre principalmente alla scelta sciagurata di costruire un inceneritore, che riversa i suoi fumi, proprio in mezzo ad una vallata alpina. Fumi che poi, a causa delle condizioni meteorologiche e morfologiche del territorio ovviamente non si disperdono.
Quindi per concludere, i trasporti nella nostra regione, devono finalmente diventare un’opportunità e non solo un problema, affrontiamo quindi questa discussione con serietà e maturità, nel merito, senza avere preclusioni ideologiche, perché ne va del futuro della nostra Regione.

 

Fabio Marra
Vice Presidente UVP

Nulla sarà più come prima …

I fatti di Parigi segnano un momento storico tragico

I fatti di Parigi segnano un momento storico tragico, e, dopo gli attentati dell’11 settembre, ci fanno capire, in modo inequivocabile, che dal 13 novembre, nel mondo che conosciamo, nulla sarà più come prima.

Laurent Viérin Leggi tutto

La politica siamo noi!

Il silenzio uccide le idee

Parliamo di politica, parliamone. Discutiamo, arrabbiamoci anche, ma discutiamo. Perché il silenzio della gente, delle persone comuni è uguale alla rassegnazione di una situazione che non si può cambiare, lontana da noi stessi, segno in fondo della convinzione di non poter cambiare le cose. […]

Alessia Favre Leggi tutto

Stampa

Un progetto per l’UVP

UVP è da poco entrata a far parte di un nuovo progetto che ha dato il via a una nuova fase politica. Alla base di questa alleanza c’è un programma di 27 punti che traccia il percorso e il lavoro da fare. Come gruppo stiamo riorganizzando il nostro modo di lavorare per essere utili e […]
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vers-l'avenir

Convocazione del Congrès Straordinario

Buongiorno a tutti, mi pregio convocare un Congrès straordinario dell’Union Valdôtaine Progressiste, lunedì 4 luglio 2016 alle ore 18.00, a Fénis presso il salone Tzanté de Bouva per l’esame del sotto riportato punto all’ordine del giorno: – Presentazione ed approvazione delle modifiche allo Statuto dell’Union Valdôtaine Progressiste. La convocazione si è resa obbligatoria a seguito […]
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NYX

Comunicato stampa UVP

Il Conseil des Communautés dell’Union Valdôtaine Progressiste, riunitosi questo venerdì 3 giugno presso la sala Londres di Châtillon: evidenziata la validità del confronto con le forze autonomiste e progressiste rappresentate in seno al Consiglio regionale avviato a seguito delle risultanze del Congresso del 12 marzo scorso; sottolineata la soddisfazione per la condivisione raggiunta sui punti […]
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Statuto

Union Valdôtaine Progressiste | Statuto del movimento

articolo1

Denominazione e simbolo

È costituita, sotto forma di associazione regolata dagli art. 36 e seguenti del Codice Civile e nel rispetto delle leggi vigenti in materia, un Movimento politico denominato “Union Valdôtaine Progressiste”. Il simbolo del Movimento è costituito da una testa di leone dorato in campo rosso-nero sovrastata dalla denominazione Union Valdôtaine Progressiste. La durata del Movimento […]

articolo2

Sede

Il Movimento ha sede legale in Charvensod, Località Pont Suaz, 87. Il trasferimento della sede sociale non comporta modifica statutaria.

articolo3

Dichiarazione sui principi ispiratori e finalità del movimento

L“Union Valdôtaine Progressiste” è un movimento politico fondato sui principi di democrazia e libertà scaturiti dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione antifascista e sui valori dell’autonomia e del federalismo globale in un’Europa dei popoli che: pone al centro della propria azione politica la persona umana e ne difende la dignità, la libertà di opinione, […]

1) Premessa

  1. Le donne e gli uomini che aderiscono al Movimento riconoscono nella Costituzione italiana e nello Statuto della Valle d’Aosta la fonte primaria delle regole della comunità politica. Considerano i loro principi, insieme a quelli sanciti nelle Carte sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, il riferimento di un impegno politico al pieno servizio del bene comune, della giustizia sociale e di un modello inclusivo di convivenza.

 

2) Principi di riferimento dei comportamenti individuali e collettivi

  1. Le donne e gli uomini del Movimento concepiscono la politica come aperta all’ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettosa delle altre autonomie, non autoreferenziale e soprattutto lontana da qualunque pretesa di invadenza e di lottizzazione.
  2. Le donne e gli uomini del Movimento considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. Si impegnano perché le differenze non siano ostacolo alla partecipazione, ma opportunità di dialogo e di crescita. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale.
  3. Le donne e gli uomini del Movimento adottano tempi, modalità e stile della loro attività politica che tengano conto delle responsabilità familiari, lavorative e professionali delle persone. Assumono la democrazia paritaria come criterio di comportamento nel Movimento, negli organismi collegiali e in quelli monocratici nonché come elemento di valutazione delle decisioni prese e delle attività svolte.
  4. Le donne e gli uomini del Movimento promuovono le capacità e le competenze, nella convinzione che il riconoscimento dei meriti, del lavoro svolto e dell’esperienza acquisita, così come il rinnovamento, diano qualità all’azione politica. Sostengono un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione e di informazione. Si impegnano a condurre il confronto con “volontà d’intesa”, ricercando cioè una reale interlocuzione. Favoriscono la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione democratica nelle forme più inclusive.
  5. Le donne e gli uomini del Movimento ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite.

 

3) Responsabilità personale e autonomia della politica

  1. Le donne e gli uomini del Movimento si impegnano, in particolare, a:
    1. non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza tale da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni;
    2. svolgere campagne elettorali con correttezza ed un uso ponderato e contenuto delle risorse, finanziate in modo trasparente e sempre accompagnate da un rendiconto finale, senza avvalersi per fini personali della pubblicità o comunicazione istituzionali. Si impegnano, inoltre, ad evitare forme di propaganda invasiva, nel rispetto dell’ambiente e del decoro urbano.
  2. Ciascun dirigente, le elette e gli eletti iscritti al Movimento si impegnano a:
    1. comunicare al Movimento le situazioni personali che evidenziano o possono produrre un conflitto di interessi, ovvero condizionare l’attività del Movimento o lederne l’immagine pubblica, in primo luogo nel caso di esistenza di un procedimento penale o di adozione di una misura di prevenzione nei propri confronti;
    2. assolvere con competenza, dedizione e rigore le funzioni ricoperte, senza cumulare incarichi che precludano di svolgere compiutamente la responsabilità affidata;
    3. rendicontare, con una relazione dettagliata, le somme impegnate individualmente o i contributi ricevuti da terzi e destinati all’attività politica ovvero alle campagne elettorali o alle competizioni interne al Movimento;
    4. evitare l’uso strettamente personale e lo spreco dei beni e delle risorse messi a disposizione in ragione dell’incarico svolto;
    5. rifiutare regali o altra utilità, che non siano d’uso o di cortesia, da parte di persone o soggetti con cui si sia in relazione a causa della funzione istituzionale o di Movimento svolta;
    6. utilizzare i mezzi di comunicazione per favorire una informazione corretta dei cittadini sulle questioni politiche ed istituzionali.

 

4) Leale collaborazione e sostegno alla vita del Movimento

Le donne e gli uomini del Movimento si impegnano a:

  1. contribuire personalmente all’attività del Movimento con uno specifico onere di concorso economico, proporzionale alle indennità percepite per coloro che sono eletti ovvero designati nelle istituzioni. La misura di detto onere verrà decisa annualmente dal Consiglio Direttivo.
  2. adottare e rispettare percorsi decisionali partecipati, trasparenti, motivati, rispettosi del pluralismo di posizioni politiche e culturali esistenti.
  3. favorire l’informazione ed il coinvolgimento degli aderenti e dei sostenitori nella vita del Movimento, evitando che le scelte organizzative producano forme di cristallizzazione interne ed esclusioni, discriminazioni o condizionamenti, e garantendo che gli orientamenti politico-culturali contribuiscano ad una libera dialettica interna al Movimento.
  4. promuovere e rispettare le regole per la par condicio nella partecipazione alle competizioni interne, anche in relazione ai limiti di spesa e alle modalità di utilizzo delle risorse economiche.
  5. favorire la parità di accesso ai servizi, alle risorse e ai beni comuni nonché il loro impiego corretto e trasparente.
  6. adottare la competenza, la serietà dell’impegno, il merito e le capacità personali come criteri prevalenti di discernimento e di valutazione delle persone in relazione agli incarichi e/o alla responsabilità che possono assumere, disincentivando ed evitando di premiare comportamenti trasformistici.
  7. non diffondere o utilizzare, senza giustificato motivo, dati, informazioni o documenti riservati conosciuti o ricevuti in ragione dell’incarico svolto o dell’appartenenza al Movimento.

 

5) Rinnovamento

Le donne e gli uomini del Movimento si impegnano a promuovere l’effettivo rinnovamento quale principio dell’azione politica. A tal fine le donne e gli uomini del Movimento si impegnano a rispettare il limite di due mandati completi e consecutivi per gli eletti dell’Union Valdôtaine Progressiste nel Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, al Parlamento Italiano ed al Parlamento Europeo. Solo una volta trascorso un ulteriore mandato completo sarà possibile presentare nuovamente la candidatura.

 

6) Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni

  1. Le donne e gli uomini del Movimento si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Movimento, coloro nei cui confronti:
    1. sia stato emesso decreto che dispone il giudizio per un reato di mafia o di criminalità organizzata, per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza e per sfruttamento della prostituzione;
    2. sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento), per un reato contro la pubblica amministrazione;
    3. sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;
  2. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, di intervenuta riabilitazione o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).
  3. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del Movimento, ovvero il personale di nomina politica, devono rassegnare le dimissioni dal relativo incarico.

Le manifeste

Valdôtains

pour notre Vallée et pour son Avenir levons la tête bien haut

Face à la dérive des principes qui sont à la base de notre histoire et de la vie démocratique de notre communauté reprenons nos libertés : liberté d’opinion, d’expression et d’action. Soyons libres d’être, connaître, parler, juger, choisir et agir. Retrouvons le respect des droits et de la dignité de la personne; promouvons le pluralisme, la solidarité, l’inclusion et la tolérance.

Valdôtains

défendons notre terroir, notre autonomie, nos institutions, nos communes, notre histoire, notre culture, nos valeurs, notre identité, nos langues, le droit au travail et les réels intérêts du peuple valdôtain. Retrouvons la plus ample participation et confrontation; donnons plus de confiance aux jeunes et aux femmes, dans un fort esprit de renouvellement, sans oublier l’expérience. Travaillons ensemble pour la croissance culturelle, économique et sociale de la Vallée d’Aoste et des Valdôtains.

Valdôtains

regardons loin, et choisissons notre Avenir. Bâtissons un vrai projet pour le futur de notre communauté.

Réunir. Réussir.

Vallée d’Aoste, le 3 janvier 2013

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87, lieu-dit Pont-Suaz
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